Gay & Bisex
Canyon boys 11
13.10.2026 |
613 |
1
"Il corpo gli si inarcò, un urlo rotto gli uscì dalla gola, e venne a scosse violente, il seme che gli schizzò sul ventre e sulla mano di Tony..."
Bryan restava disteso a pancia in giù sulla coperta, il respiro ancora irregolare, il sedere arrossato e lucido del seme di Jake. Ogni piccolo movimento gli strappava un brivido. Tony gli stava accarezzando i capelli con una lentezza quasi pigra, mentre Jake, seduto di fianco, gli passava due dita leggere lungo la schiena sudata, su e giù, come a mappare il territorio.«Non hai ancora finito, hai detto», mormorò Jake, la voce roca. «Quanto sei grezzo stasera, Harper.»
Bryan girò appena la testa, una guancia premuta contro la coperta. Gli occhi azzurri erano velati, le labbra ancora lucide.
«Voglio sentirvi di nuovo», sussurrò. «Tutti e due. Non mi basta.»
Tony emise un suono basso, quasi un ringhio soddisfatto. Si chinò e gli morse piano la spalla, i denti che lasciarono un segno rosso.
«Allora alzati un po’», ordinò. «In ginocchio. Mani sulla balla.»
Bryan obbedì lentamente, il corpo ancora tremante. Si mise a carponi, il sedere alto, la schiena inarcata. Jake si spostò davanti a lui, il cazzo già di nuovo mezzo duro. Se lo prese in mano e glielo sfregò contro le labbra.
«Apri», disse semplicemente. «E questa volta non ti fermi finché non te lo dico io.»
Bryan aprì la bocca. Jake scivolò dentro con un gemito basso, una mano che gli afferrava i capelli biondi. Iniziò a muovere i fianchi con calma, profondamente, guardandolo negli occhi mentre glielo faceva prendere tutto.
Dietro di lui, Tony si era messo in ginocchio. Passò due dita tra le natiche di Bryan, raccogliendo il seme ancora caldo, e le infilò dentro con lentezza. Bryan gemette intorno al cazzo di Jake, il suono soffocato e vibrante.
«Ancora così aperto», mormorò Tony, muovendo le dita. «Ti piace essere usato, vero?»
Bryan non poteva rispondere a parole. Si limitò a spingere i fianchi all’indietro, cercando più contatto. Tony sorrise contro la sua pelle e sostituì le dita con il proprio cazzo. Entrò con una spinta lunga e pesante, fino in fondo, e si fermò lì, godendosi la stretta calda.
«Cazzo…», ansimò. «Ogni volta che ti prendo sembra la prima.»
Iniziò a scoparlo con ritmo lento e profondo, le mani che gli stringevano i fianchi con forza. Ogni spinta spingeva Bryan in avanti contro il cazzo di Jake, creando un movimento sincrono, grezzo, perfetto. Il fienile si riempì di nuovo dei suoni umidi dei corpi, dei respiri spezzati, dei gemiti soffocati di Bryan.
Jake gli tirò i capelli, costringendolo a guardarlo.
«Ti piace?» chiese a denti stretti. «Ti piace avere il cazzo di tutti e due dentro?»
Bryan annuì come poteva, la bocca piena, le lacrime che gli bruciavano agli angoli degli occhi per lo sforzo. Jake gli accarezzò una guancia con il pollice, un gesto quasi tenero in mezzo a tutta quella grezza.
«Parla quando ti libero la bocca», disse. Si ritrasse e gli lasciò riprendere fiato. Un filo di saliva collegava ancora le labbra di Bryan alla punta del suo cazzo.
Bryan ansimò, la voce rotta:
«Sì… mi piace… cazzo, mi piace troppo… non smettete… per favore non smettete…»
Tony accelerò appena le spinte, colpendolo più a fondo.
«Dici i nomi», ordinò. «Voglio sentirti dire chi ti sta scopando.»
«Tony…» gemette Bryan, spingendo i fianchi all’indietro. «Tony mi sta scopando… e Jake… Jake mi riempie la bocca… cazzo…»
Jake gli rientrò in bocca con una spinta più decisa, gemendo.
«Bravo ragazzo», mormorò. «Proprio così.»
Continuarono così per lunghi minuti. Tony lo prendeva con spinte pesanti e regolari, una mano che ogni tanto gli scendeva a stringergli il cazzo duro e trascurato, solo per strappargli un gemito più acuto, poi lo lasciava di nuovo. Jake gli usava la bocca con ritmo crescente, i fianchi che battevano contro il suo viso, le palle che gli sfioravano il mento.
A un certo punto Tony uscì da lui. Bryan emise un lamento di protesta, ma venne subito zittito quando Jake si ritrasse a sua volta e i due uomini lo girarono sulla schiena.
Tony si mise tra le sue gambe e rientrò con una spinta sola, sollevandogli le cosce contro il petto. Jake si inginocchiò accanto alla sua testa e gli offrì di nuovo il cazzo, questa volta lasciandogli più controllo. Bryan lo prese in bocca con avidità, una mano che gli stringeva la base mentre succhiava.
«Guardami», disse Tony, ansimando, mentre lo scopava con colpi profondi e precisi. «Voglio vedere la tua faccia quando vieni di nuovo.»
Bryan lo guardò, gli occhi lucidi, la bocca impegnata. Jake gli accarezzò i capelli, il petto che saliva e scendeva in fretta.
«Sei un disastro», mormorò Jake con un sorriso storto. «Il disastro più bello che abbia mai visto.»
Tony gli prese il cazzo in mano e iniziò a segarlo in sincronia con le spinte. Il ritmo divenne più insistente, più disordinato. Bryan tremava sotto di loro, i gemiti sempre più alti nonostante la bocca piena.
«Sto… sto per…» riuscì a farfugliare quando Jake gli diede un attimo di respiro.
«Vieni», ordinò Tony. «Adesso. Sopra il mio cazzo.»
Bryan obbedì. Il corpo gli si inarcò, un urlo rotto gli uscì dalla gola, e venne a scosse violente, il seme che gli schizzò sul ventre e sulla mano di Tony. La stretta del suo canale fu troppo per l’uomo più grande. Tony gli conficò le dita nei fianchi e si svuotò dentro di lui con un gemito lungo e gutturale, le anche che battevano a scosse.
Jake non ci mise molto di più. Si segò due volte sulla lingua protratta di Bryan e venne nella sua bocca, gemendo il suo nome, una mano che gli teneva la testa finché non ebbe finito.
Questa volta crollarono tutti e tre.
Tony si lasciò cadere di lato, ancora dentro di Bryan per qualche secondo prima di scivolare fuori. Jake si stese dall’altra parte, una gamba gettata sopra quelle di Bryan. Per diversi minuti si sentirono solo i respiri pesanti e il battito dei cuori che piano piano rallentava.
Bryan aveva gli occhi chiusi, il viso sporco di come e saliva, il corpo completamente abbandonato.
Tony gli accarezzò il petto sudato con il dorso della mano.
«Domani», mormorò, «quando ti alzerai e camminerai storto… penserai a noi due.»
Jake emise una risata bassa e stanca, e gli posò le labbra sulla spalla di Bryan.
«E se proprio non riesci a camminare», aggiunse, «ti portiamo noi in sella.»
Bryan aprì appena gli occhi, un sorriso esausto e sazio che gli piegò le labbra.
«Siete due stronzi», sussurrò.
«Sì», risposero quasi insieme.
E nessuno dei tre si mosse per un bel pezzo, immersi nel buio caldo del fienile, nel odore di sesso e di fieno, mentre fuori la notte del deserto continuava a scorrere lenta e indifferente.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Canyon boys 11:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
