Gay & Bisex
LA PRIMA VOLTA CON UN UOMO MATURO
05.05.2025 |
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"Dopo altri apprezzamenti, più o meno volgari sul mio aspetto e su come mi facessi scopare e dopo avermi infilato le dita nel culo trovandolo ancora umido, mi fece alzare, rivestire e, senza..."
Ricevo questo racconto da un “amico” con cui mi sento da tempo. Ancora non siamo riusciti ad incontrarci ma, ne sono certo, succederà di sicuro. Abbiamo percorsi di vita simili e recentemente mi ha inviato questa email che ho solo in piccolissima parte “aggiustato”. La ho trovata eccitantissima e, come richiesto dall’autore, la condivido con i lettori di Annunci69. Spero vi piaccia.Ciao Red, ti mando questa mail con la storia che ti avevo promesso. Scusa se è scritta un po’ così, ma sono sicuro che tu riuscirai a farla diventare migliore di come la leggerai. Ci conto. Nei tuoi racconti dici sempre in che anno avviene la storia e l’età dei protagonisti. Te lo dico subito. Siamo in una grande città del centro-sud Italia attorno all’anno 2000. A quel tempo avevo 16 anni e avevo già scoperto la mia voglia di cazzi. La soddisfacevo con quelli dei maschietti del gruppo di periferia che frequentavo. Di solito quelli che avevano l’automobile mi caricavano e portavano in qualche stradina tranquilla, con gli altri facevamo in qualche garage o cantina o in una casa abbandonata. Quella sera Matteo mi aveva fatto salire in macchina. Immaginai una delle solite scopate ma lungo la strada mi disse che questa volta c’era una sorpresa. Non volle aggiungere altro ma non mi portò, come al solito, in una strada tranquilla bensì in una casa dove trovammo un uomo. Un uomo grande, molto grande. Guardai Matteo mentre lui, con totale indifferenza, mi disse che quella era la sorpresa. Aggiunse che si chiamava Antonio e che anche lui voleva scoparmi e, come se la cosa fosse assolutamente normale, concluse con un: “fai il bravo” e se ne andò. Rimasi davvero spiazzato mentre quel tipo mi abbracciò e iniziò a baciarmi infilandomi con prepotenza la lingua fino in gola. Andò avanti a lungo mentre con le mani prima mi toccò dappertutto e poi iniziò a spogliarmi. Continuò a baciarmi con impeto e forza, spingendosi dappertutto e obbligandomi a tirare il fiato a fatica con il naso perché anche quello era schiacciato sul suo viso. Fu un bacio lungo, carnale, forte. Quando si staccò dalle mie labbra avevo i pantaloni e gli slip alle ginocchia, la maglietta arrotolata sul petto e il cazzo già duro per quell’intenso bacio e per quanto lo avesse maneggiato. Con un laconico: “spogliati” mi fece denudare e, rimanendo vestito, mi osservò attentatemene dichiarandosi soddisfatto del mio aspetto. A quel punto si spogliò anche lui mostrandomi il corpo piuttosto trascurato di un cinquantenne in sovrappeso. Come fu nudo mi indicò il cazzo dove attaccarmi. A quel punto mi fu chiarissimo che quella sera, per la prima volta, avrei scopato con un uomo maturo. Quasi con la disinvoltura di un bocchinaro navigato me lo infilai tra le labbra. Diedi il mio meglio e tra una leccata, una succhiata e qualche su e giù in poco lo trasformai in un palo duro e dritto. Un bel cazzo, niente da dire, ma nulla di speciale. Tra i ragazzi che mi scopavano solitamente ne avevo visti di più lunghi, più pelosi, più duri ed anche più grossi e perfino con delle bocce ben più imponenti. Comunque un bel cazzo.
Il tempo per le riflessioni sul suo sesso però durarono pochi istanti perché, appena smisi di tenerlo in bocca, mi afferrò per un braccio e mi portò in camera e dopo avermi fatto stendere a pancia in giù sul letto mi venne sopra. Ebbi solo il tempo di sentire tutto il suo peso sopra di me e me lo ritrovai piantato dentro. Lanciai un urletto per la brusca penetrazione mentre lui iniziò a muoversi in fretta con dei rapidi gesti del bacino. Contemporaneamente prese a baciarmi e succhiarmi il collo e mi afferrò le mani stringendole tra le sue. Lo trovai esageratamente pesante e, per tutto il tempo, mi ebbi la sensazione di essere completamente schiacciato lì, sotto di lui.
Mi sorprese la resistenza che dimostrò perché, pur spostandomi in diverse posizioni, non uscì mai dal culo e praticamente continuò a muoversi ininterrottamente senza mai venire. Questa, almeno per me, fu una grossa differenza con le esperienze precedenti perché tutti i ragazzi che avevo incontrato erano sempre venuti in tempi assai più brevi. Inoltre mi sorprese quel continuo cambiare posizione che mi fece apprezzare come certe fossero assai più goduriose di altre, cosa che non avevo mai notato prima. Infatti tutte, ma proprio tutte le altre volte, i miei partner mi avevano messo in una posizione e quella era stata per tutto il tempo e queste posizioni le contavo su una mano mentre con Antonio ne ho provate almeno una decina e tutte in una sola volta. Insomma, è stato super.
Comunque quella scopata durò davvero tanto e quando lui esplose urlò come un forsennato e, dopo i primi schizzi, uscì e, aiutandosi con la mano, ne fece altri mirando al mio viso. Quando ebbe finito di spremere il cazzo per far uscire anche l’ultima goccia, me lo infilò di forza in bocca intimandomi di pulirlo per bene.
Me lo lasciò dentro finché non fu completamente moscio e solo allora mi liberò. Ritrovai un sapore più o meno simile a tanti altri schizzi di crema che avevo assaporato anche se contornato da un aroma di sesso più intenso di quello a cui ero abituato. Almeno così mi sembrò. A quel punto si lasciò cadere con la schiena sul letto e mi disse che: “sei stato bravo. Matteo aveva proprio ragione. Anche se sei giovane sei proprio una puttanella fatta e formata. Sei proprio bravo con la bocca. E hai un culo ancora stretto. Bravo! Dopo ci scambiamo i numeri del telefono. Ho proprio voglia di scoparti ancora.” Mi diede il suo perché io non ne avevo ancora uno.
Dopo altri apprezzamenti, più o meno volgari sul mio aspetto e su come mi facessi scopare e dopo avermi infilato le dita nel culo trovandolo ancora umido, mi fece alzare, rivestire e, senza tanti complimenti, mi buttò letteralmente fuori. Ci misi parecchio a ritornare a casa...
Di quella sera sera ho dei ricordi accesi, come se non fossero passati tutti questi anni, forse perché fu la prima volta con un grande, o magari per come mi spostava per farmi cambiare posizione, “usandomi” come se fossi un bambolotto, o ancora per quell’infinita cavalcata che sembrava non finire e che mai avevo provato prima. Forse pure per quel sentirmi piccolo piccolo tra le sue mani o semplicemente per quanto mi ha fatto godere. Mai, ma proprio mai, prima di allora avevo gridato così tanto di piacere. Anzi, non avevo mai gridato se non emettendo dei piccioli urletti nei primi momenti delle penetrazioni in cui mi aprivano lo sfintere e non mi ero mai trovato senza fiato come allora accadde. Dimenticavo, ricordo anche la sua barba ispida e pungente che mi aveva scorticato il viso durante i baci e quel succhiotto che mi lasciò sul collo e che durò diversi giorni e che feci davvero fatica a giustificare a casa. Ho in testa anche la strada per rientrare a casa che non finiva più.
Certo, quello fu il mio primo uomo, inteso come grande di età, che mi fece scoprire un mondo che non smisi più di frequentare. Antonio lo rividi parecchie altre volte e fu l’inizio di una lunga serie di cazzi “maturi” che da quel giorno cominciai a farmi, scoprendo quanto fosse facile per un ragazzo come me averne quanti ne voleva semplicemente offrendosi a loro. Sì, a volte ottenni anche dei rifiuti, ma solo all’inizio quando non ero ancora smaliziato nell’inquadrare i miei futuri amanti.
Ovviamente non smisi nemmeno di frequentare e concedere “le mie grazie” ai ragazzi del gruppo, anche se iniziai a trovarli assai meno interessanti degli adulti.
Che ci vuoi fare Red, anch’io, come te, mi sono preso la malattia del cazzo, nel senso che mi piace da morire e non so proprio stare senza. Ormai gli anni sono passati e ne ho più di quaranta e, anche se la voglia è sempre tanta, mi sto accorgendo che è sempre più difficile trovare quelli che desidero e… mi devo accontentare di quello che c’è. Però se tu che hai già passato i sessanta riesci ancora a vivere tutte quelle belle (e a volte meno belle) avventure, di strada da percorrere davanti a me ne vedo ancora tanta. I tuoi racconti, soprattutto quelli del “diario”, mi hanno proprio ispirato per cercare cose nuove mentre molte altre volte mi hanno fatto tanta nostalgia nel ricordare avventure simili che ho vissuto tanti anni prima. Anche se abitiamo molto lontani, magari un giorno ci potremmo trovare, per raccontarci qualche altra storia che qui non si può dire. Io ne ho parecchie e, credo, anche tu. A presto. Spero di leggere presto quanto ti ho scritto sul nostro sito Annunci69. Fallo diventare un bel racconto. Un bacio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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