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Gay & Bisex

MA QUANTO SONO TROIA...


di RedTales
08.08.2026    |    2.208    |    6 9.7
"La sento piena e deglutisco più volte mentre sono un po’ in crisi con il respiro..."
È sabato 8 agosto. Sono a casa. Ho trascorso una piacevolissima notte di sesso e”coccole” con un uomo che avevo frequentato molti anni fa e che è casualmente rientrato nella mia vita. Purtroppo prima ho passato un mese d’inferno. Nel senso che ho dovuto soddisfare le voglie sessuali ed anche sadiche di alcuni uomini. E non ho potuto dire di no. Ma è finita e ne sto uscendo e, vista la serata di ieri, direi anche bene. Sto scrivendo alcune “memorie” e non c’è alcun motivo per fare quello che sto per fare. Ma, senza alcuna motivazione o voglia o chissà cos’altro, mi frulla nella mente l’idea di andare a dare un’occhiata al ponte di Pieris. Notoriamente noto qui in zona come punto di incontro.
Scaccio l’idea ma sembra un chiodo ben fissato nella testa e, dopo averci pensato e ripensato, decido di andarci. È una bella giornata di sole, calda. Ed è sabato. Il luogo, sulle sponde del fiume si presta come luogo di svago per famigliole, escursionisti, bagnanti. Sarà quindi difficile incrociare qualcuno che abbia interessi diversi da questi. Lo so, ma ci vado ugualmente.
Mi preparo per bene e ci arrivo verso le 11:00. Il solito parcheggio è pieno e ci sono addirittura delle macchine che si stanno spostando alla ricerca di un posto. Tutte famiglie.
È evidente che non è la giornata giusta. Mi allontano un po’ e mi fermo. Apro i finestrini e mi metto a guardare il telefonino. Posso essere scambiato benissimo con uno dei tanti che sta andando a cercare un po’ di fresco in riva al fiume. Però penso che non sia una cosa fattibile mettersi nudo a prendere il sole. Troppa gente. Resto seduto e vedo arrivare altre macchine e, in un quarto d’ora, mi trovo in mezzo ad un… parcheggio.
“Sì, giornata infelice. Forse è meglio tornare a casa. Chissà perché mi è venuta quest’idea” penso tra me e me. Guardo chi si è fermato vicino e, scaricati ombrelloni e seggioline, si appresta a raggiungere il greto del fiume. Magari anche con il frigorifero portatile.
“Ci conosciamo?” è la frase che mi distoglie dai miei pensieri.
A fianco a me c’è un uomo che mi sorride. Lo guardo.
“Scusa?”
“Dico, ci conosciamo?”
Lo guardo ma non mi ricorda nessuno. Prima che possa rispondere, lui continua: “Gianluca. Ci siamo visti due anni fa. Ti ricordi?”
Inutile mentire. Non mi ricordo proprio: “scusa ma… non mi ricordo.”
“È stata una volta sola, poi sei andato a vivere con uno, o così mi hai scritto.”
Resto spiazzato. Io non so chi sia e lui sa anche questo di me. Mi viene anche il dubbio che mi abbia seguito fin qui e che possa essere uno di quelli che mi ha fatto vivere quell’orribile avventura finita da poco.
Capisce che mi sono irrigidito e continua dicendo che ha un gran bel ricordo di me.
È gentile e lo ascolto. È piegato sul finestrino e ritorna sull’argomento “giornata calda, giornata sbagliata”.
Lo lascio parlare un po’ e poi gli chiedo se ci eravamo trovati qui.
“No! A casa mia. A San Giorgio. Non sei redtales? Ci hai anche scritto una storia!”
“Sì, sì, due anni fa dici?” Adesso forse ho una vaga idea ma non ho ancora messo a fuoco. Vorrei chiedere altro ma lui mi precede: “che dici se andiamo da me? Ti va l’idea?”
In pochi istanti penso che stare lì non h senso, tornare a casa sarebbe la scelta migliore ma quella proposta mi eccita e, da vera troia, accetto.
“Magari vedendo dove sta mi ricordo. E se non mi piace me ne vado” dico tra me e me.
Mi indica dove ha parcheggiato e poco dopo siamo sulla strada. Ci vorrà una buona mezz’ora.
Come arrivo davanti alla casa mi ritorna tutto in mente.
Erto già stato lì una volta, proprio due anni fa e adesso me lo ricordavo. Ed era anche vero che lo avevo scritto proprio su Annunci69 (TANTE, MA PROPRIO TANTE CAREZZE A PRIMAVERA).
Entrati in casa ho presente tutto quello che abbiamo fatto ed è anche vero che proprio pochi giorni dopo essere stato lì ho iniziato un’avventura che mi ha portato a sei mesi di convivenza “esclusiva”. E Gianluca… lo avevo dimenticato.
Appena entrato, non so come mai, mi scappa la pipì e gli chiedo di andare in bagno. Mi accompagna e si ferma sulla porta. Vuole guardarmi. Mi viene così l’idea di farla da seduto. Mi giro verso di lui, abbasso i pantaloncini da spiaggia e non indossando altro, mi siedo. Proprio mentre comincia ad uscire lui si avvicina. Guarda ma non fa altro. Come finisco gli dico che mi darei una sciacquata indicando il bidet:
Mi sposto ma, proprio perché lui è lì, mi siedo al contrario, così può vedere tutto. Il tempo di aprire l’acqua e si abbassa pantaloni e slip e mi appoggia il cazzo sulla faccia. È già eccitato, non pronto ma con evidenti segnali… Lo lecco ma lui me lo spinge contro e così apro la bocca e lo accolgo. Lo lavoro per qualche istante ed è già duro. Lo lascio scivolare sulla lingua e lui mi afferra la testa con tutte due le mani e me lo affonda in gola.
“Mh! Un maschio deciso. Bel cazzo. Tanta voglia” sono i pensieri che mi arrivano nella mente.
Praticamente prende lui il controllo e tenendomi ferma la testa inizia a muovere il bacino. Movimenti lenti e cadenzati lo fanno entrare e quasi uscire. Non affonda del tutto ed è piacevole. Ad un certo punto mi tira con decisione contro di lui ed il cazzo si spinge in gola. Un po’ di nausea, qualche accenno di conato, un po’ di tosse e tanta saliva che esce dai lati della bocca. Mi tiene così, immobile. Ho una forte senso di ingombro in gola, fino in fondo, che è accompagnato da una sensazione di calore profondo. Respiro con il naso che però è schiacciato contro il suo pube e quindi cerco proprio di tirare l’aria…
Dopo questa pausa, prosegue, guidandomi con le mani. Va avanti parecchio, alternando qualche pausa con affondo fin quando non percepisco un'improvvisa sensazione di calore liquido nella parte posteriore della gola, accompagnata dalle contrazioni ritmiche dell'eiaculazione.
Sta venendo e si affonda nuovamente bloccandomi con il suo sesso che spara direttamente nel fondo della gola.
La sento piena e deglutisco più volte mentre sono un po’ in crisi con il respiro.
Credo si svuoti completamente e, solo allora, mi libera e, immediatamente, mi strofina quella bellissima mazza sulla fronte e sui capelli.
Prendo fiato e poi cerco di scoprire di cosa sa quel vago sapore di sperma che ho ancora in bocca: salato ed amarognolo. Ma è davvero lieve.
Lui va al lavandino e si sciacqua il pene, si asciuga e ricompone per uscire. Faccio lo stesso pure io solo che mi sciacquo la faccia e la bocca. Ci metto poco.
Quando torno di la lo trovo seduto sul divano, completamente nudo mentre io mi ero rimesso i pantaloncini ed avevo ancora addosso la maglietta.
Ci metto un attimo e mi tolgo tutto. Mi guarda sorridendo e mi invita a sedermi sulle sue ginocchia. Lui resta con le gambe strette mentre io le allargo oltre le sue. Appoggio la schiena contro il suo petto caldo e villoso mentre lui mi gira la testa e inizia a baciarmi. Non smette e prosegue a lungo mentre con le mani mi accarezza un po’ dappertutto. Lentamente sento il suo sesso ingrossarsi sotto di me, al punto che deve raddrizzarlo e… farlo uscire. Adesso fa capolino tra le mie palle, bello dritto. Lo accarezzo e inizio a giocarci. Non è durissimo ma… promette bene. Continuiamo a baciarci fin quando vuole mettermelo dentro in quella posizione.
“Dovrebbe entrare, mi sembra abbastanza duro.”
“Sì, è duro.”
Mi fa alzare, sistemare meglio e, guidandolo con la mano, dopo averlo inumidito con la saliva, me lo lascio scivolare dentro. Sono eccitato e ben aperto. Sprofonda tutto dentro solo abbassandomi e facendo dei piccoli movimenti. Lo prendo tutto. Ha una lunghezza normale e quindi la penetrazione profonda è assai piacevole. Mi sono perfettamente “impalato”.
Ci godiamo quel momento per un pochino poi mi chiede di muovermi. Sistemo meglio i piedi e posso iniziare a fare quel gioco di ginocchia che lo fa uscire e poi sprofondare finché i nostri corpi si toccano. Lo faccio a lungo, fin quando rallento perché ho le gambe indolenzite. Non dice niente ma inizia a muovere lui il bacino e la scopata riprende.
Ovviamente non mi aspetto un altro orgasmo perché è venuto poco prima ma sentirlo così duro mi fa felice e mi stimola davvero tanto. Non dico che godo ma è assai piacevole. Probabilmente perché mi punta in profondità.
A quel punto mi dice che vorrebbe andare sul letto che si sta più comodi. Va benissimo. Ci alziamo e mi prende per mano per andare in camera. Tenerissimo!
Mi fa sdraiare su un fianco e si mette dietro. Mi sistemo al meglio mentre lui mi afferra una gamba e la solleva e, dopo alcuni tentativi, ritrova “la retta via”. Mi è di nuovo dentro e si da da fare. Direi che è ancora più piacevole di prima. Mi piace il suo braccio che stringe la mia gamba e la pancia che si schiaccia contro di me. Ci da dentro con voluttà ed è così piacevole che mi metto ad ansimare. Credo gli piaccia perché aumenta il ritmo e con la mano mi stringe con forza la gamba. Sembra quasi che mi graffi. Poi è tutto un crescendo fin quando raggiunge l’orgasmo. Esplode con delle grida liberatorie e mi resta completamente conficcato dentro mentre io stringo con le mani il cuscino. Mi è piaciuto e ho quasi raggiunto il culmine. Credo mancasse poco per farmi… sbrodolare.
E, in quel momento, per un istante è come se tutto si fermasse e penso che sono tanti mesi che non ho più un orgasmo anale.
“Ma con quello che mi hanno fatto quei due… come avrei potuto averne di orgasmi.”
Ma è un flash che sparisce con la stessa velocità con la quale è comparso e sono di nuovo con lui che mi si avvicina e riprende a baciarmi. Mi stringe e sento scorrere tra i nostri corpi accaldati rivoli di sudore. C’è il clima in funzione ma, evidentemente, noi siamo più caldi…
Quando ci stacchiamo mi guarda felice.
“Sai che sono stato proprio bene.”
“Anch’io.”
E prosegue, a bruciapelo:; “domani? Hai impegni? Ti va di vederci?”
Praticamente rispondo prima che finisca: “sì!”
“Verso le undici?”
“Perfetto.”
“Posso chiederti un favore?”
“Se posso?”
“Ti puoi mettere quelle calze autoreggenti che hai nella foto su Annunci69?”
“Spero di averle, altrimenti infilo qualcosa di simile.”
“Grazie e… un’ultima cosa. Avresti anche quei copricapezzoli neri?”
“Quelli credo proprio di averli salvati e so anche dove.”
“Benissimo.”
A quel punto si alzò e lo feci anch’io. Mi offrì da bere qualcosa di fresco e mi chiese se volevo rinfrescarmi.
Ovviamente feci un rapido bidet e ci salutammo felici di rivederci domani.

Ho finito di scrivere. È stato un raccontino buttato giù di getto in poco più di un’ora.
Ormai sono le otto di sera passate. Pensavo di fare un bagno ma sento ancora distintamente il suo odore su di me e mi piace. C’è anche un vago aroma di sperma che scende dalla fronte e dai capelli. Il tutto è delizioso. Magari farò il bagno più tardi. Adesso che ho scritto questa nuova avventura, ripensandoci, mi sento proprio una troia. Sono uscito da poco da una orribile esperienza dove, per quasi un mese, due maschi mi hanno brutalizzato praticamente tutti i giorni e, finita questa odissea, proprio l’altro ieri ho accettato l’invito di un vecchio amico e ci ho fatto sesso. E, ciliegina sulla torta, ho ripetuto l’esperienza ieri con un altro uomo che frequentavo tanto tempo fa. E ho anche dormito a casa sua! Forse tutto questo poteva bastare o era già troppo. Ed io cosa mi invento, “un’escursione” in un posto dove, si sa, si va solo per “trovare”. Ed è proprio quanto è accaduto. Continuo a pensare, ora, a mente fredda, che sono proprio una gran troia. E continuo ad esserlo nonostante gli anni che passano...

Ultima considerazione, puramente personale, in pratica un estemporaneo ringraziamento. Appena finisco qui, manderò una email ad un amico di penna che ho scoperto essere una cara persona capace di ascoltare i miei sfoghi e di consigliarmi. Vorrei farlo partecipe delle mie esperienze e dirgli che la crisi di profonda apatia che mi aveva allontanato dal sesso negli ultimi mesi è proprio passata. Oggi non facevo che pensare al cazzo che avevo tutto per me e mi sentivo felice come è quasi sempre stato in tutta la mia vita.
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