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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#14


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
06.10.2025    |    18.758    |    4 6.5
"La donna, con occhi lucidi di perverso piacere, pupille dilatate come pozzi d'inchiostro in cui galleggiano scintille dorate riflesse dalle luci soffuse, si volta verso di me leccandosi le labbra..."
** DANIELA **

Estraggo il bigliettino dall'ampolla di cristallo veneziano con un gesto teatrale studiato nei minimi dettagli. Il mio sorriso malizioso, accentuato dal rossetto bordeaux lucido, illumina la sala mentre il pubblico - 100 persone sedute in semicerchio su divani di velluto cremisi - rattiene il fiato. Li sento eccitati dal turbine di perversione che ho orchestrato finora, i loro respiri affannosi riempiono l'aria profumata d'incenso e sudore.
Le mie schiave, Michela e Patrizia, sono relitti di piacere degradato ai miei piedi, corpi sudati e dilatati, tremanti sotto le luci soffuse color ambra. Le loro fighe e culi spalancati dai plug in acciaio. Abusate in ogni modo fino a questo momento da sadiche troie che non si sono risparmiate nel dominarle.

«Numero 99!» annuncio al microfono placcato d'oro, la voce carica di sensualità dominante che riverbera attraverso gli altoparlanti nascosti. Una signora anziana, bionda platino e sovrappeso, avvolta in un tailleur di seta blu notte ma curata con un'eleganza grottesca - unghie perfettamente smaltate, gioielli vistosi al collo e ai polsi - sventola il tagliando color oro urlando sgraziatamente: «Sono io la vincitrice!»

Non è il soggetto estetico che avrei preferito - il suo corpo flaccido visibile sotto la stoffa costosa, le curve eccessive che traboccano dalla sedia - ma i patti sono sacri nel mio tempio di piacere, e il mio ruolo di Padrona mi impone di concederle il premio, amplificando la perversione con questa figura improbabile che ora si avvicina ansimante al palco.
La saluto educatamente: «Ecco la nostra nuova fortunata. Il suo nome, signora?»

«Sono Loredana,» risponde la donna, il suo doppio mento che trema leggermente mentre si sistema il tailleur troppo stretto sui fianchi abbondanti. I suoi occhi piccoli, circondati da rughe profonde e ombreggiati da un ombretto azzurro pastello applicato con mano pesante, brillano di un'eccitazione quasi infantile.

«Loredana!» esclamo, facendo scorrere la lingua sul labbro superiore. «Quale schiava desideri punire?»

«Tutte e due,» risponde con voce roca, passandosi una mano inanellata tra i capelli tinti di biondo platino. «Voglio che si puniscano fra loro in un sexfight, Michela contro Patrizia... voglio vedere chi cede prima al piacere forzato.»

Il suo tono arrogante mi infastidisce come unghie su una lavagna, ma l'idea è stuzzicante come cioccolato fondente sulla lingua - un duello di piacere dove la dominazione si fonde con l'umiliazione in un cocktail perverso che fa pulsare la mia intimità.

«Un sexfight? Regole?» puntualizzo, facendo scorrere il microfono tra le dita smaltate di nero, mentre aggiungo con voce vellutata: «Niente violenza.»

«Nessuna violenza,» conferma Loredana, leccandosi le labbra carnose dipinte di rosso ciliegia. «Vince chi fa godere l'altra. Solo piacere forzato, fino all'ultimo gemito.»

«Quindi Loredana,» chiarisco, avvicinandomi così tanto che posso sentire il suo profumo dolciastro misto a sudore eccitato,

«Vuoi che le due schiave si stuprino a vicenda e ognuna di loro deve opporre resistenza, giusto?»

«Esatto,» risponde, gli occhi lucidi di desiderio mentre si aggiusta sul divano, le cosce grasse che sfregano sotto la seta tesa.

«Voglio vedere quanti orgasmi riescono ad avere, ma senza essere consenzienti. Voglio vedere lacrime di piacere.»

Le regole sono chiare, perverse ma sicure come una gabbia dorata. Con movimenti lenti e teatrali, oriento le schiave una di fronte all'altra, i capezzoli turgidi quasi a contatto, pelle contro pelle, nude e bendate, corpi tremanti di stanchezza e desiderio represso che emana da loro come calore visibile.

«Avete sentito, mie dolci schiave,» sussurro vicino alle loro orecchie, facendo scorrere un'unghia lungo le loro schiene arcuate.

«Fate vedere come vi obbligate a vicenda a godere, fatemi vedere come vi stuprate e fatelo vedere a tutto il pubblico che vi divora con gli occhi.»

** MICHELA **

Sento Patrizia vicinissima, il suo respiro caldo e umido che si infrange come onde sul mio seno turgido, il mio corpo esausto trema come foglia al vento ma pulsante di impulsi elettrici irresistibili dalla figa ristretta dal plug metallico, bagnata di una vergogna eccitante che cola lungo le cosce tremanti.
Non posso perdere contro la mia dipendente – sarebbero anni di umiliazioni quotidiane in azienda se cedessi, ma una parte profonda e animale di me brama l'orgasmo violento, vuole arrendersi al piacere degradante come un'assetata nel deserto. I capezzoli si inturgidiscono come frutti maturi sui miei seni enormi e pesanti, sfiorando i suoi piccoli e duri come pietre.

«Si direbbe che questa lotta ti ecciti, capo... Se perdi, da domani in bagno ti userò come straccio per pulire le mie secrezioni,» ridacchia Patrizia, premendo il suo pube ossuto contro il mio ventre morbido. Sudo perle lucenti che scivolano tra le vallate del mio corpo, eccitata oltre ogni limite umano.

«Non perderò! Domani ti calpesterò nuda sotto la scrivania con i miei tacchi a spillo,» ribatto con voce rotta, ma il confronto mi bagna copiosamente tra le gambe come una fontana di lussuria.

Daniela mi spinge con mani ferme e fredde: «Fatti rispettare, schiava.» Cado tra le braccia muscolose di Patrizia, che mi immobilizza come una preda, mani callosa sul culo a muovere il plug maliziosamente in cerchi concentrici, dilatandomi l'apertura con spinte perverse che fanno schioccare i miei umori.

«Oh brutta troia viscida!!» protesto debolmente, ma il piacere mi invade come marea montante, ano che brucia e pulsa come un cuore impazzito.

** PATRIZIA **

Abbraccio Michela con ferocia vendicativa, le mie unghie affondano nella sua carne morbida mentre la giro verso il pubblico, esponendo la sua figa fradicia che luccica sotto le luci ambrate.
Da dietro, lavoro il clitoride gonfio e pulsante con movimenti circolari del pollice, sentendo la sua umidità calda colare tra le mie dita, mentre con l'altra mano torco i suoi capezzoli turgidi fino a farli diventare di un rosso violaceo, percependo ogni suo fremito di piacere involontario che la avvicina alla sconfitta.
La spingo con decisione verso le poltroncine di velluto cremisi, la sua figa gocciola succhi trasparenti che scendono lungo le cosce tremanti, lasciando una scia lucente sulla moquette. Il pubblico osserva rapito, pupille dilatate e respiri affannosi che riempiono la sala.

«Sto vincendo io, capo? Non combina proprio nulla.» la sfotto con voce roca e tagliente, dandole del lei per umiliarla di più, assaporando ogni sillaba come fosse cioccolato fondente sulla lingua. Lei scuote la testa, ciocche di capelli sudati le si appiccicano al viso arrossato: «M-mi lasci... per favore...» supplica con voce spezzata.

«Oh no, dottoressa, non potrei mai!» rispondo con un sorriso crudele che mi stiracchia le labbra. La costringo a mettersi carponi, le natiche tese e tremanti esposte all'aria, sfilo con un movimento fluido il plug metallico che esce con un suono umido, infilo due dita nel buchetto dilatato e arrossato, poi tre, sentendo i muscoli interni contrarsi attorno alle mie falangi, mentre signore dalla prima fila, eccitate e impazienti, le premono piedi sudati in faccia, obbligandola a leccare tra le dita, unghie smaltate di rosso che le graffiano la lingua e le labbra gonfie.
Con un colpo secco infilo tutta la mano nel suo culo, sentendo la resistenza iniziale cedere come cera fusa al calore. L'anello muscolare si dilata attorno al mio polso, pulsando e contraendosi in un abbraccio viscerale che mi accoglie come una promessa oscura finalmente mantenuta.
Con la mano libera, le sculaccio la carne morbida e tremante, sentendo il calore che si propaga sotto il mio palmo ad ogni colpo, come fuoco liquido che si espande in cerchi concentrici su uno stagno d'olio. Aumento gradualmente l'intensità fino a quando ogni schiaffo risuona nella sala come uno schiocco umido, simile al suono di un frutto maturo che si spacca sotto la pressione delle dita.
Le impronte rosse delle mie dita si sovrappongono come macchie di Barolo invecchiato sulla pelle alabastrina del suo culo da cagna in calore, creando un mosaico di dolore e piacere che pulsa al ritmo del suo cuore impazzito. Nel frattempo, il suo ano contratto pulsa ritmicamente intorno al mio polso, stringendolo in una morsa calda e viscida che mi fa sentire ogni sua contrazione involontaria, come un'onda sismica che attraversa le sue viscere.

Una signora dal volto arrossato dall'eccitazione, con rughe profonde attorno agli occhi truccati pesantemente di viola, si abbassa con movimenti felini, le sue unghie laccate di nero brillante che catturano la luce come artigli di pantera. Afferra i capezzoli gonfi di Michela - turgidi e violacei come ciliegie mature - tra pollice e indice inanellati d'oro, e li tira verso il basso con sadica lentezza, come se stesse accordando le corde di uno strumento perverso.

Le mammelle pesanti si allungano come gomma elastica sotto quella presa spietata, la pelle tesa e marmorizzata da venuzze bluastre che affiorano come fiumi su una mappa topografica, deformandosi in coni grotteschi fino quasi a sfiorare il pavimento di marmo nero lucido come ossidiana bagnata.

Michela emette un urlo acuto che riverbera contro le pareti prima di essere bruscamente interrotto quando il piede sudato di un'altra spettatrice - un'appendice ossuta con dita nodose e unghie laccate di rosso scarlatto simili a gocce di sangue rappreso - le invade la bocca spalancata, spingendosi fino a farle contrarre la gola in spasmi visibili.

La donna, con occhi lucidi di perverso piacere, pupille dilatate come pozzi d'inchiostro in cui galleggiano scintille dorate riflesse dalle luci soffuse, si volta verso di me leccandosi le labbra screpolate: «Mettici più impegno, biondina, a violentare questa lurida cagna! Voglio sentirla implorare attraverso il mio piede mentre le schiacci quella figa bagnata fino a farla squirtare come una fontana rotta!»

EPILOGO

Tredicesima parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 18 capitoli di passione non filtrata. Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.

La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie. Altri scrittori su A69 hanno narrato le sue storie, ma la mia Dama è sempre pronta a sperimentare e a trovare nuovi stimoli e pertanto ha deciso di darmi questa opportunità, non me ne vogliano male gli altri!

Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Potrebbe sembrare ugua
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.

La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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