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Gay & Bisex

UN’INCULATA SELVAGGIA ED INASPETTATA


di RedTales
16.08.2025    |    13.089    |    12 9.4
"Che dici?” “Ma? Non so…” Gli chiedo se vuole qualche crema per il rossore ma declina l’offerta e se ne va..."
Questo non è proprio un racconto ma la quasi fedele trascrizione di una recente furiosa inculata. È lunedì 11 agosto ed è quasi sera. Sono rientrato a casa da poco quando suona il campanello. Non aspetto nessuno. È un periodo terribile e ho talmente tanti impegni che, a fatica, mi posso permettere una serata di sesso una volta alla settimana. E nemmeno tutte le settimane!
Sotto c’è Stefano. Il nome non mi dice niente ma mi chiede di salire e, visto che mi conosce, gli apro. Come lo vedo mi ricordo benissimo di lui. Ci siamo frequentati per un po’ negli ultimi mesi del 2022 e un cazzo come il suo non si può dimenticare.
Saluta e mi dice subito, con una naturalezza impressionante, che ha una voglia matta di scopare. Che gli tira dalla mattina e non sa con chi svuotarsi.
“Non voglio farmi una sega. Non mi piace. Poi mi sei venuto in mente tu. Ti sbatto con calma, ti sborro addosso e poi vado subito via. A pelle, come si faceva una volta. Ti va?”
Gli sorrido anche se resto interdetto per come si è espresso ma anche per quello che ha detto.
“Evviva la sincerità” penso. “Dritto al punto. Almeno non fa giri di parole...”
Peccato che sia arrivato così di sorpresa e nel momento sbagliato perché oggi è stata proprio una giornata pesante e ho voglia soltanto di un bagno ristoratore, di una buona lettura accompagnata dalla giusta musica e… di starmene in pace.
È da alcuni anni che non ci vediamo e, in tutta sincerità, pur ricordando lo splendore che ha tra le gambe, non ho proprio voglia di fare sesso con lui.
“Mi vuoi scopare adesso?”
“Sì”
“Certo che sei un bel tipo. Arrivi qui, neanche saluti e mi chiedi il culo.”
“Dai! Non tirartela. So come sei. Se non ti va non importa. Vado via.”
Resto ancora più sgomento. Lancia il sasso ma è subito pronto a tirar via la mano.
“Non ho detto che non mi va, è per come me lo hai chiesto” mi esce dalla bocca e me ne pento subito.
“Ma va! Ti ho seguito sai? Su Annunci69. Leggo i racconti. E proprio perché ti conosco so che sono veri e che sei ancora più troia di quando ti ho conosciuto.”
“Leggi le storie?”
“Sì. Anche di quella volta con me e con Luca. Ma davvero ti faceva così male il culo? Non me lo hai mai detto (VEDI IL RACCONTO: “Ciao. Sono Stefano, ti ricordi di me?). Certo che se ti ha fatto male con noi, allora con il padrone? Ne hai passate di cotte e di crude.”
Non so perché ma mi sento in imbarazzo nel sapere che lui sa tante delle cose che ho fatto. Lo so, può sembrare sciocco perché sono io a condividere certi momenti della mia intimità con tutti ma… questi tutti non li conosco. Non me li trovo davanti a ricordarmi di quella volta che mi hanno… Mi sento strano, come un bambino che è stato scoperto a fare una marachella e non sa cosa fare difronte all’evidenza. Non ricordo di aver provato prima un sentimento simile. Sono davvero spiazzato.
Il meglio che mi esce è un quasi balbettato: “scemo!”
Ride. Non so se ha percepito quegli attimi di difficoltà in cui mi sono trovato. Fortunatamente svaniscono subito e ritrovo me stesso.
“Allora? Ti scopo?” insiste.
“Non pensavo di fare incontri. Dovrei darmi una sistemata… Un po’ di rasoio, una doccia, anche intima. Magari mi metto qualcosa di carino addosso…” replico con la sicurezza che ho ritrovato.
“A me vai bene anche così, anzi. Mi tira di più nel pensarti e vederti proprio come una vecchia vaccona. Però te li porti bene, sai.”
“Almeno una ripassata alla barba…”
“Dammi il culo così.”
“Ma devo fare una doccetta anale. Assolutamente!”
“No, così. Spogliati.” chiude in modo imperioso ed il mio carattere che diventa sempre remissivo in queste situazioni accetta la sua scelta anche se sono ancora titubante. Però lo vedo così deciso e noto anche la bozza tra le gambe ad indicare che è già pronto e… mi lascio convincere. Mi arrendo totalmente alle sue voglie e faccio quello che desidera. È contento e l’espressione del viso lo esplicita.
Mi spoglio e, senza degnarmi di uno sguardo, lo fa anche lui. Sottolineo un’ultima volta che se mi lascia andare dieci minuti in bagno è meglio, ma è irremovibile. Non insisto più, affascinato dal suo cazzo: è bellissimo e mi ha fatto venire una gran voglia di averlo tutto per me.
“Non voglio fotografarti o sposarti. Voglio solo incularti e vai bene così.”
Sono un po’ preoccupato per cosa può trovare dentro. Credo che siano decenni che non mi presento ad un maschio con il retto non pulito e ciò mi fa sentire una strana sensazione. Mi sembra di non essere a posto ma non ho il tempo di rimuginare perché vuole cominciare.
Ho giusto un flash nel quale mi rivedo giovinetto, quando qualche volta mi era capitato di “essere preso” all’improvviso, facendo trovare una spiacevole “sorpresina” al sodomizzatore di turno. In quelle rarissime volte che era successo avevo provato un profondo senso di colpa...
Ma questo dejavu dura proprio un attimo perché Stefano mi fa mettere a pecora per terra e mi viene dietro. Si sistema sopra a gambe larghe. Sento l’asta che scorre tra le chiappe. Sputa due o tre volte finché non centra il bersaglio e quindi si appoggia, spinge ed entra. Il tempo di essere completamente piantato fino alle palle e comincia a scoparmi. Me lo ricordavo come un buon manico ma adesso mi sembra davvero ottimo. Mi sbatte con forza. I nostri corpi “suonano” mentre si scontrano. Anche il mio “affare” diventa duro quasi subito e comincia a sbatacchiare dappertutto, come impazzito, ed è una sensazione piacevole. Lui è una furia. Mi stringe i fianchi con le mani ma poi le sposta sulla schiena. Di tanto in tanto mi da uno sculaccione sulle chiappe. Sì, ci sa proprio fare. Non riesco a trattenermi e mugolo e poi ansimo ed infine sono tutto un fremito di piacere. È proprio una signora scopata, di quelle con la S maiuscola. Ho tutto il corpo che trema sotto i colpi e le percezioni che mi arrivano dall’interno sono esplosive. Non ho un orgasmo ma un profondo godimento. Ovviamente questi sono solo alcuni dei pensieri che si accavallano mentre sbavo e lo incoraggio. Lui “lavora” in silenzio. Non lo posso vedere ma lo immagino entusiasta.
Dopo un bel po’ che non so assolutamente quantificare, si ferma.
“Voglio vederti in faccia mentre ti monto. Mettiti sul tavolo.”
Mi alzo e non posso non notare che ha il pene… sporco. Ed anche l’odore che esala nella stanza è inequivocabile.
Insisto per andare in bagno con lui per pulirgli il cazzo e per sciacquarmi intimamente ma non vuole farlo. Mi prende per un braccio e mi trascina al tavolo.
Provo ancora a convincerlo ma non c’è verso, e allora mi arrendo nuovamente davanti a quel missile che sta per essere sparato nel mio culo.
Mi appoggio e mi fa sollevare le gambe in alto, mi afferra le caviglie con le mani e me le allarga. Adesso lo posso vedere bene anch’io e devo proprio riconoscere che lì in mezzo c’è proprio un bel pistolone. Si piega in avanti, abbassa il bacino e “traffica” un po’ per trovare la posizione giusta. Immagino di essere ancora abbastanza aperto dopo il trattamento di prima perché mi sento pulsare il buco. Ovviamente è facilitato dal vedere dove dirigere la punta. Infatti mi centra al primo colpo e mi fa provare nuovamente quella sensazione di essere pieno e proprio ben “sventrato”. Ho una leggera fitta che mi fa emettere un lamento, forse perché entra leggermente inclinato e non proprio in asse. Comunque è un dolorino da niente che scompare immediatamente sotto l’impeto della galoppata che ricomincia a fare.
“Guardami puttana. Voglio vederti in faccia mentre ti rompo il culo.” è quanto riesce a dirmi.
Sollevo lo sguardo dal cazzo e incontro il suo sguardo. I nostri occhi si incrociano e, quasi per provocarlo, ho la lucidità di passarmi la lingua sulle labbra stando ben attento a non mordermi perché mi fa saltare come una palla da quanto mi spinge affossandosi dentro di me ad ogni colpo. Ovviamente cerco di mantenermi fermo tenendomi sul tavolo ma continuo a scivolare in avanti e così ogni tanto mi solleva di più le gambe e mi tira verso di lui. È proprio in quei momenti che riesce a sprofondarsi completamente nel mio corpo e mi sembra di impazzire: sono tre, quattro, forse cinque colpi che arrivano così in profondità che mi fanno vibrare e quasi scoppiare dall’interno, proprio alla base del pene. Vi lascio solo immaginare quanto sia enorme ciò che provo. Comunque resisto anche se, proprio come una cagna in calore, non posso non perdere saliva che cerco di pulire con la lingua e gemere. Ma i nostri occhi sono uno dentro l’altro. Mi fissa e io lo fisso. È paonazzo in volto e anche il petto è rosso. È una maschera di sudore ma continua, continua.
Manteniamo il contatto oculare ma il sudore che mi cola dalla fronte mi fa strizzare gli occhi. Entra e brucia. Provo a pulirmi con una mano ma come lascio la presa al tavolo mi sento buttato un po’ di qua e di la e devo recuperare l’appiglio. Finalmente abbassa lo sguardo per fissarmi proprio lì. Chissà che spettacolo deve essere vedere il proprio pene uscire quasi completamente per poi sparire del tutto nel culo.
Io lo immagino ma intanto guardo il mio cazzo che sussulta assieme alle palle sbattendo da tutte le parti. Avrei voglia, anzi la necessità, di afferrarlo e di masturbarmi ma non credo sia una buona idea spostare le mani. Inoltre comincia anche a farmi male la schiena perché, di tanto in tanto, mi solleva per sistemarmi e mi fa ricadere, quasi di peso.
Ho un flash: “ma quanto dura? Ma ha già sborrato?”
Ovviamente non lo posso sapere anche se, ad un certo punto quello che si bagna con un forte schizzo sono io. Sono venuto e ho goduto fino allo spasmo. La crema si è sparsa sulla pancia e un po’ anche sul petto. Ne ho fatta tanta. Ad essere sincero mi viene un altro pensiero: “vieni, vieni, vieni.”
Vorrei che si fermasse perché quello che mi sta facendo è diventato insopportabile. È meraviglioso ma, al tempo stesso, non ce la faccio più. Mi sento il cuore in gola. Non dico nulla ma provo a divincolarmi ma lui stringe la presa sulle caviglie e mi tiene fermo senza rallentare il ritmo della scopata.
Prosegue ancora per un bel po’ tanto che il “fastidio” sparisce e mi trovo nuovamente in quello stato in cui non sei quasi più cosciente delle sensazione che il corpo ti invia. In pratica potrei essere una specie di bambola gonfiabile nella quale lui si sta scaricando.
Va avanti mentre io credo di essermi quasi “spento”. Infatti ora non riesco nemmeno a mettere a fuoco cosa provavo. La sensazione è di stasi. Il tempo sembra fermarsi. Invece di essere un attore di quello spettacolo mi sento un semplice spettatore che guarda. È come se stesse scopando un altro.
Alla fine viene anche lui e le sue urla mi fanno ritornare “cosciente” e mi rendo conto che, proprio in quel momento, si sta svuotando e che mi stringe troppo le caviglie che mi fanno malissimo.
Uno, due, tre, quattro, cinque colpi al rallentatore e poi tutto è fermo. Lo vedo riprendere fiato e quindi uscire. Il cazzo mi sembra enorme, è rosso, tanto rosso e anche un po’… marroncino. L’odore della scopata si fonde con uno molto meno gradevole. Provo a tirarmi su per sedermi sul tavolo ma mi sento indolenzito e quasi non ce la faccio, al punto che se ne accorge anche lui e mi da una mano per aiutarmi. Come sono seduto sento immediatamente la schiena a pezzi ma come scendo e mi alzo in piedi, sono le caviglie a farmi proprio male.
Lui è senza fiato, ma lo sono anch’io.
Borbotta un “che scopata!” e si siede. Prendo dell’acqua e beviamo avidamente.
Finalmente riesco a portarlo nella doccia e lo lavo. Ha il cazzo a penzoloni. Si è sgonfiato ma è rimasto ancora grosso. È così rosso che gli chiedo se gli capita spesso. Mi dice di no. Lo lavo con molta attenzione ma gli brucia solo a toccarlo. Il sapone lo fa proprio saltare. In ogni caso si lascia fare e sembra gradire. Soprattutto se faccio molto piano e con delicatezza.
È solo allora che riesco a mettere a fuoco quanto sia peloso. Una foresta di riccioli neri lo ricopre dappertutto.
Quando ho finito di dedicarmi a lui esce dal box, mentre io continuo: mi sciacquo dentro ed esce il disastro. Peggio di quello che avevo immaginato. Per fortuna se ne è già andato dal bagno. Finisco in fretta ma quando ritorno in sala lo trovo già vestito.
Mi saluta e si congeda in un attimo.
“Abbiamo lasciato passare troppo tempo. Ti chiamo presto. Mi sei piaciuto anche questa volta..”
“Mi chiami?”
“Promesso. Magari la prossima volta faccio come quel Padrone che avevi. Che dici?”
“Ma? Non so…”
Gli chiedo se vuole qualche crema per il rossore ma declina l’offerta e se ne va.
Come resto solo ritorno in bagno e mi stendo nella vasca. Il culo mi brucia ma sono i pesanti segni neri alle caviglie che mi lasciano perplesso. Infatti non mi ero accorto che mi avesse stretto così forte. Il fastidio alla schiena passa in secondo piano anche se mi rendo conto che in certe posizioni non riesco a stare: fa male.
Penso che un buon sonno ristoratore possa rimettere tutto a posto ma, dopo due ore passate a girarmi e rigirarmi mi arrendo. Mi alzo e vado alla tastiera per scrivere quello che state leggendo.
Cosa dire per chiudere. È tardissimo. Tra poche ore dovrei… “alzarmi” anche se non ho ancora dormito ma sono così felice che… lo rifarei anche subito.
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