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Gay & Bisex

Gli inizi di Nico 3


di MASQUARATE
18.02.2025    |    913    |    6 9.8
"Mi sistemai, pulii la poltrona da barbiere, piena dei mie liquidi, lo salutai e andai a casa..."
Ogni giorno, per i giorni a seguire, prendevo i cazzi del signor Franco e del signor Vincenzo in bocca. Ero diventato un esperto di bocchini.
Certe volte da soli, e certe volte insieme. Il Signore Vincenzo veniva anche a metà mattinata o pomeriggio per svuotarsi le palle.
C'è da dire che ultimamente avevo una voglia matta di prenderlo in culo, di fare un passo avanti e aprirmi nuovi orizzonti. Ormai da tempo, nell'oscurità della mia stanzetta, mi sditalinavo il buchetto con le dita, o qualche pennarello, cose di poco conto. Non mi soddisfavano. Un giorno presi dalla spesa di mia madre una zucchina che mi ha ricordato il cazzo del mio datore di lavoro e la sera, coricato nel mio lettino, con l'aiuto di abbondante saliva, me lo sono infilato su per il culo con non poca difficoltà. Poi con il tempo e con altre zucchine, sono riuscito a godere di questa intrusione.
E così una sera dopo chiusura, dissi al signor Franco mentre pompavo la sua minchia: "sai... É da un po' di tempo che ho voglia.... Mmmhhmmmmhhh... Ho voglia di essere scopato... Si insomma... Ggghllllmmmhhh.... Di prenderlo dietro... Ti va di...?" non finii la frase che lui mi fece alzare e mi posizionò sulla poltroncina da barbiere con il culetto in fuori. Di scatto si abbassò infilando il muso tra le mie chiappette e lappandomi tutto.
Ero in estasi, ansimavo per il piacere e godevo. Dal mio pisellino colava il precum che lui abilmente raccoglieva e portava all'ano per una maggiore lubrificazione.
"cazzo Nico... mi fai impazzire! Sei dolce.... Mmm... Aaahhh... Che meravigliaaahh...." mi disse alternando lingua e dita, quelle dita grosse e cicciotte come dei cazzi.
Ad un certo punto si alzò e appoggiò la cappella al mio buchetto spingendo piano piano come ad aprirla e tornando indietro. Nel mentre ripeteva questa operazione, con le manone mi raggiunse ai capezzoli e iniziò a torturarmeli. Potete capire cosa provai in quel momento, potete immedesimarmi in me, che stavo per ricevere quel cannone.
La sensazione di stare per essere spaccati. Meraviglioso. Io con gli occhi chiusi, avevo gli altri sensi amplificati. Cominciai a sentire gocce sulla schiena... Era lui che sbrodolava dalla bocca, o forse era sudore che colava dalla sua fronte, dal collo taurino. Sta di fatto che era tutto perfetto. "aaahhh... Ooohhhh...AAAAHHH"
Con questo ultimo lungo sospiro, la cappella entrò in me, seguita all'asta dura e venosa, fino alle palle. Mi sentii svenire dal piacere, il mio culo era rovente, i miei capezzoli arrossati... Che sensazione fantastica... Il signor Franco restò dentro di me per un tempo che sembrava infinito. Intostava la minchia ed io sentivo tutto e ad ogni movimento pelvico io mettevo dei rantoli di goduria.
Poi la sua dolcezza iniziale si tramutò, comincio un crescente dentro-fuori dal mio culo, sempre più veloce fino a quando con 3 colpi secchi lo piantò dentro e mi inondò di calda sborra, rantolando e sbuffando come un toro. Io da parte mia ero artigliato al sedile, distrutto e provato dalla mia prima inculata,dolce e selvaggia allo stesso tempo. "grazie signor Franco.... Ufffhh... Grazie... È stato... Ahhh... Magnifico...." dissi cercando di riprendermi. Lui, dopo pochi secondi, uscì da me dandomi una manata sul culo apostrofandomi " sii proprio na buttana!" e col cazzo a penzoloni si diresse verso il bagno. Mi sistemai, pulii la poltrona da barbiere, piena dei mie liquidi, lo salutai e andai a casa.

L'indomani a metà mattinata si presentò il signor Vincenzo e salutandomi mi fece cenno verso i locali sul retro. Così lasciai il signor Franco alle prese con i clienti e lo raggiunsi. Avevamo già una certa routine, lui arrivava, io mi inginocchiavo, gli slacciavo i pantaloni, gli calavo le barche e le mutande, e trovandolo già barzotto lo ingoiavo e iniziavo. Ma stavolta ho fatto fatica ad abbassare tutto, non era per niente barzotto. Era una trave di marmo, bagnata. Con lo sguardo interrogativo ma curioso, lo guardai negli occhi mentre mi imboccava e mi disse: "Franco mi ha detto tutto... TUTTO!.... ora tu da bravo fai vedere a me cosa hai imparato... Mmmhhh... Oohh..."
Quindi la pompa non è andata per le lunghe, aveva altro in mente e prendendomi per un braccio mi alzò da terra e mi appoggiò al muro, tirandomi giù pantaloni e mutandine. Sicuramente gli apparve davanti gli occhi un culetto arrossato, usato, pronto per la monta insomma. Mi passò l'avambraccio davanti il viso mentre con la mano libera si sputò sulle dita che portò al mio buco. Iniziò così ad entrare ed uscire prima con uno, poi due, poi tre, poi non so. Alternava l'intrusione a sputazzate sulla mano, lubrificandomi tutto. Il suo cazzone duro sbatteva sulla mia coscia e sulle mie nautiche lasciando una bava appiccicosa e quando vide che ero abbastanza bagnato, si sputò pure sul cazzo e mi entrò dentro per metà. Non aspettò, non indugiò sulla mia povera apertura anale. Se lo prese è me lo pianto dentro. Con due colpi era dentro fino alle palle. Naturalmente ebbe l'accortezza di tapparmi la bocca per evitare urla ma fu inutile. Rimasi senza fiato, manco per un sibilo. La bocca spalancata, gli occhi sbarrati ma non emisi nessun suono. Mi sentivo pieno di cazzo fino allo stomaco.
Neanche li ebbe l'accortezza di farmi abituare. Era infoiato come un toro.
Cominciò a martellarmi il buco del culo come un pistone di macchina mentre a denti stretti mi sussurrava all'orecchio "tié tié troia sfunnata... Ma che sei un burro... Aahhh... Tié... Tié minchia che culo che hai..."
Fortunatamente o sfortunatamente (dipende dai punti di vista) non resistette molto. Dopo una carrellata di colpi me lo piantò così tanto in profondità e venne. Venne come un fiume.
Lo sentivo tutto, tutte le ondate di sborra che mi iniettò, sentivo anche il suo respiro profondo dentro le mie orecchie come il suono delle onde del mare. Era così preso che non sentí neanche che gli avevo piantato i denti nell'avambraccio lasciandogli un segno molto visibile.
Ripresosi uscì dal mio culo martoriato, la broboscide scivolò fuori, portando con sé due grumi di sborra che si sfracellarono a terra, emettendo il tipo suono "splash splash". Anche lui mi dette una manacciata sul culo e lasciandomi li, a culo aperto se ne andò.
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