tradimenti
I miei primi passi nell'universo cuck.
11.01.2026 |
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"Non ci mise molto l'amico a fiondarsi tra quelle cosce, iniziando un cunnilinguo che strappò a mia moglie lunghi uggiolii di piacere..."
Nota dell'autore: Ai lettori che si apprestano a leggere quanto racconto, va precisato che quanto narrato è stato realmente vissuto da me e mia moglie Loredana, all'indomani del terremoto che sconvolse l'Irpina nel 1980. Sono fatti che mi son affiorati alla mente, leggendo quanto scritto dall'utente "MikyeMarina", nella loro storia dal titolo "Natale con i tuoi, Capodanno con chi vuoi". Sono certo vi piacerà.***********************************************
Si era nel 1982, avevamo già due figli, perché sposati molto giovani. In virtù di tanto, eravamo già entrati nel giro di coppie scambiste, ove vigeva la regola del "do, ut des", e cioè "io do, se tu dai". Ci divertivamo molto in quell'ambiente, con gente più grande di noi e senza problemi, soprattutto a carattere economico. Era gente cui piaceva divertirsi e per questo non si badava a spese. Per me e mia moglie Lory, invece, il problema economico sussisteva eccome, tant'è che non sempre partecipavamo ai "partouze" organizzati da altre coppie, sebbene invitati.
Inoltre, dopo i fatti narrati in "Io: cuckold?", pubblicato il 06.12.2012, con conseguente mia presa d'atto della tendenza a che mia moglie potesse sedurre maschi estranei che la intrigavano, per poi accoppiarsi a loro, mentre io mi gustavo ogni attimo di quegli amplessi, per, infine, ripercorrerli, mentre eravamo nel nostro letto, nudi, a goderci l'un l'altra i momenti salienti di come era sorta e poi evoluta la tresca.
In pratica, più che tendere a scopare le mogli degli altri, preferivo vivere i momenti in cui la mia Lory flirtava con il maschio prescelto, fino a portarselo a letto e goderselo come meglio credeva, senza remore o turbe psichiche di sorta.
Era un gioco sia per lei che per me, che ci permetteva di fantasticare e/o vagheggiare momenti erotici più audaci ed osceni, in cui lei mi approcciava con il termine vezzeggiativo di "cornutello"; inutile dire che, per me, non suonava affatto come un'offesa, bensì il giusto termine che mi si addiceva, allorché, a letto, entrambi nudi, con lei allungata su di me, mentre ci baciavamo, mi raccontava le singole fasi della tresca che stava intessendo con questo o con quello.
Ricordo che una volta fummo invitati ad una festa privata, dove la padrona di casa, ad un certo punto, avrebbe voluto movimentare la serata in maniera trasgressiva, proponendo alle signore presenti di esibirsi in qualche spogliarello. Tranne un lieve accenno a sbottonare qualche camicetta, mettendo in mostra reggiseni, altro non successe, mentre, più tardi, ebbi quasi a rimproverare mia moglie per non aver raccolto l'esortazione della padrona di casa.
Nell'occasione, aggiunsi che a me sarebbe piaciuto vederla nuda tra la gente e, forse, l'avrei anche scopata sotto gli occhi di tutti, ma lei mi precisò che non aveva reputato fosse il caso di mostrarsi così spudorata, essendo stata intrigata da un amico degli amici, di nome Martino.
Del resto dovevo riconoscere che, di fatto, lei non aveva mai mostrato tendenze esibizioniste, tanto da aver dovuto faticare non poco a convincerla, al mare, a mettersi in *topless*, tanto di moda in quel periodo; ma, soprattutto, perché era proprio quello il suo punto di forza: aveva delle poppe da sballo, con capezzoli prominenti, che attestavano la sua fortissima verace femminilità.
A festa conclusa, senza che si fosse verificato altro degno di nota, tornammo a casa e, a letto, lei mi si allungò nuda addosso e, come ormai suo solito, appellandomi "cornutello", mi informò di essersi sentita intrigata da quell'uomo ed avrebbe voluto rivederlo. A quel proposito, mi mostrò un foglietto recante nome e numero di telefono, precisando che le aveva detto di esser separato dalla moglie e viveva da solo in un confortevole "pied à terre"; l'aveva invitata ad una cena fuori o a ballare in qualche dancing.
Quella sera mia moglie era davvero eccitata: mi sussurrò che le sarebbe piaciuto poterselo chiavare, senza se o ma, ed io mi sciolsi come neve al sole, mentre lei mi faceva toccare il cielo con un dito, facendomi affondare nella sua figa farcita dei suoi stessi umori.
"Dimmi, cornutello: non saresti contento che la tua adorata mogliettina si facesse chiavare da quel maschio separato, di certo privo, al momento, di qualcuna con cui scopare?".
Non capivo più niente: le avrei consentito questo, e ancor più, se solo me lo avesse chiesto.
Rimanemmo d'accordo che il giorno dopo l'avrebbe chiamato e fissato un appuntamento, non tanto per una cena, quanto per una serata al dancing.
Quel sabato, mettemmo i bambini a letto a casa di mia suocera e ci recammo all'appuntamento con Martino. Una volta lì, brindammo più di una volta alla nostra conoscenza e non potei far a meno di notare quanto Lory fosse particolarmente euforica. Non smetteva di ballare, anche se quello che i due facevano era più uno strofinarsi continuo di corpi, a motivo della scusante del ballo. Poi, fui avvicinato da Lory, che mi chiese se avessi voglia di andar a casa di Martino, a bere il classico bicchiere della staffa.
Ovviamente accettai e, una volta lì, mia moglie si eclissò per andare in bagno: per me era un chiaro segnale che voleva scopare. Non sapendo cosa fare, dando un'occhiata ai vari DVD che Martino aveva, ne scelsi uno porno e lo inserii nel lettore. All'arrivo di Lory, ero tutto preso a guardare piccanti scene di sesso, cui i protagonisti si abbandonavano incessantemente.
Lory, mi venne vicino, mi baciò e mi chiese se poteva lasciarsi andare con Martino.
"Certo! - le risposi - Non siamo qui per questo?"
Lei, con una mossa fulminea mi mise qualcosa in mano e mi baciò ancora; scoprii subito che erano le sue mutandine, ancora umide dei suoi umori. Me le misi sotto il naso, mentre lei si abbandonava in un bacio più che appassionato con Martino. Allora, spensi il lettore e mi voltai a guardare il film porno molto più intrigante, cui, presto, Lory mi avrebbe fatto assistere.
Martino, mentre la baciava, si rese conto che sotto il vestito non c'era intimo, allora glielo sfilò dalla testa e Lory apparve in tutta la sua prorompente femminilità, completamente nuda. Stette a lungo ad ammirarla, poi, prese ad accarezzarle i seni, non senza omettere di succhiare entrambi i capezzoli, che si protendevano oscenamente verso la sua bocca. Dopo quelle prime schermaglie, Martino, sempre scorrendo il corpo di mia moglie con la lingua, raggiunse la sua figa.
Lory, si distese sul letto ed aprì le cosce, offrendo alla vista di Martino la sua sugosa vulva. Non ci mise molto l'amico a fiondarsi tra quelle cosce, iniziando un cunnilinguo che strappò a mia moglie lunghi uggiolii di piacere. Mi avvicinai a lei, la baciai sulla bocca, mentre lei si offriva, piena di goduria, alla lingua di quel maschio che, se possibile, l'avrebbe divorata, per quanto si dava da fare a suggere. Le presi una mano e gliela strinsi per farmi sentire partecipe del suo piacere, mentre mi sentivo affascinato da ciò che vedevo; mi prodigai anche a succhiarle il capezzolo del seno sinistro.
Dopo diversi minuti di slinguate alla figa, Martino la coprì con il proprio corpo e la penetrò, senza indossare alcun condom; lei, per accoglierlo al meglio, gli artigliò le cosce ai fianchi, poggiando i suoi piedi sulla schiena del chiavatore.
Ebbi modo di assistere ad un amplesso incredibile, in cui entrambi non si risparmiarono nemmeno per un attimo.
I loro non erano più corpi umani, ma sembravano macchine che si sbattevano fra loro, senza mai smettere. Erano sprofondati nella più insensata lussuria. Non capivo se a tenere quel ritmo fosse Martino, a causa della sua astinenza di sesso, oppure Loredana per aver trovato in lui un possente chiavatore. Di certo c'era che era la prima volta che mia moglie si faceva sbattere sotto i miei occhi, pieni di libidine per lei.
Era da tempo che, data la nostra promiscuità nel sesso, mia moglie prendeva la pillola anticoncezionale, per cui la trombata fu portata a termine con un'ondata di sperma che Martino riversò nel suo ventre. Entrambi stremati da quella furiosa battaglia, durata a lungo, si staccarono per riprender fiato. Accarezzai mia moglie sul viso e la esortai a tornare a casa.
La vidi correre in bagno, tornare e rivestirsi. Salutammo e ci eclissammo. Una volta a casa, lei non fece altro che farmi metter disteso sul letto e venirmi a cavallo sul viso, con la figa a diretto contatto della mia bocca.
"Dai, cornutello, eccoti restituita la tua figa, ancora piena del piacere di Martino. Leccamela, amore, se non altro a dimostrazione del fatto che non ti faccio ribrezzo, ma mi ami ancor più di prima, perché sei e sarai sempre il mio "cornutello".
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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