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Gay & Bisex

Il mistero Ep. 3


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
09.02.2026    |    1.138    |    0 9.6
"Mia moglie si masturbava guardando, le dita che affondavano nella sua passera fradicia, poi si chinò per leccare dove lui entrava e usciva, assaggiando i succhi misti..."
Il bruciore non accennava a svanire. Anzi, sembrava peggiorare: ogni volta che mi sedevo, o camminavo troppo a lungo, quel fuoco anale si riaccendeva, un pulsare umido e insistente che mi faceva sudare freddo. Marco era nella stessa barca – letteralmente – e mi chiamò il giorno dopo la pesca a tre, la voce tesa al telefono. 'Amico, non ce la faccio più. Sembra che mi abbiano versato acido lì dietro. Andiamo da un dottore, prima che impazziamo.' Non potei che concordare. Prenotammo una visita privata in una clinica discreta fuori città, uno di quei posti dove non fanno troppe domande e paghi in contanti per privacy.

Arrivammo insieme, seduti in sala d'attesa con le gambe che non stavano ferme. Il dottore era un tipo sulla sessantina, con occhiali spessi e un camice stirato, di nome dottor Rossi. Ci chiamò uno alla volta, ma insistette per vederci insieme quando capì che i sintomi erano identici. 'Interessante,' disse, sfogliando le nostre schede. 'Mal di testa post-sonno, bruciore anale intenso, sensazione di... penetrazione residua? Descrivetevelo.' Arrossii mentre parlavo, Marco annuiva accanto a me. 'È come se ci avessero dilatato da dentro, dottore. Brucia, pulsa, e c'è un po' di... umidità strana.' Lui scribacchiò appunti, poi ci fece spogliare per l'esame.

Prima me, sdraiato sul lettino con le gambe alzate in quella posizione umiliante. Il dottore infilò i guanti, lubrificò un dito e sondò piano. Io sibilai per il dolore, sentendo il suo tocco che sfiorava bordi gonfi e sensibili. 'Mmm, arrossamento marcato, piccole lacerazioni superficiali. Sembra che abbiate subito una... penetrazione vigorosa, signori. Qualcuno vi ha dato una ripassata bella soda mentre eravate fuori gioco?' Fece una pausa, guardandoci con un sopracciglio alzato. Io sbattei le palpebre, confuso. 'Cosa? No, dottore, era solo una pennichella in barca. Allergia, forse.' Lui rise piano, estraendo il dito. 'Allergia? Questa non è reazione chimica, è culo ben lavorato. Avete un amico con un attrezzo generoso? Tipo, enorme, quasi deforme – nodoso, venoso, quel genere che lascia il segno? Ho visto casi simili: un po' di lubrificante insufficiente, e boom, bruciore eterno.' Marco, che era entrato per il suo turno, arrossì violentemente. 'Ma no, era solo pesca! Birra, sole, niente di che.' Il dottore scrollò le spalle, passando a esaminarlo. 'Beh, se non era una sveltina tra maschi, forse avete sognato lo stesso porno. Prescrivo crema al cortisone e riposo anale per una settimana. E idratate bene – dentro e fuori.' Uscimmo con le ricette in mano, scambiandoci sguardi perplessi. 'Che cazzo intendeva con "ripassata"?' mormorò Marco mentre salivamo in macchina. 'E quel commento sul cazzo deforme? Strano tipo.' Io annuii, ma dentro di me un brivido mi percorse: lui, il marito della migliore amica, aveva un fisico imponente, ma non ci avevo mai pensato in quel modo. O sì?

Nel frattempo, a casa, l'atmosfera era elettrica. Mia moglie e la sua migliore amica avevano organizzato una "serata tra donne" da lui, mentre io e Marco eravamo dal dottore. Ma le cose escalarono in fretta. Lui le accolse con bottiglie di vino rosato e musica soft, il suo corpo atletico che riempiva la stanza. 'Ragazze, rilassatevi,' disse, versando i calici con un sorriso predatorio. Mia moglie, con i suoi capelli sciolti e un vestitino attillato, rise e si sedette sul divano accanto a lui. La migliore amica, più audace, gli si strinse contro dall'altro lato, la mano che sfiorava la sua coscia.

Non passò molto prima che i bicchieri si svuotassero e le mani vagassero. Lui le baciò prima una, poi l'altra, le labbra che succhiavano i loro colli sudati mentre le spogliava piano. Mia moglie gemette quando lui le slacciò il reggiseno, i seni pesanti che rimbalzarono liberi; la migliore amica gli tirò giù i pantaloni, e lì fu il momento: il suo cazzo enorme, quasi deforme, schizzò fuori come una bestia liberata. Era mostruoso – spesso come un polso, venoso e curvo in modo innaturale, con una cappella bulbosa e nodi irregolari lungo l'asta che lo facevano sembrare un'arma primitiva. 'Oh mio Dio,' ansimò mia moglie, inginocchiandosi per primo. Lo prese in bocca, le labbra che si tendevano al massimo per avvolgerlo, succhiando con avidità mentre la saliva colava giù per il suo mento. Lui grugnì, afferrandole i capelli e spingendo piano, il glande che le gonfiava le guance.

La migliore amica non restò indietro: si unì, leccando le palle pesanti di lui mentre mia moglie pompava l'asta deforme con le mani, strizzando quei nodi venosi che pulsavano. 'Scopami con quella cosa,' implorò la migliore amica, sdraiandosi sul tappeto e aprendo le gambe. Lui non se lo fece ripetere: la penetrò con un colpo secco, il cazzo enorme che stirava la sua figa bagnata, facendola urlare di piacere misto a dolore. 'È così grosso... mi spacca!' gridò, ma le sue unghie gli graffiavano la schiena, incitandolo a spingere più forte. Mia moglie si masturbava guardando, le dita che affondavano nella sua passera fradicia, poi si chinò per leccare dove lui entrava e usciva, assaggiando i succhi misti.

Lui le ribaltò, mettendole a pecorina una accanto all'altra sul divano. Prima scopò la migliore amica con spinte violente, il suo cazzo deforme che la riempiva fino in fondo, facendole schizzare umori sulle cosce. 'Prendilo tutto, troia,' ringhiò, schiaffeggiandole il culo mentre la figa si contraeva intorno a lui. Poi passò a mia moglie, inserendolo piano per farla abituare alla girth mostruosa, ma accelerò presto, pompendola come un pistone. Lei urlava, il corpo che tremava, 'Più profondo, cazzo, fammi sentire quei nodi!' Lui obbedì, il sudore che gli colava sul petto muscoloso, e quando venne, esplose dentro di lei con fiotti caldi e abbondanti, il seme che traboccava e gocciolava sul pavimento. La migliore amica lo ripulì con la bocca, succhiando i residui dal suo arnese esausto ma ancora imponente, mentre mia moglie leccava il suo clitoride gonfio fino a farla venire in un orgasmo convulso.

Passarono la notte così, corpi intrecciati in un'orgia di gemiti e umidità, lui che le sfondava alternandole, il cazzo deforme che lasciava entrambe esauste e soddisfatte. Al mattino, quando io e Marco tornammo a casa – io dal mio appartamento, lui dal suo – le mogli erano radiose, con un'aria sazia che non spiegavano. 'Serata divertente,' disse mia moglie con un occhiolino, mentre la migliore amica abbracciava lui con possessività. Io sentii un'altra fitta al culo, e Marco mi mandò un messaggio: 'Ancora brucia. E quelle battute del dottore... boh.' Ma sotto la confusione, un sospetto si insinuava: e se il fuoco che sentivamo non fosse solo allergia, ma l'eco di qualcosa di più grave che il dottore non aveva riconosciuto ?
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