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Il battesimo delle corna.


di cuckold211
15.04.2026    |    433    |    5 9.5
"Poi prende a raccontarmi della sera precedente, proprio da dove si era fermata: "Dopo avergli preso il cazzo in bocca, lui la porta in camera da letto; la fa distendere e le mette la faccia..."
Nora dell'autore: Sempre dagli amici palermitani ho ricevuto un nuovo testo, che è quanto vi state apprestando a leggere. A me è piaciuto molto e son convinto piacerà anche a chi ama il genere. Ieri sera abbiamo avuto una serata di relax con i nostri amici: eravamo 3 coppie, siamo andati a mangiare una pizza e poi a casa di una delle coppie, che l'avevano appena ristrutturata. Mentre le mogli erano in cucina, noi mariti ci siamo seduti in salotto con un drink; abbiamo iniziato a parlare di esperienze vissute e una di queste coppie, che da un po' di tempo fa parte della nostra comitiva ci ha messo a parte di questa loro vicenda realmente vissuta. Lei Giorgia, 38 anni, ragazza carina, bionda, con un bel fisico, lui Antonio, 42enne, bravo ragazzo, fa il commercialista: sono nel gioco da diversi anni, praticamente subito dopo essersi sposati; lui, ieri sera, ci ha raccontato come ha avuto inizio la loro trasgressione, che lui stesso ha definito "Il battesimo del cornuto".
Il racconto è strutturato come se fosse lui a parlare.

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Da fidanzati eravamo già attratti dalla trasgressione, ma non avevamo il coraggio di praticarla; ci fermavano sempre a fare un po' di esibizionismo nei parcheggi, in qualche pineta, dove Giorgia mi faceva qualche pompino e, se vedevamo qualcuno che guardava, lei si faceva ammirare a seno nudo. In qualche discoteca ci piaceva un gioco in particolare: scommettere se fosse stata capace di sedurre qualche ragazzo e, per questo motivo, appena entrati, lei si allontanava da me, che guardavo da lontano, e si dava da fare operando dei semplici strofinamenti su questo o quello, senza mai andare oltre.
Appena andavamo via dal locale, si andava subito in un parcheggio, che sapevamo frequentato da guardoni e scopavamo con la luce accesa in macchina, più d'una volta con il finestrino aperto. Qualche guardone si segava a pochi passi da noi, facendoci assistere alla sua sega, fino a concludere sborrando. Moltissime volte ci sporcavano le fiancate dell'auto dello loro sbroda.
Questo è stato il nostro *gioco*, finché ci siamo sposati; fra noi si parlava senza tabù e non ci nascondevamo che ci sarebbe piaciuto arrivare allo scambio di coppia. Io, però, nel mio intimo, sognavo più un singolo, con un cazzo di dimensioni XXL, che la scopasse davanti a me e, da quando eravamo diventati marito e moglie, non smettevo di immaginare una condizione di questo tipo. Inoltre una sua amica le aveva confidato che tradiva spesso il marito ed aveva anche l'ardire di raccontargli tutto ciò che faceva con l'amante estemporaneo; questo era quanto speravo potesse accadere anche a me, magari a corna fatte, senza me presente.
Quando mi son confrontato con Giorgia su questo argomento, mi dice che ogni volta che la sua amica le racconta che s'è vista con l'amante, o magari le racconta che si devono vedere a breve, a lei monta il desiderio, si eccita molto.
Va ancora detto che Giorgia è molto attratta dal camice bianco, per intenderci, quello indossato dai medici, e la ragione riposa su questo fatto: quando era piccola, sua mamma la portava dal pediatra, che era un uomo bellissimo e, una volta terminata la visita, la mamma le diceva di aspettar fuori; ne usciva, dopo un bel po', con il viso stravolto e lei si era fatta l'idea, dopo anni, che fra la mamma ed il dottore ci fosse qualcosa di particolare; a ragione di ciò, le era rimasta questa sua attrazione per il camice bianco
Dopo sposati, non siamo più andati nei parcheggi e nemmeno siamo più nei locali, anche se, ovviamente, la voglia c'era; il fatto di esser sposati ci frenava non poco. Pensavamo: "E se ci vedesse qualcuno che ci conosce?"
Mentre prima lo facevamo più a cuor sereno, ricorrendo al pretesto di non aver casa libera, adesso non potevamo più adottare scuse di quel tipo; il vero battesimo delle "corna", come lo chiamo io, avviene dopo quasi un anno dal nostro matrimonio, a causa di un fattaccio che mi è capitato: un brutto incidente stradale, mentre rincasavo dal lavoro; mi portano in ambulanza, in ospedale, dove viene riscontrato la rottura del bacino, quella di alcune costole, trauma cranico; resto bloccato in ospedale per due mesi, con oltre un mese senza lasciare il letto. I primi giorni sono stati terribili, anche per la paura delle conseguenze; dopo le dimissioni, mia moglie è rimasta accanto a me, fissa per qualche settimana, giorno e notte; andava a casa, solo per qualche doccia. Quando sono stato fuori pericolo, non le hanno più consentito di rimanere e veniva da me due volte al giorno.
Dopo un bel po' di tempo, ci eravamo tranquillizzati; avevamo ripreso il nostro normale ritmo ed umore; infatti, quando veniva in ospedale, scherzavamo un po' e mi raccontava qualcosa di piccante; io le dicevo di evitare di farmi eccitare, perché non potevo sfogarmi e lei mi rispondeva che serviva a tenermi su con il morale.
Quando mi hanno cambiato di reparto, il primo medico che è venuto a visitarmi è stato un giovane sui 35 anni, alto più di m. 1.85, molto ben messo fisicamente, sicuramente praticava sport; mia moglie veniva all'ora di entrata, non dopo avermi prima chiamato al telefono chiedendomi se avessi bisogno di qualcosa; le rispondo che voglio vederla in tiro, non volgare, ma abbastanza provocante.
Lei ride e mi chiede: "Che hai intenzione di fare?" Io le rispondo: "C'è un medico che, se lo vedi, di sicuro ti intrigherebbe molto" cui lei mi risponde dicendo "Che scemo!"
Quando è arrivata nell'orario di visita, indossava un jeans molto aderente, camicia bianca e giubbino in pelle; la sua era una mise sportiva, ma molto attraente.
Mi chiede: "Ti va bene così?" ed io le dico del medico; lei mi risponde che, prima di andar via, passerà nel suo studio, per le informazioni del caso. Il tempo della visita lo dedicherà tutto su un discorso generale, in special modo sull'incidente e l'assicurazione.
Quando va via, mi addormento un po'; più tardi mi sveglia l'avviso di un messaggio sul cellulare; apro, era mia moglie. Mi dice; ho conosciuto il dottore e mi sa che mi farò fare una visita; diverse faccine che ridono sono a completamento di quanto comunicato. Chattiamo un po' e lei mi dice che è stato molto gentile; le ha dato tutte le informazioni del caso e le ha offerto anche il caffè, mentre era lì nel suo studio; mia moglie gli ha lasciato il numero di telefono, qualora volesse comunicarle qualcosa.
Le chiedo che impressione ne ha ricevuto e lei mi risponde che non può dirmelo; intanto chiudeva il messaggio con ancora tante faccine.
L'indomani mattina passa il medico per le visite; tutto procede bene mi dice, aggiungendo: lei è giovane e la ripresa sarà piuttosto veloce; all'orario visite, si presenta mia moglie: indossa un vestito elasticizzato sopra il ginocchio, un paio di scarpe con tacco; ho notato che aveva un trucco più acceso del solito, ma non esagerato; occhiali da sole.
Al vederla, il cuore mi è andato un po' in tilt.
Come al solito, si parla un po' di tutto, poi mi racconta che l'impregiudicata sua amica aveva detto al marito che l'avrebbe accompagnata in ospedale, mentre, in realtà, approfittava di quel pretesto, per farsi chiavare dall'amico. Nel contempo, per noi, era qualcosa che serviva a tener la libidine sempre ad alti livelli.
Una volta finita l'ora delle visite, va via; nel pomeriggio mi manda un messaggio e mi dice che ha rivisto il medico fuori dal suo studio e l'ha invitata al bar; mentre le forniva le informazioni relative al mio stato di salute, mi dice che, nel bar dell'ospedale, li guardavano tutti.
Nella mia mente, cominciavano ad affollarsi immagini di film porno, i cui protagonisti erano mia moglie ed il medico; il cazzo ha cominciato a farsi duro, immaginando già il tradimento.
Passano diversi giorni tutti uguali: visita del dottore, poi mia moglie ed incontro di mia moglie col medico; dopo qualche settimana, mia moglie mi annuncia che lui le ha dato il suo numero privato e l'ha invitata ad eliminare il *lei*: ora si parlano chiamandosi per nome, lui è Vincenzo, ma preferisce solo Enzo; ogni giorno mia moglie veniva in ospedale sempre vestita in maniera leggermente sexy; poi, un giorno, mi dice che lui l'ha invitata a cena, ma lei non gli ha risposto, volendo prima chiedere a me se accettare o meno; sinceramente, quando me l'ha detto, è stato per telefono e per me è stato come uno *tsunami*: per qualche attimo, mi si è fermato il respiro; mi era chiaro che, quanto prima, le nostre fantasie sarebbero diventare realtà; mi son sentito un po' sulle nuvole e, dopo un attimo di esitazione, le ho risposto che se a lei la cosa piaceva, era più che libera di propendere per il sì.
Mi risponde con un'altra domanda: "Tu sei pronto e deciso a fare questo passo?" Le rispondo di sì, ma sarà lei a decidere se accettare o no. Lei risponde che ci penserà e chiudiamo la comunicazione con la promessa di risentirci, appena eseguita un'attenta riflessione.
Verso le 20:00, mi giunge una foto: lei è vestita con un tubino nero, scarpe con tacco a spillo, calze fumé, un velo come scialle sulle spalle nude e mi chiede come sta.
Le dico che va benissimo; non le chiedo nulla sulla sua decisione, non mi va di rompere l'incantesimo. Lei mi chiede, sempre per messaggio: "Sei d'accordo, altrimenti disdico e me ne sto a casa". Le dico: "Divertiti, ma tienimi informato".
Chiude dicendomi: "Ovviamente; sarà il nostro segreto". Mi manda baci e cuoricini.
In quel letto d'ospedale sembrava fossero giunti migliaia di diavoli che mi tormentavano con i loro tridenti; mi giravo e rigiravo, senza mai fermarmi; i dolori erano insistenti per i miei movimenti, ma le farfalle dentro la pancia erano come impazzite, si facevano sentire ancor più.
Verso le 22:00 mi arriva un messaggio; mi informa che si stanno spostando a casa sua, a motivo di prendere un digestivo; mi chiede ancora se ero d'accordo: avevamo entrambi capito che non era più il caso di tirarsi indietro, se fosse andata a casa sua.
Dopo circa tre ore, mi perviene ancora un messaggio; erano le 0:50 e dice: "Adesso son tornata a casa".
Le chiedo di dirmi qualcosa e mi risponde: "E' un treno!" poi mi avrebbe raccontato ogni cosa, allorché sarebbe stata in mia presenza.
L'indomani, appena arriva in ospedale, mi bacia con un trasporto maggiore del solito e mi chiede come sto. Le rispondo chiedendole a mia volta: "In che senso? Sul fisico o sui sentimenti?" Lei insiste precisando: "Su entrambi". Allora le dico che l'amo più di prima, che non deve sentirsi in colpa, perché è stata una cosa voluta da entrambi e la dobbiamo vivere con tutto il piacere possibile e con nessun senso di disagio.
Le racconto che quella mattina il medico cercava di evitare di guardarmi negli occhi, mi ha visitato ed ha cercato di farlo con una certa fretta.
Lei mi dice, quasi bisbigliando, che è stata una serata molto particolare; lui è una persona molto intelligente e molto dotato; appena arrivati a casa, mentre lei si guardava in uno specchio all'entrata, lui l'ha baciata sul collo da dietro; lei ha girata il viso e si sono baciati molto intensamente; dopo di che si sono spogliati entrambi, lì stesso, lei si è abbassata e glielo ha preso in bocca; aveva ancora calze e scarpe; lui le accompagnava la testa, ondeggiando il bacino, come se la stesse scopando in bocca. Mentre mi raccontava ha potuto notare l'eccitazione sul mio volto e, con la scusa che era entrata la persona addetta a ritirare il vassoio del pranzo ed il tempo per noi era quasi finito, mi ha detto che mi avrebbe mandato dei messaggi, al momento di andar via. "Ora però passo dal medico per le notizie del caso" e mi fa l'occhiolino.
Di pomeriggio, mi perviene un suo messaggio e mi dice che è passata dal dottore, lui ha chiuso la porta e l'ha baciata; le ha chiesto se, a sera, potessero rivedersi.
Poi prende a raccontarmi della sera precedente, proprio da dove si era fermata:
"Dopo avergli preso il cazzo in bocca, lui la porta in camera da letto; la fa distendere e le mette la faccia tra le cosce; le lecca la figa per buoni venti minuti d'orologio, finché lei gli stringe la testa fra le cosce e viene squirtandogli in faccia".
Aggiunge che, mai nessuno le aveva procurato un orgasmo simile; dopo che lei si era alquanto rilassata, lui le infila il cazzo in figa e, molto lentamente, quasi a centellinarla, prende a chiavarla, nel mentre la bacia e, con le mani, le impasta le tette.
Dopo un bel po' di quel trattamento, la mette a pecora e la scopa ancora; con un dito, le titillava il buchetto e lei tiene ad informarlo che lì è vergine ed ha paura.
Lui, mentre prosegue a scoparla, la informa che vi provvederà al prossimo incontro; dopo di che, accelera il ritmo della chiavata e le sborra sulla schiena; mi dice: "Sapessi? Mi ha fatto una doccia!"
C'erano dei fazzoletti, lui le ha asciugato la schiena, per non sporcare niente; poi s'è alzata ed è andata sotto la doccia.
Quando si son rivestiti, lei gli ha detto che era la prima volta ad avermi tradito; gli racconta che non sono molto dotato e che non ho troppa fantasia a letto; non sono porco abbastanza e lei non aveva mai avuto un rapporto anale; che non le avevo mai sborrato in bocca.
Lui le offre un bicchiere di vino e si siedono accanto; mentre parlavano, lui si avvicina, le toglie il bicchiere di mano e la bacia; le dice se ha voglia di continuare e lei gli risponde che, come prima volta, può bastare.
L'indomani, quando lei passa per le informazioni del caso, lui le chiede se ha la sera libera; lei le risponde di sì e lui la invita di nuovo a cenare assieme da lui: ordinerà qualcosa di pronto e lei gli chiede: "A che ora?" Lui le precisa che sarà in servizio fino alle 18:00, poi a casa; lei mi tiene informato e alle 19:00 va da lui; appena a casa, si baciano; la cena l'avrebbero portata verso le 20:00; mentre si baciano, si spogliano: lei si stende sul letto e lui le va sopra; mentre si baciano, distesi nudi, lui la gira e lei si è ritrovata nella posizione del 69; lei gli prende il cazzo in bocca, ma, mentre lui le infila la lingua in figa, non si trattiene dallo stimolarle il buchetto, che inizia a rispondere in maniera positiva.
Dopo un bel po', lei si gira, gli si mette sopra e lo cavalca per un bel po', poi si mette distesa e poggia le sue gambe sopra le spalle di lui, che la scopa con energia; quando stava per venire se ne esce e le sborra su pancia e seno; lui le avvicina il cazzo alla bocca per farselo pulire e lei si sottrae. Gli dice che non l'ha mai fatto.
Si alzano, vanno sotto la doccia assieme e, mentre sono lì, sotto la doccia, suonano alla porta; lui indossa a volo una tuta di spugna e va a ritirare la cena; lei, quando il fattorino va via, entra in cucina con l'accappatoio di lui e si siedono a tavola; al che lui le chiede come mai sia così retriva a farsi sborrare in bocca o a prendere il cazzo nel culo; lei gli risponde semplicemente che con me non l'ha mai fatto, che non ho le avrei mai chiesto nulla di questo e lui insisteva a chiedere se, almeno a livello mentale, lei fosse curiosa a provare; lei gli risponde che a volte se ne sente presa, quando cioè è fortemente eccitata.
Dopo aver cenato, si siedono sul divano; lui riempie due calici di vino e, mentre sorseggiano, lui gioca con i suoi capezzoli; poi si piega e comincia a succhiarli, finché a lei sale la voglia, si piega su di lui, gli tira fuori il cazzo e comincia a succhiarglielo. Lui infila la mano fra le sua gambe e gioca con la sua figa; lei continua a succhiare, mentre lei fa su e giù con la testa, le chiede di provare a prendere in bocca la sborra; lei non si rifiuta, ma nemmeno dice di sì; allora lui le mette la mano sinistra sulla testa e la destra tra le cosce; mentre la vanta dicendole: "Dai, così, sei brava; hai una bocca calda e profonda". Quando è pronto a venire, non l'avverte, anzi aumenta la pressione della mano sulla sua testa e le dice: "Eccomi, prendila tutta, non sputare". Le tiene la mano sulla testa soltanto appoggiata; se lei avesse voluto, avrebbe potuto mollare; in quel momento, il primo schizzo le arriva in gola e poi gli altri; lei li accoglie in bocca e mostra di non farcela ad ingoiare, così va in bagno a sputare.
Lui le chiede se fosse tutto ok e lei, un po' frastornata, gli risponde. "Ok".
Altra sciacquata in bagno e ritornano davanti la TV; lui la tira a sé e la tratta come un innamorato; trascorrono più di due ore a coccolarsi, finché lei si riveste e torna a casa. L'indomani si vede con la sua amica e le racconta tutto; non parla, ovviamente, del fatto che sono al corrente di ogni cosa.
Per tre giorni, lui ha avuto il turno di notte; la mattina veniva un altro dottore e, dopo un paio di giorni, mi mette in uscita; ovviamente nei primi giorni, dovevo appoggiarmi alla stampella, non potevo guidare e nemmeno uscir di casa.
Da quel giorno in poi, la relazione è proseguita: ora si vedevano nei giorni ed in orario da non destava sospetti, a volte anche la sera; lei gli raccontava che io sapevo che era uscita con le amiche, intanto le consigliavo cosa indossare e provavo un piacere infinito a leccarle la figa, quando rientrava. Lui le ha insegnato a ingoiare la sborra e le ha fatto anche il culo. Ricordo che quella sera, quando è tornata, mi ha detto che le aveva rotto il culo in cucina, mentre era appoggiata al tavolo, con le mutande ai piedi ed il vestito arrotolato sulla schiena; le aveva detto che non le avrebbe fatto male, se lei avesse seguito le sue istruzioni; prima le ha leccato figa e culo per bene ed a lungo; poi le ha infilato il cazzo in figa e, nel mentre le faceva colare del lubrificante, col dito glielo spalmava e la penetrava con due dita nel culo; quando lei era al massimo dell'eccitazione, le appoggiava la cappella e, tenendola bloccata per i fianchi, con una spinta energica, le faceva entrare prima la cappella e, solo qualche centimetro del membro, poi si fermava e le chiedeva: "Tutto ok?" Lei fremeva e lui la esortava a star tranquilla, a rilassarsi e, un po' per volta, è entrato; poi, pian piano, ha cominciato a scoparla; ma non era finita lì, perché, mentre la scopava in culo, le infilava la mano fra le cosce, e cominciava a farle un ditalino, stimolandole il clitoride; tutto questo finché lei non è presa dalla lussuria e gode all'impazzata. Lui, dopo un po', la tiene ferma e le scarica nel culo; mi ha riferito che è corsa subito in bagno, mentre con una mano, cercava di trattenere la sborra, dentro di sé; quando si è seduta, gliene è uscita una quantità industriale; lui s'è buttato sul divano e le ha detto: "Stasera mi hai distrutto!"
La relazione è finita solo quando lui si è innamorato di una sua collega; però son rimasti amici, ma lui ha preferito chiudere. Noi siamo entrati nel gioco dopo circa sei mesi che era finita; abbiamo incontrato una coppia e da lì siamo entrati nel gioco.
Oggi abbiamo due figli, ma ci ritagliamo sempre più di un momento per noi.

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