Gay & Bisex
L' identità svelata
Kimboy74
16.02.2026 |
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"Stavo solo controllando se stava bene, ' balbettò, ma Maria lo trascinò via, in camera loro..."
Luca aveva venticinque anni e una vita che teneva nascosta ai genitori per troppo tempo. Viveva ancora a casa, in quella villetta suburbana con il giardino curato e le cene familiari rituali. Andrea, il suo fidanzato da un anno, era un tipo atletico, con capelli scuri e un sorriso che faceva sciogliere Luca ogni volta. Quella sera, durante la cena domenicale, Luca decise che era il momento. 'Mamma, papà,' disse con voce tremante, stringendo la mano di Andrea sotto il tavolo, 'lui è Andrea, il mio fidanzato.'La madre, Maria, una donna di mezza età con i capelli tinti e un'espressione perennemente sorpresa, posò la forchetta con un tintinnio. 'Non ci avevi detto di essere gay!' esclamò, gli occhi spalancati, alternando lo sguardo tra il figlio e l'uomo accanto a lui. 'Cioè, pensavamo avessi una ragazza, o... non so, ma questo?'
Il padre, Giovanni, un uomo robusto con baffi grigi e mani callose da operaio, scrollò le spalle fingendo indifferenza. 'Beh, è la sua vita,' borbottò, versandosi altro vino, ma dentro di sé ribolliva. Non era la rivelazione in sé a turbarlo – era l'immagine che gli si era piantata in testa: chi dei due era quello attivo? Chi prendeva in culo suo figlio? Giovanni aveva sempre visto Luca come il suo erede, un ragazzo timido e remissivo, e ora l'idea di vederlo sottomesso lo ossessionava. Non era rabbia, era una curiosità malata, un prurito che non riusciva a grattare.
Andrea rise piano, cercando di alleggerire l'atmosfera. 'Piacere di conoscervi. Luca mi ha parlato tanto di voi.' Maria annuì meccanicamente, bombardandolo di domande – come si erano conosciuti, cosa facevano – mentre Giovanni masticava in silenzio, gli occhi fissi sul piatto. La cena finì in un misto di imbarazzo e convenevoli, e Andrea se ne andò con un bacio sulla guancia di Luca, promettendo di tornare presto.
Quella notte, mentre Maria russava nel letto matrimoniale, Giovanni non riusciva a dormire. L'ossessione lo divorava. Si alzò piano, in mutande, e si avvicinò alla porta della camera di Luca, socchiusa come al solito. Dal buco della serratura, intravide la luce fioca della lampada: Luca era lì, nudo sul letto, con Andrea sopra di lui. Giovanni trattenne il fiato, il cuore che martellava.
Andrea aveva spinto Luca supino, le gambe spalancate. 'Sei così stretto stasera,' mormorò Andrea, lubrificando il suo cazzo eretto con saliva prima di premere la cappella contro l'ano di Luca. Il figlio gemette piano, le mani aggrappate alle lenzuola, il corpo passivo e arrendevole. Non opponeva resistenza; al contrario, inarcava i fianchi per accogliere meglio l'intrusione. Andrea entrò piano, centimetro dopo centimetro, dilatando il buco stretto di Luca con spinte lente e profonde. 'Prendilo tutto, amore,' disse, afferrandogli le cosce e spingendo fino in fondo, il suo scroto che sbatteva contro le natiche di Luca.
Luca era la quintessenza del passivo: non si muoveva, non comandava; si limitava a gemere, gli occhi chiusi in estasi, mentre Andrea lo scopava con ritmo crescente. Il cazzo di Andrea entrava e usciva dal culo di Luca con schiocchi umidi, il lubrificante che colava sulle lenzuola. 'Sì, così, fammi sentire quanto ti piace,' ansimava Andrea, accelerando, le mani che strizzavano i capezzoli di Luca. Il figlio annuiva debolmente, il suo stesso cazzo duro ma intatto, che sfregava contro la pancia senza essere toccato. Era completamente sottomesso, un ricettacolo per il piacere dell'altro, il corpo che tremava a ogni affondo.
Giovanni spiava, il respiro corto, una mano che scivolava involontariamente nei pantaloni. Vedeva suo figlio preso da dietro – no, supino, ma comunque dominato – il culo dilatato e rosso, Andrea che pompava senza pietà, venendo infine con un grugnito, riempiendo Luca di sperma caldo che fuoriusciva piano quando si ritrasse. Luca, esausto e soddisfatto, si accarezzò il cazzo per venire a sua volta, schizzi deboli sul petto, mentre Andrea lo baciava.
Improvvisamente, una mano gli strinse il braccio. 'Giovanni, che diavolo fai?' sussurrò Maria, dietro di lui nel corridoio buio, gli occhi fiammeggianti di rabbia e incredulità. Giovanni sobbalzò, ritraendosi dal buco della serratura, il viso paonazzo. 'Niente, io... stavo solo controllando se stava bene,' balbettò, ma Maria lo trascinò via, in camera loro.
'Promettimi che non lo farai più,' sibilò lei, mentre lui annuiva vigorosamente, il cuore ancora in gola. 'Giuro, non lo farò più.' Ma dentro, l'immagine di Luca passivo, preso così completamente, lo perseguitava, un segreto che avrebbe custodito nel buio della sua mente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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