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Prime Esperienze

La fine della fanciullezza


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
26.02.2026    |    2.577    |    3 9.1
"Le leccai la figa, lingua che affondava nelle labbra gonfie, succhiando il clitoride fino a farla tremare..."
Era un weekend di quelli che ti cambiano per sempre. I nostri zii erano venuti a trovarci, e come al solito, io e mio cugino Lucio finimmo a dormire sul divano letto in soggiorno. Avevamo 16 anni, corpi magri ma già segnati dalla pubertà, con cazzi che si indurivano al minimo pensiero sporco. La notte era calda, l'aria appiccicosa, e ci eravamo spogliati fino ai boxer, sudati e vicini nel letto stretto.

Mi svegliai per primo, con il cazzo duro come una barra di ferro che premeva contro il tessuto sottile. Lucio era girato verso di me, il suo respiro regolare sul mio collo, e notai il rigonfiamento nei suoi boxer. Curiosità e eccitazione mi travolsero. Gli sfiorai il braccio, e lui aprì gli occhi, assonnato ma subito vigile. 'Cazzo, anche tu?' mormorò, con un ghigno complice, guardando il mio pacco gonfio.

Iniziammo a confrontarci, tirando fuori i cazzi uno di fianco all'altro. Il mio era più lungo, circa 18 cm, con vene pulsanti e la cappella rossa e lucida di pre-cum. Quello di Lucio era più spesso, tozzo e aggressivo, con palle pesanti che dondolavano. Ci toccammo piano, esplorando la pelle calda, le texture diverse. 'Toccami,' dissi, e lui afferrò il mio cazzo, pompando lentamente. Io ricambiai, sentendo il suo pulsare nella mia mano, il calore che saliva.

La tensione crebbe, e senza parole, le nostre facce si avvicinarono. Le labbra si sfiorarono prima esitanti, un bacio timido che sapeva di sudore e desiderio represso. Ma poi esplose: le nostre bocche si aprirono, lingue che si intrecciarono in un duello bagnato e famelico. Lo baciai con fame, mordicchiandogli il labbro inferiore, assaporando il suo gemito mentre le nostre mani acceleravano sulle aste. Il bacio si fece sporco, saliva che colava sui menti, respiri affannati che si mescolavano. Gli leccai il collo, succhiando la pelle salata, e lui mi spinse la testa giù, guidandomi verso il suo cazzo.

Aprii la bocca e lo presi dentro, sentendo il sapore muschiato sulla lingua. Lo succhiai piano, la cappella che urtava il palato, mentre lui mi afferrava i capelli. 'Cazzo, sì,' grugnì, spingendo i fianchi. Ricambiai il favore, e presto stavamo 69 sul divano, cazzi in bocca uno all'altro, succhiando e leccando palle, con la gola che si contraeva intorno alle cappelle. Il pre-cum colava abbondante, e i nostri gemiti erano soffocati dal piacere.

Non resistemmo a lungo. Mi girai, e Lucio si mise a quattro zampe, il culo sodo esposto. Cercai in cucina un po' di burro dal frigo – l'unica cosa a portata – e lo spalmai sul suo buco stretto, un dito che scivolava dentro per aprirlo. Lui ansimava, 'Fammelo, cugino.' Il mio cazzo, lubrificato con il burro, premette contro l'ano, e spinsi piano. Entrò stretto, caldo, stringendomi come una morsa. Iniziai a scoparlo, fianchi che sbattevano contro il suo culo, il suono umido che riempiva la stanza. Lui si masturbava, e io lo pompai forte, sentendo le pareti contrarsi intorno al mio cazzo. Venne per primo, schizzi di sborra sul lenzuolo, e io lo seguii, inondandogli il culo con fiotti caldi e densi.

Dopo quell'esperienza, le cose cambiarono. Lucio smise di venire spesso, forse per la vergogna o il timore, ma io mi sentivo rinato, il cazzo affamato di altro. Iniziai a puntare alle ragazze della scuola, la mascolinità pompata da quella notte.

La prima fu Anna, una vergine timida con tette piccole e ferme, capelli castani che le incorniciavano il viso innocente. La portai a casa mia un pomeriggio, i genitori fuori. La baciai sul divano, le mani che le slacciavano la camicetta, succhiandole i capezzoli rosa fino a farli inturgidire. Lei tremava, 'Ho paura,' ma il suo buco era già bagnato quando le infilai le dita. Tolsi i pantaloni, il mio cazzo eretto balzò fuori, e lei lo fissò a bocca aperta. 'È grande,' sussurrò. La sdraiai, le aprii le cosce magre, e strusciai la cappella sulla sua fessura stretta. Spinsi dentro piano, rompendo la resistenza, il sangue misto al succo che lubrificava. Lei gridò, unghie nella mia schiena, ma presto gemette, 'Più forte.' La scopai ritmico, il cazzo che entrava e usciva dalla sua figa vergine, dilatandola. Venne stringendomi, e io scaricai dentro di lei, sborra che colava fuori dal buco arrossato.

Poi arrivò Sofia, la puttanella della classe, con curve da infarto – culo rotondo e tette da manciata. La incontrai in un party, e finimmo in bagno. 'Fammi vedere quel cazzo,' disse, inginocchiandosi subito. Lo prese in bocca, succhiando vorace, la lingua che roteava intorno alla cappella mentre mi guardava con occhi da troia. La girai contro il lavandino, le tirai su la gonna e la penetrai da dietro, la figa bagnata e accogliente che ingoiava il mio cazzo intero. Sbattevo forte, schiaffeggiandole il culo, lei che urlava 'Scopami più duro!' Le afferrai i capelli, tirandola indietro, e la pompai fino a farla squirtare sul pavimento. Io venni sulla sua schiena, fiotti bianchi che le colavano sul culo.

L'ultima, per ora, fu Giulia, la mia coetanea curiosa, con un corpo atletico e una figa rasata che scoprii in piscina. Dopo una nuotata, la portai negli spogliatoi vuoti. Ci baciammo sotto la doccia, acqua che scorreva sui nostri corpi nudi. Le leccai la figa, lingua che affondava nelle labbra gonfie, succhiando il clitoride fino a farla tremare. 'Voglio il tuo cazzo,' implorò. La sollevai contro il muro, le gambe intorno ai miei fianchi, e la infilzai, il mio cazzo che la riempiva mentre l'acqua ci bagnava. La scopai selvaggio, spinte profonde che la facevano rimbalzare, le sue tette che sbattevano contro il mio petto. Venne urlando, la figa che pulsava intorno a me, e io la riempii di sborra, sentendola gocciolare lungo le cosce.

Quelle esperienze mi resero un maschio sicuro, il cazzo sempre pronto a conquistare. Lucio era un ricordo eccitante, ma ora il mondo era pieno di fighe da fottere.
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