Gay & Bisex
La prima notte
Kimboy74
11.03.2026 |
3.048 |
3
"Mi voltò sulla schiena con facilità, le sue braccia muscolose che mi maneggiavano come una bambola..."
Era una sera piovosa di fine autunno quando mia moglie Anna mi annunciò che se ne andava. I nostri figli erano ormai grandi, sparsi per il mondo con le loro vite, e la casa che avevamo condiviso per vent'anni sembrava improvvisamente troppo vuota, troppo silenziosa. Seduti al tavolo della cucina, con il caffè che si raffreddava nelle tazze, lei mi guardò dritto negli occhi e disse: 'Non ti amo più, non come prima. Ho bisogno di qualcosa di diverso.' Le sue parole mi colpirono come un pugno allo stomaco. Non c'era rabbia, solo una stanchezza profonda, accumulata da anni di routine e silenzi. Annuii, incapace di protestare, mentre lei raccoglieva le sue cose in valigie silenziose. 'Prenditi cura di te,' mormorò prima di uscire, la porta che si chiuse con un clic definitivo.I giorni successivi furono un turbine di emozioni: solitudine che mi avvolgeva come una coperta pesante, notti insonni a fissare il soffitto, e un senso di libertà misto a terrore. Avevo smesso di prendere il Cialis mesi prima, stanco di forzare erezioni che non arrivavano più con naturalezza, e ora il mio corpo sembrava tradirmi del tutto. Ma in quel vuoto, emerse qualcosa di represso, un desiderio che avevo sempre tenuto nascosto. Preferivo gli uomini, le loro forme dure e imponenti, rispetto alle curve femminili che non mi eccitavano più. Fu così che contattai Giorgio, un vecchio conoscente da un'app di incontri, un uomo muscoloso e sicuro di sé che avevo incrociato online più volte senza mai osare.
La nostra prima notte insieme fu elettrica, un'esplosione di tensione repressa. Ci incontrammo in un motel anonimo ai margini della città, il neon della insegna che sfarfallava contro la pioggia. Giorgio era imponente come lo ricordavo dalle foto: spalle larghe, pettorali scolpiti sotto la camicia attillata, un metro e novanta di muscoli tesi e tatuaggi sbiaditi. Io, snello e meno atletico, con i capelli grigi e un'aria da uomo maturo stanco, mi sentii piccolo al suo fianco. 'Sei pronto?' mi chiese con un sorriso predatorio, la voce profonda che mi fece tremare le ginocchia. Annuii, e entrammo nella stanza buia, le tende tirate, il letto che cigolava sotto i nostri passi.
Ci spogliammo nudi senza cerimonie, la prima volta che passavamo una notte così esposti l'uno all'altro. Il mio cazzo pendeva molle, inutile, ma Giorgio non sembrò curarsene. Mi spinse contro il muro, le sue mani callose che esploravano il mio corpo snello, pizzicando i capezzoli e scendendo lungo i fianchi. 'Ti farò sentire vivo,' ringhiò, e io emisi un gemito acuto, il primo di una serie che mi avrebbe sorpreso per la sua femminilità. Mi baciò con forza, la lingua che invadeva la mia bocca, mentre le sue dita lubrificate – aveva portato un tubetto di vasellina – sfregavano il mio ano stretto, preparandomi.
Mi sdraiò sul letto prono, il viso affondato nel cuscino, e Giorgio si posizionò dietro di me. Il suo cazzo era già duro, grosso e venoso, e lo sentii premere contro la mia entrata. 'Rilassati, puttanella,' sussurrò, spingendo piano all'inizio, la vasellina che facilitava l'ingresso. Gemetti alto, un suono stridulo e femminile che echeggiò nella stanza, mentre lui affondava centimetro dopo centimetro, riempiendomi completamente. Il dolore iniziale si trasformò in piacere puro, le pareti del mio culo che si contraevano intorno al suo membro, bagnandosi di lubrificante e sudore.
Iniziò a spingere con ritmo costante, le sue mani che afferravano i miei fianchi magri, tirandomi indietro contro di lui. Ogni affondo mi faceva inarcare la schiena, il mio corpo che rispondeva come quello di una donna in calore: umido, dilatato, pronto a riceverlo. 'Senti come ti bagni per me?' grugnì, accelerando, le palle che sbattevano sulla mia pelle arrossata. Il mio cazzo strisciava inutile sul materasso, ma non importava – il piacere era tutto lì, nel mio ano che pulsava e colava. Strillai in falsetto, 'Cazzo... sììì,' la voce che saliva acuta, contrastando con il mio aspetto da uomo maturo.
Mi voltò sulla schiena con facilità, le sue braccia muscolose che mi maneggiavano come una bambola. Ora a cavalcioni su di lui, sentii il suo uccello scivolare di nuovo dentro, profondo e insistente. Le mie gambe si divaricarono d'istinto, le mani premute sul suo petto scolpito mentre cavalcavo, il mix di vasellina e umori che sgocciolava tra noi. I gemiti mi sfuggivano alti e imploranti, il corpo snello che tremava sotto il suo sguardo dominante. Giorgio rise, un suono gutturale, e mi schiaffeggiò una coscia, facendomi urlare stridulo.
Non potevo pensare, solo sentire: 'cazzo, cazzo' rimbombava nella mia testa offuscata. Lui mi penetrava con spinte potenti, il sudore che ci univa, e io mi sentivo trasformarmi, sempre più femmina, vulnerabile e protetta sotto il suo peso imponente. Mi girò di nuovo, a quattro zampe come una cagna, e riprese da dietro, colpendomi le chiappe con schiaffi sonori che mi facevano sobbalzare e gemere in toni acuti. Il liquido viscido colava lungo le mie cosce, marchiandomi come una fica usata e bagnata.
Raggiunse l'orgasmo per primo, ruggendo mentre scaricava fiotti di sperma caldo nel mio culo colmo, che traboccò in rivoli bianchi e appiccicosi. Crollai in avanti, esausto, ma lui non aveva finito. Mi tirò su, il suo cazzo semi-eretto che sfregava contro la mia faccia. 'Apri la bocca,' ordinò, e io obbedii, leccando e succhiando la cappella sporca di sborra e vasellina, i gemiti acuti che vibravano intorno al suo membro. Mi scopò la gola con spinte lente, fino a eiaculare di nuovo, il seme che mi colava sul mento e sulle guance.
Ma il piacere continuò. Giorgio mi penetrò ancora, stavolta supino, le gambe sulle sue spalle, affondando con forza mentre io strillavo femminile e disperato. Un altro orgasmo lo travolse, e stavolta tirò fuori all'ultimo, spruzzando sul mio viso, coprendomi di sborra calda che mi faceva sentire marchiato, sottomesso. Il mio corpo, lubrificato e bagnato, pulsava di un piacere che non avevo mai conosciuto, come una donna in calore, completamente appagata.
Crollammo insieme sul letto, nudi e sudati, il suo corpo muscoloso che mi avvolgeva protettivo. 'Sei la mia puttanella perfetta,' sussurrò, baciandomi la fronte, e io annuii con un ultimo gemito tremante, sentendomi più femmina e soddisfatto che mai, pronto per qualunque notte venisse dopo quella prima, indimenticabile.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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