Gay & Bisex
Gennarino 2
08.09.2026 |
1.191 |
0
"«Mmmhh… ahhh…»
Kwame lo guardò dall’alto, senza espressione, e iniziò a muovere i fianchi..."
Continua.Nei giorni successivi Gennarino non scappò più.
Ogni mattina, mentre lavava il ponte a quattro zampe, qualcuno gli alzava i calzoni e gli ficcava due dita unte nel culo ancora dolorante. Ogni sera finiva in ginocchio o piegato su qualcosa. I marinai lo prendevano a turno, a volte in due, a volte in tre. Gli riempivano la bocca, il culo, gli sporcavano il viso e il petto. E lui, muto, gemetteva come una puttana di porto: suoni bassi, umidi, spezzati, che diventavano più alti ogni volta che un cazzo gli sfregava forte la prostata.
Il capitano lo volle per sé la terza sera dopo l’agguato.
La cabina odorava di legno, di tabacco e di vino. Il capitano era un uomo di cinquant’anni, corpo ancora solido, petto peloso grigio, cazzo grosso e pesante che gli pendeva tra le cosce quando si tolse i calzoni. Aveva le mani callose e lo sguardo freddo.
«Spogliati. Tutto.»
Gennarino obbedì. Rimasto nudo, il cazzo già mezzo duro, si lasciò spingere sul tavolo delle carte. Il capitano gli aprì le chiappe con i pollici e gli sputò direttamente sul buco.
«Ancora stretto… nonostante tutto.»
Il glande largo e caldo premette. Gennarino emise un gemito lungo, quasi un lamento di piacere, quando il cazzo del capitano gli entrò di un colpo solo, fino in fondo. Le palle gli batterono contro le chiappe.
«Ahhh… mmmhh…»
«Senti come lo prendi, mozzo. Come una vera troia.»
Il capitano lo inculò con spinte lente e profonde, tenendolo per i fianchi. Ogni volta che spingeva fino in fondo, Gennarino gemetteva forte, la voce rotta, il culo che si stringeva intorno al membro grosso. Il capitano gli parlava mentre lo usava:
«D’ora in poi vieni qui ogni sera. Ti riempio io per primo. Poi gli altri possono avere quello che resta.»
Gennarino venne con un gemito acuto mentre il capitano gli pompava il cazzo con la mano. Lo sperma gli schizzò sul tavolo. Il capitano non si fermò: continuò a inculare fino a svuotarsi dentro di lui, spinte secche, ruggendo basso.
Quando si ritirò, lo sperma caldo gli colò lungo le cosce.
Fu il giorno dopo che Gennarino vide lui.
Si chiamava Kwame. Alto quasi due metri, spalle larghissime, torace e braccia di un uomo che aveva vogato e caricato merce per anni. Pelle nera lucida di sudore e di sale, cicatrici chiare sulle braccia e sul petto, faccia dura, labbra carnose, occhi scuri che non sorridevano mai. Parlava poco, e quando parlava la voce era bassa e roca, con un accento strano.
Gennarino lo notò mentre scaricavano casse di zucchero. Kwame sollevava da solo quello che altri facevano in due. I calzoni di tela gli segnavano il cazzo grosso e pesante che gli pendeva tra le cosce. Quando si chinò, il tessuto si tese sul culo muscoloso e Gennarino sentì qualcosa di diverso: un brivido basso nel ventre, più forte di quelli che gli davano gli altri.
Quella stessa notte, mentre tre marinai lo stavano usando nel deposito delle vele — uno in bocca, uno nel culo, uno che gli masturbava il cazzo — Kwame entrò. Si fermò a guardare. Non disse niente. Si liberò solo il cazzo.
Era enorme. Spesso quanto il polso di Gennarino, lungo, scuro, con le vene spesse e la testa larga e lucida. Le palle pesanti, scure, coperte di ricci neri.
Gli altri si scansarono quasi per rispetto. Kwame si avvicinò, prese Gennarino per i capelli e gli mise il cazzo davanti alla bocca.
«Apri.»
Gennarino aprì. Il glande caldo e grosso gli riempì le labbra. Proprio a stento riuscì a prendere la testa. Kwame non ebbe fretta. Lo tenne fermo e spinse piano, centimetro dopo centimetro, finché il cazzo gli arrivò in gola. Gennarino soffocò, lacrime agli occhi, ma non si ritrasse. Gemette intorno a quel membro enorme, un suono gorgogliante e bisognoso.
«Mmmhh… ahhh…»
Kwame lo guardò dall’alto, senza espressione, e iniziò a muovere i fianchi. Lento. Profondo. Ogni spinta faceva gonfiare le guance di Gennarino. Quando tirò fuori, un filo di saliva e di liquido pre-eiaculatorio collegava ancora il cazzo alle labbra del mozzo.
Poi Kwame lo girò. Lo mise a quattro zampe. Gli aprì le chiappe con le mani enormi e premette il glande contro il buco già usato e scivoloso di sborra altrui.
Gennarino emise un gemito acuto, quasi di paura e di desiderio insieme, quando sentì quanto era grosso. Kwame spinse. Piano. Inesorabile. Il culo di Gennarino si aprì intorno a quel cazzo scuro e spesso, centimetro dopo centimetro, finché le palle gli batterono contro.
«Cazzo…» mormorò Kwame, la prima parola che Gennarino gli sentiva dire con quella voce. «Stretto.»
Poi iniziò a muoversi. Spinte lunghe, profonde, che sembravano arrivare fino allo stomaco. Gennarino gemetteva senza ritegno, la voce rotta, il corpo che tremava. Ogni volta che Kwame gli entrava fino in fondo, un suono da puttana gli usciva dalla gola.
«Ahhh… mmmhh… ahhh…»
Kwame lo tenne per i fianchi con quelle mani enormi e lo inculò con una forza controllata, quasi crudele. Non parlava. Guardava solo il culo di Gennarino che si apriva e si chiudeva intorno al suo cazzo nero. Quando accelerò, Gennarino venne senza che nessuno gli toccasse il cazzo: solo dalle spinte, solo da quel membro che gli sfondava la prostata. Venne a scosse, gemendo forte, lo sperma che gli schizzava sulle tele sotto di lui.
Kwame non si fermò. Continuò ancora a lungo, fino a ruggire basso e a svuotarsi dentro di lui. Lo sperma caldo e abbondante gli riempì il culo fino a colare lungo le cosce quando alla fine si ritirò.
Gennarino restò a terra, ansimante, il buco che pulsava, pieno. Alzò gli occhi su Kwame. Per la prima volta da quando era salito a bordo, sentì qualcosa che non era solo paura o piacere forzato.
Qualcosa di più caldo. Di più pericoloso.
Kwame lo guardò un attimo, poi si sistemò i calzoni e uscì senza una parola.
Da quella notte Gennarino iniziò a cercarlo con lo sguardo.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Gennarino 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
