Gay & Bisex
Il padre di lei
Kimboy74
24.02.2026 |
4.305 |
11
"'Bravissimo, ' disse la moglie, avvicinandosi per leccare la sborra dal culo del ragazzo..."
Ettore non riusciva a togliersi dalla mente Kindy, la sua compagna di classe con quel sorriso dolce e i capelli che le incorniciavano il viso in modo così invitante. Era magra, con curve appena accennate, ma per lui era perfetta. Un giorno, dopo le lezioni, le propose di studiare insieme per un esame imminente. Kindy accettò con entusiasmo: 'Vieni a casa mia, i miei genitori sono fantastici e non ti disturberanno.'Il giorno dopo, Ettore bussò alla porta della casa di Kindy, un po' nervoso, stringendo i libri sotto il braccio. La casa era in un quartiere tranquillo, ma quando entrò, fu colpito da un'atmosfera diversa, quasi opprimente. Le pareti erano tappezzate di foto di nudo: corpi neri, muscoli scolpiti, pose provocanti che riempivano ogni spazio. Ettore arrossì, i suoi occhiali che gli scivolavano sul naso sudato. 'È... ehm, una collezione interessante,' balbettò, cercando di non fissare troppo.
Kindy rise piano. 'Già, i miei sono un po' eccentrici. Vieni, studiamo in salotto.' Ma mentre si sistemavano, sentirono l'acqua scorrere dalla doccia. La porta del bagno era aperta, e attraverso il vapore, Ettore intravide la madre di Kindy. Era una donna mozzafiato: pelle scura e liscia, tette enormi che ondeggiavano mentre si insaponava, un culo da sogno, rotondo e sodo, che catturava la luce. Ettore distolse lo sguardo, ma il suo cazzo si indurì nei pantaloni. Kindy non sembrò notare nulla, continuando a sfogliare i libri.
Finita la doccia, la madre uscì avvolta in una vestaglia viola trasparente, che lasciava intravedere i capezzoli duri e la curva del suo sesso. Si avvicinò con un sorriso malizioso. 'Tu devi essere Ettore, il amico di Kindy. Piacere, io sono la mamma.' La sua voce era vellutata, e quando gli strinse la mano, le sue tette sfiorarono il braccio di lui. Ettore balbettò qualcosa, il cuore che gli martellava.
'Ho sentito che sei appassionato di tecnologia,' disse lei, sedendosi accanto a loro. 'Mio marito vende robot umanoidi, roba all'avanguardia. Dovresti venire domani, ne porterà uno a casa per dimostrarlo.' Kindy annuì, e Ettore, ancora stordito, accettò.
L'indomani, Ettore tornò, ma Kindy non era in casa. 'È uscita per un attimo,' gli aveva detto al telefono. Bussò, e la porta si aprì da sola. Davanti a lui c'era un robot: alto, con lineamenti umani, pelle sintetica liscia, occhi che brillavano di un'intelligenza artificiale. 'Benvenuto, Ettore. Il padrone di casa ti attende.' La voce era perfetta, quasi seducente.
Il robot lo guidò in soggiorno, dove Kumbu sedeva su un divano enorme. Era un colosso: più di due metri, muscoli gonfi sotto la pelle nera, un'aura dominante che riempiva la stanza. 'Ettore, giusto? Siediti. Ti è piaciuto il robot?' chiese con un ghigno.
'Sì, è... affascinante,' rispose Ettore, sedendosi con le mani che tremavano.
Kumbu rise, una risata profonda. 'Vieni, ti mostro una cosa.' Prese un telecomando e accese lo schermo. Ettore impallidì: era un video di lui, la sera prima, nascosto dietro la porta, che si segava furiosamente guardando la moglie spalmarsi crema sul corpo nudo. Il suo cazzo piccolo e magro pulsava nella mano, e lui veniva con un gemito soffocato.
'Porca puttana,' mormorò Kumbu. 'Se non vuoi che Kindy veda questo, e i suoi amici, e la scuola... obbedirai.'
Ettore annuì terrorizzato, le lacrime agli occhi. In quel momento entrò la moglie, ancora in vestaglia viola, le tette che ballonzolavano. 'Oh, il ragazzo è qui. Che carino.' Versò una bevanda in un bicchiere. 'Bevi, ti rilasserà.' Era dolce, con un sapore strano, e presto Ettore sentì il corpo pesante, la mente annebbiata.
Lo portarono in camera da letto, una stanza enorme con un letto king size e altre foto nude alle pareti. 'Spogliati,' ordinò Kumbu. Ettore obbedì, tremando, il suo corpo mingherlino esposto: cazzo flaccido, culo stretto.
La moglie lo guardò, leccandosi le labbra. 'Sei un bel ragazzo, Ettore. Dovresti scopare nostra figlia, non fare il porco con la mamma.' Ma i suoi occhi dicevano il contrario, mentre si slacciava la vestaglia, rivelando le tette enormi e il culo da sogno.
Kumbu rise. 'Inginocchiati a pecora sul letto.' Prese un tubo di vaselina e ne spalmò una grossa quantità sul culo di Ettore, infilando un dito dentro per lubrificare. Ettore gemette di dolore e umiliazione, il suo buco vergine che si contraeva.
' Rilassati, puttanella,' grugnì Kumbu, slacciandosi i pantaloni. Il suo cazzo era mostruoso: spesso, venoso, lungo almeno 25 centimetri, la cappella viola e gonfia. Si posizionò dietro Ettore, premendo la punta contro il suo culo.
' No, per favore...' implorò Ettore, ma Kumbu spinse dentro con un colpo secco. Il dolore fu lancinante, come se lo squarciassero. Ettore urlò, le lacrime che colavano, mentre il cazzo enorme lo riempiva, centimetro dopo centimetro, stirando il suo buco stretto.
La moglie si sdraiò di fronte, le gambe aperte, la figa bagnata e rasata che luccicava. Iniziò a masturbarsi furiosamente, le dita che scivolavano dentro e fuori la sua fica succosa, le tette che rimbalzavano. 'Sì, scopalo forte, amore. Fagli vedere come si fa.'
Il robot, obbediente, prese un telefono e iniziò a registrare: primi piani del cazzo di Kumbu che pompava nel culo di Ettore, il ragazzo che singhiozzava e si contorceva, il sudore che gli colava sul corpo magro. Kumbu afferrò i fianchi di Ettore, scopandolo con colpi potenti, il suo sacco pesante che sbatteva contro le chiappe.
'Prendilo tutto, frocio,' ringhiò Kumbu, accelerando. Ettore sentiva il suo corpo tradirlo: il dolore si mescolava a un piacere proibito, il suo cazzo che si induriva contro il letto. La moglie gemette, venendo con un urlo, i succhi che le schizzavano dalle dita.
Kumbu non si fermò, martellando senza pietà. Dopo minuti che sembrarono ore, ruggì e venne, inondando il culo di Ettore con fiotti caldi di sborra, che colava fuori dal buco dilatato. Si ritirò con un pop, lasciando Ettore tremante, il culo rosso e gocciolante.
'Bravissimo,' disse la moglie, avvicinandosi per leccare la sborra dal culo del ragazzo. 'Ora, la prossima volta coinvolgeremo Kindy. Ma questo è il nostro segreto.' Il robot continuò a filmare, catturando ogni dettaglio taboo.
Ettore giacque lì, distrutto e eccitato, sapendo che era solo l'inizio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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