incesto
Il nonno mago
Kimboy74
02.03.2026 |
4.678 |
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"Vittorio fu il primo a cedere, ringhiando mentre scaricava getti roventi nel culo di Girolamo, il seme che colava fuori dalle labbra dilatate..."
Girolamo era un ragazzo di diciassette anni, magro e timido, con capelli castani arruffati e occhi verdi che tradivano una curiosità innocente. Viveva in una vecchia casa ai margini di un villaggio svizzero, con il nonno Anselmo, un uomo eccentrico che si proclamava alchimista e stregone. Anselmo aveva settant'anni, ma il suo corpo era ancora robusto, con una barba bianca folta e mani callose segnate da anni di pozioni e incantesimi. Girolamo lo ammirava, anche se a volte le stranezze del nonno lo spaventavano. Quel pomeriggio d'autunno, Anselmo aveva preparato una bevanda speciale nel suo laboratorio sotterraneo, una cantina piena di alambicchi, erbe secche e flaconi polverosi.'Vieni qui, nipote,' disse Anselmo con voce profonda, versando un liquido viola in una tazza di ceramica. 'Questa è una miscela per rafforzare il tuo spirito. Contiene gelsomino per la purezza, ammorbidente per la morbidezza e olio di noci del Congo per il potere. Bevila tutta, ti farà bene per il collegio svizzero dove andrai tra poco.' Girolamo esitò, annusando l'aroma dolce e terroso, ma fidandosi del nonno, portò la tazza alle labbra e bevve. Il sapore era amaro, con un retrogusto caldo che gli scese in gola come fuoco liquido. Finì tutto in pochi sorsi, posando la tazza con un sorriso incerto. 'Grazie, nonno. Spero mi aiuti a essere più coraggioso.'
Anselmo annuì, gli occhi che brillavano di un bagliore malizioso. 'Lo farà, fidati. Ora vai a riposare in camera tua.' Girolamo salì le scale, sentendo un calore strano diffondersi nel ventre. Si sdraiò sul letto, ma presto il calore si intensificò, concentrandosi tra le gambe. Si alzò di scatto, slacciandosi i pantaloni per controllare. Il suo pene, di solito piccolo e flaccido, stava cambiando. Si ritrasse piano, la pelle che si tendeva e si modellava, le vene che sparivano mentre la carne si apriva in una fessura minuscola. 'Cosa... cosa sta succedendo?' mormorò, toccandosi con dita tremanti. Il pene era svanito del tutto, sostituito da una vagina delicata, le labbra rosa e sensibili, un clitoride minuscolo che pulsava al minimo contatto. Il cuore gli martellava nel petto; era terrorizzato, confuso, il corpo che tradiva la sua mascolinità. Lacrime gli rigarono le guance mentre si rivestiva in fretta, correndo giù per le scale verso il laboratorio.
'Nonno! Aiuto!' gridò, irrompendo nella cantina. Anselmo si voltò lentamente, un sorriso compiaciuto che gli incurvava le labbra. 'Che c'è, Girolamo? Sembri sconvolto.' Il ragazzo ansimava, le guance rosse per la vergogna. 'La bevanda... mi ha cambiato! Il mio... il mio cazzo è sparito! Ora ho... ho una figa! È piccola, ma è lì, e pulsa! Cosa mi hai fatto?' Si abbassò i pantaloni quel tanto che bastava per mostrare la nuova carne, le dita che tremavano mentre indicava la fessura umida.
Anselmo si avvicinò, chinandosi per osservare da vicino, il suo alito caldo che sfiorava la pelle sensibile. 'Ah, perfetto,' mormorò, sfiorando le labbra con un dito calloso. Girolamo sobbalzò, un brivido di piacere inaspettato che lo attraversò. 'Vedi? La pozione ha funzionato. Non è un cazzo che ti serviva, nipote. Ora hai una fighetta stretta e desiderosa, fatta per essere riempita. È irreversibile, una magia antica. Benvenuta nel tuo vero io, nipotina.' Girolamo indietreggiò, gli occhi spalancati per l'orrore. 'No, nonno! Rendimi come prima! Non voglio questa... questa cosa!'
Ma Anselmo lo afferrò per un braccio, tirandolo verso il tavolo di legno al centro del laboratorio. 'Zitto, non fare storie. Lascia che il nonno ti mostri quanto è bella.' Con mani esperte, lo spogliò completamente, esponendo il corpo nudo e tremante di Girolamo. Il ragazzo cercò di coprirsi, ma Anselmo gli divaricò le gambe, sedendosi tra esse su una sedia. 'Guarda come è già bagnata,' disse, leccandosi le dita e infilandole piano nella fessura. Girolamo gemette, il corpo che si inarcava contro la sua volontà. 'Smetti! Fa... fa strano!' Ma il nonno continuò, la lingua che saettava sul clitoride, leccando e succhiando con avidità. La figa rispose, gonfiandosi e colando umori caldi sulla barba di Anselmo.
'Vedi? Ti piace,' ridacchiò il nonno, slacciandosi i pantaloni e tirando fuori il suo cazzo, spesso e venoso, già duro come ferro. Girolamo scosse la testa, ma Anselmo non gli diede tempo: premette la cappella contro l'ingresso stretto, spingendo dentro con un affondo lento. 'Ahhh! Fa male!' urlò Girolamo, le unghie che graffiavano il tavolo. Il dolore era acuto, la figa dilatata per la prima volta, ma presto si mescolò a un piacere profondo, le pareti che si contraevano intorno all'invasore. Anselmo pompò con ritmo crescente, le palle che sbattevano contro il culo del nipote. 'Prendilo tutto, troietta. La tua figa è mia ora.'
Girolamo piangeva e gemeva, il corpo traditore che lo portava all'orlo. Anselmo lo scopò senza pietà, le mani che strizzavano i capezzoli, tirandoli fino a farli indurire. L'orgasmo arrivò violento, la figa che schizzava succhi intorno al cazzo del nonno, facendolo grugnire di piacere. 'Sì, vieni per me!' Scaricò il suo seme caldo dentro, riempiendo la figa fino a farla traboccare. Si ritrasse piano, lasciando Girolamo ansimante e collassato, il seme che colava dalle labbra gonfie.
Ma Anselmo non aveva finito. 'Non è tutto qui, nipotina,' disse con voce rauca, accarezzandogli i capelli arruffati. 'Hai bisogno di una lezione completa. La tua fighetta ha assaggiato il mio cazzo, ma il tuo culetto? Quello deve essere aperto per bene. E ho proprio l'uomo giusto per aiutarmi.' Prima che Girolamo potesse protestare, la porta della cantina si aprì con un cigolio, e un uomo robusto entrò nel laboratorio. Era Vittorio, l'amico di vecchia data di Anselmo, un falegname con mani grosse come badili e un fisico da toro, i capelli grigi tagliati corti e un sorriso lascivo che gli increspava la barba incolta. 'Anselmo, mi hai chiamato per il ragazzo? O dovrei dire... la ragazza?' ridacchiò, gli occhi che saettavano sul corpo nudo di Girolamo, fermandosi sulla figa esposta e sul suo culo sodo, ancora intatto.
Anselmo annuì, spingendo Girolamo a girarsi sul ventre, le gambe che penzolavano dal bordo del tavolo. 'Esatto, Vittorio. La pozione ha funzionato a meraviglia. Ora, tu prendi il culo – è stretto come una vergine – e io mi riprendo la figa. Facciamola urlare come si deve.' Girolamo si irrigidì, il cuore che accelerava di nuovo. 'Nonno, no... non con lui! Non ce la faccio!' balbettò, cercando di strisciare via, ma Anselmo lo tenne fermo per i fianchi, le dita che affondavano nella carne morbida.
Vittorio si slacciò i pantaloni senza fretta, tirando fuori il suo cazzo, più lungo e curvo di quello del nonno, con vene gonfie che lo facevano pulsare. 'Zitta, puttanella,' grugnì Vittorio, sputando sulla mano e strofinando la saliva sull'imboccatura del culo di Girolamo. 'Il tuo nonno mi ha raccontato tutto. Vuoi un cazzo vero? Eccolo qui. Rilassati, o farà più male.' Anselmo, nel frattempo, si posizionò di nuovo tra le gambe del nipote, il suo cazzo già semi-eretto che sfregava contro la figa ancora sensibile. 'Brava, apri quel buchetto,' mormorò, mentre Vittorio premeva la cappella contro l'ano stretto.
Girolamo gridò quando la punta entrò, un bruciore lancinante che gli strappò le lacrime. 'Ahhh! Fa male! Toglietelo!' Ma Vittorio spinse più a fondo, centimetro dopo centimetro, dilatando il culo con spinte lente e inesorabili. 'Cazzo, è stretto da morire,' ansimò l'uomo, afferrando le natiche di Girolamo e separandole per affondare fino alle palle. Il ragazzo si contorse, il corpo invaso da quel palo rovente, ma Anselmo non gli diede tregua: con un colpo secco, infilò il cazzo nella figa, riempiendolo da entrambi i lati.
Ora Girolamo era sandwichato tra i due uomini, i loro cazzi che lo trafiggevano in contemporanea. Anselmo pompava nella figa con ritmo costante, ogni affondo che schiaffeggiava le palle contro il clitoride gonfio, mentre Vittorio martellava il culo, le spinte più violente che facevano sobbalzare il tavolo. 'Senti come ti scopiamo, troia?' ringhiò Anselmo, le mani che strizzavano i capezzoli nascenti del nipote, tirandoli fino a farli arrossare. Girolamo mugolava, la bocca spalancata in un misto di agonia e estasi, il corpo che tradiva la mente: la figa si contraeva intorno al cazzo del nonno, schizzando succhi caldi, e il culo, piano piano, si abituava all'invasione, stringendo Vittorio come una morsa.
Vittorio accelerò, le mani che lasciavano lividi sulle cosce di Girolamo mentre lo inculava senza pietà. 'Prendilo tutto, ragazzina. Il tuo culo è fatto per essere sfondato.' Ogni spinta mandava ondate di piacere proibito su per la spina dorsale di Girolamo, facendolo gemere più forte. Anselmo, sentendo le pareti della figa pulsare, aumentò il ritmo, i due uomini che si coordinavano in un balletto osceno, i loro cazzi separati solo da una sottile parete di carne. 'Vieni per noi, nipotina. Fammi sentire quella passera mungermi,' ordinò Anselmo, e Girolamo non poté resistere: un orgasmo lo travolse, violento e incontrollabile, la figa e il culo che si contraevano all'unisono, spremendo i cazzi dei due uomini.
Vittorio fu il primo a cedere, ringhiando mentre scaricava getti roventi nel culo di Girolamo, il seme che colava fuori dalle labbra dilatate. 'Cazzo, sì! Riempitelo!' Anselmo lo seguì a ruota, pompando il suo carico nella figa, mescolandolo al precedente. Girolamo tremò tra loro, esausto, il corpo un lago di fluidi – sperma che gocciolava da figa e culo, sudore che imperlava la pelle. I due uomini si ritrassero piano, lasciando il nipote collassato sul tavolo, ansimante e tremante. 'Brava ragazza,' disse Anselmo, accarezzandogli la schiena. 'Ora sai cosa significa essere piena da entrambi i lati. Torna a scuola con questo segreto, e vedrai come ti brucerà dentro.'
Vittorio rise, dandogli una pacca sul culo arrossato. 'Se hai bisogno di un'altra lezione, dimmelo. Il tuo culetto mi ha stretto da dio.' Anselmo annuì, aiutando Girolamo a rialzarsi, le gambe molli come gelatina. 'Vai a pulirti, nipotina. E ricorda: la tua figa e il tuo culo sono miei, e dei miei amici. Benvenuta nel mondo delle troie.' Girolamo, con la mente annebbiata dal piacere e dalla vergogna, barcollò verso il bagno, sentendo già un nuovo prurito tra le gambe, un desiderio che lo terrorizzava e lo eccitava allo stesso tempo. Al collegio svizzero, cosa avrebbe fatto con questo corpo traditore?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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