Prime Esperienze
Secondo me
Kimboy74
29.03.2026 |
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"Fu il mio battesimo, e da lì capii che il culo poteva essere una fonte di estasi infinita..."
Ricordo ancora quel periodo della mia vita, quando ero solo un ragazzino, non più di tredici o quattordici anni, e tutto sembrava così nuovo e carico di scoperte. Secondo me, il sesso è una cosa naturale, che va vissuta da giovani, prima dei diciotto anni, senza remore o tabù. Non importa se con un uomo o una donna, è un'esperienza che ti segna, ti apre al mondo in un modo che non puoi immaginare da adulto. Io l'ho fatto presto, e non me ne pento. Anzi, mi ha reso chi sono oggi, con una fame insaziabile di corpi e piaceri.La mia prima volta è stata con un uomo, un tipo di trentacinque anni che conoscevo dal quartiere. Si chiamava Marco, aveva baffi folti e neri che gli incorniciavano il sorriso malizioso. Ero giovanissimo, il mio corpo era ancora magro e inesperto, e non sborravo nemmeno ancora – non avevo quell'esplosione che viene dopo, ma sentivo un calore dentro che mi faceva tremare. Non fu violenza, niente di forzato. Mi aveva portato a casa sua un pomeriggio d'estate, con la scusa di farmi vedere dei fumetti. L'aria era calda, le persiane socchiuse lasciavano filtrare la luce polverosa.
'Vieni qui, piccolo,' mi disse con quella voce bassa, accarezzandomi i capelli. Mi fece sedere sul divano, e le sue mani grandi scivolarono piano sulla mia schiena. Non ebbi paura; ero curioso, eccitato da quel brivido proibito. Mi spogliò con calma, baciandomi il collo, le spalle. Il suo cazzo era già duro quando me lo mostrò, spesso e venoso, e io lo toccai per la prima volta, sentendo la pelle calda pulsare sotto le dita. Mi leccò il culo, la lingua che girava intorno al buco stretto, bagnandolo con saliva calda. Gemevo piano, le gambe che si aprivano da sole.
Poi mi girò, mi mise a quattro zampe sul tappeto. 'Rilassati, ti farà bene,' sussurrò, e spalmò un po' di lubrificante – non so da dove l'avesse preso – sul mio culo vergine. La sua cappella premette contro l'ingresso, piano, senza fretta. Sentii una pressione, un bruciore iniziale che si sciolse in un piacere profondo quando entrò del tutto. Mi scopava lento, le sue mani sui miei fianchi magri, i baffi che mi sfioravano la schiena mentre mi baciava la nuca. Ogni spinta mi riempiva, mi faceva sentire pieno, vivo. Non venni, ma il mio cazzo piccolo gocciolava pre-sborra, e il mio corpo si contraeva intorno a lui in ondate di godimento puro. Quando lui venne, grugnendo, il suo sperma caldo mi inondò dentro, e io crollai esausto, con un sorriso beato. Fu il mio battesimo, e da lì capii che il culo poteva essere una fonte di estasi infinita.
Ma con le donne è diverso, un altro livello di magia. Ero un po' più grande per la mia prima figa, forse sedici anni, e lei era una ragazza del mio paese, diciotto appena compiuti, con curve morbide e capelli castani che le cadevano sulle spalle. Si chiamava Laura, e l'approccio era tenero, quasi reverenziale. Non c'era quella fame cruda degli uomini; era come entrare in un tempio. Ci incontrammo in un bosco vicino al fiume, un posto nascosto dove l'erba era alta e profumata. Ci baciammo per ore, le sue labbra soffici sulle mie, le mani che esploravano i nostri corpi nudi sotto il sole filtrato dalle foglie.
Lei si sdraiò sull'erba, le gambe aperte, e io vidi la sua figa per la prima volta: rosea, bagnata, con peli soffici che la incorniciavano. Non desideravo nient'altro in quel momento – né pompini, né il suo culo. Volevo solo affondare in lei, sentire quella unione unica. Le leccai la figa piano, la lingua che lambiva le labbra gonfie, assaggiando il suo sapore dolce e salato. Lei gemeva, le dita nei miei capelli, e quando non resse più, mi tirò su. 'Vieni dentro,' sussurrò, guidando il mio cazzo duro verso il suo ingresso.
Entrai piano, sentendo le pareti calde stringermi, avvolgermi come seta liquida. Era magica, quella sensazione: non solo piacere fisico, ma un'emozione profonda, come se i nostri corpi si fondessero in uno. La scopai con spinte lente, i nostri bacini che sbattevano piano, i suoi seni che rimbalzavano contro il mio petto. Lei mi graffiava la schiena, ansimando, e io mi perdevo in quel ritmo, sentendo il mio cazzo pulsare dentro di lei. Quando venni, fu un'esplosione – il mio sperma che la riempiva, mescolandosi ai suoi umori – e lei urlò il mio nome, le sue pareti che si contraevano intorno a me in un orgasmo condiviso. Dopo, restammo abbracciati, sudati e appagati, e capii perché la figa è qualcosa di unico, un portale di pura connessione.
Nella mia vita ho avuto tanti cazzi – uomini di ogni età che mi hanno preso il culo, mi hanno succhiato, mi hanno fatto godere in modi selvaggi e ripetuti. Poche fighe, è vero, ma quelle esperienze con le donne sono state come gemme rare, intense e indimenticabili. Eppure, ripeto, non importa: uomini o donne, il sesso va fatto da giovani, prima dei diciotto. È naturale, è crescita, è il modo per scoprire se stessi senza filtri. Io l'ho vissuto così, e non cambierei nulla. Ogni spinta, ogni gemito, ogni schizzo di sperma mi ha formato, mi ha reso affamato di amore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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