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Gay & Bisex

Il viaggio di Mikol 3


di MASQUARATE
14.09.2026    |    772    |    0 9.2
"Jabari restò conficcato fino all’ultima scarica, ansimando, la fronte sudata contro quella di Mikol..."
È UN RACCONTO DI FANTASIA

Il viaggio di Mikol – Capitolo 3: Venerazione e massaggio
Dopo cena Mikol inventò una scusa veloce — «vado a fare due passi, mi serve aria» — e uscì nel buio caldo della notte africana. L’odore di terra rossa, di legna bruciata e di fiori notturni gli riempì i polmoni. Kwunat e Temba lo aspettavano già dietro le cucine, silenziosi e sorridenti.Lo portarono nella stanza di Temba, una cameretta semplice con un letto largo, le finestre aperte sul fruscio delle foglie e il canto lontano degli insetti. Appena chiusa la porta, Mikol si inginocchiò senza che glielo chiedessero.I due si tolsero i pantaloni. Le cosce di Kwunat erano lunghe, muscolose, la pelle scura tesa e lucida di leggero sudore; quelle di Temba ancora più potenti, spesse, con i muscoli che si muovevano sotto la superficie. I loro cazzi erano già duri: quello di Kwunat lungo e dritto, il glande scuro e lucido, le palle pesanti e piene che pendevano tra le cosce; quello di Temba ancora più grosso, spesso, con le vene in rilievo e le palle grandi e calde che Mikol afferrò subito con entrambe le mani.Mikol cominciò a succhiarli a turno. Prima Kwunat: le labbra rosa si aprirono sul cappellone, la lingua girò intorno, poi scese fino a sentire le palle contro il mento. Poi Temba: il sapore più forte, più salato, l’odore di sapone e di uomo che gli faceva girare la testa. Li pompò più volte, passando da uno all’altro, saliva che gli colava sul mento, gemiti bassi che riempivano la stanza. Le loro mani grandi gli affondavano nei capelli biondi, guidandolo.Quando furono vicini, Mikol si staccò e alzò il viso, gli occhi azzurri lucidi.«Sul viso… come la statuina. Vi prego.»Kwunat venne per primo. Getti caldi e densi gli schizzarono sulle guance, sulle labbra, sulla fronte. Mikol ne assaggiò un po’, leccando lentamente ciò che gli era finito sulla bocca, poi tenne il viso fermo mentre Temba esplodeva a sua volta. Il secondo carico gli ricoprì il naso e il mento. I due, ancora duri, usarono i loro cazzi per spalmare il seme su tutto il viso di Mikol, strisciando il glande caldo sulle guance, sulle labbra, sul mento, mescolando i due liquidi bianchi fino a renderlo lucido e appiccicoso. Mikol respirava a fior di labbra, eccitato, sentendosi davvero come quella statuina antica.Si ripulì in fretta con un asciugamano e tornò in camera. I genitori dormivano già. Si infilò sotto le coperte con il sapore ancora in bocca e il cuore che batteva. Dormì poco, ma abbastanza.

La mattina dopo si alzò presto. Aveva prenotato una seduta di massaggio e relax con Jabari. La stanza massaggi era piccola, calda, profumata di oli essenziali: note di sandalo, di ylang-ylang e di qualcosa di speziato e dolce. Mikol si stese nudo a pancia in giù sul lettino, solo un piccolo telo bianco a coprirgli il culetto.Jabari entrò indossando un gonnellino di lino leggero. Le sue mani grosse e calde cominciarono a lavorare la schiena di Mikol con olio caldo. Le dita scesero lentamente lungo la colonna, poi sulle natiche sode. Spinse via il telo. L’olio caldo scivolò tra le chiappe. Jabari massaggiò il culetto con movimenti circolari, poi le dita scesero più in basso, trovando il buco stretto e roseo.Mikol gemette piano, gli occhi già persi. Jabari massaggiò piano il buco con un dito unto d’olio, poi lo inserì. Niko aprì le gambe di più. Un secondo dito entrò, poi un terzo. Le tre dita grosse di Jabari si muovevano dentro di lui, allargandolo, curvandosi per toccare il punto giusto. Mikol ansimava, il viso premuto sul lettino, le labbra socchiuse, godendo con gli occhi socchiusi e persi.Jabari non resse più. Il gonnellino di lino era sollevato dal cazzo grosso e pesante, già completamente eretto, le palle piene e scure. Si posizionò dietro Mikol, gli divaricò le natiche e appoggiò il cappellone contro il buco unto. Entrò piano piano. Il glande scivolò dentro, poi il resto, centimetro dopo centimetro, fino a che Mikol lo ebbe tutto.Cominciò a scoparlo lentamente, con colpi di reni profondi e potenti. Mikol gemette più forte, sentendo ogni vena, ogni spinta. Jabari accelerò, le cosce scure e muscolose che battevano contro il culetto bianco e sodo di Mikol. Il suono umido e carnale riempiva la stanza, mescolato ai gemiti di entrambi e all’odore intenso dell’olio caldo e del sesso.Cambiarono posizione. Jabari lo fece mettere a pecorina sul lettino, poi lo girò a faccia in su, le gambe di Mikol sulle sue spalle larghe. Continuò a scoparlo con spinte sempre più forti e profonde, il cazzo che usciva e rientrava lucido d’olio. Mikol era perso, gli occhi azzurri vitrei, le labbra aperte, il corpo che tremava a ogni colpo.Alla fine Jabari accelerò ancora, i muscoli delle cosce e del sedere contratti, e esplose dentro di lui. Getti caldi e abbondanti riempirono Mikol in profondità. Jabari restò conficcato fino all’ultima scarica, ansimando, la fronte sudata contro quella di Mikol.Quando uscì, un filo di seme colò dal buco di Mikol. Jabari lo guardò con un sorriso soddisfatto.«Buon auspicio, piccolo…»Mikol era ancora tremante, pieno, e completamente perso in quella sensazione.
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