Gay & Bisex
Marco and Alvin 13
09.09.2026 |
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"Alvin e Babbo Natale lo scopavano insieme, a ritmo alternato e poi sincronizzato, mentre Eddy gli usava la gola..."
Stavano ancora uniti, il respiro che piano piano tornava normale, quando si sentì un colpo leggero alla porta.Alvin alzò la testa. Marco, ancora seduto su di lui, si irrigidì appena.
«Avanti», disse Alvin, la voce ancora roca.
La porta si aprì.
Eddy entrò nudo.
Il corpo scuro e massiccio luccicava leggermente di sudore. Il cazzo era durissimo, teso, lucido di precome, e alla base aveva un fiocco rosso stretto a mo’ di cockring che lo faceva sembrare ancora più grosso e scuro. Dietro di lui, altrettanto nudo, c’era un uomo che Marco non aveva mai visto.
Era più alto di Eddy, pelato, la pelle dello stesso color cioccolato fondente, spalle enormi, petto ampio e pettorali pesanti, addome spesso e segnato. Il cazzo gli pendeva già mezzo duro, lungo e molto grosso, con una cappella ampia e scura; anche lui aveva un fiocco rosso alla base. Quando entrò del tutto e chiuse la porta, il sorriso di Eddy era lento, quasi divertito.
«Ho un regalo per Marco», disse con la voce grave. Poi indicò l’uomo al suo fianco. «Babbo Natale è qui per te.»
L’uomo — Babbo Natale — sorrise, i denti bianchi, e fece un piccolo cenno di testa. Non disse niente. Si limitò a guardare Marco con un’intensità quieta e affamata.
Eddy, però, non si mosse subito. I suoi occhi andarono ad Alvin, in attesa. Chiedeva consenso senza parole.
Alvin restò fermo un secondo. Poi sorrise sotto i baffi, un sorriso storto e scuro, e fece un gesto lento con la mano, come a dire: è il tuo regalo, prendili pure.
Marco sentì il cuore accelerare di nuovo. Il cazzo di Alvin, ancora dentro di lui, diede un leggero sobbalzo.
Eddy non aspettò oltre. Si avvicinò al letto, prese Marco per i fianchi e lo sollevò delicatamente da Alvin. Il cazzo di Alvin uscì con un suono umido. Marco venne adagiato sulla schiena, le gambe ancora aperte, il buco lucido e leggermemente aperto. Eddy si chinò e gli baciò la bocca, profondo, mentre l’altro uomo — Babbo Natale — si metteva in ginocchio tra le sue cosce e cominciava a leccargli il buco con una lingua larga e calda.
Fu l’inizio di una sessione pura e selvaggia.
Marco si ritrovò con due cazzi scuri e grossi che gli riempivano la bocca a turno. Eddy e Babbo Natale si alternavano: uno gli spingeva il fusto in gola mentre l’altro gli leccava le palle o gli apriva il buco con le dita. I fiocchi rossi battevano contro il suo mento ogni volta che spingeva più a fondo. Alvin era seduto in disparte, sulla poltrona vicino al letto, le gambe divaricate, il cazzo di nuovo di marmo, duro e dritto, mentre si toccava piano guardando tutto.
Quando Eddy gli entrò dentro per primo, fu con una spinta lunga e decisa. Marco gemé ad alta voce. Babbo Natale gli mise il cazzo in bocca nello stesso momento. I due cominciarono a scoparlo a ritmo alternato: Eddy dal basso, Babbo Natale in gola. Ogni tanto si scambiavano. Babbo Natale aveva un cazzo ancora più spesso, e quando entrò Marco sentì di nuovo quel bruciore dolce e intenso dell’allargamento. Eddy gli teneva la testa e gli parlava basso:
«Prendilo tutto, Sicilia… bravo… così.»
Alvin guardava senza intervenire, gli occhi verdi quasi neri, la mano che saliva e scendeva lenta sul proprio cazzo. Ogni tanto mormorava qualcosa tipo «più fondo» o «falle vedere quanto lo prende bene».
La rotazione continuò. Marco venne una prima volta solo con il cazzo di Babbo Natale dentro e la mano di Eddy sul suo. Poi lo scoparono ancora, uno dietro l’altro, senza quasi dargli tempo di chiudersi. I fiocchi rossi erano diventati umidi di saliva e di lubrificante. I gemiti di Marco riempivano la stanza, mescolati a quelli più gravi dei due uomini.
Verso la fine Alvin non resistette più.
Si alzò, il cazzo che gli batteva pesante contro il ventre, e si avvicinò al letto. Eddy e Babbo Natale si scostarono appena, capendo. Alvin si stese sulla schiena e fece segno a Marco di salirgli sopra. Marco, tremante e già pieno di sborra, si sistemò a cavalcioni e si lasciò scendere di nuovo sul cazzo familiare di Alvin. Mentre lo cavalcava, Eddy gli si mise davanti e gli riempì la bocca, e Babbo Natale si mise alle sue spalle, lubrificandosi di nuovo.
Alvin capì cosa stava per succedere e guardò Marco negli occhi.
«Vuoi?»
Marco, con la bocca piena, annuì.
Babbo Natale premette. Il cazzo spesso entrò accanto a quello di Alvin, lentamente, con una pressione enorme. Marco emise un suono strozzato, le unghie che affondavano nel petto di Alvin. Per un momento restarono tutti fermi: due cazzi dentro di lui, uno in bocca. Poi cominciarono a muoversi.
Fu il finale di serata senza eguali.
Alvin e Babbo Natale lo scopavano insieme, a ritmo alternato e poi sincronizzato, mentre Eddy gli usava la gola. Marco era solo sensazione: pieno, allargato, usato, adorato. Venne di nuovo, il corpo che si contraeva intorno ai due cazzi, e questa volta piangeva di piacere. Poco dopo sentì Alvin venire dentro di lui con un gemito grosso. Babbo Natale lo seguì, aggiungendo altri getti caldi. Eddy si ritirò dalla bocca di Marco e venne sul suo viso e sul petto, il fiocco rosso ancora stretto alla base.
Quando tutto finì, Marco era un tremito continuo, disteso tra i tre corpi, il viso e il corpo lucidi, il buco che pulsava aperto e pieno. Alvin lo tirò contro di sé, una gamba gettata su di lui in un gesto chiaramente possessivo anche in mezzo a tutto quello. Eddy gli accarezzò i capelli neri con una mano grande. Babbo Natale, ancora ansimante, gli baciò una spalla e mormorò con voce grave:
«Buon Natale, piccolo.»
Fuori la neve cadeva silenziosa.
Dentro la stanza della confraternita, tra fiocchi rossi sparsi, corpi scuri e chiari intrecciati e l’odore denso di sesso, il Natale aveva raggiunto un punto da cui non si poteva più tornare indietro.
Marco, esausto e completamente sazio, chiuse gli occhi tra le braccia di Alvin e, per la prima volta in vita sua, si sentì esattamente dove doveva essere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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