Gay & Bisex
Il contratto
Kimboy74
30.01.2026 |
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"Poi lo girò a missionario, gambe di Luca sulle spalle muscolose di Carlo, penetrando così profondo da fargli gonfiare l'addome..."
Il Contratto del Vecchio LupoLuca era un ragazzo di 19 anni, vergine totale, magro e timido con capelli castani arruffati e un culo sodo da adolescente che non aveva mai conosciuto altro che le sue dita curiose sotto la doccia. Viveva in un monolocale fatiscente, sommerso dai debiti universitari, e quando vide l'annuncio su un sito dark del deep web – "100 euro per un lavoretto facile, 30 minuti max, no dolore, solo relax" – esitò solo un secondo. Il contatto era un "vecchio signore gentile" di 65 anni, foto sfocata di un nonno sorridente. "Sicuro, un vecchio rincoglionito non mi farà niente," pensò Luca, firmando digitalmente il contratto semplice: "Accetto 100 euro per penetrazione anale passiva, durata max 30 min, no preliminari dolorosi. Pagamento anticipato."
Arrivò all'indirizzo: un appartamento lussuoso in centro, con vista sul fiume. L'uomo che aprì la porta era Carlo, un settantenne apparentemente innocuo – capelli bianchi radi, occhiali spessi, camicia button-down e un bastone da passeggio. Ma gli occhi grigi brillavano di una fame antica. "Benvenuto, ragazzo. Firma qui e prendi i soldi," disse con voce suadente, porgendogli i 100 euro in contanti. Luca firmò il contratto cartaceo – "Clausola irrevocabile: una volta iniziato, no interruzioni fino al completamento soddisfacente del cliente" – e lo lesse distrattamente. "Ok, facciamola finita."
Carlo lo portò in camera da letto, un nido di seta nera con specchi sul soffitto e un dildo collection da pornoshop. "Spogliati e mettiti a pecorina sul letto," ordinò il vecchio, la voce che cambiava tono. Luca obbedì, nudo e tremante, culo in aria, buco rosa e stretto esposto. Pensava: "Un vecchio cazzo flaccido, al massimo me lo struscia addosso."
Ma quando Carlo si spogliò, Luca impallidì. Il "vecchio" era un ex pornostar hard-core degli anni '80, Carlo "Il Toro" Rossi – muscoli ancora definiti da palestra quotidiana, petto villoso, e un cazzo mostruoso di 24 cm, spesso come un polso, venoso e curvo all'insù, già duro come granito grazie a Viagra e anelli di costrizione. "Sorpresa, verginella," ghignò Carlo, lubrificandosi la cappella bulbosa con gel abbondante. "Il contratto dice due ore, non 30 minuti. Hai firmato."
Luca protestò: "No, aspetta, era un errore!" Ma Carlo gli montò sopra, afferrandogli i fianchi con mani callose da manovali. La cappella premette contro il buco vergine, e con una spinta secca entrò di 10 cm. Luca urlò: "Aaaah! Fa male, cazzo! Basta!" Il dolore era lancinante, come se lo squarciassero, il suo ano stretto che si contraeva inutilmente intorno all'invasore nero di vene pulsanti.
"Il contratto è firmato, puttanella. Ora ti rompo il culo," ringhiò Carlo, affondando fino alle palle pelose, il suo bacino pelvico che sbatteva contro le chiappe bianche di Luca con un sonoro plap. Iniziò a pompare piano, ma profondo, colpendo la prostata del ragazzo a ogni affondo, facendogli sgorgare pre-sborra dal cazzo semi-eretto. Luca gridava "Basta! Toglilo, mi stai uccidendo!", lacrime che colavano, ma Carlo lo ignorava, tenendolo fermo per i capelli.
Prima ora: Posizioni base. Iniziò a pecorina, scopandolo come un animale, il letto che cigolava, specchi che riflettevano il cazzo del vecchio che spariva e riappariva nel culo dilatato di Luca, ormai rosso e gonfio. Poi lo girò a missionario, gambe di Luca sulle spalle muscolose di Carlo, penetrando così profondo da fargli gonfiare l'addome. "Guarda come ti riempio, vergine," sghignazzava Carlo, schiaffeggiandogli le palle e torcendogli i capezzoli rosa. Luca singhiozzava "Fermati, ti prego!", ma il suo corpo tradiva: il cazzo gli schizzava sborra chiara a ogni colpo sulla prostata.
Seconda ora: Acrobazie da pro. Carlo lo alzò come una bambola, facendogli il "piledriver" – Luca a testa in giù, culo in aria, cazzo del Toro che piombava verticalmente dentro di lui, sballottandolo come un sacco da boxe. Poi il "reverse cowboy": Luca cavalcava il palo venoso, mani legate dietro la schiena con la sua stessa cintura, costretta a rimbalzare mentre Carlo gli spingeva i fianchi su e giù. "Grida pure, mi eccita," diceva, sputandogli in bocca e facendogli ingoiare. Passarono al "lotus" sul bordo del letto, Carlo seduto con Luca in braccio, cazzo conficcato fino in fondo mentre lo rimbalzava, le palle che sbattevano sul culo distrutto. Luca implorava "Basta, non ce la faccio più! Mi si spacca!", il buco ormai un cratere pulsante, lubrificato da sborra e sudore, ma Carlo non mollava – ex star, resistenza infinita.
Finalmente, dopo 120 minuti esatti, Carlo accelerò in un martellamento furioso in doggy style finale. "Prendi la tua ricompensa!" ruggì, esplodendo: fiotti roventi di sborra densa e giallastra – carichi di anni di astinenza – inondarono le viscere di Luca, traboccando in rivoli bianchi lungo le cosce tremanti. Luca, esausto, venne di nuovo senza toccarsi, prostata massacrata che lo fece squirtare sul lenzuolo.
Carlo si ritirò, il cazzo ancora semi-duro che schizzava gli ultimi spruzzi sul viso di Luca. "Contratto completato. I soldi sono tuoi. Torna quando vuoi di più." Luca, rotto e gocciolante, si vestì barcollando, 100 euro in tasca ma culo in fiamme. Uscì zoppicando, già con un pensiero fisso: firmare per altre "ore".
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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