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Il sito di dating
Kimboy74
21.03.2026 |
874 |
2
"Ogni spinta era profonda, il ritmo che accelerava: Ibram lo scopava con forza controllata, il sudore che si mescolava all'olio, i corpi che sbattevano umidi..."
Ciro fissava lo schermo del telefono con un nodo allo stomaco. La sua autostima era a terra, un relitto dopo mesi di fallimenti sul lavoro e litigi con l'ex. Su quel sito di dating, aveva postato un profilo vago, quasi masochista: cercava qualcuno che lo mettesse al suo posto, che lo umiliasse per fargli sentire quanto valesse poco. Non si aspettava risposte serie, ma quando arrivò il messaggio di Ibram, con la sua foto sorridente e il testo gentile – 'Mi piacerebbe conoscerti, vieni al mio ristorante stasera?' – Ciro accettò, pronto a subire qualunque durezza.Il ristorante di Ibram era un angolo di Cairo nel cuore di Milano: spezie nell'aria, luci soffuse, tavoli di legno intagliato. Ibram lo accolse con un abbraccio caldo, le sue mani forti ma delicate sulle spalle di Ciro. 'Benvenuto, amico. Siediti, ti preparo qualcosa di speciale.' Non c'era traccia di crudeltà negli occhi scuri dell'egiziano, solo un calore accogliente che disarmò Ciro. Parlarono per ore: Ibram raccontò della sua vita in Egitto, delle ricette tramandate dalla nonna, mentre Ciro, titubante, accennò alla sua insicurezza. Invece di deriderlo, Ibram annuì con empatia. 'Tutti abbiamo momenti bui. Lascia che ti mostri che meriti di più.'
Quando il locale chiuse, Ibram propose di salire nel suo appartamento al piano di sopra. Ciro annuì, il cuore che batteva forte, aspettandosi il peggio: insulti, un uso rude del suo corpo per confermare la sua inutilità. Ma una volta dentro, con la porta chiusa, Ibram lo fece sedere sul divano e notò la tensione nel collo di Ciro. 'Sei rigido come una tavola. Lascia che ti aiuti.' Prese una bottiglia di olio essenziale – un misto di sandalo e gelsomino, profumato e caldo – e versò una generosa quantità sulle palme.
Le mani di Ibram si posarono sul collo di Ciro, e il calore penetrò immediatamente la pelle. L'olio scivolava liscio, le dita forti ma gentili premevano sui muscoli tesi, sciogliendo i nodi uno a uno. Ciro chiuse gli occhi, un brivido lo percorse: non era umiliazione, era sollievo. Il profumo dell'olio riempiva l'aria, dolce e avvolgente, mentre il calore delle mani di Ibram si diffondeva come un'onda, dal collo alle spalle, facendogli inclinare la testa all'indietro. 'Rilassati,' mormorò Ibram, la voce bassa e rassicurante, il respiro caldo contro l'orecchio di Ciro. Ogni tocco era deliberato: polpastrelli che sfregavano i tendini, palmi che scivolavano lungo la nuca, massaggiando via la rigidità accumulata.
La resistenza di Ciro si sciolse piano. Quello che aveva cercato come punizione si trasformava in qualcos'altro: un desiderio profondo, un abbandono che lo spaventava e lo eccitava. Le mani di Ibram scesero lungo la schiena, sotto la camicia, l'olio che ungeva la pelle nuda. Ciro gemette piano, il corpo che rispondeva involontariamente, il cazzo che si induriva nei pantaloni. 'Ti piace?' chiese Ibram, e Ciro annuì, incapace di parole. Si spogliarono l'uno dell'altro con urgenza crescente: Ibram tolse la camicia a Ciro, le sue labbra che sfioravano il petto mentre l'olio colava tra i pettorali. Ciro, tremando, slacciò i pantaloni di Ibram, rivelando il suo corpo atletico, la pelle olivastra e il cazzo già semi-eretto, spesso e venoso.
Nudi, si spostarono sul letto, l'aria carica di tensione erotica. Ibram continuò il massaggio, versando altro olio sul ventre di Ciro, le mani che scivolavano sulle cosce, sfiorando l'interno fino a raggiungere il culo. Ciro si aprì per lui, le gambe divaricate, il cuore che martellava. Non c'era più spazio per l'umiliazione; solo passione reciproca, un desiderio che li consumava. Ibram baciò Ciro con fame, la lingua che invadeva la bocca mentre una mano lubrificata con l'olio premeva un dito contro l'ano di Ciro. 'Dimmi se vuoi,' sussurrò, e Ciro annuì, ansimando: 'Sì, prendimi.'
Ibram entrò piano, il cazzo unto che spingeva contro l'ingresso stretto. Ciro sentì la pressione, il bruciore iniziale che si trasformava in piacere mentre Ibram lo riempiva centimetro dopo centimetro. 'Cazzo, sei stretto,' grugnì Ibram, afferrando i fianchi di Ciro e iniziando a muoversi. Ogni spinta era profonda, il ritmo che accelerava: Ibram lo scopava con forza controllata, il sudore che si mescolava all'olio, i corpi che sbattevano umidi. Ciro gemette forte, le unghie che graffiavano la schiena di Ibram, il suo cazzo che sfregava contro l'addome dell'egiziano. Il piacere montava, un'onda che lo travolgeva: ogni affondo colpiva la prostata, facendolo tremare di estasi.
Si baciarono di nuovo, lingue intrecciate, mentre Ibram aumentava il ritmo, scopando il culo di Ciro con spinte potenti. 'Vieni per me,' ordinò dolcemente, e Ciro obbedì: il suo cazzo pulsò, schizzando sperma caldo sul petto di entrambi. Ibram lo seguì subito dopo, riempiendo il culo di Ciro con fiotti di sborra calda, gemendo il suo nome. Esausti, crollarono insieme, le mani ancora intrecciate, il calore dei corpi che si fondeva in un abbraccio tenero. Per la prima volta da mesi, Ciro si sentì desiderato, non punito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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