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tradimenti

Book fotografico... epilogo.


di cuckold211
24.08.2026    |    1.446    |    12 8.8
"Dopo qualche minuto di apprezzamenti, del tipo *così, continua* e vari cambi di posizione, anche le palle furono interessate dallo scorrimento della sua lingua, ben oltre che sulle aste..."
Nota dell'autore: Ai tanti che mi esortavano a completare la storia, ricordo che essa, anche se reale, non è stata vissuta da me, ma da una coppia utente del sito, che ha voluto mantenere l'anonimato. Appena mi è pervenuto il finale di quella storia, ho subito provveduto a rivederla e correggerla e quanto segue viene raccontato alla platea di lettori. Buona lettura. ************************
Per qualche giorno, lei rimase turbata e, devo dire, anche un po' nervosetta, per cui evitai di rievocare quanto accaduto dal fotografo. Dall’altra parte, proprio lui, il fotografo, mi inviava su WhatsApp alcuni scatti, con didascalie anche piuttosto piccanti. Presi coraggio nei confronti di mia moglie e, qualcuno di quelli più soft, glieli feci vedere, evitando accuratamente quelli un po' troppo arditi, troppo espliciti e muniti di commenti alquanto pesanti.
Devo però dire ancora che, quando ero solo, il fotografo faceva di tutto per eccitarmi con qualche dettaglio, cui non avevo fatto caso, e non smetteva di commentare oscenamente qualche foto tra quelle più hot.
Lui mi esortava a riportarla in studio, perché, a suo parere, si era divertita e avrebbe sicuramente voluto provare qualcosa di ancor più eccitante, ovviamente fornendomi tutte le rassicurazioni del caso.
Così presi appuntamento un pomeriggio, al fine di procedere assieme alla scelta degli scatti più belli e costruire un gran bel book.
In città, qui al Nord, faceva un caldo tremendo e, perciò, lei indossò un paio di pantaloncini ed una canotta, con sotto un intimo più che normale.
Non mi dava nessuna possibilità di sperare in qualcosa che il fotografo me ne assicurava la fattibilità.
Giunti in quell'appartamento di periferia, il fotografo, anche lui in pantaloncini e canottiera, ci fece sedere alla scrivania, aggiungendo una sedia davanti al grosso schermo del pc.
Ovviamente eravamo d’accordo a mostrarle solo le foto più erotiche, senza sconfinare in quelle decisamente "porno", che avrebbe riservato solo per me.
Dopo averci offerto qualche bicchiere di fresco vino dolce, vedevo che lei stessa aveva preso a scegliere e correggere qualche inquadratura, a tagliare o ingrandire le varie immagini.
Fu così che scegliemmo una ventina di scatti, dove lei appariva in intimo, in topless e anche un paio, per finire, completamente nuda, una ritratta dal davanti ed una di dietro.
A quel punto, il fotografo ci disse che, a suo parere, mancava ancora qualche scatto per render il ricordo decisamente più intrigante: qualcuno insieme a me.
Devo dire che me l’aspettavo, per avermelo comunicato in separata sede, cosa che lei accettò: si posizionò davanti al fondale bianco, con le luci accese e la macchina puntata verso di lei, anzi verso di noi.
Per iniziare, il fotografo propose di mettermi a torso nudo, mantenendo i pantaloni di lino e stando a piedi scalzi.
Alla mia signora, suggerì di mettersi in intimo e, anche lei, a piedi nudi.
Alle timide proteste di lei, il fotografo suggerì di abbracciarci, baciarci e metter in evidenza la nostra profonda intesa.
Io, quindi, dovevo abbracciarla da dietro, baciarle il collo e farle cadere una spallina del reggiseno: insomma quelle classiche posizioni da coppietta innamorata.
"Datevi un bel bacio, su, non siate timidi. Voglio immortalare una bella *limonata*, non un misero bacetto".
Le nostre lingue, quindi, iniziarono a incrociarsi; le feci sentire quanto ero eccitato attraverso la leggera stoffa dei miei boxer.
"Bene, bravi, continuate: fatelo di profilo, ora di schiena, accarezzala un po’; dai, mica siete degli sconosciuti? Dovete farmi vedere quanta complicità avete raggiunto negli anni".
A quel punto, iniziai a palparle il seno e ad abbassarle prima le coppe e poi le mutandine, sulla parte del sedere.
Sentivo gli scatti di lui, accompagnati da qualche commento, in cui ci esortava a far di più, così la baciai sui capezzoli, succhiandoli.
Anche lei, per nulla intimidita, iniziò a menarmi l’uccello, davanti al fotografo.
"Falla sedere sul divano". Aspettai che mia moglie si togliesse le mutandine e sganciasse il reggiseno.
"Ecco, brava: ora si sieda qui e tu sistemati al suo fianco, in piedi; avvicinale l’uccello alla bocca, così".
Click click.
"Brava, signora, accarezzi bene quella verga, adesso la baci sulla punta. Bravissima; davvero brava tua moglie, vero?"
A quel punto, non sentii più gli scatti; lo vidi avvicinarsi a lei dall’altro lato del divano.
Mentre lei me lo succhiava, iniziò a palparle il seno ed a strizzare i suoi capezzoli, per poi metterle una mano sui suoi pantaloncini, dove spiccava evidente un bozzo di grosse dimensioni.
A quella vista, stavo quasi per esplodere e, quindi, glielo tolsi dalla bocca.
Lui le accarezzò la testa e le disse: "Mi sta scoppiando, dai, tiramelo fuori".
Lei mi guardò con aria interrogativa, ma lui le girò la testa, si abbassò da solo i pantaloncini e glielo puntò dinanzi alle labbra.
"Apri la bocca, dai, assaggialo". Vidi pian piano sparire quel membro oltre le sue labbra.
"Brava, così: usa la lingua, tutto in bocca; adesso, da brava: mettici passione. E' molto brava, tua moglie; mi sta succhiando come va fatto".
Io le suggerii, da sopra la sua testa, di alternarsi su entrambi i nostri due cazzi; mi raccomandai con il fotografo di non venirle in bocca, ma di spruzzarle i seni, ricevendo un cenno di sì con la testa.
Dopo qualche minuto di apprezzamenti, del tipo *così, continua* e vari cambi di posizione, anche le palle furono interessate dallo scorrimento della sua lingua, ben oltre che sulle aste. Vidi che lui era pronto per esplodere, per cui disse: "Più veloce con quella bocca, più veloce. Fa su/giù con la bocca, che sto per venire. Così, eccomi: aahhhhrgggg" e lei, stranamente, non se lo tolse dalla bocca, anzi, proprio in conseguenza dei suoi grugniti da perfetto maiale, lo tenne tutto in bocca con gran soddisfazione del fotografo, che le scaricò in gola tutto il suo piacere.
Dopo qualche secondo, lo lasciò uscire ed io, che mi trattenevo da un bel po’, le esplosi addosso, tra faccia e seno, ricoprendola del mio sperma.
"Complimenti! Ci ha proprio messo tutta la passione del caso; questo book ve lo regalo e avanzo le mie scuse, per non averla fatta godere, ma, la prossima volta, ci dedicheremo esclusivamente alla signora... promesso".
Ci fece rivestire con calma, mentre lui guardava gli scatti eseguiti.
Lei, senza dir una sola parola, si diresse verso la porta accompagnata da me e lui, che era rimasto col cazzo di fuori, smosciato, ma ancora di una discreta lunghezza.
"Signora, è stata stupenda; venga qui, mi dia un bacio e mi prometta che ci rivedremo per confezionare il book".
La baciò sulla bocca e con le mani le strinse il culo; poi aggiunse:
"Siete una coppia stupenda e ve lo dice uno che se ne intende". A me tenne a dire:
"Hai una moglie stupenda, tienitela stretta e, di tanto in tanto, venite pure a trovarmi".

FINE.

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