Lui & Lei
Sosta sulla statale
Kimboy74
20.02.2026 |
574 |
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"La tenevo per i capelli, tirandoli piano per inarcarle la schiena, mentre il mio cazzo entrava e usciva dalla sua figa fradicia..."
Sosta sulla StataleEra una di quelle notti d'estate in cui l'aria era ancora calda, ma con un filo di fresco che prometteva tempesta. Io guidavo la mia vecchia Fiat sulla statale deserta, la strada dritta come un fuso che si perdeva nell'oscurità. Accanto a me c'era Sara, la mia ragazza, una mora slanciata con curve che mi facevano impazzire. Aveva bevuto un po' troppo al pub, era mezza ubriaca, gli occhi lucidi e un sorriso malizioso sulle labbra. 'Non ce la faccio più,' mormorò all'improvviso, la mano che scivolava sul mio pantaloncino.
Le mie mani stringevano il volante, ma sentii il suo tocco caldo attraverso il tessuto. Lei slacciò la zip senza chiedere, tirando fuori il mio cazzo già semi-eretto dall'eccitazione. 'Guarda qui,' rise piano, chinandosi sul sedile. Le sue labbra calde si chiusero intorno alla cappella, la lingua che roteava piano mentre lo prendeva in bocca. Guidavo a centoventi, la strada vuota, ma il cuore mi batteva forte. Succhiava con avidità, la testa che saliva e scendeva, la saliva che colava lungo l'asta. Ogni tanto alzava lo sguardo, gli occhi che mi fissavano mentre ingoiava più a fondo, la gola che si contraeva intorno al mio membro. 'Cazzo, Sara, sei una diavola,' gemetti, rallentando un po' per non perdere il controllo dell'auto.
Il suo pompino era bagnato e ritmato, le labbra tese che scivolavano su e giù, la lingua che premeva sotto la vena pulsante. Mi leccava le palle, succhiandole una alla volta, mentre la mano pompava la base. Ero duro come pietra, il cazzo che pulsava nella sua bocca calda. 'Fermati e scopami,' ordinò all'improvviso, staccandosi con un pop sonoro, la saliva che le colava sul mento. Non me lo feci ripetere. Frenai piano, accostando nella piazzola di sosta buia, illuminata solo dai fari sporadici delle auto che sfrecciavano.
Scendemmo dall'auto, l'aria notturna fresca che mi accarezzava la pelle. Aprii la portiera del passeggero, e lei si sporse in avanti, il culo sodo esposto al vento, le mutandine abbassate fino alle ginocchia. Il vento freddo mi fece rabbrividire, ma il mio cazzo si indurì ancora di più, eretto e pronto. Mi posizionai dietro di lei, afferrandole i fianchi larghi. La figa era già bagnata, le labbra gonfie che invitavano. Spinsi dentro con un colpo secco, l'asta che affondava nel calore stretto. 'Sì, scopami forte,' gemette lei, spingendo indietro contro di me.
Pompavo con potenza, il bacino che sbatteva contro il suo culo, ogni affondo che la faceva gemere. Il vento gelido mi sferzava le palle, facendole contrarre, ma aumentava solo il piacere. La tenevo per i capelli, tirandoli piano per inarcarle la schiena, mentre il mio cazzo entrava e usciva dalla sua figa fradicia. I succhi colavano lungo le sue cosce, il suono bagnato dei nostri corpi che si univano echeggiava nella notte. Auto passavano veloci, i fari che ci sfioravano, ma non ci importava: era eccitante, rischioso. 'Più profondo,' ansimò, le unghie che graffiavano il sedile.
La scopavo senza sosta, il ritmo accelerato, sentendo le pareti della sua figa stringersi intorno al mio membro. Sudavamo entrambi, il vento che asciugava il sudore sulla mia schiena. Poi, all'improvviso, lei si irrigidì. 'Esci, mi sto pisciando,' disse con voce rotta, e io mi ritrassi di scatto. Un fiotto caldo schizzò fuori dalla sua figa, squirting potente che bagnò l'asfalto e le mie gambe. Era un getto chiaro e abbondante, il suo corpo che tremava nell'orgasmo, le cosce che si contraevano mentre piscia e succhi si mescolavano in un'esplosione bagnata.
Io ero al limite, il cazzo lucido e pulsante. Non potevo finire dentro di lei in quel momento, così afferrai l'asta con la mano e cominciai a segarmi furiosamente, in piedi tra le macchine che sfrecciavano. Il vento freddo mi accarezzava la cappella sensibile, mentre pompavo veloce, gli occhi fissi sul suo culo ancora esposto. Le auto passavano vicine, clacson sporadici, ma l'adrenalina mi spinse oltre. Venne fuori in archi potenti, il seme bianco che schizzava sull'asfalto e sulle sue natiche, colando piano. Ansimai, esausto, mentre lei si girava ridendo, il viso arrossato. 'Cazzo, che notte,' disse, prima di baciarami con gusto, il sapore di piscia e sesso ancora nell'aria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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