Gay & Bisex
Gennarino 11
08.09.2026 |
1.013 |
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"E da quella notte in poi, sulla nave del Pirata CazzoNero, ci furono due uomini enormi che lo possedevano..."
Continua.Gennarino non ebbe tempo di pensare.
Kwame gli spinse il cazzo in bocca fino in gola mentre CazzoNero riprendeva a scoparlo dal basso con spinte profonde e possenti. I due uomini non si parlavano. Si guardavano soltanto, occhi di ghiaccio contro occhi scuri, mentre usavano lo stesso corpo.
CazzoNero lo sollevò quasi del tutto dal suo membro, lasciando solo il glande dentro, poi lo fece ridiscendere di colpo. Gennarino emise un gemito strozzato intorno al cazzo di Kwame. La saliva gli colava dal mento. Le lacrime gli solcavano le guance, ma il suo cazzo era duro come non lo era da mesi, gocciolante sul ventre di CazzoNero.
Kwame tirò fuori dalla bocca di Gennarino e gli parlò per la prima volta, voce roca e bassa:
«Ti sei dimenticato di me.»
Non era una domanda. Gennarino non poté rispondere. CazzoNero rise, i denti d’oro che brillavano, e diede una spinta particolarmente dura.
«Se l’è dimenticato. Adesso è mio. Ma se vuoi… puoi riprenderti un pezzo.»
Si guardarono ancora un secondo. Poi CazzoNero fece qualcosa che Gennarino non si aspettava: si sdraiò completamente sulla schiena, tenendo Gennarino seduto sul suo cazzo, e gli aprì le chiappe con entrambe le mani, esponendo il buco già pieno e stretto intorno al suo membro.
«Entra», disse semplicemente a Kwame. «Se ci stai.»
Kwame non esitò.
Si mise in ginocchio dietro Gennarino, sputò due volte sul punto già occupato e premette il glande contro. Gennarino emise un suono acuto, quasi di panico e di eccitazione insieme, quando sentì la pressione. Era troppo. Due cazzi. Due uomini enormi.
Kwame spinse.
Piano. Inesorabile.
Il buco di Gennarino si aprì con una lentezza crudele, allargandosi intorno al secondo membro. Il dolore fu netto, bruciante, ma mescolato a una pressione così intensa sulla prostata che Gennarino vide le stelle. Gemette alto, la voce spezzata, mentre centimetro dopo centimetro Kwame entrava accanto a CazzoNero.
Quando finalmente fu tutto dentro, Gennarino tremava violentemente. Due cazzi spessi e duri lo riempivano completamente, pulsando l’uno contro l’altro dentro di lui. Si sentiva aperto oltre ogni limite, pieno come non era mai stato.
CazzoNero gli accarezzò il petto con una mano enorme e gli parlò all’orecchio, voce bassa e roca:
«Respira. Adesso ti scopiamo insieme.»
Iniziarono a muoversi.
All’inizio alternati: quando uno entrava, l’altro usciva quasi del tutto. Poi, dopo pochi minuti, iniziarono a spingere insieme. Gennarino non riusciva più a formare suoni coerenti. Gemiti lunghi, rochi, disperati e affamati gli uscivano dalla gola a ogni doppia spinta. Il letto scricchiolava pericolosamente. Il suono umido e osceno di due cazzi che si muovevano dentro lo stesso buco riempiva la cabina.
«Ahhh… mmmhh… ahhh…!»
Kwame gli afferrò i fianchi con forza e accelerò. CazzoNero spingeva dal basso con la stessa potenza. Gennarino venne per primo, a scosse così violente che il suo cazzo schizzò fino al petto di CazzoNero. I due uomini non si fermarono. Continuarono a doppiarlo attraverso l’orgasmo, godendosi ogni contrazione disperata del suo culo.
Kwame ruggì per primo e si svuotò in profondità, riempiendolo di sborra calda. Pochi secondi dopo CazzoNero lo seguì, ruggendo contro la spalla di Gennarino e aggiungendo la propria sborra a quella dell’altro.
Quando alla fine si ritirarono, uno dopo l’altro, il buco di Gennarino restò aperto e pulsante, un rivolo spesso di sperma misto che gli colava continuamente lungo le cosce e sul letto.
Gennarino crollò in avanti sul petto di CazzoNero, ansimante, tremante, completamente distrutto e completamente pieno.
Ci fu un lungo silenzio.
Poi CazzoNero, ancora con il respiro pesante, alzò lo sguardo su Kwame. Gli occhi di ghiaccio erano seri.
«Lui ti ama ancora», disse a bassa voce, indicando Gennarino che ancora gli tremava contro. «Anche se ha cercato di dimenticarti. Lo vedo.»
Kwame non rispose subito. Guardava Gennarino, il petto che saliva e scendeva, il culo ancora aperto e colante.
CazzoNero passò una mano grande tra i capelli sudati di Gennarino e aggiunse, con un tono che non ammetteva repliche ma che conteneva qualcosa di strano, quasi di rispetto:
«Resta.
Se lui ti vuole… resta.
Ma qui comando io. E lui resta mio prima di tutto.
Possiamo condividerlo. Tutti e due. Tutte le notti, se vuole.»
Gennarino, ancora a faccia in giù sul petto del pirata, alzò appena la testa. Guardò CazzoNero, poi Kwame. Negli occhi aveva lacrime e desiderio e qualcosa di spezzato che si stava ricomponendo. Annuì. Una volta sola. Ma con tutto il corpo.
Kwame restò in silenzio ancora qualche secondo. Poi si chinò, gli accarezzò la schiena con una mano enorme e mormorò:
«Va bene.»
CazzoNero sorrise, lento, i denti d’oro che brillarono nella luce bassa della lanterna. Tirò Gennarino più contro di sé e allungò una mano verso Kwame, quasi un invito.
«Allora sistemati.
La notte è lunga.
E il suo culo è ancora caldo.»
Quella notte i due uomini lo ripresero insieme, più volte.
A volte uno in bocca e uno nel culo.
A volte di nuovo tutti e due insieme.
A volte uno lo teneva fermo mentre l’altro lo scopava con violenza affettuosa.
Gennarino gemetteva e veniva e piangeva di piacere, il cuore diviso e allo stesso tempo intero.
E da quella notte in poi, sulla nave del Pirata CazzoNero, ci furono due uomini enormi che lo possedevano.
Uno con gli occhi di ghiaccio e i denti d’oro.
Uno con la pelle scura e le mani che sapevano essere sia crudeli che tenere.
Gennarino li aveva tutti e due.
E per la prima volta in vita sua, si sentì completo.
Vissero così.
Con il cazzo quasi sempre duro.
Con Gennarino sempre pronto, sempre affamato, sempre amato nel modo più sporco e più totale possibile.
E il mare, intorno a loro, continuava a battere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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