tradimenti
Storia di "corna".
21.05.2026 |
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"Questa cosa mise in fibrillazione anche mia moglie che, appena arrivata a casa, prende il telefono e chiama il numero..."
Premessa: Ho ricevuto ancora un elaborato dagli amici siciliani, di cui ho pubblicato più di una storia. Anche questa è piuttosto intrigante e ve la propongo, convinto che incontrerà la vostra approvazione. Per favore lasciate il vostro parere in un commento in calce. ******************************
Siamo una coppia: io Andrea e lei Fabiola, io 42 anni e lei 40; da circa cinque, giochiamo e stiamo assieme da quando avevamo 18 io e 16 lei, ci siamo sposati e, oggi, 25 anni dopo, abbiamo due figli, una femmina di 15 anni ed un maschio di 13.
Lei alta circa un m. 1,70, io qualche paio di centimetri di più; dopo la nascita dei figli, il nostro desiderio sessuale si era attenuato a causa dello stress accumulato per il lavoro e lei, in particolare, per la cura dei bambini. Sentivamo che questo stato aveva ucciso l'eros; avevamo degli amici che, col tempo, si erano anche eclissati.
Tutto ebbe inizio la sera del suo compleanno; chiesi ai miei genitori di badare ai figli per permetterci una serata insieme, da soli e, in quell'occasione, lei si prepara al meglio, vestendosi alquanto provocante.
Avevo prenotato un tavolo in un buon ristorante e, quando ci siamo seduti, il cameriere, un ragazzo molto bello, non si staccava mai dal nostro tavolo, evidentemente colpito dall'avvenenza di mia moglie, una bella donna, dalla pelle ambrata. Volendo far intendere meglio, mi lancio in un esempio: provate ad immaginare l'attrice Paola Cortellesi.
Quando ci siamo accorti delle attenzioni del cameriere, lei, sorridendo, disse: "Cazzo, faccio ancora colpo sui ragazzi?" Sinceramente non so cosa mi sia successo: ho sentito come un pugno allo stomaco e, nel contempo, una tremenda eccitazione mi ha sconvolto il cervello. Le rispondo che, essendo il suo compleanno, le era concesso tutto, perché quello era il mio regalo. Lei mi guarda stranita e mi chiede: "Cosa vuoi dire?"
Dal momento che fra noi c'è una intesa fortissima, al punto da parlare in tutta franchezza delle sensazioni che proviamo, la informo di quello che mi stava succedendo; lei mi guardava, quasi a dire: "Ma sei pazzo?"; allora capisco che dovevo chiudere il discorso per non rovinare la serata.
Chiudo quel discorso con una battuta e, nel mentre, arriva la prima portata: un antipasto di mare.
Finito di mangiare, lei va in bagno e, quando ritorna, avevo già chiesto il conto, per cui ci siamo alzati per andar via.
Il cameriere, gentilmente, ci porge un biglietto da visita ed aggiunge:
"Qualora vorreste tornare, sarebbe il caso che prenotaste", per cui consegna il biglietto a mia moglie.
Lei lo mette in borsa e, quando siamo in macchina, ci baciamo quasi fossimo una coppia di ragazzini; le dico che ho voglia di lei e che vorrei farlo in macchina, come facevamo quando avevamo 18 anni; lei mi sorride ed acconsente al mio desiderio.
Da ragazzi frequentavamo un parcheggio, nel quale, allo stato, era stato realizzato un fabbricato; girando un po', ne abbiamo trovato un altro e ci siamo fermati. C'erano diverse auto con coppie; mentre lei mi stava facendo un pompino con tanta devozione, mi accorgo che c'era un guardone che ci spiava da dietro un cespuglio.
Non so perché, ma non le ho detto niente, però la cosa mi ha eccitato non poco; le suggerisco di spostarci nei sedili posteriori; quindi apro lo sportello e salgo dietro, mentre lei scavalca i sedili. Mi abbasso pantaloni e mutande e lei si toglie collant e mutande, e mi viene sopra. Quando si infila il mio cazzo in figa, le sfugge di dire:
"Ehi, che abbiamo qui, stasera? Accidenti quanto ce l'hai duro!"
Intanto comincia a far su e giù e mi chiede: "Per caso è stato il cameriere a farti questo effetto?"
Era questo che diceva mentre ansimava, la sentivo molto bagnata e le rispondo:
"Di certo non mi sarebbe dispiaciuto se avessi potuto fartelo".
Non finisco la frase che mi inonda tutto con una goduta pazzesca, poi, frammezzando con singulti, urla: "Sììììì, sììì".
Non riesco più a contenermi e le sborro in figa una quantità enorme di sborra; lei quasi mi sviene.
Restiamo per più di dieci minuti col fiatone, lei era appoggiata con il viso sulla mia spalla.
Quando ci riprendiamo, ci guardiamo e, quasi contemporaneamente, diciamo le stesse parole: "Che è successo?"
In vita nostra, non avevamo mai goduto così tanto; avremmo voluto capire cosa avesse potuto accendere quella scintilla.
Ci ricomponiamo e, tornando a casa, ci chiediamo cosa sia successo.
Ritorno sul cameriere, di come la guardava e lei mi dice che anche a lei aveva fatto effetto: era decisamente un bel ragazzo e quel suo modo di fare, le aveva provocato una certa eccitazione.
Per quella sera, la cosa finì lì. L'indomani lei, aprendo la borsa, vede quel biglietto da visita; lo prende tra le dita e, nel girarlo, legge un numero di cellulare scritto a penna; me ne informa al telefono; io ero in macchina e non so come, mi ritrovo con un'erezione incredibile; appena rientro a casa, lei è ai fornelli con indosso un grembiule da cucina; l'abbraccio da dietro e le faccio sentire l'erezione; lei mi guarda, mentre preme il culo contro il mio cazzo e mi dice:
"Il cameriere sta ancora facendo effetto ad entrambi?" Lascia i fornelli, ci chiudiamo in bagno per non esser disturbati dai figli e mi fa un pompino; le sborro in bocca, lei ingoia tutto; continuando a succhiare, fa in modo da non farmi perdere l'erezione, poi si gira e si appoggia al bidet: in un attimo, le sono dentro fino ai coglioni; la reggo per i fianchi, mentre la scopo, finché non gode di nuovo, squirtando come una cavalla in calore; il pavimento sembrava un lago, quando le sborro dentro, anche perché sicuro che fosse protetta: prendeva la pillola.
Quando ci siamo calmati, mi chiede cosa mi fa pensare quel numero di telefono; le rispondo che, sicuramente, si era accorto di non esserci indifferente e ci stava provando, soprattutto con lei.
La cosa che più ci tormentava entrambi, era l'eccitazione che provavo io a sapere che un altro desiderasse mia moglie, ma avevamo anche la fortuna di poterne parlare liberamente, senza nasconderci le sensazioni che provavamo.
In quel periodo, mia moglie aveva fatto amicizia con delle mamme che portavano i figli nella stessa scuola dei nostri e, entrata in confidenza con una in particolare, aveva appreso che tradiva il marito. Costei le raccontò qualche dettaglio di questa storia.
Intanto, nelle nostre intime fantasie, avevamo cominciato a far entrare il cameriere; poi, un giorno, le propongo di chiamare quel numero e prenotare un tavolo, chiamando quel numero di cellulare scritto a penna sul retro, giusto per farsi riconoscere.
Mia moglie mi assicura che lo farà, ma preferiva esser sola, altrimenti avrebbe avuto difficoltà ad intrattenere una conversazione, avendomi con il fiato sul collo. L'indomani mattina, vado a lavorare, lei porta i bambini a scuola e si intrattiene con la nuova amica, che si era preparata per andare a scopare con il suo amico: mi espone che era vestita provocante e fremeva per andare.
Questa cosa mise in fibrillazione anche mia moglie che, appena arrivata a casa, prende il telefono e chiama il numero. Dopo un paio di squilli, risponde il ragazzo; lei gli dice della cena che avevamo fatto e che avremmo voluto prenotare un tavolo; lui le risponde che quello chiamato era il suo numero, che si ricorda bene di noi e che il numero di cellulare l'aveva scritto di proposito per aver la possibilità di un contatto. Si presenta per nome e le fa i complimenti per la bellezza e sensualità che esprimeva; lei assecondava con un grazie ed aveva ricambiato il complimento, ma aveva anche sottolineato che aveva un marito. Al che lui le chiede di incontrarsi per consumare un aperitivo insieme.
Erano le 11:00 ed i bambini sarebbero usciti da scuola alle 13:00, io avrei pranzato fuori e lei gli risponde che accetta.
Si incontrano in un bar a circa 50 metri da casa nostra; si siedono e lui, in modo molto educato, le propone un incontro molto più intimo in un b&b, dove non c'era bisogno di presentare documenti, né avrebbero corso il rischio di esser visti da qualcuno. Lei gli risponde di non correre troppo e di darle tempo per metabolizzare quell'invito.
La sera mi racconta tutto; entrambi eravamo molto eccitati e, nel contempo, non mancavano i dubbi e le paure.
Il gioco si stava inoltrando su un percorso finora inesplorato, per cui era opportuno agire con i piedi per terra.
Se da un lato c'era la voglia, dall'altro c'era la razionalità per non correre rischi che avrebbero potuto compromettere la nostra serenità. Tra l'altro, io avrei voluto esser presente, ma lei mi avverte:
"Fammi prima capire che persona è; in fin dei conti, se lui non sa che tu sai, avrà comunque timore di affrontare un marito tradito e, se mi convincerò che è la persona giusta, fidata, programmeremo in maniera da farti entrare in gioco".
Si tenevano in contatto con messaggi e qualche chiamata, finché lei decide di accettare.
Ci organizziamo; l'appuntamento era per le 10:00 di mattina, lei lascia i bambini a scuola e lui le manda la posizione: si tratta di un condominio tranquillo in periferia; lui era già lì in attesa. Non vi dico i palpiti che avvertivo al cuore; lei mi teneva informato e mi aveva mandato la posizione; io mi ero tenuto libero dal lavoro e giravo in macchina; quando mi arrivò la posizione, la raggiunsi e la vidi parcheggiare ed entrare nel portone. Avevo l'adrenalina a 1000.
Sono stato per più di due ore ad aspettare che uscisse; quando ho visto aprire il portone e sono usciti assieme, ho avuto un attacco di gelosia ed eccitazione nello stesso momento. Appena lei è salita in macchina e lui nella sua, mi invia subito un messaggio avvertendomi che mi racconterà tutto a casa, dopo esser passata a prendere i figli.
Quando è rientrata, ero già a casa; appena entrata, ci siamo abbracciati e baciati con una *verve* da innamorati.
Mi guarda e mi chiede: "Come stai? Per tutto il tempo, non ho fatto altro che pensare a te; temevo che stessi soffrendo". L'ho abbracciata e rassicurata che, ora come non mai, l'amavo ancora di più; così, dopo aver provveduto a sistemare i figli, abbiamo pranzato; poi, ci sediamo sul divano ed ha preso a raccontare.
Facevo mille domande e lei, con tutta la serenità possibile, mi ha detto che era stato molto dolce e porco, nello stesso momento; mi ha raccontato che l'ha scopata in tutte le posizioni e, prima di sborrare, le aveva chiesto dove preferisse ricevere il suo sperma.
Lei, in preda a tutta la libidine possibile, gli ha risposto che la voleva in faccia; dopo alcuni attimi, lei era lì a pulirglielo con la lingua; mi ha detto che è una persona per bene, perché sposato e con una bambina piccola; la moglie è una ragazza frigida, mentre lui è un porco e, per questo motivo, quando gli riesce, si diverte con qualche altra donna. Ha un gran bel cazzo ed una sborrata abbondante; non le ho chiesto di far paragoni con me per non metterla a disagio; la sera, a letto, abbiamo fatto sesso: è stato quello il momento in cui l'ho sentita molto più larga, mi ha cavalcato ed io le chiedevo di lui.
Mi raccontava tutto nel dettaglio ed io le ho chiesto se avesse adoperato il preservativo; mi a risposto che lei, quando gli ha preso il cazzo in bocca, aveva capito che era una persona amante dell'igiene ed ha accettato di farsi scopare a pelle.
L'indomani, Fabiola mi manda un messaggio e mi informa che si sono sentiti, che lui vuole rivederla ed io la esorto affinché sia lei a decidere. Mi risponde che ne riparleremo in presenza.
La sera mi racconta che avevano chattato e lui le ha proposto di rivedersi; mia moglie teneva a coinvolgermi, ma la cosa presentava l'incognita sulla riuscita positiva; così, abbiamo deciso di disattendere ogni altra opzione, propendendo per la condizione di esser cornuto, perché, in fin dei conti, *è davvero bello sapere che la propria moglie sia chiavata da altri*.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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