Gay & Bisex
Culo nudo
Kimboy74
15.03.2026 |
4.247 |
4
"Poi uscimmo, avvolgendoci gli asciugamani in fretta, e bevemmo un'altra birra seduti sul gradino del camper, accendendo sigarette che fumammo piano, il fumo che si mescolava alla brezza serale..."
Era un pomeriggio di agosto rovente sulla spiaggia, il sole che picchiava senza pietà sull'arenile affollato. Avevo il turno pomeridiano al lavoro, ma quella mattina mi ero concesso un bagno veloce al mare per scaricare la tensione. L'acqua era tiepida, salmastra, e mentre uscivo gocciolante, mi sdraiai sul telo per asciugarmi al caldo cocente. Fu allora che arrivarono loro: due turiste, ventenni fresche e spensierate, con accenti stranieri che non riuscii subito a collocare. Si sistemarono proprio accanto a me, ridacchiando tra loro.Senza esitare, si tolsero i vestitini leggeri, rivelando corpi nudi e abbronzati. La prima era una visione: bionda con capelli che le cascavano sulle spalle in onde dorate, tette enormi e sode che ondeggiavano leggermente mentre si stendeva, capezzoli rosa che si indurivano al contatto con l'aria salina. L'altra era più snella, meno formosa, con curve discrete ma un culo tondo che catturava lo sguardo quando si girò per prendere l'olio solare. Ero lì, mezzo eccitato e mezzo incerto, combattuto tra l'impulso di avvertirle che su questa spiaggia nudista non era proprio la norma – non volevo passare per il latin lover da quattro soldi che ci prova con le straniere. Così chiusi gli occhi, lasciando che il sole mi scaldasse la pelle, il rumore delle onde a fare da sottofondo rilassante.
Non passò molto prima che sentissi voci alterate. Aprii gli occhi e vidi i vigili urbani, con le divise blu che sudavano sotto il sole, che si stavano avvicinando alle ragazze. 'Documenti, per favore,' disse uno in italiano secco, mentre le due si coprivano goffamente con i teli, arrossendo. Non capivano una parola, e la situazione si fece tesa. Io, con il mio inglese 'spaghetti e mandolino' – un misto di frasi broken e gesti esagerati – mi intromisi: Per fortuna, i vigili si ammorbidirono con un rimprovero bonario – 'La prossima volta copritevi, eh?' – e se ne andarono. Le ragazze mi ringraziarono con sorrisi larghi, la bionda sfiorandomi il braccio con dita leggere, e io pensai che era ora di levare le tende. Raccattai costume, telo e infradito, e me ne andai con il cuore che batteva un po' più forte.
L'indomani, stesso posto, stesso sole impietoso. Ero di nuovo lì , ma stavolta le rividi: le due ragazze, accompagnate da un gruppo di amici. Tra loro spiccava un tedesco alto e atletico, con capelli castani corti e un fisico da surfista, muscoli definiti sotto la pelle chiara. Mi riconobbero subito e mi fecero cenno di avvicinarmi. 'Grazie per ieri,' disse lui in un inglese approssimativo, stringendomi la mano con presa ferma. 'Io sono Klaus. Loro sono Anna e Lena,' indicò la bionda e l'altra, che mi salutarono con baci sulle guance un po' troppo vicini alla bocca. Si presentarono tutti tedeschi, in vacanza per un weekend di mare e libertà. Klaus mi offrì una birra fredda dalla borsa frigo, e io accettai senza pensarci due volte. 'Vieni con noi al camper,' propose, e ci avviammo lungo la spiaggia, ridendo di aneddoti stupidi sul linguaggio e sulle usanze italiane.
Klaus era un tipo diretto, di quelli che non capiscono le inibizioni. 'Da noi in Germania, faccio sempre la doccia nudo nei campeggi o per strada,' disse scrollando le spalle mentre camminavamo. 'Qui è un problema? Io odio i vestiti quando fa caldo.' Annuì quando gli confessai che anche a me piaceva il naturismo, ma che in Italia era una lotteria con le regole. Arrivati al loro camper parcheggiato in un angolo isolato del campeggio, aprimmo altre birre. La terza la bevemmo seduti su sedie da spiaggia, il sole che calava piano all'orizzonte, tingendo tutto di arancione. L'alcol sciolse le lingue: ridemmo di gusto per storie assurde, le ragazze che si allontanarono per un bagno serale, lasciandoci soli.
Io, un po' su di giri, mi alzai e mi abbassai il costume con un gesto teatrale. 'Ecco il mio culo al mondo!' esclamai, mostrandolo con una pacca sonora, la pelle calda e liscia esposta all'aria aperta. Klaus rise forte, poi si alzò a sua volta, slacciandosi i pantaloncini. Il suo cazzo saltò fuori, già semi-eretto: un bestione spesso, venoso, con la cappella larga e rosea che pulsava leggermente. 'Guarda questo,' disse con un ghigno, accarezzandolo pigramente. L'eccitazione montò veloce, l'aria carica di tensione maschile. 'Vieni dentro, ti mostro la doccia minuscola del camper,' mi invitò, la voce bassa e invitante, il suo cazzo che dondolava mentre apriva la porta.
Entrammo nel camper angusto, l'odore di salsedine e birra che aleggiava, il calore del giorno ancora intrappolato all'interno. Indicò il cubicolo stretto della doccia con un sorriso malizioso, ma non ci entrammo: l'idea svanì in un istante quando ci voltammo l'uno verso l'altro, i corpi semi nudi che si sfregavano già. Klaus prese il tubo di crema solare dalla mensola – 'Meglio di niente,' mormorò – e ne spremette una generosa quantità sul palmo, gli occhi fissi sul mio culo mentre mi giravo e mi chinavo contro il tavolino minuscolo, le mani che afferravano il bordo per reggermi.
Sentii le sue dita unte scivolare tra le mie natiche, massaggiando l'ano con cerchi lenti, preparando la pelle tesa. 'Rilassati,' sussurrò, premendo un dito dentro, poi due, facendomi gemere mentre il bruciore si mescolava al piacere, il suo respiro caldo sul mio collo. Il suo cazzo premette contro di me, la cappella grossa che forzava l'ingresso. Spinse piano, centimetro dopo centimetro, la crema che facilitava lo scivolamento ma non attenuava la pienezza travolgente. 'Cazzo, sei stretto,' grugnì, afferrandomi i fianchi e affondando fino in fondo, le palle che sbattevano contro il mio culo con un suono umido.
Iniziai a muovermi con lui, spingendo indietro per prenderlo più a fondo, il ritmo che accelerava nel chiuso del camper, il sudore che ci colava addosso mescolandosi alla crema. Mi inculò con colpi potenti, il suo bestione che mi riempiva completamente, sfregando la prostata ad ogni affondo. Gemetti forte, la mano che afferrava il mio cazzo per segarmi veloce, mentre lui mi scopava senza ritegno, i nostri corpi che sbattevano l'uno contro l'altro, il camper che oscillava leggermente.
Venne con un ringhio profondo, schizzandomi dentro caldo e abbondante, il suo corpo che tremava contro il mio, le dita che affondavano nella mia carne. Io lo seguii subito dopo, spruzzando sul pavimento del camper, le gambe che cedevano per l'intensità. Restammo lì ansimanti per un momento, il suo cazzo che scivolava fuori piano, lasciando un rivolo di crema e sperma lungo la mia coscia. Poi uscimmo, avvolgendoci gli asciugamani in fretta, e bevemmo un'altra birra seduti sul gradino del camper, accendendo sigarette che fumammo piano, il fumo che si mescolava alla brezza serale. 'Non dire niente agli altri,' mi disse Klaus con un occhiolino complice, pulendosi il sudore dalla fronte. 'È il nostro segreto.' Annuii, 'Ok,' e dopo un ultimo saluto, tornai a casa con il corpo ancora formicolante, il ricordo di quel cazzone che mi aveva sfondato impresso nella mente.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Culo nudo :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
