Gay & Bisex
il ragazzo del boss
Kimboy74
14.03.2026 |
3.342 |
5
"Ogni sessione lasciava il suo culo più largo, le pareti interne che si abituavano al ritmo, il buco che restava aperto e pulsante dopo che Gennaro veniva, schizzando fiotti caldi dentro di lui..."
Gennaro e Ciro: Una Storia di Passione e TradimentoIn un piccolo paese del sud Italia, dove le voci corrono più veloci del vento tra i vicoli stretti, Gennaro era il boss indiscusso del quartiere. Alto, con spalle larghe e un tatuaggio di un lupo sul petto che sbucava dalla camicia aperta, comandava con un misto di carisma e minaccia. A 32 anni, aveva ereditato il giro di estorsioni e protezioni dal padre, ma era il suo fascino rude a legare tutti a lui. Poi arrivò Ciro, il ragazzo di 25 anni con occhi castani profondi e un corpo snello da operaio, che lavorava in un'officina vicina. Ciro non era gay, o almeno così si diceva da solo, ma quando Gennaro lo notò durante una partita di carte al bar, qualcosa scattò. Iniziarono con chiacchiere innocenti, birre condivise, e presto Gennaro lo portò a casa sua, una villa isolata ai margini del paese.
La prima notte fu un turbine. Gennaro spinse Ciro contro il muro del soggiorno, le mani ruvide che gli slacciavano la cintura. "Ti voglio," ringhiò Gennaro, la voce bassa e possessiva. Ciro esitò, il cuore che martellava, ma il calore del corpo di Gennaro lo travolse. Si arrese, le labbra che si incontravano in un bacio famelico. Gennaro lo spogliò con urgenza, le dita che esploravano il petto liscio di Ciro, scendendo fino a stringere il suo cazzo già duro. Lo girò, premendo il proprio membro eretto contro il suo fondoschiena. "Rilassati," mormorò, sputando sulla mano per lubrificare. Il cazzo di Gennaro, spesso e venoso, spinse dentro il culo stretto di Ciro senza pietà. Ciro gemette, il dolore che si mescolava al piacere mentre Gennaro lo scopava con spinte potenti, le palle che sbattevano contro la pelle. "Cazzo, sei stretto," grugnì Gennaro, afferrandogli i fianchi e affondando più a fondo, fino a far tremare le gambe di Ciro. Venne dentro di lui con un ruggito, il seme caldo che colava fuori mentre Ciro si accasciava, ansimante e confuso.
Gennaro si innamorò perdutamente. Passavano notti intere a scopare, il letto che cigolava sotto i loro corpi sudati. Ciro, pur negandolo a se stesso, si abituava al ritmo, al modo in cui Gennaro lo riempiva, lo dominava. Ma non tutti erano felici. Giulia, la sorella maggiore di Ciro, 28 anni, con curve generose e capelli neri corvini, bruciava di gelosia. Aveva sempre avuto un debole per Gennaro, fantasticando su di lui mentre si toccava di nascosto. Vederlo ossessionato dal fratello la faceva impazzire. "È mio," si ripeteva, tramando il suo piano.
Una sera, mentre Gennaro era a cena da loro – un invito forzato da Ciro per calmare le acque familiari – Giulia colse l'opportunità. Sapeva che Gennaro sarebbe passato dal bagno per lavarsi le mani dopo il pasto. Aprì la doccia, lasciando la porta socchiusa, e si spogliò lentamente, l'acqua che scorreva sul suo seno pieno e sui fianchi larghi. Si insaponò le tette, gemendo piano per attirare l'attenzione, le dita che sfioravano la fica rasata, già bagnata dall'eccitazione. Gennaro entrò, vide la scena e si fermò di colpo. Giulia si voltò, sorridendo maliziosa, l'acqua che le colava tra le cosce. "Entra, Gennaro... fa caldo qui dentro."
Lui la fissò per un secondo, gli occhi che scivolavano sul suo corpo nudo, ma poi scosse la testa. "Chiudi, Giulia, c'è freddo," disse secco, girandosi e uscendo senza voltarsi. Giulia rimase lì, furiosa e umiliata, l'acqua che ora le sembrava gelida sulla pelle.
Più tardi, Ciro trovò la sorella in cucina, il viso rosso di rabbia. "Non sono gay," le confessò lui, cercando di giustificarsi dopo averla sentita borbottare. "È solo... una cosa temporanea con Gennaro." Giulia rise, una risata tagliente e crudele. "Vedrai che a furia di prenderlo in culo ci diventi," disse, allontanandosi ridendo, lasciando Ciro a fissare il vuoto, un nodo allo stomaco.
Le scopate continuarono, sempre più intense. Gennaro non si stancava di Ciro, lo prendeva ovunque: in officina dopo il lavoro, contro il muro del garage, sul tavolo della cucina. Le inculate erano pesanti, senza fronzoli. Gennaro lo lubrificava appena, spingendo il suo cazzo grosso dentro il culo di Ciro con spinte violente, facendolo gridare. "Prendilo tutto," ordinava, le mani che stringevano le natiche, separandole per affondare più a fondo. Ciro si aggrappava ai mobili, il corpo che tremava mentre il membro di Gennaro lo dilatava, il bruciore che si trasformava in un piacere oscuro. Ogni sessione lasciava il suo culo più largo, le pareti interne che si abituavano al ritmo, il buco che restava aperto e pulsante dopo che Gennaro veniva, schizzando fiotti caldi dentro di lui. Ciro imparò a spingere indietro, a gemere per il cazzo che lo sfondava, ma dentro di sé negava ancora, ripetendo che era solo sesso.
Passarono mesi. Il culo di Ciro cambiò: da stretto divenne morbido e accogliente, pronto a ingoiare il cazzo di Gennaro senza resistenza. Le spinte erano più facili, più profonde, e Ciro eiaculava solo dal frottamento interno, il suo cazzo che gocciolava senza essere toccato. Ma l'amore di Gennaro vacillò. Incontrò Marco, un ragazzo di 20 anni dal paese vicino, con un sorriso timido e un corpo atletico. Marco era apertamente gay, e la loro connessione fu immediata. Una notte, mentre Ciro dormiva, Gennaro lo lasciò con un messaggio: "Ho trovato qualcun altro. È finita."
Giulia non perse tempo. Il giorno dopo, al mercato del paese, lo apostrofò con un ghigno. "Hai visto? Gennaro ti ha scaricato per un altro ragazzo. E ora tutti sanno del tuo culo sfondato, Ciro. Cammini come se avessi un palo dentro!" Rise forte, e le teste si girarono. Le voci si erano sparse: l'operaio che si faceva scopare dal boss, il suo buco dilatato da troppi cazzi. I compaesani sussurravano, ridacchiavano alle sue spalle. "Guarda come dondola," dicevano al bar. "Gennaro l'ha rovinato per sempre."
Ciro arrossì, il viso in fiamme, ma sotto la vergogna sentiva un vuoto. Il suo corpo, segnato dalle notti di passione, bramava ancora quel riempimento. Giulia continuò a prenderlo in giro per settimane, sussurrandogli all'orecchio: "Ora sei pronto per chiunque, eh? Il tuo culo è famoso qui." E il paese, crudele e chiassoso, non dimenticava.
Gennaro, nel frattempo, scopava Marco con la stessa ferocia, ma Ciro restava un ricordo, un capitolo chiuso in un libro di desideri proibiti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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