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Gay & Bisex

HO TROVATO UN CAZZO IN MARE


di RedTales
02.09.2025    |    8.346    |    13 9.6
"Avrai qualche anno più di me…” “Ne hai?” chiesi con una buffa espressione indagatrice..."
Nonostante la settimana “bollente” di ferragosto ero riuscito a completare tutto quello che dovevo consegnare, avevo visto dei clienti e, ciliegina sulla torta, il “capo” non era solo contento per quell’importante contratto andato a buon fine ma mi aveva comunicato che l’acquirente ci aveva consigliati ad un suo amico che, sentito telefonicamente, era più che favorevole ad iniziare una collaborazione con noi ponendo una sola condizione. Voleva che andassi io da lui in quanto il suo amico gli aveva parlato molto bene di me. Il mio responsabile era così felice che mi regalò un intero giorno: “adesso stacca. Vai a casa e domani non venire qui e non lavorare da casa. Fai festa. Ci vediamo mercoledì.”
Fu una notizia meravigliosa. Pensai subito che avrei lavorato ugualmente, almeno un po’, ma mi sarei regalato una mezza giornata tutta per me. Senza… cazzi questa volta. La delusione di ferragosto mi pesava ancora (vedi l’ultimo racconto pubblicato: L’ORGIA DI FERRAGOSTO) anche se mi dicevo che non sempre tutto va come si vorrebbe e che, a volte, “a caval donato non si guarda in bocca”.
Cercai così il programma di un’escursione nella laguna che desideravo fare da tempo e di cui mi avevano parlato. Trovato il contatto telefonai scoprii che proprio il giorno successivo facevano un’uscita pomeridiana e che c’erano ancora posti disponibili. Prenotai.

L’escursione con la piccola barca lungo la costa fu bella. Vedemmo la laguna, le valli da pesca, i casoni. La nostra guida nonché “capitano” e unico marinaio dell’imbarcazione si dimostrò simpatico e ci raccontò in modo chiaro ed interessante quanto avevamo visto. Alla fine uscì in mare aperto e, gettata l’ancora, ci offrì la possibilità di bere qualcosa e di un tuffo, come precisato nel programma. A bordo eravamo in nove e, non conoscendo nessuno, decisi per una nuotata. Avevo già addosso il costume e faceva molto caldo. Così mi sarei rinfrescato. Raggiunsi per primo la poppa e mi tolsi gli indumenti velocemente appoggiandoli sopra l’asciugamano che avevo tolto dallo zainetto e scivolai giù. Cercai di farlo in fretta per non far notare che ero completamente depilato e ci riuscii. Comunque l’idea di essere al largo mi attirava e con un po’ di bracciate mi allontanai. Mi fermai ad una decina di metri e vidi che altri si tuffavano. Decisi così di andare ancora un po’ più in la dove mi sdraiai a morto e rimasi fermo sul pelo dell’acqua ad ascoltare il silenzio.
“Che bello! È proprio perfetto un mare così.”
Aprii gli occhi e vidi la testa di un signore li accanto.
Il primo istante pensai: “con tutto lo spazio che c’è, proprio qui doveva venire” ma gli risposi gentilmente: “sì, acqua bellissima, anzi, fin troppo calda. Me l’aspettavo più fredda.”
Sorrise dicendo di chiamarsi “Simone”.
Buttai lì un “Tiziano”.
Lui continuò a parlare della gita per poi chiedermi se fossi solo. Lo era anche lui. Mi informò che era in vacanza e cominciammo una piacevole chiacchierata fin quando mi pregò di aiutarlo e si appoggiò a me: “scusa, un crampo.”
Allungò le mani sulle mie spalle e si avvicinò. Gli chiesi come andava e proposi di nuotare lentamente verso la barca che ormai si era già allontanata.
“No, no, adesso passa. Dev’essere l’acqua fredda che si sente sotto la vita.”
Effettivamente, stando dritti si notava la differenza di temperatura. Dalla vita in giù era decisamente più freddina. Mentre pensavo questo lui si accostò al mio corpo e, in modo inequivocabile, mi accorsi del suo sesso, durissimo, che si era appoggiato contro il fianco.
Lo guardai con un certo imbarazzo mentre lui si scusò: “mi spiace, aspetta, mi sposto un poco. Lo hai sentito, vero? Quando sono in acqua mi fa sempre questo effetto. Non so proprio cosa farci. È così da quando ho cominciato a nuotare. Dopo, piano piano si sgonfia. Scusami sai, non volevo. Ma con il crampo…”
Sembrò sincero, quasi si vergognasse per l’accaduto.
Si spostò di qualche centimetro ma poi, anche per il movimento del mare, mi ritornò contro: “scusa ma non riesco a stare più in la. Non posso staccare le mani, mi fa male il crampo.”
Cercai di restare a galla muovendo le braccia e le gambe, con la testa oltre il pelo dell’acqua, perché, anche se la sua presa era davvero leggera, tendeva a farmi andare giù.
Comunque gli risposi: “niente, niente” mentre mi sembrò che quasi mi accarezzasse il collo. Ma, mossi com’eravamo dal moto del mare, poteva benissimo essere solo una sensazione.
Infatti pensai proprio questo: “non è possibile che ci provi. È una mia suggestione. Ma cosa vado a pensare. È qui attaccato perché ha un crampo.”
Gli chiesi come andava e rispose : “un po’ meglio.”
Nel frattempo, favorito dal cullare della marea mi era venuto proprio dietro e adesso, seguendo le oscillazioni delle onde, mi “urtava” ripetutamente proprio dietro e la presenza del “bozzo” tra di noi era decisamente chiara. Ma la cosa strana era che non faceva nulla per evitare che i nostri corpi si toccassero. Poteva benissimo tendere le braccia e farci stare un po’ più lontani, invece le teneva morbide come se cercasse il contatto. Anche le nostre teste erano a pochi centimetri di distanza, sentivo la sua quasi sul collo e, anche se non mi giravo, con la coda dell’occhio lo vedevo proprio li accanto.
Non dissi niente mentre lui si lamentò per il fastidio che il crampo continuava a procurargli.
“Forse sta passando” esclamò staccando una mano ma, contemporaneamente, lasciandosi schiacciare contro di me.
Percepii fortissima la pressione del pene prima sopra una chiappa e poi proprio in mezzo, come se si fosse volutamente appoggiato lì.
Continuai ad ignorare la cosa fin quando non trovai la sua mano che, anche se furtivamente, mi palpeggiò il pacco.
Fu una sorpresa assolutamente non attesa. Il tempo che la mano me lo stringesse e tutti e due finimmo sotto il pelo dell’acqua. Due bracciate e una spinta con le game e ritornammo fuori. Anche lui aiutò a riemergere con il braccio che mi aveva appena toccato proprio lì. Sputando l’acqua girai la testa e trovai la sua a pochi centimetri.
“Hai bevuto?” ebbe la faccia tosta di chiedere dopo che mi aveva praticamente tirato sotto.
“No, poco poco.”
Restò in silenzio, come per capire se volessi aggiungere qualcosa per la sua mano birichina ma non pronunciai parola.
“Effetto dell’acqua?”
Girai di nuovo la testa per incrociare il suo sguardo: “cioè?”
“Sì, ce l’hai piccolissimo…”
Ondeggiammo e dovemmo stabilizzarci. Lui continuò a tenere una mano sulla mia spalla mentre le nostre gambe si scontrarono mentre si muovevano per farci restare a galla.
Fu un interminabile momento di silenzio con mille pensieri che mi balenarono in mente fin quando decisi di rispondere: “più o meno. Ma è quasi sempre così.”
Fu una risposta “neutra” che non mi esponeva… Non replicò e tra noi ci fu nuovamente il silenzio.
Immaginai che lui aveva già fatto molto per darmi un segnale sulle sue intenzioni mentre io mi stavo tenendo abbottonato e così presi coraggio e, a rischio di fare una figuraccia: “il tuo invece è proprio grande. Lo sento…”
“Lo senti?”
“Sì, da quando ti sei appoggiato. Dritto e duro e… proprio lì.”
Restai in attesa di una brutta risposta che non ci fu, ma quello che fece fu assai più esplicito. Infatti mi strofinò il cazzo tra le chiappe.
“Lo senti ancora?”
Risposi con un quasi sussurrato:: “sì”.
“Ti piace?”
Questa volta la risposta fu istantanea, affermativa e ancora più languida.
Avevamo stabilito una complice intesa che lui volle sottolineare immediatamente.
Si strusciò ancora e quindi fece far capolino al suo sesso sfilandolo dal costume e, un attimo dopo, abbassò il mio per scoprirmi il culo.
La mano scese dalla spalla a cingermi la pancia e, anche se in precario equilibrio sul pelo dell’acqua mi fece gustare il suo nerbo premendolo con forza nel solco tra i glutei. Cercò di muoverlo ma la posizione era davvero complicata. In ogni caso mi feci una precisa idea di cosa avesse tra le gambe e la mano che allungai per afferrarlo mi confermò che era proprio un bel pesce quello che strinsi tra le dita.
Girai di nuovo la testa e questa volta mi diede un fugace bacio che ricambiai.
“Tutto bene?”
Fu il grido che ci fece immediatamente staccare.
Intravvidi una signora che si stava avvicinando e che, non era tanto lontana da noi, ci guardava. Una decina di bracciate e ci fu vicino.
“Un crampo. Ma sta passando” aggiunse Simone.
“Mi era sembrato di vedervi in difficoltà. Serve aiuto? Può appoggiarsi anche a me.”
“Grazie” replicò allungando una mano anche sulla sua spalla.
Così, lasciandolo in mezzo a noi, nuotammo verso la barca fin quando anche la guida, vedendoci gridò: “Tutto bene? Serve aiuto?”
Immediatamente ci lanciò una ciambella di salvataggio che lui afferrò con tutte e due le mani e si lasciò tirare fin sotto bordo.
Una volta saliti confermò che il crampo era quasi sparito e che poteva camminare.
La signora cominciò a raccontare che io l’avevo salvato e che aveva visto come si era aggrappato a me e che stava per portarmi sotto. Se solo avesse capito cos’era davvero successo...
Nel frattempo mi ero asciugato in fretta e già rivestito.
Simone mi guardò, probabilmente per vedere come fossi ed io feci lo stesso, scoprendo proprio un bell’uomo.
Entrambi minimizzammo l’accaduto e poco dopo, ripresa la navigazione per tornare al porto, il fatto era già stato dimenticato. Seduti vicini, iniziammo a parlare. Purtroppo lo spazio era poco e, avendo altri ospiti non lontani, restammo sul vago. Una volta a terra, davanti ad un bel gelato, le nostre frasi furono totalmente libere e, in breve, ci trasferimmo nel suo appartamentino.
Non fu un mordi e fuggi ma un bel percorso di conoscenza. Probabilmente tutti e due avevamo voglia di sesso ma anche di “scoprire” l’altro non solo da quel punto di vista. Anche se, stranamente, forse più lui di me. Comunque ci mettemmo a parlare e andammo avanti fino all’ora di cena. Fu assai piacevole e continuammo al ristorante. Rientrati a casa decisi di essere un po’ più esplicito ed anche lui si dimostrò interessato ad una conoscenza… carnale. Inutile dire cosa accadde perché il resto della serata passò assai piacevolmente. Vi dico solo che, una volta arrivati da lui, entrai in bagno vestito e ne uscii nudo trovando anche Simone già pronto sul lettone e… con tanto di preservativo appoggiato ben in vista sul comodino.
Si dimostrò una persona dolce e sensibile, delicata ed affettuosa. A letto fu particolarmente tradizionale, interessato più al contatto corporeo che alla ricerca di strane posizioni ma vivace, curioso e propenso a provare cose nuove senza alcuna remora. Insomma, un amante ideale con una dotazione normale che seppe usare perfettamente e… a lungo. Da sottolineare è la particolare attenzione che dedicò al mio piacere. Infatti non ci fu volta che non venne assicurandosi che anch’io raggiungessi l’orgasmo.
Ce la spassammo a lungo fin quando mi chiese di restare a dormire da lui ma, a malincuore, dovetti declinare l’invito.
“Sono venuto per staccare dal lavoro per una manciata di ore, ma ho già fatto fin troppo tardi. Devo rientrare.”
“Moglie che ti aspetta?”
“Macché! Solo il lavoro. È un periodo terribile. Avevo voglia di fare questo giro da anni e me lo sono regalato. Pensavo di essere al computer prima di cena e invece…”
“Rimpianti?”
“Nessuno. Alla mia età trovare occasioni come queste è una fortuna che non va sprecata. Costi quello che costi. E poi ti devo confessare che sei una persona davvero speciale, è stato bellissimo e dolce farlo con te. Sei così premuroso.”
“Dai! Cosa dici, sei tu che mi piaci. E poi cosa centra l’età. Avrai qualche anno più di me…”
“Ne hai?” chiesi con una buffa espressione indagatrice.
“Cinquantadue.”
“Sì, sì, qualcuno in più… ma non tanti” mentii.
“Ci vediamo domani? Hanno anche messo brutto tempo.”
“Mi piacerebbe ma sono ad un’ora da qui e tra andare e tornare… Ti ho detto che sono messo male con i tempi.”
“Vengo io! Dai, mi sono trovato benissimo. Ho voglia di vederti ancora. Sempre che tu possa e che non ci siano complicazioni. Però non voglio essere invadente. Se non ti va dimmelo.”
“Vuoi davvero venire?”
“Sì, ti prego. Mi piaci proprio.”
“Va bene, mi piaci anche tu e non solo tu. Adoro anche il tuo pisellone” aggiunsi scherzando per poi terminare: “troverai un po’ di confusione. Vivo da solo e non sono sempre ordinatissimo.”
Rise.
Concordammo per il giorno dopo.
Ci incontrammo per tre orette a cavallo di mezzogiorno. Gli piacque la casa e fu un’altra scopata davvero piacevole. Niente di speciale ma di quelle dove sia lui che io raggiungemmo due volte a testa un assai gratificante orgasmo. Simone si dimostrò bravissimo, pensando sempre anche a me e che resistenza! Mi penetrò ogni volta con il preservativo e dopo avermi ben lubrificato. Si mosse con esperienza, facendomi sentire la sua presenza per lunghissimi momenti. Cambiò spesso posizione ma restando sempre sdraiato o al mio fianco o sopra di me. Lo assecondai e, cosa abbastanza insolita per me, ci scambiammo lunghissimi baci, lasciando le nostre labbra appiccicate tra di loro per molto tempo mentre le lingue guizzarono svelte toccandosi e rincorrendosi. Sottolineo ancora, tutto avvenne con una gentilezza davvero speciale da parte sua, ricambiata con gioia da me.
Purtroppo le ore volarono troppo in fretta.
Ci vedemmo tutti i giorni successivi, due volte sono andato io ed una mi ha raggiunto nuovamente lui.
Si è dimostrato anche particolarmente gentile facendomi trovare, ogni volta che ci siamo visti, dei regalini perfettamente centrati sui miei gusti. Un particolare che mi ha fatto davvero piacere e che, anche se in ritardo, ho ricambiato.
Purtroppo domenica 24 agosto le sue ferie sono finite ed è dovuto ripartire. Abitando a ottocento chilometri di distanza mi sa che ci vedremo ben poco o… per niente. Ci scriveremo, questo è sicuro ma… non è la stessa cosa.
In ogni caso è stata davvero una favolosa ed intensa avventura che avrei voluto vivere con ancora più partecipazione e dedicandole maggior tempo ma sono stato limitato dagli impegni inderogabili. Come già detto più volte, continuo ad essere meravigliato da queste situazioni che mi si presentano nonostante l’età stia terribilmente avanzando. Mi ripeto che devo cogliere al volo ogni occasione e, per ora, me ne capitano ancora. Spero proprio che il fisco regga nei prossimi anni.
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