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incesto

Una giovane mamma


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
19.02.2026    |    824    |    0 6.0
"Laura guardava, masturbandosi la figa, poi si unì, leccando il clitoride della figlia per aiutarla a rilassarsi..."
Era una calda serata d'estate a Milano, e Laura, una madre di trentadue anni con curve generose e capelli castani che le arrivavano alle spalle, sedeva sul divano del suo appartamento modesto. Accanto a lei c'era sua figlia Sofia, sedici anni, una ragazza snella con seni piccoli e sodi, occhi verdi ereditati dalla madre e un corpo atletico da cheerleader. Le due donne avevano un legame complicato, segnato da anni di vicinanza forzata dopo la separazione del padre. Ma ultimamente, quel legame si era trasformato in qualcosa di più intimo, proibito. Avevano iniziato a esplorare i loro corpi in segreto, baciandosi e toccandosi nelle notti solitarie, condividendo un desiderio represso che le univa più di qualsiasi madre e figlia normale.

Una sera, mentre si accarezzavano sul letto, Sofia aveva confessato un fantasy: voleva provare l'eccitazione di un uomo forte, nero, che le inculasse senza pietà. Laura, eccitata dall'idea, aveva annuito. "Lo faremo insieme, tesoro," aveva sussurrato, leccandole il collo. Decisero di affittare un uomo tramite un sito di escort discreto. Scegliero un profilo che prometteva discrezione e potenza: Jamal, un nero atletico di ventotto anni, alto due metri, con muscoli scolpiti e un cazzo che dalle foto sembrava enorme.

Jamal arrivò puntuale all'appartamento, indossando una maglietta attillata che metteva in evidenza il suo petto ampio e pantaloni larghi. Laura lo fece entrare, il cuore che le batteva forte. Sofia, in un vestito corto, arrossì ma non distolse lo sguardo dal rigonfiamento nei suoi pantaloni. "Siete voi le clienti?" chiese Jamal con un sorriso predatorio, la voce profonda e accentata. "Sì, vogliamo che ci scopi il culo, tutti e due," rispose Laura senza giri di parole, guidandolo in camera da letto.

Una volta lì, le cose si scaldarono rapidamente. Laura e Sofia si spogliarono l'una dell'altra, baciandosi con passione. La madre succhiò i capezzoli della figlia, mentre Sofia infilava le dita nella figa bagnata di Laura. Jamal le osservava, slacciandosi i pantaloni. Il suo cazzo balzò fuori, spesso e venoso, almeno venticinque centimetri di carne nera dura. "Meraviglia," mormorò Sofia, inginocchiandosi per primo. Prese la cappella in bocca, succhiando avidamente mentre Laura le accarezzava i capelli.

Jamal gemette, afferrando la testa di Sofia e spingendo più a fondo. "Brava troietta bianca," grugnì. Poi passò a Laura, che ingoiò il suo membro fino in gola, soffocando ma eccitata. Le due donne si alternavano, leccando e succhiando insieme, le loro lingue che si sfioravano sul cazzo pulsanti. Jamal tirò fuori il telefono. "Voglio registrare questo, per i miei ricordi," disse. Laura esitò un secondo, ma il desiderio era troppo forte. "Fallo, ma solo per te," rispose, mentre Sofia annuiva, il culo già pronto.

Posò il telefono su un treppiede improvvisato, puntandolo sul letto. Iniziò con Sofia. La fece inginocchiare a quattro zampe, le aprì le natiche pallide e sputò sul suo buco stretto. "Rilassati, puttanella," ordinò, premendo la cappella contro l'ano vergine della ragazza. Sofia gridò quando entrò, il dolore misto a piacere mentre il cazzo nero la dilatava centimetro dopo centimetro. Laura guardava, masturbandosi la figa, poi si unì, leccando il clitoride della figlia per aiutarla a rilassarsi.

Jamal pompava ora con ritmo, il suo bacino che sbatteva contro il culo di Sofia, facendola gemere forte. "Cazzo, è stretto," ringhiò, afferrandole i fianchi. Dopo minuti di spinte violente, si tirò fuori e passò a Laura. La madre si posizionò accanto alla figlia, offrendo il suo culo più esperiente. Jamal entrò senza problemi, scopandola con forza mentre Sofia si girava per baciare la madre, le loro lingue intrecciate in un bacio incestuoso.

Le due donne si toccavano, Sofia che strizzava i seni di Laura mentre il nero le inculava alternandole. "Mamma, è così grosso," ansimava Sofia. "Sì, tesoro, prendilo tutto," rispondeva Laura, il suo ano che si contraeva intorno al cazzo. Jamal accelerò, passando da una all'altra, il sudore che colava sui loro corpi. Poi le fece sdraiare una sopra l'altra, Sofia sopra la madre, e le inculò entrambe a turno, il suo cazzo che scivolava dal culo della figlia a quello della madre, lubrificato dal loro stesso sudore e saliva.

L'orgasmo arrivò in fretta. Jamal spinse profondo nel culo di Laura, riempiendola di sborra calda e densa che colava fuori. Sofia venne subito dopo, sfregando la figa contro il corpo della madre mentre Jamal le leccava il buco dilatato. Le due si baciarono, assaggiando il sapore misto di sudore e sperma, mentre il video catturava ogni momento: i loro gemiti, le spinte, l'incesto evidente nei loro tocchi.

Ma la notte non finì lì. Esausti, si accasciarono sul letto, ridendo e accarezzandosi. Jamal controllò il telefono, sorridendo. "È un bel video. Lo terrò per me." Ma non era sincero. Il giorno dopo, mentre Laura e Sofia erano al lavoro e a scuola, Jamal caricò il filmato su un sito porno amatoriale, taggandolo con parole chiave come "incesto madre figlia" e "threesome anale con nero". Il video esplose in popolarità, condiviso su forum oscuri e social media.

Nel pomeriggio, la polizia bussò alla porta di Laura. Due agenti, un uomo e una donna, entrarono con un mandato. "Signora Rossi, sua figlia Sofia, siete accusate di prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e incesto," disse l'agente donna, mostrando stampe del video. Laura impallidì, Sofia scoppiò in lacrime. Jamal era sparito, ma il suo telefono era stato tracciato fino a un indirizzo temporaneo.

Le portarono in questura, ammanettate, i vicini che bisbigliavano. In cella, madre e figlia si abbracciarono, il terrore misto a un residuo di eccitazione proibita. Il processo fu rapido: il video era prova schiacciante. Laura prese cinque anni per corruzione di minore e prostituzione, Sofia due anni in una struttura giovanile. Ma nel buio della prigione, si promisero di aspettare, di trovare un modo per continuare il loro amore distorto, una volta libere.
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