La vacanza a Creta 6: il black
Stemmo immobili, abbandonati ognuno al suo torpore, per riprenderci da quello stato di estasi totale. Stavo tornando in me; mi sentivo appagato e, nel contempo, mi assalivano i sensi di colpa: sono io ad avere trasformato Loredana in quello che è ora, oppure lei è così ed ha solo trovato in me il compagno ideale per manifestare la sua vera essenza? Mentre ci preparavamo per la cena, Loredana disse: "Sa, amore, la tua Patrizia è davvero una porcella. Ho parlato a lungo con lei, facendola confidare ed ho capito che, a motivo del suo tradire Alberto, è la scarsa complicità tra i due. Vedi, se ti riesce, di parlare con lui; mi piacerebbe riuscire a coinvolgerli in qualche nostro giochino. La Patrizia ha messo gli occhi su un "black" che, alla maniera di Bob Marley, suona il "raggae" in un locale non distante da qui. Stasera, dopo cena, potremmo andare ad ascoltare musica: che te ne pare? mica scema, la porcellona, eh? vuole godersi il black, e io? sto a guardare?" "E brava; così te lo faresti anche tu?" "Si, amore, mi hai voluto puttana?" "Bene, bene, bene; ne sono contento! Tasterò il terreno con Alberto". Era ancora presto; il ristorante era chiuso... dovevamo aspettare... ci sedemmo nella hall; alla reception non c'era "lo stronzo", c'era il vecchio. Ecco arrivare Patrizia ed Alberto. Loredana si alza, le va incontro e se la porta via; a me non resta che abbordare Alberto: "Senti, non so voi, ma io e Lory, quando si va in vacanza, amiamo godercela anche con un pò di trasgressione; la cosa ti sconvolge o ti intriga?" "Ma che dici?! Per quella che è la mia mentalità, mi inviti a nozze; ciò che non so è come la prenderebbe mia moglie? Sai, una prof tutta d'un pezzo, che non travalica mai la linea di condotta che si è imposta?" "Quindi - ripresi io - mi sembra di capire che, se mia moglie riuscisse a far allentare i freni inibitori della tua, non avresti niente da ridire ed, al contrario, ne saresti felice?" "Certo; anzi dovrei esservene grato perchè, finalmente, potremo goderci la vita alla luce del sole, senza ricorrere a sotterfugi". Ed io, incalzando: "Senti, stasera dopo cena, avremmo deciso di andare ad ascoltare musica "raggae": che effetto ti fa sapere che Patrizia è intrigata dal "black" che la esegue?" "No, non è possibile... allora mia moglie si è decisa a saltare il fosso? Ebbene, se è così non sarò certo io ad impedirglielo, anzi... il solo pensiero mi ha ridotto l'uccello ad una sbarra d'acciaio" "Va bene così; ora lasciamo fare alle nostre donne; appuntamento qui, nella hall, alle 23,30, per andare fuori a fare follie". Informai Loredana dell'esito favorevole della chiacchierata con Alberto e lei, a sua volta raggiante per la piega che aveva preso la cosa, volle riferire subito all'amica. All'ora fissata, puntuali come un cronometro, ci incontrammo tutti e quattro e, con una luce nuova negli occhi, con animo allegro e festante ci incamminammo, tutti assieme. Eravamo giunti ad un centinaio di metri dal locale, quando Loredana propose: "Patrizia, togliamoci gli slip e li diamo, io al tuo uomo e tu al mio, cosicchè, durante tutta la serata, sapranno che sotto il vestito, per altro corto, siamo nude" Patrizia, lì per lì interdetta, guardò il marito e sentendogli dire "Che idea fantastica! Forza dateceli!" non ebbe più dubbi; se lo tolse con un veloce movimento delle anche e lasciò che li raccogliessi ai suoi piedi; analoga cosa fece Loredana ed Alberto, dopo averlo platealmente annusato, lo fece scomparire in tasca.
Prendemmo un tavolo vicino alla pedana del musicista ed ordinammo da bere. La musica era piacevolissima ed il ritmo, spiccatamente caraibico, invogliava le nostre donne a danzare, mischiandosi ad altri avventori. Attirai l'attenzione di Alberto sul fatto che i movimenti lubrici della danza facevano spesso risalire l'orlo dei vestiti, mettendo in mostra la curva che dalla coscia porta al gluteo, sul retro, e, talvolta, sul davanti, riusciva visibile la peluria del pube di quelle che erano le nostre mogli. Era ovvio che non eravamo gli unici ad avere notato: se ne erano accorti alcuni ragazzi che, a motivo del ballo, ronzavano loro attorno e, ciliegina sulla torta, se n'era accorto il "black" cui, per vero era destinato quello show. Alberto aveva il viso congestionato per l'eccitazione e Loredana, maliziosamente, gli offrì il giusto spunto: "Ti sei accaldato troppo: non bere più". Al break che il musicista si concesse, Loredana lo invitò al nostro tavolo e fu così che apprendemmo che viveva in Italia già da cinque anni, di chiamarsi Victor ed era originario di Barbados. Si mostrò educato, rispettoso, ma non nascose di sentirsi profondamente attratto dalle nostre donne: "Non andate via, vi prego, aspettatemi, smetto di lavorare alle 3,00". Uscimmo dal locale in compagnia di Victor, un pò brilli, ma felici per la serata trascorsa; con le scarpe in mano ci mettemmo a camminare sulla sabbia ancora calda. Poco lontano le onde del mare si infrangevano sul bagnasciuga, qundo Patrizia esordì "Chi mi ama, mi segua" si sfilò il vestito e, nuda, prese a correre sulla battigia; Victor non perse tempo: anche lui nudo, la inseguì. Alberto restò come inebetito dall'inaspettato comportamento della moglie. Loredana gli si avvicinò e, presagli una mano, se la mise fra le cosce. In un attimo quella spiaggia divenne la nostra alcova: Alberto si scopava Loredana che cercava di frenarne l'impeto per il recente trascorso; io mi beavo dei suoi seni e la coccolavo; poco lontano di udivano i gemiti ed i mugolii di piacere di Patrizia, a sua volta scopata da Victor. Appena sfogati i primi bollori, tornarono da noi e proprio in quel momento il corpo di mia moglie fu vinto dai sussulti di quello di Alberto, il quale, soddisfatto, si ritirò ed andò ad abbracciare appassionatamente la moglie. Rimasi stupefatto nel vedere il potente membro di Victor: allora è proprio vero che quella razza è superdotata? Victor non perse tempo a prendere il posto lasciato libero da Alberto e fu accolto in grembo da Loredana con un gemito di soddisfazione, subito soffocato nella mia bocca. Mia moglie pensò bene di rivoltare la posizione, mettendosi lei sopra Victor, cosicchè evitava di sentire dolore e poteva graduarne la penetrazione a suo piacimento. Io le ero accanto e lei mi mordeva le labbra, mi baciava trasferendomi in bocca tanta saliva, a dimostrazione della forte emozione di cui era preda: era il primo "black" che la penetrava e la cosa la intrigava oltremisura. Era stravolgente leggere nei suoi occhi e sul suo volto, il passaggio di tutte le sensazioni che un altro uomo le stava dando, possedendola. Finchè anche lei cominciò a tremare, prima appena un pò, poi abbandonandosi al piacere, saltando quasi come un'anguilla trascinata fuori dall'acqua, ma ancora perfettamente viva. Intanto Patrizia aveva preso posizione sul mio fallo e, mormorando parole incomprensibili, mi scopava come assatanata e, di tanto in tanto, spompinava il pene di Alberto che ci sovrastava. Victor entrava ed usciva da mia moglie, ormai fuori di sè "Ti amo" mi mormorò in un orecchio. Era in estasi, si era astratta completamente, librandosi al punto di non avvertire più la presenza di Victor nel suo ventre. Ci amavamo; il resto era solo quanto poteva servirci proprio per questo: farci sentire sempre più innamorati l'uno dell'altra. Lory mandò un gemito ed il suo corpo si scosse tutto: aveva goduto. Patrizia, ormai senza alcun freno, gridò: "victor, ti prego, inculami... lo voglio nel culooooo" e fu subito esaudita, finchè non fu inondata di sperma: in bocca dal marito, in fica da me e in culo da Victor. Che scopata, ragazzi.
(continua)
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