Gay & Bisex
CONSEGNA A DOMICILIO 2
25.04.2025 |
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"Bava che colava, occhi che lacrimavano, la gola che si apriva per accogliere tutto..."
Bologna, 25 aprile 2025Giò era sveglio da un’ora.
Nudo sotto una vestaglia leggera, girava per casa con una tazza di caffè in mano e il cazzo duro da quando aveva aperto gli occhi.
Le mutande del giorno prima ancora in terra, la cucina che puzzava di sesso, e la pelle che sembrava chiedere una nuova dose.
Alle 10 precise il campanello suonò.
Giò sorrise.
Aprì.
Davanti a lui c’era di nuovo il corriere. Lo stesso. Occhi duri, mascella rasata male, aria da maschio che non chiede.
Ma questa volta non era solo.
Dietro di lui, un altro ragazzo. Più giovane, più nervoso. Avrà avuto ventitré o ventiquattro anni. Capelli scuri, occhi neri, pelle olivastra e una tuta gialla col logo della ditta.
Teneva la scatola in mano come se servisse a coprirsi il cazzo già mezzo in tiro.
— «Lui è Leo.» disse il corriere, senza un sorriso. «È in formazione.»
Leo accennò un saluto.
— «Piacere...»
Giò non rispose. Si aprì lentamente la vestaglia, lasciandola scivolare sulle spalle. Nudo.
Il cazzo semi-eretto. Le palle gonfie. Il corpo già pronto.
— «Impara bene, Leo. Qui non si firma la consegna. Qui si scopa.»
Chiuse la porta. A chiave. Senza fretta.
Poi si voltò, guardando i due.
Il corriere si abbassò la zip e tirò fuori il cazzo. Grosso. Duro. Sporco di voglia.
Leo rimase immobile. Ma i suoi occhi erano incollati su Giò. E sul suo culo perfetto.
Giò si inginocchiò davanti a loro.
Si prese prima il cazzo del corriere in bocca, affondandolo fino in fondo.
Senza mani. Solo gola. Solo voglia. Solo schiocchi di saliva e grugniti.
Poi passò a Leo. Gli abbassò i pantaloni e lo guardò.
— «Bella roba, ragazzino… sei duro per me, eh?»
Leo ansimò.
Giò lo ingoiò tutto. E cominciò a lavorarselo con la bocca come una puttana di lusso.
La sua testa si muoveva avanti e indietro, con due cazzi da alternare. Uno già conosciuto. L’altro da esplorare.
Bava che colava, occhi che lacrimavano, la gola che si apriva per accogliere tutto.
Il corriere si spostò. Gli sputò sul buco, e senza dire nulla glielo infilò.
Duro. Secco. Tutto.
— «Oggi ti apro in due.»
— «Sì… scopami… fammi male…»
Leo guardava. Incerto. Eccitato. Con il cazzo pulsante.
Il corriere glielo prese e lo guidò dietro di sé.
— «Leccami. Aprimi. Poi scopi anche tu.»
Leo si chinò. Cominciò a leccare tra le chiappe dell’altro mentre lui scopava Giò. Una scena da porno hard, ma vera. Cruda.
Leccava come un cane affamato. Succhiava il buco. Lo apriva con la lingua.
Poi il corriere si tolse.
Leo lo prese. Entrò. Il suo primo culo. La sua prima scopata anale. Tremava.
— «Così, sì… scopami, piccolo porco… dimmi che ti piace…»
— «Mi piace… mi piace tantissimo…»
Il corriere tornò dietro. Si riaprì con la saliva e si piazzò sopra Leo.
E poi… insieme.
Due cazzi. In uno.
Uno dopo l’altro. A turno. Alternati. Poi contemporanei.
Giò urlava. Mordeva il cuscino. Si lasciava usare. Sporco. Aperto. Offerto.
Il buco allargato, le mani tirate dietro la schiena, i capelli tirati.
— «Guardati… sei la nostra troia oggi.»
— «Sì… vostra… solo vostra… scopatemi tutto…»
Il corriere venne per primo, dentro, a fondo, mentre lo mordeva sulla spalla.
Leo lo seguì dopo pochi colpi. Senza controllo. Dentro anche lui.
Giò si girò, prese i loro cazzi sporchi di sperma e li succhiò. Puliti con la lingua.
Poi si sdraiò sul letto, tremante.
— «È sempre così?» chiese Leo, col fiatone.
Giò lo guardò e sorrise.
— «No. A volte è anche peggio.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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