orge
Sofia si sposa
Kimboy74
03.03.2026 |
2.635 |
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"Marco si unì al banchetto, il suo cazzo che entrava nella figa della sorella mentre Tyrone la inculava, incesto familiare in piena vista..."
Sofia aveva venticinque anni, una bellezza mediterranea con curve generose, seni pieni che tendevano le camicette e un culo sodo che ondeggiava nei jeans attillati. Cresciuta in una famiglia tradizionale italiana, era la figlia maggiore, devota e un po' ingenua, fidanzata con Hermes da tre anni. Hermes era un uomo solido, avvocato di successo, e il loro matrimonio era imminente: una cerimonia fastosa a Roma, con parenti da tutto il paese. Sofia era nervosa, le distrazioni della vita quotidiana la tormentavano – lo stress del lavoro, le ansie per il futuro – e la madre, una donna pragmatica di mezza età con capelli grigi raccolti in uno chignon, decise di intervenire.'Vai con tuo fratello, Sofia,' disse la madre durante la cena familiare, versando vino rosso nei bicchieri. 'Marco è sempre stato il tuo confidente. Portala in quel weekend di relax che avevate pianificato, Marco. Voglio che arrivi al matrimonio con Hermes serena e senza distrazioni. Niente pensieri, solo pace.' La madre sorrise, ignara del segreto che custodiva il figlio minore. Marco, ventitré anni, atletico e affascinante con occhi verdi ereditati dal padre, annuì con un sorriso innocente. 'Certo, mamma. La porto io a Milano, faremo un giro, la rilasserò.' Ma dentro di sé, Marco ridacchiava. Lui non era il ragazzo etero che tutti credevano: era goloso di cazzi da anni, una fame insaziabile per membri duri, venosi e pulsanti che lo aveva portato in giri segreti nei club underground. E ora, con la sorella sotto la sua ala, vedeva l'opportunità di introdurla nel suo mondo di orge e lussuria esagerata, trasformando quel 'relax' in un'educazione carnale che l'avrebbe lasciata cambiata per sempre.
Partirono il venerdì mattina, diretti a Milano in macchina. Sofia chiacchierava eccitata del matrimonio, del vestito bianco, di come Hermes l'avesse proposta in ginocchio su una spiaggia al tramonto. Marco annuiva, la mano sul volante, ma i suoi pensieri vagavano a cazzi che aveva succhiato in bagni pubblici, a sborra calda che gli colava in gola. Arrivarono in un appartamento in affitto nel centro, un loft moderno con vista sul Duomo. 'Stasera usciamo,' propose Marco quella sera, mentre Sofia si cambiava in un abitino nero aderente che le fasciava i fianchi. 'Un posto speciale per rilassarti.' Lei esitò, ma fidandosi del fratello, lo seguì.
Il club era nascosto in un vicolo dietro la stazione, un antro sotterraneo chiamato 'Lussuria Nera', con luci rosse soffuse e bassi pulsanti che facevano vibrare il pavimento. L'aria era densa di sudore, profumo e sesso. Marco pagò l'ingresso, la mano possessiva sulla schiena di Sofia, e la guidò oltre la pista da ballo affollata. Coppie e gruppi si strusciavano, mani che esploravano sotto i vestiti, gemiti che si mescolavano alla musica. 'Che posto è questo?' sussurrò Sofia, arrossendo, ma una scarica di eccitazione le bagnò le mutandine. Marco sorrise. 'Un posto per liberarsi, sorellina. Fidati di me.'
La portò in una stanza privata sul retro, un salone con divani di pelle, specchi alle pareti e un bar self-service. Lì, cinque uomini aspettavano: corpi muscolosi, cazzi già semi-eretti che premevano contro i pantaloni. Erano amici di Marco, noti nel circuito: Luca, un italiano tatuato con un piercing al cazzo; Diego, latino con un'erezione perenne; e tre stranieri – un nero alto di nome Tyrone, un arabo muscoloso di nome Karim, e un biondo svedese, Erik. Tutti nudi dalla vita in giù, cazzi esposti: Tyrone con un mostro spesso e curvo, Karim con vene gonfie, Erik con una lunghezza dritta e pallida.
Sofia spalancò gli occhi, il cuore che martellava. 'Marco, cosa...?' Ma lui la baciò sulla guancia, le mani che le slacciavano il vestito. 'Rilassati, è per te. Per farti arrivare serena al matrimonio.' Il vestito cadde, rivelando il corpo nudo di Sofia: tette sode con capezzoli rosa duri, figa depilata che luccicava di umidità involontaria, culo rotondo pronto. Gli uomini si avvicinarono, Tyrone il primo a toccarla, le mani grandi che le strizzavano le tette, la bocca che le succhiava un capezzolo facendola gemere. 'Bella cina... no, italiana,' rise, ma Sofia era troppo travolta per correggere.
Marco si spogliò, il suo cazzo medio ma duro che puntava in alto, e si inginocchiò davanti a Karim, prendendo il cazzo arabo in bocca con avidità. Succhiava forte, la lingua che leccava la cappella salata, le guance incavate mentre ingoiava centimetri. 'Guarda tuo fratello,' disse Luca a Sofia, spingendola su un divano e aprendo le sue gambe. La leccò piano, la lingua che guizzava sulla figa bagnata, penetrando il buco stretto mentre lei ansimava, le mani nei capelli dell'uomo. 'Oh Dio, Marco...' mormorò, ma il fratello era perso nel suo piacere, la testa che pompava su e giù sul cazzo di Karim, sborra precum che gli colava sul mento.
Diego fu il primo a scoparla: la posizionò a quattro zampe, il cazzo latino che sfregava la figa di Sofia prima di spingere dentro con un colpo secco. 'Cazzo, è stretta,' grugnì, affondando fino alle palle, le spinte ritmiche che la facevano rimbalzare, le tette che dondolavano. Sofia urlò di piacere misto a shock, la figa che si contraeva intorno all'invasore, umori che schizzavano ad ogni affondo. Tyrone le ficcò il cazzo nero in bocca, tenendole la testa e scopandole la gola, la cappella che le ostruiva il respiro facendola sbavare. Marco, intanto, si era fatto inculare da Erik: a pecorina accanto alla sorella, il culo dilatato dal cazzo svedese che entrava e usciva, schiaffi sulle natiche mentre gemeva come una puttana.
L'orgia esplose in un turbine di corpi. Luca prese il posto di Diego in figa, scopando Sofia missionario, le gambe di lei sulle sue spalle, il cazzo che colpiva il collo dell'utero facendola inarcare. Karim si unì, spingendo il suo arabo nel culo di Sofia per la prima volta: lubrificato con saliva e umori, entrò piano ma profondo, dilatando l'ano vergine fino a farla gridare. 'Due cazzi, piccola,' rise Marco, ora in piedi a succhiare Tyrone mentre guardava la sorella doppia penetrata, i buchi che si sfregavano attraverso la carne, sborra che colava da ogni parte. Sofia perse il controllo, orgasmi che la scuotevano uno dopo l'altro, il corpo tremante mentre urlava 'Fratello, è troppo!'
Ma Marco la guidò più in fondo: la fece sdraiare su un tavolo, e gli uomini ruotarono. Tyrone la inculò con il suo mostro nero, spinte potenti che le facevano male e piacere insieme, il culo rosso e escoriato; Erik le scopò la figa, il cazzo pallido che entrava veloce, le palle che sbattevano sul clitoride; Diego e Luca le riempirono la bocca a turno, cazzi che spingevano in gola facendola tossire sborra. Marco si unì al banchetto, il suo cazzo che entrava nella figa della sorella mentre Tyrone la inculava, incesto familiare in piena vista. 'Senti come ti riempio,' le sussurrò all'orecchio, pompando forte, la sborra fraterna che si mescolava a quella degli altri. Sofia gemette intorno al cazzo in bocca, il corpo un calderone di lussuria, buchi dilatati e gocciolanti.
La notte si trasformò in un'orgia esagerata: corpi ammucchiati sul pavimento, Sofia al centro, scopata in ogni posizione. La misero in mezzo, Tyrone e Karim che la double penetravano in figa e culo contemporaneamente, cazzi che si sfregavano dentro di lei facendola svenire di sovraccarico; Marco che le leccava la figa piena di sborra, ingoiando il seme misto prima di ficcarle la lingua in bocca. Gli uomini la passarono come una bambola: gang bang con tutti e cinque che la riempivano a turno, sborra che le colava dalle tette, dal viso, dai buchi; lei che cavalcava Diego mentre succhiava Luca e Karim, il fratello che la inculava da dietro. Orgasmi infiniti, urla che echeggiavano, sudore e fluidi ovunque.
Sabato fu un bis: Marco la portò in un'altra location, un privé in un hotel di lusso dove un gruppo di dieci uomini – misti etnie, cazzi di ogni taglia – li aspettava. Sofia, ormai dipendente, si spogliò da sola, inginocchiandosi per succhiare il primo cazzo offerto. Marco la dirigeva: 'Prendilo in culo ora,' e lei obbediva, il buco già allentato che ingoiava membri duri uno dopo l'altro. Orge multiple: lei legata a un letto con vibratori nel culo mentre gli uomini la scopavano la figa; Marco che si faceva gang bang anale da quattro cazzi in fila, gemendo mentre guardava la sorella inghiottire sborra da un cerchio di uomini. Lussuria esagerata: doppie, triple penetrazioni, bukkake che la ricoprivano di strati bianchi, lei che leccava cazzi puliti e sporchi, il fratello che la inculava mentre un altro le riempiva la figa.
Domenica, esausti ma sazi, tornarono a casa. Sofia camminava con le gambe tremanti, il corpo segnato da morsi e schiaffi, la figa e il culo doloranti ma appagati, pieni di ricordi di cazzi che l'avevano devastata. La madre li accolse con un sorriso. 'Sembri serena ora, Sofia. Pronta per il matrimonio?' Lei annuì, baciando Hermes quella sera con labbra che sapevano ancora di sborra, il cuore calmo in un modo nuovo, privo di distrazioni terrene. Il matrimonio andò liscio: voti scambiati in chiesa, festa con balli e brindisi. Ma sotto il velo bianco, Sofia portava il segreto del fratello, un mondo di orge che l'aveva resa una donna nuova, lussuriosa e libera, mentre Marco, dal suo posto tra gli invitati, già pianificava la luna di miele per continuare la 'tradizione familiare'.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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