Gay & Bisex
“Nudo intero”
04.05.2025 |
2.698 |
1
"Gli leccò il culo lentamente, con pazienza, come se volesse scoprire cosa c’era dentro..."
A cinquantacinque anni, Giò si sentiva in bilico.Né vecchio, né giovane. Né stanco, né davvero vivo.
Si alzava presto, faceva colazione nudo davanti alla finestra, accendeva la radio e lasciava il caffè bruciare. Aveva tutto: una casa ordinata, un corpo ancora forte, amici, libri. Ma non bastava più.
Gli mancava la pelle di qualcuno addosso. L’odore caldo di un uomo tra le lenzuola. Uno sguardo che non fosse solo cortesia.
Quella sera non uscì. Aprì una chat. Una di quelle app dove ci si cerca, si finge, si desidera. Dove si spera che uno sconosciuto arrivi a toccarti nel posto giusto, anche solo per un’ora.
Messaggi secchi. Nessun nome. Nessuna promessa.
«Sei tu nella foto?»
«Sì. Vieni da me. Porta il vino. E non vestirti troppo.»
Giò rise. Una di quelle risate che escono dal petto e nascondono l’eccitazione.
Rispose con un semplice:
«Mandami l’indirizzo.»
Mezz’ora dopo, la porta si aprì.
Lui era più giovane. Di molto. Quaranta? Forse meno.
Maglietta nera, jeans consumati, occhi senza esitazione. Uno sguardo che non chiedeva scusa.
«Bella casa», disse entrando. «Ma troppo in ordine. Tu sei disordinato, invece. Dentro.»
Giò lo guardò sorpreso. Gli tremava qualcosa dentro. Non sapeva se era paura o eccitazione.
«Spogliati tu», disse. «Voglio vedere da dove cominciamo.»
Lo sconosciuto sorrise. Si tolse la maglietta. Il torace era asciutto, nervoso, segnato da una cicatrice sulla spalla. Si sfilò i jeans, poi i boxer. Il cazzo era già duro. Nessuna esitazione.
«E tu?» sussurrò.
Giò si tolse lentamente la camicia. Poi i pantaloni.
Quando rimase nudo, sentì l’aria addosso come una carezza.
Ma era lo sguardo dell’altro a farlo tremare.
«Mettiti in ginocchio.»
Non era un ordine violento. Era una richiesta chiara, naturale.
Giò si inginocchiò. Aprì la bocca.
Il cazzo dell’altro era caldo, vivo, pulsante. Lo prese dentro. Senza fretta. Senza pensieri.
«Bravissimo», sussurrò il ragazzo. «Hai più fame di me.»
Ogni gesto era preciso. La bocca di Giò era affamata e attenta. Ma era dentro la testa che qualcosa esplodeva. Il desiderio di essere visto, usato, amato. Di essere nudo per davvero.
Poi lo sconosciuto lo tirò su. Lo fece girare. Lo baciò sulla nuca.
«Adesso mi prendo tutto.»
Lo spinse piano sul divano. Aprì le gambe. Gli leccò il culo lentamente, con pazienza, come se volesse scoprire cosa c’era dentro.
Giò gemeva, con la testa appoggiata al cuscino.
«Ti piace?»
«Sì… Cristo, sì…»
Poi venne il momento. Lo prese. Con forza, ma senza violenza. Un colpo dentro, caldo, pieno.
Giò urlò. Non di dolore. Ma di resa.
Ogni spinta era un colpo alla solitudine. Una risposta al bisogno di sentirsi vivo.
Dopo, rimasero lì. Sudati. Silenziosi.
La città fuori continuava a muoversi. Ma dentro quell’appartamento il tempo si era fermato.
«Come ti chiami?» chiese Giò, con la voce rotta.
«Non stasera.»
Poi lo baciò sulle labbra.
«Fammi solo vedere quanto hai voglia di vivere.»
E Giò capì che quella notte non era solo sesso. Era un inizio. O una fine.
Ma, soprattutto, era vero!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per “Nudo intero”:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
