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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap4#1


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
27.04.2026    |    15.725    |    3 7.0
"Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti..."
Natale perverso – Capitolo 4 – Relax meritato

Parte 1 di 6

*** DANIELA ***

È pomeriggio inoltrato quando Tatiana spalanca le tende con quel gesto teatrale che ormai conosco bene. La luce del sole alpino irrompe nella stanza come un riflettore crudele, illuminando i nostri corpi ancora segnati dalla notte di depravazione. Siamo distrutte, doloranti, con i buchi gonfi e i muscoli che protestano a ogni minimo movimento. Il letto è un campo di battaglia di lenzuola aggrovigliate, macchie di umori secchi e l’odore denso di sesso che ancora impregna l’aria e i nostri corpi.

Tatiana entra con un vassoio d’argento che riflette la luce del sole: caffè nero fumante in tazzine di porcellana bianca bordate d’oro e brioches dorate ancora calde, la cui fragranza di burro e vaniglia riempie la stanza. Il suo microabito da cameriera in raso nero con pizzi bianchi è già arrotolato sopra le natiche perfettamente tonde, rivelando il plug giallo large che cattura la luce mattutina e brilla come ambra liquida tra le sue natiche bianche come marmo di Carrara mentre si china con studiata lentezza per posare il vassoio.

«Buongiorno, signore,» dice con quel suo accento russo morbido e un po’ rauco che trasforma ogni parola in una carezza. Le sue labbra carnose, ancora gonfie dalla notte precedente, si incurvano in un sorriso complice.

«Siete state fantastiche ieri sera... quei vestiti osceni che mostravano ogni centimetro di pelle, i vostri culi perfetti che si muovevano al ritmo della musica, i plug che lampeggiavano come gioielli proibiti... sembravate due dee del sesso scese sulla terra. Claudia vi aspetta nella vasca idromassaggio sul terrazzo quando sarete pronte, l’acqua è già calda e profumata di oli essenziali.»

A malincuore ci alziamo dal letto sfatto, le lenzuola ancora umide di sudore e fluidi. Il mio corpo protesta con fitte acute tra le cosce e nella parte bassa della schiena, ma il pensiero di immergermi nell’acqua calda mi fa sorridere sadicamente. Facciamo una doccia veloce, l’acqua bollente che scivola tra i segni rossi dei morsi sulla pelle, accarezza i piercing d’acciaio che brillano sotto il getto e i tatuaggi dai colori vividi che decorano la nostra carne segnata, poi divoriamo la colazione in silenzio, ancora mezze addormentate, il sapore dolce della pasta sfoglia che si mescola all’amarezza del caffè nero.

Finita la colazione, rimettiamo i nostri plug anali con movimenti ormai rituali. Il mio rosso large scivola dentro con un suono umido e familiare, la sensazione di pienezza che mi fa inarcare la schiena. Quello di Michela – il mostruoso blu da 8,5 cm con le tre sfere progressive in acciaio ultra-levigate – è tutta un’altra storia. La vedo piegarsi sopra il letto, le gambe leggermente divaricate, i muscoli delle cosce che tremano per lo sforzo, mentre lo spinge dentro millimetro dopo millimetro con un gemito lungo e gutturale che riempie la stanza. Il suo orifizio, ancora arrossato dalla notte precedente, si allarga oscenamente intorno alle sfere progressive, la pelle tesa fino al limite, la gemma blu incastonata nella base che inizia subito a lampeggiare debolmente con un bagliore pulsante.
Il tatuaggio “PROPRIETÀ DI DANIELA” sulla sua schiena è perfettamente visibile tra le scapole sudate, con la freccia nera che punta dritta al plug come a dire “questo buco è mio e solo mio”.

Indossiamo le vestaglie di seta per me e bianca per Michela, così trasparenti che sembrano fatte di aria cristallizzata, lasciate deliberatamente aperte sul davanti. Sotto, siamo completamente nude. I seni pesanti di Michela oscillano liberi ad ogni movimento, i capezzoli turgidi ornati da quei vistosi anelli d’acciaio chirurgico da 4 cm che catturano la luce e tintinnano come campanelli pagani quando cammina. Calziamo gli zoccoletti in pelliccia di visone color crema, con tacchi a spillo cromati da 12 cm che ci costringono ad inclinare il bacino in avanti e ancheggiare in modo quasi caricaturale, esponendo i plug colorati che brillano tra le nostre natiche. Tatiana ci accompagna attraverso la grande casa, i suoi occhi che non smettono mai di accarezzarci, mentre il suono secco dei nostri tacchi riecheggia sul pavimento di marmo italiano venato d’oro, creando una sorta di oscena colonna sonora.

Arriviamo sul terrazzo di travertino bianco, abbagliante sotto il sole alpino. La vasca idromassaggio ottagonale di marmo nero è già fumante, un vortice di bollicine argentate che danzano sulla superficie turchese, emanando vapori profumati di eucalipto e lavanda. Claudia è immersa fino al petto, la pelle olivastra lucida di umidità, i suoi seni abbondanti che emergono come isole carnose tra le bolle iridescenti, i capezzoli color caramello turgidi e duri come piccoli sassolini levigati dal mare, ornati da sottili anelli d’oro che catturano la luce del mattino.

«Entrate,» dice Claudia con un sorriso pigro e soddisfatto, le labbra carnose che si incurvano lentamente mentre fa scorrere una mano bagnata lungo il collo bronzato.

«Dopo la maratona di ieri sera questo è il paradiso. Un’oretta qui dentro con questi getti pulsanti sulla pelle e sarete pronte a ricominciare stasera. Ma non con me...» aggiunge, socchiudendo gli occhi scuri mentre si solleva leggermente, l’acqua che scivola in rivoli lucenti tra i suoi seni. «Tutta la servitù sarà a vostra completa disposizione. Anastasia, Tatiana... chiunque vogliate. Usatele come vi pare.»

Entriamo nell’acqua calda che ci avvolge come un abbraccio liquido. Miriadi di bollicine argentate danzano sulla nostra pelle, massaggiando ogni centimetro dei nostri muscoli doloranti come dita effervescenti. Mi posiziono strategicamente sopra una delle potenti bocchette: il getto pulsante colpisce direttamente il mio clitoride già gonfio, facendomi sussultare. L’aria compressa solleva e separa le mie labbra intime color corallo, penetrando in profondità con un ritmo meccanico e implacabile che mi strappa brividi lungo la spina dorsale.
Michela si sistema poco distante, il suo corpo sinuoso che si contorce appena mentre trova la posizione perfetta. I suoi occhi si socchiudono in estasi, le lunghe ciglia proiettano ombre tremolanti sugli zigomi arrossati, la bocca carnosa che si schiude in un gemito silenzioso. Le bollicine tormentano il suo plug blu che pulsa tra le natiche come una gemma aliena, la base che lampeggia debolmente attraverso l’acqua cristallina ogni volta che i suoi muscoli interni si contraggono involontariamente.

Passa più di un’ora, la pelle delle dita ormai raggrinzita come prugne secche. Quando usciamo, l’acqua ci scivola addosso in rivoli luccicanti che tracciano percorsi sinuosi tra i seni e lungo le cosce tremanti. Anastasia ha lasciato grandi teli di spugna egiziana color avorio, spessi e morbidi come nuvole, ripiegati ordinatamente su una poltroncina di velluto bordeaux. Ci asciughiamo con studiata lentezza, esibendoci senza pudore: io e Claudia ci passiamo il telo sul seno e sul culo con gesti circolari, lenti e provocanti, premendo la stoffa tra le natiche umide, mentre Michela si piega in avanti con la schiena inarcata, per asciugarsi le gambe tornite, offrendo a tutte la vista perfetta del suo plug blu cobalto che lampeggia ritmicamente tra le natiche tatuate con motivi tribali e la scritta “PROPRIETÀ DI DANIELA” che risalta sulla pelle arrossata dall’acqua bollente.

Rimettiamo le vestaglie trasparenti, il tessuto di seta che scivola sulla pelle ancora umida come una carezza liquida. I nostri culi sono uno spettacolo di perversione geometrica: il mio con il plug rosso rubino che cattura la luce mattutina in bagliori cremisi, quello di Claudia con il cuoricino bianco perlato che pulsa delicatamente tra le sue natiche olivastre, e quello di Michela con il mostruoso plug blu cobalto che vibra piano, la base che riflette il sole come uno specchio osceno. I seni pesanti di Michela dondolano liberamente sotto il tessuto quasi invisibile, i capezzoli turgidi ornati da quegli anelli d’acciaio da 4 cm che tintinnano come campanellini pagani ad ogni respiro, mentre la sottile catenella d’argento all’ombelico oscilla ipnoticamente, accarezzando la sua figa gonfia e lucida ad ogni passo.

Entriamo in casa, i tacchi che risuonano sul pavimento di marmo lucido. Anastasia ci aspetta in sala, immobile come una statua di carne palpitante, gli occhi scuri già pieni di quel desiderio vorace che le fa dilatare le pupille fino a renderle due pozzi neri. Claudia le si avvicina con passo felino, le accarezza una guancia con le unghie laccate di rosso sangue e le dice con voce calda ma imperiosa, un sussurro roco che riempie la stanza come fumo denso:
«Stasera dopo cena ti voglio in camera mia. Avvisa anche Tatiana. Voglio provare quel nuovo strap-on che ho ordinato… quello con le vene in rilievo e le borchie cromate che brillano come stelle oscene.»

Io non resisto e dico ad alta voce, con tono impertinente, sentendo la seta della vestaglia che mi accarezza i capezzoli turgidi mentre mi muovo: «E a noi cosa resta? Solo le briciole?»

Claudia ride, una risata bassa e vibrante che le fa tremolare i seni sotto la vestaglia trasparente, voltandosi verso di me con un ghigno complice che le increspa le labbra carnose.

«Avete Abdul e Mahmoud a vostra completa disposizione,» sussurra Claudia, la voce roca come velluto graffiato. «Sono molto dotati, lo sapete. Quei 25 centimetri di carne scura, venata e pulsante... E stasera Michela dovrà prenderli tutti e due contemporaneamente... proprio in quel buco enorme che si ritrova.»

Guardo Michela che arrossisce ma sorride, le pupille dilatate fino a inghiottire quasi completamente l’iride verde-acqua, il respiro che accelera facendo oscillare leggermente gli anelli d’acciaio ai capezzoli. Una goccia lucida le scivola lungo l’interno coscia, catturando la luce come un diamante liquido.

*** NOTE ***

---CAPITOLO 4: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi tre!)---

Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!

---La Musa e lo Scrittore---

Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.

---A Voi la Mossa---

Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...

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