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Book fotografico per mia moglie.


di cuckold211
12.08.2026    |    698    |    10 8.9
"Faremo ancora qualche scatto di nudo, poi sceglieremo quelle che riterrete più opportune per il vostro book"..."
Un utente del sito, volendo mantenere il più stretto anonimato, mi ha trasmesso questo elaborato invitandomi a pubblicarlo, perché, anche solo a leggerlo, ne godrà moltissimo vedendo spiattellata in pubblico la sua avventura alquanto scabrosa.
Circa un anno fa ha potuto realizzare questa sua fantasia: portar la moglie a fare un book fotografico in studio da uno, ovviamente conosciuto sul sito.
Lei, nonostante fosse indecisa a causa della sua timidezza, accettò, a maggior ragione perché era il suo compleanno e lui le promise che ne avrebbe ricevuto immenso piacere ad aver un ricordo dei suoi cinquant’anni.
Il fotografo era molto più maturo, era sui 65, e lo aveva rassicurato sul fatto che era abituato a certe situazioni e mai avrebbe cercato di approfittarne.
Gli disse di recarsi da lui un pomeriggio, di farla vestire come meglio credeva e di farle portare qualche vestito in più e, se lo ritenessi opportuno, anche qualche costume da bagno o dell’intimo.
Lo studio era stato creato a casa sua e, direi, alquanto rimediato, per niente professionale: era munito di un fondale costituito da un lenzuolo bianco, degli ombrellini e delle luci che puntavano verso il lenzuolo, qualche tappeto per terra, insomma niente di professionale.
Anche lui si presentava alquanto rabberciato: barba incolta, un po’ di pancetta, calvo, più anziano di noi ed una faccia da vero porcello.
La moglie era vestita elegante ed anche abbastanza provocante, al punto da far già sognare il marito: un vestitino a metà coscia nero, abbottonato sul davanti, un reggiseno a balconcino che esaltava la sua magnifica quarta di seno ed autoreggenti; ai piedi calzava un bel paio di scarpe con tacco a zeppa, alto.
Visto il posto, il fotografo ed il contesto, lei si manteneva abbastanza rigida, ma, dopo qualche minuto di chiacchiere ed un bicchiere di vino bianco ben fresco, si pose comunque davanti al lenzuolo e lui iniziò a scattare.
Dopo i primi scatti, di quelli classici, tipo primi piani a corpo intero, ci fece vedere le anteprime e, devo dire, che con l’effetto luce a fondo bianco e la sua speciale macchina per foto, non erano affatto male, anzi, fu la stessa moglie a definirle belle.
"Signora, suo marito l’ha portata qui per far delle belle foto e, soprattutto, per poter conservare un bellissimo ricordo; quindi, continueremo a far delle belle foto. Cerchi di assumere qualche posa provocante, come se dovesse sedurmi; alzi un po’ la gonna, così, si giri, mi mostri il culetto, brava. Che ne dice di cambiar vestito? Lì c’è un separé, ci vada e renda felice suo marito".
Lei indossa un vestito verde smeraldo, lungo fino ai piedi, ma incrociato sul seno, con una scollatura molto profonda ed allacciato dietro la nuca.
Il fotografo scatta un paio di foto di profilo, poi la fa chinare in avanti, in modo che fosse visibile lo spacco dei seni e poi sbotta senza mezzi termini: "Però, signora, così è troppo castigata; su provi a slacciarlo".
Lei guarda il marito e poi, ubbidiente, lo slaccia, tenendolo con due mani attaccato al seno: ovviamente era priva di reggiseno.
Lui le suggerisce di alzare una gamba ed appoggiarla sulla sedia, in modo da far vedere le autoreggenti e lei, in maniera alquanto impacciata, esegue; durante questo movimento, ovviamente il seno spunta fuori dall'abito.
Lui le suggerisce di far cadere la parte superiore del vestito e far vedere ancor più e meglio le autoreggenti, mettendosi di profilo. Le sue splendide tette erano in bella mostra.
"Signora, cerchiamo di valorizzare ancor più questo seno meraviglioso. Complimenti; è naturale e morbido. Si metta le mani sotto il seno e lo regga. Adesso alzi le braccia e lasci cadere il vestito ai suoi piedi, così potremo ammirare le mutandine che ha indosso".
Le mutandine erano nere di pizzo, semitrasparenti; sopra il pube aveva delle decorazioni, ma sia dietro che tra le gambe, era assolutamente trasparente.
"Perfetto, signora, tenga le autoreggenti e le scarpe col tacco, faccia qualche passo su/giù per la stanza".
Improvvisamente bussano alla porta, ma lui non risponde; era un suo amico, aiutante, che gli doveva consegnare dei plichi.
"Non vi preoccupate, restate pure qui; prendo i documenti e lo mando via subito. Non si rivesta, signora, che riprendiamo subito".
I due si scambiano delle buste contenenti forse delle foto e parlottano sottovoce; improvvisamente compaiono davanti alla moglie, che reggeva i suoi seni coperti dalle mani.
"La signora sta facendo un book fotografico per il marito; è il suo compleanno ed è in splendida forma, come puoi vedere".
"Sì bella - dice l’altro - cerca di valorizzarla al meglio. Mi raccomando con quelle mutande: sono un po' troppo castigate e, secondo me, potresti farla adagiare sul divanetto bianco ma con lo sfondo in nero".
"Per lo sfondo, hai ragione: dammi una mano; signora, attenda solo un secondo; se per caso avesse delle mutandine tipo perizoma, le indossi; si vada a cambiare. Grazie".
Mia moglie era un po’ impacciata, camminava con le tette nascoste dalle sue stesse mani e, timidamente, disse:
"Invero no; non ho mai indossato perizomi; ho portato un costume".
"Faccia vedere..."
La mutanda del costume aveva un che che potesse far pensare ad un perizoma, ma lo rappresentava in maniera alquanto fugace. L'aiutante ne aveva uno con sé e glielo offre:
"Provi questo: vediamo come sta!"
Dopo esser uscita dal separé col costume e, sempre nascondendosi le tette con le mani, si rimette davanti allo sfondo nero, con ancora le luci puntate addosso.
"Signora, si giri, vediamo: dietro va meglio, però davanti è ancora molto castigato; facciamo un paio di scatti, si appoggi al divanetto".
Oramai i due si scambiavano pareri e la facevano assumere varie pose: ora in piedi, ora sdraiata sul divanetto, sempre lasciandola in topless.
L’aiutante le passò un foulard trasparente, bianco, molto leggero e le disse;
"Adesso tolga gli slip, così potremo giocare sulle trasparenze e concludere così il servizio".
Lei si mise il foulard in vita e si tolse gli slip davanti a noi.
"Adesso, signora, quel foulard lo deve usare come una coperta; si sdrai sul divano e giochi con il foulard".
L’aiutante cercava di sistemarla, il foulard non copriva assolutamente nulla ed il ciuffetto di peli, ancora presenti sulla sua fica, era a vista.
Il fotografo faceva continui primi piani e suggeriva adesso di alzare la gamba ed appoggiarla sullo schienale del divano, rimanendo sdraiata.
A quel punto, l’aiutante disse:
"Peccato, devo andare: però ho ancora una posa da consigliare. Si metta così, a carponi, sul divano, spinga in alto il sedere e le sistemo il foulard".
Il foulard lo sistemò giusto sulla schiena, lasciando scoperto culo e figa ed il fotografo era a pochi centimetri da lei
"Ecco, così è davvero molto bella, signora. Ora, io vado, la lascio col fotografo; magari avremo modo di rivederci più in là".
Il fotografo tenne a precisare: "Siete stati molto fortunati: lui è molto noto nell’ambiente ed ha fotografato molte delle modelle in auge. Faremo ancora qualche scatto di nudo, poi sceglieremo quelle che riterrete più opportune per il vostro book".
"Ora, resti seduta con i piedi appoggiati sui cuscini del divano e si sporga in avanti, in modo da valorizzare al massimo quel magnifico seno. Lasci pure una mano vicino alla figa, ma senza coprirla".
Dopo ancora un po’ di scatti con lei completamente nuda ed aperta, disse loro:
"Bene, abbiamo finito; direi che abbiamo fatto un buon servizio. Vi chiamerò tra qualche giorno e potrete scegliere gli scatti migliori.

Fine primo episodio
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