Gay & Bisex
Marco and Alvin 28
10.09.2026 |
453 |
0
"Ogni tanto la discussione scivolava nel sesso: Alvin che descriveva con voce calma cosa avrebbe permesso e cosa no, Marco che si eccitava solo a sentirlo parlare così..."
I giorni successivi furono sospesi, come se il tempo in Sicilia avanzasse più lento.Al mattino la casa era piena di luce grigia e di silenzio. Marco e Alvin bevevano caffè in cucina, le mani che ogni tanto si sfioravano. Nel pomeriggio passeggiavano lungo la collina, scendevano verso il mare ancora freddo, o restavano seduti sul muretto a guardare il golfo. La sera univano i letti — ormai non li separavano più — e facevano l’amore con una intensità quieta e profonda. A volte lento, quasi rituale. A volte più affamato, come se il corpo di Marco cercasse ancora di colmare un vuoto che solo Alvin sapeva toccare davvero.
Una notte, mentre erano ancora uniti e il respiro di Alvin gli scaldava la nuca, Marco parlò a voce bassa:
«Non so se riesco a rivendere questa casa. E non so se riesco a restare qui da solo.»
Alvin restò in silenzio qualche secondo. Poi disse:
«E se non la rivendessimo? E se non restassi da solo?»
Si voltarono uno verso l’altro. Alvin gli accarezzò il petto con il dorso delle dita.
«È grande. Troppo grande per due persone. Ma è isolata, ha spazio, ha carattere. Potremmo farne qualcosa. Non un albergo qualsiasi… qualcosa di più privato. Solo uomini. Un posto dove chi vuole può venire a fermarsi qualche giorno, in discrezione. Camere, un salone, il giardino, magari una piccola spa. E regole chiare.»
Marco lo fissò. Il cuore gli aveva fatto un salto.
«Un resort… per soli uomini?»
«Sì. Esclusivo. Non di massa. Pochi ospiti alla volta. Gente selezionata. E tu…» Alvin gli sfiorò il labbro inferiore con il pollice, «…avresti la casa piena di vita, come voleva tua nonna. E avresti anche un modo per gestire quella fame senza dover sempre cercare fuori. Qui. Sotto il nostro controllo. Sotto il mio.»
Marco sentì un brivido scendergli lungo la schiena. L’idea era pericolosa e, allo stesso tempo, perfettamente logica. La casa non sarebbe più stata vuota. Lui non avrebbe più dovuto scegliere tra restare in Sicilia e la sua voglia. E Alvin sarebbe rimasto al centro di tutto.
«Ci penseresti davvero?», chiese. «A lasciare l’America, il college, la squadra?»
Alvin scosse la testa. «Non subito. Io posso andare e venire, almeno per un periodo. Finire l’anno, capire. Ma tu potresti iniziare a sistemare la casa. E se funziona… allora decidiamo il resto insieme.»
Quella notte scoparono con una carica nuova.
Marco a pecora, le mani strette alle sbarre del letto unito, Alvin dietro di lui che lo prendeva con spinte profonde e lente, sussurrandogli all’orecchio com’è che avrebbe potuto essere: ospiti che arrivano, sguardi, possibilità, e alla fine sempre lui — Alvin — a riprenderselo. Marco venne gemendo contro il cuscino, e Alvin lo seguì poco dopo, affondando i denti nella sua spalla.
Nei giorni seguenti l’idea prese forma.
Camminavano per le stanze vuote e cominciavano a immaginare: quella camera poteva diventare una suite, il salone un’area comune, il vecchio magazzino una piccola zona benessere. Di sera, dopo l’amore, restavano svegli a parlare di soldi, di permessi, di come rendere il posto discreto e sicuro. Ogni tanto la discussione scivolava nel sesso: Alvin che descriveva con voce calma cosa avrebbe permesso e cosa no, Marco che si eccitava solo a sentirlo parlare così.
Una sera, mentre erano nudi sul letto e la pioggia batteva sui vetri, Alvin gli entrò dentro con una lentezza quasi crudele e gli disse contro la bocca:
«Se lo facciamo, questa casa diventa il nostro territorio. Tu potrai avere quello che ti serve. Ma ogni ospite, ogni corpo, ogni cazzo che ti tocca… passa da me. Sempre.»
Marco annuì, gli occhi chiusi, il corpo che si apriva e si stringeva intorno a lui.
«Sempre», ripeté.
Fuori la Sicilia di primavera continuava a essere umida e quieta.
Dentro la casa della nonna, tra lenzuola disfatte e progetti ancora confusi, stava nascendo qualcosa di nuovo: non solo un possibile business, ma un modo per tenere insieme il loro amore, la fame di Marco e il possesso quieto e totale di Alvin.
E per la prima volta da quando erano atterrati, il futuro non sembrava più solo un peso.
Sembrava una possibilità concreta.
resort solo uomini sesso a pecora dom e sottomesso spa privata camere suite giardino isolato selezione ospiti controllo di coppia
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Marco and Alvin 28:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
