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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#2


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.09.2025    |    13.735    |    2 9.5
"Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie..."
DANIELA


Il silenzio irreale cala sulla sala come un velo di tensione erotica, e io entro con passo deciso, i miei stivali alti neri lucidi che cliccano sul pavimento con autorità sensuale, tacchi alti e zeppa anteriore che mi fanno torreggiare, la punta sottile e affilata che urla pericolo e desiderio.
Sono Daniela, la Padrona, capelli biondissimi quasi bianchi e corti che incorniciano il mio viso dominante, bustino in latex nero lucido e aderente che modella le mie curve, sostenuto da stecche fini che reggono le coppe nere, evidenziando i seni con capezzoli appuntiti e duri.
Non porto intimo, le grandi labbra esposte con anelli che le allungano, mettendole in evidenza oscena, e nel mio buchetto il plug rosso di grandi dimensioni, luminoso, che preme con una pienezza devastante, mandandomi formicolii continui dal culo al clitoride, eccitandomi mentre cammino.

Porto due collarini con guinzagli, salutando il pubblico con un gesto noncurante – sono qui per comandare, per possedere, non per piacere a loro.
Vedo le mie schiave: Michela in ginocchio, Patrizia che la domina con arroganza. Una rabbia calda mi invade, mista a eccitazione – Michela è mia, cazzo, la mia schiava da tormentare.

Afferro Patrizia per i capelli biondi, tirando forte, un dolore acuto che la fa sobbalzare, il suo scalpo che brucia sotto la mia presa.

«Cosa credi di fare? Devo ricordarti chi è la padrona? Michela è la mia schiava, non la tua. Tu esegui solo i miei ordini. Chiaro?»

«Sì, Padrona...» mormora Patrizia, inginocchiandosi spontaneamente, il corpo che trema, la figa bagnata visibile tra le cosce.

Mani sui fianchi, osservo soddisfatta: le mie due donne sottomesse, in ginocchio, pendono dalle mie labbra, i loro corpi nudi che fremono per me.
Applico i collarini al loro collo con calma estrema, il cuoio freddo che stringe la pelle, un simbolo di possesso che mi fa pulsare il clitoride, poi do un leggero strattone ai guinzagli, sentendole cedere.
Cammino verso il pubblico, tirandole a quattro zampe come cagne obbedienti, i loro culi esposti, plug che sporgono.

«Sculettate,» ordino, voce senza replica, il mio plug rosso che preme con ogni passo, mandandomi ondate di piacere.

Il pubblico è ipnotizzato: Patrizia più normale, seno piccolo che sfiora il pavimento, sedere medio di una trentacinquenne, plug azzurro piccolo che la imbarazza da morire, la fighetta depilata esposta, bagnata per l'umiliazione.

Michela, bendata, in estremo imbarazzo, sa che la conoscono, basiti a vederla gattonare umiliata, il plug verde di media dimensione che le dilata il buchetto oltre l'abitudine, mandandole stimoli devastanti in tutto il corpo, gocciolando tra le cosce mentre ancheggia, il seno giunonico che penzola dolente dopo i graffi di Patrizia, sfregando i capezzoli turgidi contro l'aria.

«Bene, signore e signori! Siete numerosi, e questo ci fa piacere,» esordisco rivolta alla platea, la voce alta e dominante, il bustino che stringe i seni, i piercing sui capezzoli che mi trasmettono un freddo elettrizzante, ora me li fanno pulsare.

«Ora io e le mie schiave giocheremo un po', mentre verrà fatta un'estrazione fra i vostri ticket, grazie alla quale dieci di voi, donne, solo donne, potranno punire le nostre due schiave indisciplinate... vi presento Michela e Patrizia!»

Il pubblico applaude e rumoreggia, qualche uomo protesta sottovoce per l'esclusione, ma sono le regole – mie regole, prendere o lasciare.

«Chiarite le disposizioni del gioco di oggi, seguitemi nella camera delle torture!» ordino, dando una tirata ai guinzagli, sentendo le schiave cedere docilmente.

Le tiro, gattonano dietro di me, i plug di diverso colore sporgenti dai buchetti, visibili a tutti – per fortuna bendate, non vedono la gogna medioevale, la croce in legno, l'altalena ginecologica che costringe cosce spalancate, sesso esposto.

La proprietaria ammira la mia maestria mentre afferro i capelli di Patrizia, sollevandola da terra, trascinandola alla gogna, il suo scalpo che brucia, il corpo che trema.

«Vieni, cagna,» la insulto, voce bassa e velenosa.

Fisso immediatamente la testa e i polsi nel legno, bloccandoli con la chiusura, il culo completamente esposto ai miei desideri e alla vista del pubblico.
Il panico la invade, inerme e nuova, ma l'eccitazione la tradisce, il respiro accelerato, la figa che gocciola.
Con un cenno della testa, indico alla proprietaria la croce. Lei capisce, collabora: prende Michela da carponi, l'aiuta a alzarsi, poi la afferra per un capezzolo, torcendolo forte, un dolore acuto che la fa gemere, tirandola verso la croce senza rispetto, bloccandola per polsi e caviglie.

«Cosa vuoi... farmi...» chiede Michela, voce preoccupata ma eccitata, il corpo teso.

«Zitta, schiava,» la umilia la proprietaria, senza degnarla.

Prendo il centro della scena, avvicinandomi alla gogna di Patrizia, il mio strap-on doppio pronto, ma prima il preliminare.

«Eccomi, schiava... stai per provare un nuovo tipo di piacere...» dico, voce sensuale.

«La prego, Padrona... non mi faccia male...» supplica, il corpo che trema.

«Il piacere supererà ogni tipo di dolore,» sorrido, sfilando il piccolo plug dal suo ano, un gemito di sorpresa che le sfugge, il buchetto che si contrae vuoto.

Mi avvicino a Michela legata, i tacchi che risuonano sul pavimento come un battito cardiaco accelerato. Tengo il plug ancora caldo e umido tra pollice e indice, la superficie lucida che riflette le luci rosse della stanza. Lo premo contro le sue labbra carnose: «Apri le labbra, schiava.»

Michela rimane pietrificata, spingo il plug ancora di più sulla sua bocca. Posso sentire l’odore della sua eccitazione. Anche il plug profuma, ma di Patrizia.

«Ho detto apri, troia,» insisto, premendo più forte.

Con un gemito soffocato, Michela apre le labbra, accogliendo il plug nella bocca. Il sapore salato e muschiato la invade, facendola arrossire sotto la benda per l'umiliazione di assaporare l'intimità di Patrizia, mentre la consistenza liscia e fredda dell'oggetto scivola sulla sua lingua.

«Succhialo bene,» ordino, ruotando lentamente il plug. «Puliscilo con la lingua, schiava. Assapora il gusto della tua collega.»

Il pubblico trattenne il respiro, il silenzio interrotto solo dai suoni umidi della bocca di Michela. Noto un’ espressione strana sul viso di Michela. Un misto di eccitazione, vergogna, sottomissione e grande desiderio.
Obbedisce, brucia di vergogna e desiderio, la lingua scivola attorno all'oggetto, consapevole che decine di occhi la stanno fissando in quel momento di totale sottomissione.
Mi godo lo spettacolo per alcuni istanti, poi estraggo il plug con un movimento fluido.

«Brava puttana,» sussurro, accarezzandole i capelli con falsa dolcezza.

Mi volto verso Patrizia, immobilizzata nella gogna, il corpo che trema in attesa.

«Ora, mia cara assistente,» dico con voce morbida ma minacciosa, «è il momento di imparare cosa succede a chi tocca ciò che è mio e non rispetta gli ordini impartiti.»

Mi posiziono dietro Patrizia, indossando con movimenti lenti e studiati un doppio strap-on. La cinghia di cuoio nero stringe attorno ai miei fianchi, il dildo interno scivola dentro di me con facilità, stimolando il mio clitoride già gonfio, mentre quello più grande si erge minaccioso, pronto a penetrare Patrizia.
Il plug che ho nel culo fa subito amicizia con il grosso dildo in fica, vibro alla sensazione un gemito mi nasce dal profondo.
Fisso con ingordigia quel buco orfano del plug che pulsa come una bocca affamata, la pelle arrossata attorno all'apertura che sembra implorare di essere riempita, anche se Patrizia non è ancora pronta per ciò che verrà.

«È la prima volta qua dietro, vero cagnetta?» sussurro con voce roca, massaggiandole la zona intorno al buchetto con movimenti circolari e ipnotici. Passo le dita lungo la circonferenza rosa inviolata, sentendola fremere sotto il mio tocco, la pelle calda e tesa che si contrae al minimo contatto.

«S-sì... ho un po' di paura...» balbetta, tesa ed emozionata, il corpo che si inarca involontariamente contro le mie dita, tradendo il suo desiderio nascosto dietro la paura.
La penetro con lo strap-on nero lucido, entrando lenta nel suo culo vergine, millimetro dopo millimetro, osservando la carne che si allarga attorno al silicone, il suo fiato che si mozza in un singhiozzo acuto.

La pienezza invadente la fa ansimare, piccole gocce di sudore che le imperlano la schiena arcuata. Mi muovo avanti e indietro, prima piano per farla abituare, sentendo i suoi muscoli stringere e pulsare attorno allo strap-on come una morsa calda e vellutata, poi accelero con ritmo sostenuto, penetrando senza sosta, il mio clitoride gonfio stimolato dalla parte interna dello strap-on, ondate di piacere elettrico che mi risalgono dalla vagina fino alla spina dorsale, facendomi gemere profondamente.

E’ una sensazione devastante e meravigliosa. Mi concentro per non urlare di piacere. Il plug nel mio culo preme ogni volta che affondo dentro Patrizia. Mi accorgo che il mio nettare cola lentamente a terra e si congiunge a quello della mia schiava mischiandosi agli odori di sudore, lattice e sesso.
Ogni singolo schiocco di bacino trasmette una scossa elettrica dal dildo interno al mio clitoride, e la vista del sedere di Patrizia che si arrossa e si dilata, sempre più docile sotto la spinta, accende in me una sensazione di potere immensa.
Sul volto di Patrizia, striato di lacrime e sudore, l’espressione è di dolore, ma anche di incredula voglia, il corpo lotta fra il panico di essere violata così brutalmente e la libidine nuova che monta a ogni colpo.

Gemiti e piccoli urli si alzano dalla sua gola, tutto il pubblico trattiene il fiato. Il potere di dominare e conquistare questa troia mi fa tremare di orgoglio e desiderio. Aumento il ritmo, affondando con colpi lenti e improvvisi, poi rapide sequenze che fanno ballare la carne di Patrizia contro il legno della gogna.
Con una mano la afferro per il collo, stringendo quanto basta per privarla quasi dell’aria, e con la bocca le bisbigliò all’orecchio insulti e promesse: «Se piangi, ti scopo più forte. Se urli, ti metto in mostra a tutti. Sei solo una troia di servizio, lo capisci?»

Michela, ammanettata alla croce, sente gli ansiti: "Cosa le sta... facendo Padrona?" chiede, voce eccitata.

La proprietaria del club la zittisce torcendole un capezzolo, un gemito di dolore che echeggia.

EPILOGO

Seconda parte della punizione - un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 14 capitoli di passione non filtrata. Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda. Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste - quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.

Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione. La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.


Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento? Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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