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Gay & Bisex

Lo zio di Natasha


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
09.02.2026    |    1.069    |    0 8.5
""Bravo, piccolo italiano! Seghe? No più! Tu fica!" Mi girò, faccia contro il muro umido, culo esposto..."
Lo Zio di Natasha

La mia nuova fidanzata, Natasha, era una perversa nata. Russa, 28 anni, corpo da bomba atomica con tette sode e un culo che ondeggiava ipnotico. A letto mi imbarazzava da morire: "Leccami il culo, cazzetto piccolo! Sei la mia troietta italiana!" si eccitava insultandomi, e voleva che ricambiassi – "Dimmi che sono una puttana schifosa!" gridava mentre la inculavo. Stavamo bene insieme, un mix di umiliazione e fuoco che ci legava. Io, 1,65 m per 65 kg, magrolino con un cazzo medio, adoravo quel gioco perverso.

Un weekend la portò a casa dello zio, un rudere in montagna vicino a Mosca. Zio Viktor: un colosso di 2 metri, barba incolta nera e grigia, muscoli da boscaiolo, mani come badili. Viveva solo da anni, accampato in una capanna con camino e odore di legna umida. Parlava un russo maccheronico misto a gesti; io capivo poco, ma Natasha traduceva ridendo. "È solo, povero zio. Nessuna donna da decenni."

Cenammo con vodka e stufato. Natasha, eccitata dall'aria montana, mi sussurrò: "Stasera ti tratto come la mia puttana personale." Ma poi disse: "Prendo la tua macchina, vado in paese per roba da cena vera. Voi maschi chiacchierate." Ci lasciò soli, io e lo zio davanti al fuoco crepitante. "Bagno?" chiesi, gesticolando. Viktor annuì, enorme ombra che mi precedeva giù per una scala ripida verso il seminterrato. La sua massa riempiva lo spazio: spalle larghe, puzza di sudore maschile e vodka, barba che sfiorava il soffitto basso.

Entrai nel cesso minuscolo – un buco con water arrugginito. Lui aspettava fuori, ma la porta si inceppò. "Chiuso!" bofonchiai. Viktor spinse, aprì con una spallata. Io, pisello in mano, arrossii. Lui rise, un suono gutturale. Per rompere il ghiaccio, curioso della sua vita asessuata – chissà quante seghe si faceva quel bestione solo in montagna – gli chiesi con gesti e parole stentate: "Come fai senza donna? Donna? Sex?" Pensavo di essere delicato.

Evidentemente capì male. O forse capì fin troppo bene. I suoi occhi si accesero di lussuria repressa. "Sex? Sì, boy. No donna... ma te!" ringhiò, afferrandomi per la vita con una mano sola. Ero una piuma per lui: 65 kg contro i suoi 130 di muscoli. Mi sollevò come niente, schiacciandomi contro il muro freddo. "No, zio! Natasha! Io etero!" balbettai, ma lui rise: "Natasha dice tu puttana. Leccare culo. Io grande cazzo russo!"

Mi strappò i pantaloni con uno strattone, boxer volati. Il mio cazzo, traditore, si indurì per la paura e l'umiliazione – proprio come piaceva a Natasha. Viktor si slacciò i jeans logori: un mostro emerse, 28 cm di carne russa venosa, cappella viola grossa come un uovo, palle pelose pendule. "Succhiare!" ordinò, ficcandomelo in bocca. Gola piena, soffocavo: sapore salato di sudore montano, vene che pulsavano sulla lingua. Mi teneva la testa con una mano, scopandomi la faccia come un buco da masturbazione. "Bravo, piccolo italiano! Seghe? No più! Tu fica!"

Mi girò, faccia contro il muro umido, culo esposto. Lubrificante? Neanche per sogno. Sputò sulla sua asta e me la puntò contro il buco vergine. "Prendere zio!" Spinse: dolore lancinante, sfondamento da toro. Entrò metà, mi squarciava le viscere. Urlavo: "Troppo grande! Fermati!" Ma lui grugniva: "Puttana Natasha! Tu piace!" Pompava ora, centimetro dopo centimetro, il suo ventre peloso che sbatteva sulle mie chiappe bianche. Il mio cazzo gocciolava pre-sborra sul pavimento – umiliazione totale, prostata massacrata dal suo palo.

Mi inculò per 20 minuti, sudore che colava, grugniti da orso. "Sborra dentro!" ruggì, e lo fece: fiotti caldi che mi riempivano l'intestino, traboccando sul mio culo dilatato. Mi lasciò crollare in ginocchio, sborra che mi colava dalle labbra e dal buco. "Buon boy. Natasha sapere."

Tornò lei poco dopo, con borse della spesa. Vide il mio viso arrossato, i pantaloni slacciati, lo zio che fumava tranquillo. Rise perversa: "Zio ti ha scopato? Bravo, cazzetto! Ora raccontami mentre mi lecchi." Cenammo con me che singhiozzavo di piacere umiliato, culo dolorante. Da quel giorno, i weekend in montagna divennero routine: zio Viktor mi sfondava gratis, Natasha guardava frustandomi e insultandoci. Vita perfetta per una coppia perversa. Fine.
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