Gay & Bisex
Il nonno mago II episodio
Kimboy74
05.03.2026 |
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Girolamo, con gli occhi vitrei e il seme del professore che colava dal culo dilatato, annuì debolmente..."
Secondo episodio Il Collegio Svizzero: La Mutazione e il Professore
Girolamo si trovava sotto il getto tiepido delle docce del collegio, l'acqua che scorreva sul suo corpo ancora tremante per gli effetti residui della pozione di Anselmo. Pensava di aver superato il peggio, ma un formicolio improvviso gli strinse lo stomaco. I suoi fianchi, già leggermente incurvati, iniziarono ad allargarsi con un sordo crack osseo; la pelle si tendeva mentre le ossa del bacino si spostavano, modellando una forma femminile più pronunciata. Un pulsante calore salì al petto: due piccoli seni spuntarono, sensibili e gonfi, con i capezzoli che si indurivano al minimo tocco dell'acqua, facendolo gemere di un misto di dolore e piacere inaspettato.
Proprio in quel momento, la porta delle docce si aprì con un cigolio. Il signor Müller, il giovane e severo professore di ginnastica, entrò con il suo passo marziale. I suoi occhi azzurri si fissarono immediatamente su Girolamo, nudo e vulnerabile. Il ragazzo cercò istintivamente di coprirsi, ma era troppo tardi. Müller, alto e muscoloso, con i capelli biondi tagliati corti e un'espressione da predatore, non batté ciglio. Invece di punirlo, un sorriso crudele gli incurvò le labbra.
"Non ti muovere, ragazzo," ordinò Müller con voce bassa e autoritaria. "So tutto. Tuo nonno mi ha parlato della pozione di Anselmo. Sono un suo vecchio complice, e questo... questo è solo l'inizio."
Senza dargli il tempo di reagire, Müller lo afferrò per un braccio e lo trascinò, avvolto solo in un asciugamano logoro, lungo il corridoio deserto fino al suo ufficio privato. Una volta dentro, chiuse la porta a chiave. "Spogliati. Fammi vedere cosa sta diventando il tuo corpo patetico."
Girolamo obbedì con le mani tremanti. I suoi fianchi larghi formavano ormai una curva inconfondibile e i piccoli seni si alzavano e abbassavano con il suo respiro affannoso. Müller lo squadrò come un oggetto, premendo le mani contro la sua pelle. "Apri le gambe," comandò, forzando le cosce del ragazzo. Le dita del professore pizzicarono i nuovi capezzoli con crudeltà, scatenando in Girolamo un'ondata di piacere elettrico.
Senza preavviso, Müller esplorò il basso ventre. Lì, dove una volta c'era la mascolinità di Girolamo, ora si apriva una figa nuova, le labbra gonfie e umide per la mutazione. "Una figa fresca, stretta come quella di una vergine," mormorò il professore, infilando due dita e spingendo con forza per testare la resistenza delle pareti interne. Girolamo gridò, mentre Müller sfregava con ritmo brutale contro i tessuti sensibili, ignorando i suoi singhiozzi. "Devo controllare quanto regge. Deve essere perfetta per ciò che tuo nonno ha in mente."
Soddisfatto, Müller girò il ragazzo a pancia in giù sul lettino e gli legò i polsi. "Ora il culo. Deve essere pronto per tutto." Iniziò a dilatare l'ano di Girolamo con le dita lubrificate dalla saliva, spingendo senza misericordia finché il passaggio non fu pronto. Poi, slacciatosi i pantaloni, tirò fuori il suo cazzo spesso e venoso.
Sputò sulla cappella e la premette contro la figa di Girolamo, entrando di colpo con un affondo secco. Il ragazzo urlò, ma Müller non si fermò, afferrando i fianchi larghi e scopando con furia, mentre il suono bagnato della penetrazione riempiva la stanza. Müller non aveva intenzione di essere delicato; per lui Girolamo era un esperimento perfettamente riuscito. Ogni colpo faceva sobbalzare i seni del ragazzo contro il lettino, mentre il professore gli artigliava i capezzoli per sincronizzare il dolore all'estasi magica.
"Guarda come ti sei bagnata, piccola troia di Anselmo," ringhiò Müller. La pozione nel sangue di Girolamo sembrava nutrirsi di quell'invasione: le pareti vaginali si facevano più elastiche e avide, stringendo il membro del professore in una morsa vellutata. Il piacere era ormai una marea nera che cancellava ogni vergogna.
Müller lo afferrò per i capelli, costringendolo a inarcare la schiena per esporre ancora di più il culo. "Voglio vedere se riesci a contenermi tutto." Si sfilò dalla figa e, con un movimento fluido e brutale, si seppellì nell'ano di Girolamo. L'urlo del ragazzo morì in gola; il dolore iniziale fu subito trasformato dalla magia in un calore accogliente. Müller iniziò a martellare il culo del ragazzo, mentre le sue dita tornavano a tormentare la figa anteriore per stimolarlo da entrambi i lati.
"Sì... proprio così... distruggi la mia resistenza!" gemette Girolamo con voce ormai acuta e femminile. L'ufficio era diventato un teatro di lussuria. Müller accelerò il ritmo, le palle che sbattevano contro le natiche arrossate, finché Girolamo non fu travolto da un orgasmo violento che fece spruzzare la sua nuova figa sul lettino.
"Sto per venirti dentro!" urlò il professore. Con un ultimo, selvaggio affondo, Müller scaricò getti densi di sperma nel retto di Girolamo, riempiendolo fino a farlo traboccare.
Müller si ricompose con fredda efficienza. "Ottimo lavoro, nipotina. Sei pronta per le lezioni. Ma ricorda: ogni sera verrai qui per il tuo 'allenamento speciale'. Abbiamo ancora molto da allargare."
Girolamo, con gli occhi vitrei e il seme del professore che colava dal culo dilatato, annuì debolmente. Capì in quel momento che il collegio non sarebbe stato un rifugio, ma il luogo della sua definitiva sottomissione.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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