tradimenti
La 2a volta di Antonella
17.03.2026 |
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"Lei si era presentata con un messaggio e lui le risponde che aspettava con ansia e piacere, che si facesse sentire; parlano un po' del locale e lui le chiede se potesse farle piacere rivedersi, ..."
Nota dell'Autore: Chi si appresta a leggere questo racconto, deve tener presente che la storia non è mia, ma della coppia sicula, di cui al precedente avente titolo "Galeotto fu il ginecologo", che narra del percorso trasgressivo iniziato dai protagonisti Luigi/Antonella. Anche qui figura questa coppia, ma racconta di una vicenda successiva, che non ha alcuna connessione con la precedente, per cui la si può leggere come storia a sé, indipendentemente dall'altra, perché, come dicevo, rientra nella naturale evoluzione del percorso trasgressivo di coppia. Tutto ciò che qui viene riportato sono fatti realmente vissuti e privi di ogni fantasioso orpello. Buona lettura. *************************************
Dopo che il collega di Antonella era stato trasferito al suo paese, eravamo tornati alla vita di prima, non senza avvertire un certo vuoto nel nostro rapporto. Spesso facevamo l'amore senza stimoli, a meno che non ci si diceva: "Ricordi quella volta che..." e giù a rivangare quello che si era vissuto.
Ricordavo le volte che, di ritorno a casa, lei mi tirava in disparte e mi faceva toccare la sua figa che grondava sborra e mi diceva: "Ho fatto la monella; ti dispiace? Non ho saputo resistere a non farmi chiavare da Enrico, ma ora è di nuovo tua", oppure la prima volta di Antonella, cioè, quando ci eravamo seduti sul divano a guardare la TV, lei al centro, Enrico alla sua destra ed io a sinistra. Precedentemente mia moglie mi aveva fatto vedere che, sotto i panni indossati, non aveva alcun intimo; infatti, niente reggiseno sotto la t-shirt e niente mutandine sotto la gonna. Io, allora, per far partire il gioco, mi inventavo qualcosa e mi allontanavo; quella volta, al mio rientro in salotto, trovai mia moglie Antonella, completamente nuda, a cavallo di Enrico e, come un'esperta amazzone, si dimenava sul suo cazzo. Aveva gli occhi chiusi, per meglio assaporare il momento e, accortasi che ero tornato e potevo vederla, li aprì e mi guardò con occhi estasiati, sognanti, languidi, che mi trasmisero tutto il piacere che stava provando.
Però, così proprio non poteva continuare; da un lato mi trattenevo dal suggerirle di sostituire Enrico con qualche altro che le piacesse, per non apparire troppo pervertito, dall'altro avrei preferito che fosse lei a suggerire qualcosa di alternativo. Questo lo stato di cose, finché non mi viene in mente di proporle di andare, una sera, in un prive', tanto per curiosità o, meglio, per cercare di accendere quella miccia che si era spenta da un bel po'.
Con la bambina, non avremmo avuto problemi, perché aveva una sua cameretta sia dai nonni materni, che dai miei genitori, anzi a lei piaceva di più stare dai nonni, perché da essi otteneva tutto ciò che voleva, praticamente la viziavano.
Così, di comune accordo, organizziamo per un sabato sera; il locale più vicino era a circa 60 km da Palermo; nel tardo pomeriggio, chiamo per chiedere informazioni e mi spiegano tutto ciò che c'era da sapere: avrei dovuto fare una tessera del costo di 100euro e sarebbe stata valida per un anno; non sussisteva alcun obbligo: si poteva far di tutto o niente, potevamo andar vestiti come ci pareva, ma, ovviamente, era preferibile una mise provocante per la donna e qualcosa di elegante per l'uomo; mi inviano la posizione per poterli raggiungere e rimaniamo d'accordo che, quella stessa sera, saremmo andati.
Ovviamente Antonella va un po' in panico; i dubbi l'assillavano su tutto: avremmo potuto imbatterci in persone conosciute che potevano riferire in giro di certe nostre tendenze; insomma tutte le fisime della prima volta.
Ma, facendo prevalere il desiderio di mettersi in gioco, superò alla grande ogni tentennamento.
Il sabato sera lei indossa un tubino nero piuttosto scollato, autoreggenti, delle scarpe con tacco alto ed un cappotto sopra il ginocchio; io, pantaloni classici e camicia con giacca, senza cravatta. Partiamo.
Appena arrivati facciamo le tessere, Antonella si toglie il cappotto e lo consegna al guardaroba; un ragazzo si offre di farci da Cicerone. Appena superata una spessa tenda, ci troviamo un banco bar, delle coppie che parlavano tra loro riunite a gruppi, dei singoli che giravano il locale in lungo e largo; il ragazzo ci spiega un po' tutto. Ci accompagna al piano di sopra, dove il buio era quasi totale, solo delle piccole luci rosse. Mentre si girava, qualche singolo ci seguiva, del resto eravamo nuovi del locale. Dopo che il ragazzo ci ha illustrato ogni cosa e ci ha spiegato come ci si comporta, ci lascia; noi ritorniamo di sotto, al bar; era in funzione la discoteca, ma era ancora presto, per cui prendiamo due drink e ci sediamo su un divano; di fronte a noi, era seduta una coppia di ragazzi, che hanno preso a pomiciare; lei gli si è messa sopra e si baciavano appassionatamente. Il vestito le era salito sulle cosce e lui, con le mani, l'accarezzava sulle parti basse della schiena; la scena ci ha intrigato un po'. Mentre guardavamo, mia moglie appoggia la testa sulla mia spalla; intanto un singolo, con un bicchiere in mano, si mette in piedi accanto a noi, per, a sua volta, guardare quei ragazzi.
Mentre facciamo girare gli occhi intorno, il ragazzo della coppia alza il vestito della lei, mettendo in mostra il suo perizoma, che, in certi movimenti, non riusciva a celare la visione delle labbra della sua figa.
Vedevo mia moglie molto presa dalla scena, il singolo accanto si toccava il cazzo da sopra i pantaloni: era evidente il bozzo. Allungo la mano sotto il vestito di mia moglie, e trovo il suo perizoma bagnato oltre misura; la serata era appena cominciata ed eravamo posizionati in modo da avere la completa visione sull'ingresso; entravano coppie e singoli di continuo.
Dopo un po', propongo ad Antonella di andare a far un giro, lei si alza; nel frattempo delle persone hanno occupato la pista per ballare; io non so muovere un passo, ma ci trovavamo a bordo pista; vedevo mia moglie quasi fremere, per cui la sollecito: "Se ti va di ballare, fallo! Di certo non resterai a lungo da sola".
Lei mi rivolge uno sguardo quasi a chiedermi di rinnovarle l'invito; le sorrido e dico:
"Vai, mi fa piacere vederti ballare e sono certo che piacerà anche ad altri".
Appena in pista, quasi nello stesso momento, le si avvicina un uomo, più grande di età, sui 50 anni, un bell'uomo alto, brizzolato, con un fisico ben curato; la coinvolge nel ballo. Lei mi rivolge un'occhiata e, vedendomi tranquillo, non rifiuta la compagnia e balla con lui; ad un certo punto, lui le si attacca da dietro, cingendola con un braccio intorno ai fianchi. Il ballo permetteva un movimento ondulatorio ed ho notato che lui le aderiva con il corpo; lei era attaccata a lui con il sedere e, di sicuro, doveva avvertire la presenza del suo pene, perché, anche se più alto, credo dovesse pur sentirlo sul fondo schiena.
Mia moglie, quando è presa dal ballo, diventa infinitamente provocante; vedevo lui che, a volte, le diceva qualcosa e lei rispondeva chiaramente lusingata ed allegra.
Ciò che noto è che si era instaurato un certo feeling; dopo un po', smettono di ballare e, entrambi, mi si avvicinano; mia moglie mi dice:
"Accidenti, mi ci voleva proprio questa bella sgaloppata; era da molto tempo che non ballavo".
Lui si presenta e ci offre un drink; poi, ci chiede se è la prima volta che eravamo lì, dal momento che non ci aveva mai notato, prima; prendiamo da bere e ci sediamo, lui ci parla un po' di sé e ci informa che è separato, che vive da solo, e di esser impiegato. Anche lui è di Palermo e, mentre si parlava, chiede se eravamo alla nostra prima volta trasgressiva, se avevamo avuto esperienze di scambio o trio; mia moglie lo informa che avevamo avuto un amico fidato, ma che era finita; a parte quello, non avevamo mai giocato con nessuno; lui, galantemente le prende la mano e le propone di spostarsi in camera; lei mi guarda in viso come a chiedermi se può e, quando riceve il mio cenno di assenso, accetta; ci alziamo tutti e tre e saliamo di sopra; appena su, si sentono urla di goduria: in una stanza, lasciata aperta, una donna era in ginocchio sul letto e, mentre eseguiva un pompino ad uno sdraiato, un altro la scopava da dietro ed un altro, di fianco, presumo fosse il marito, con un cazzetto mezzo moscio in mano, si segava; mia moglie mi sussurra che quel che vede non la eccita per niente, quindi proseguiamo nella ricerca e, finalmente, troviamo una stanza libera, vi entriamo e la chiudiamo; c'è un letto in pelle e, per terra, accanto al cestino della spazzatura, un preservativo usato e dei fazzolettini sporchi; ci guardiamo negli occhi e decidiamo di andarcene; lui non capisce e ci chiede il perché, cosa sia successo; mia moglie gli risponde che non se la sente, non è un posto per noi, perciò torniamo di sotto; lui, da persona intelligente, ci invita a finir la serata, a casa sua; ci spiega dove abita e ci rendiamo conto che conoscevamo la zona; mia moglie gli dice:
"Dammi il tuo recapito telefonico e, se del caso, saremo noi a chiamarti".
Una volta usciti, mi dice di non voler più tornare in un posto come quello.
Le chiedo se desidera chiamare quello che l'aveva corteggiata; risponde che si è smontata, così, per quella sera, abbiamo concluso a casa nostra e, abbracciati come fidanzatini, abbiamo fatto l'amore.
Dopo un paio di giorni, ritorna a parlarmi del tizio conosciuto nel prive' e mi dice:
"Chissà come sarebbe stato a scopare con quello?! Mentre ballavamo, ho sentito un bel cazzo che premeva sul mio fondo schiena".
E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. "Vuoi che lo chiami?" le chiedo. Ma lei mi dice:
"Domani, se ho un po' di tempo, lo chiamo io; non voglio guardarti negli occhi, mentre parlo con lui: mi turbi non poco".
Voleva ancora una volta, prender in mano le redini della vicenda; il giorno dopo, a sera, a letto, mi porge il telefono e mi fa leggere la conversazione tenuta su WhatsApp.
Lei si era presentata con un messaggio e lui le risponde che aspettava con ansia e piacere, che si facesse sentire; parlano un po' del locale e lui le chiede se potesse farle piacere rivedersi, invitandoci a casa sua.
Lei gli aveva risposto che doveva parlarne con me e si sarebbero sentiti appena ricevuto il mio assenso; più tardi gli invia un messaggio con cui fissa un appuntamento per il venerdì sera; lui risponde con un ok e baci; era di martedì e fino al venerdì, hanno continuato a tenersi in contatto con messaggi, ogni giorno, anche più volte al giorno; lei mi faceva leggere tutto.
Il venerdì sera si prepara indossando lo stesso vestito che aveva al prive'; lui ci aveva mandato la posizione e non sto a riferire dell'adrenalina che aveva assalito entrambi; quello nostro sembrava il primo appuntamento tra innamorati. Quando siamo giunti davanti il portone del condominio, lei gli ha inviato un messaggio, lui apre e ci indica il piano; quando si apre l'ascensore, lo troviamo davanti alla porta: indossa un jeans ed una camicia; saluta mia moglie con un bacio sulla guancia e me, stringendomi la mano; appena entrati, notiamo subito un arredamento abbastanza carino, messo su con gusto; insomma un appartamento piccolo, ma curato nei minimi particolari; chiede a mia moglie se desidera togliere il soprabito e, quando lei lo toglie, lui si premura di aiutarla ed appenderlo. Poi, ci chiede cosa preferiamo bere; siamo seduti su due divanetti io e mia moglie, lui di fronte; dopo un po', temendo che la serata rischiasse di diventar noiosa, cerco di aprire il discorso sul sesso; lui, da persona intelligente, capisce ed invita mia moglie:
"Mi aiuteresti in cucina, a preparare qualche stuzzichino?" Lei si alza, forse, senza capire che in realtà era solo un pretesto per portarla in un'altra stanza e rompere il ghiaccio; son rimasto di là, dopo un po', sento la voce di mia moglie che con voce languida dice: "Ma... che fai?". Segue un silenzio, chiaro segno che qualcosa era in corso. Allora mi alzo e, in punta di piedi, vado a sbirciare: erano abbracciati e si baciavano; lui le aveva tirato su il vestito, da dietro, ed aveva due dita infilate tra le sue chiappe.
La scena che mi si è presentata, mi ha fatto eccitare moltissimo: era da troppo tempo che sognavo rivederla con un altro, dopo il collega; ora era la volta di questo uomo maturo, ma con tanta esperienza; era una scena diversa, ma era come se lui avesse preso possesso di lei; mia moglie sobbalzava, allorché lui la penetrava con le dita, finché si son divisi; lei gli ha sbottonato i pantaloni ed ha fatto scivolare per terra pantaloni e boxer; nello stesso tempo, s'è messa sui talloni, e lui le ha bloccato la testa con la mano; le ha detto: "Comincia a succhiare dai coglioni". Io mi son messo accanto, ma non mi guardavano nemmeno; lui aveva un cazzo bianchissimo, pieno di vene ed una cappella simile ad un fragolone.
Lei ha preso a leccarla tutta, finché se l'è messa in bocca; ha fatto su e giù ad un ritmo un po' troppo veloce; allora lui l'ha fermata e le ha detto:
"Non aver fretta: gustati il pompino come piace a te; cerca di farlo in maniera più lenta, facendotelo arrivare fin gola".
Lei gli risponde con un sorriso da perfetta maliarda:
"Era da tanto che non succhiavo un cazzo, che non fosse quello di mio marito".
Dopo un po' si solleva, lui si tira su i pantaloni e vanno in camera; appena dentro, la fa distendere sul letto; lui le si mette davanti, in ginocchio, le alza le gambe e, dopo averle sfilato il perizoma, si tuffa con la faccia fra le sue cosce; con le mani reggeva ed allargava le cosce di mia moglie, che vedevo sobbalzare e far smorfie con la bocca; dopo circa venti minuti di quel trattamento, lui si alza, si spoglia, prende un preservativo dal comodino; lei si sfila il vestito e resta con le sole autoreggenti.
Prima che lui indossasse il preservativo, lei era seduta sul letto e lui in piedi; per raggiungere il massimo della rigidità, glielo rimette in bocca; quando sente di esser duro a sufficienza, si mette il preservativo e, sempre stando sul bordo del letto, da terra lui le apre le gambe e si distende sopra di lei; comincia a succhiarle i capezzoli e, con le mani le impasta le tette; lei lo teneva abbracciato al collo, mentre, da sotto, il cazzo le percorreva lo spacco della figa, alla ricerca del foro di entrata; nessuna fa in modo di imboccarlo...
Assistevo a questa scena e, onestamente, avevo avevo voglia di prendergli il cazzo e indirizzarlo sulla figa di Antonella; però ero talmente rapito da quello che stava succedendo, che me ne sono astenuto; poi vedo che lui fa forza, puntando i piedi per terra e, sulle chiappe, gli appaiono due fossette: era chiaro che era riuscito a penetrare mia moglie, che ha risposto con un lieve movimento, per attutire il colpo; poi vedo che gli intreccia le gambe sulla schiena, per esercitare la pressione giusta e tirarselo quanto più dentro possibile; lui aveva mollato le tette ed ora si baciavano come due innamorati; intanto lui la scopava con movimenti lenti, ma profondi; quando entrava, il cazzo la penetrava tutta, fino ai coglioni; poi, quasi si fermava, oscillava per un po' e ritornava fuori, per riaffondare ancora.
Dopo un po', non so come abbia fatto, ma, senza tirar fuori il cazzo, si è messo disteso sul letto con lei sopra; ora era lei a cavalcarlo. Mostrava di non aver controllo in ciò che faceva: galoppava come una cavalla sfrenata, era molto eccitata, forse la precedente lenta scopata le aveva provocato più volte il blocco dell'orgasmo; ma ora la vedo vibrare, fino a che gli fa la doccia con i suoi umori.
E' la prima volta che squirtava in vita sua: mai aveva avuto un orgasmo così potente; lui ha sorriso e lei si è lasciata cadere su di lui, come se le fossero mancate le forze; poi è scesa, ha chiesto scusa per averlo bagnato. Lui ancora non era venuto, ma l'ha rassicurata, dicendole che gli era piaciuto da matti vederla godere in quel modo; poi le ha detto: "Adesso, però, non puoi lasciarmi così..." Aveva il cazzo in tiro, lei ha sorriso e gli ha detto:
"Tranquillo, non lascio mai niente a metà".
Gli toglie il preservativo, dicendogli: "Il cazzo con l'impermeabile non lo so succhiare" perciò glielo prende di nuovo in bocca e gli fa un pompino da vera maestra, finché lui le chiede dove preferisce ricevere il suo sperma.
Lei apre la bocca e tira fuori la lingua; era in ginocchio, lui in piedi, le si sega davanti ed emette un paio di schizzi su viso, naso e fronte, poi glielo rimette di nuovo in bocca, completando la venuta nella sua gola.
Lei non lo ha mollato, finché non ha bevuto l'ultima goccia.
Io ero venuto in un fazzolettino che tenevo in mano; quando si son lavati e sistemati, siamo tornati a sederci in salotto; lui dice di aver capito subito che non eravamo una coppia da prive' e che eravamo alla ricerca di sesso con passione. Mia moglie gli chiede come mai un uomo come lui cercasse sesso nei locali e lui spiega che frequenta da tanto tempo i prive', perché lo affascina quel mondo, ma, a volte, ci va solo per passar la serata: anche se in mezzo a tanta confusione, era una cosa che lo rilassava.
Abbiamo salutato e ce ne siam tornati a casa. E' rimasto in contatto con Antonella, scambiandosi spesso qualche messaggio; lo abbiamo incontrato diverse volte, finanche a casa nostra.
Quando abbiamo capito che era una persona per bene, gli abbiamo concesso tutta la fiducia possibile. Una sera l'abbiamo invitato a cena, ma, avendo la bambina a casa e allo scopo di evitare rischi, visto che Antonella aveva gli ormoni al massimo e desiderava poterselo scopare, finito di cenare, mentre eravamo in salotto, mi dice:
"Amore, avrei voglia di un dolcino; perché non vai a comprar qualcosa, portandoti la bambina; così farai scegliere a lei; ma, mi raccomando, fa pure con calma".
Per me era un messaggio più che chiaro, anche se avrei preferito esser presente; comunque li guardo entrambi, mentre chiamo la bambina e dico loro: "Divertitevi !"
Sto fuori per quasi un'ora, finché mi arriva il messaggio di Antonella:
"Puoi rientrare; mi raccomando il dolce".
Prendo due dolcetti e rientro; lì trovo seduti che conversavano, la bambina va subito in camera sua e noi rimaniamo in salotto; lui mi dice: "Credimi se ti dico che hai una *Ferrari* affianco". Lei gli risponde: "Dai, non esagerare".
Quando è andato via, lui ha baciato mia moglie, quasi fossero due ragazzini, con tanto di lingua in bocca; appena a letto, le ho chiesto cos'era successo; lei mi racconta che, appena andati via noi, loro si son abbracciati e baciati, poi si sono spogliati e sono andati a letto; ha tenuto a precisare:
"Ecco, dove ora sei disteso tu, mi ha scopato come un pazzo, in tutte le posizioni; ero un po' troppo carica e gli ho chiesto di voler bere la sua crema".
Quando se ne è venuto, avevo la sua cappella in fondo alla gola, non ho sentito nemmeno il sapore ed ho bevuto tutto; lui mi ha detto, che mai nessuna donna era stata capace di fare questo.
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