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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap3#3
giorgal73
06.04.2026 |
16.540 |
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"Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo..."
Natale perverso capitolo 3 - la cenaPARTE 3
*** DANIELA ***
Terminiamo il dolce. Mi alzo lentamente, il vestito beige trasparente che lascia vedere tutto il mio corpo e il plug rosso large. Faccio un cenno a tutti. «Claudia, andiamo in sala vicino al camino. Voglio complimentarmi con te per tutti quei giocattolini sexy che ho visto sul tavolo. Non ti sei fatta mancare proprio nulla: strap-on di tutte le dimensioni, dildo giganti, frustini lunghi e sottili, manette in pelle nera, pinze… è un vero paradiso per una sadica come me. Hai preparato tutto alla perfezione per questa serata di depravazione pura.»
Prendo un bicchiere, lo sollevo all’altezza della fronte e fisso Claudia con lo sguardo rapace. «Siamo nate giuste, lo sai?» le dico, il bicchiere che vibra appena nei miei nervi accesi. «Non ci sono molte di noi in giro.» Claudia ghigna e fissa la mousse come se potesse ribaltare la ciotola senza toccarla.
«Ne bastano due per mandare il mondo a gambe all’aria,» sibila. Poi mette la mano sulla coscia di Vanessa, affonda le dita con un’avidità che sembra volerle scorticare la seta dal corpo. Intanto Pierre e Luigino si girano l’uno verso l’altro, visibilmente eccitati e un po’ impacciati come ragazzi in fila per la confessione.
Le luci basse della sala lounge accendono il camino di riflessi ramati. Due quadri di arte povera alle pareti, divani bassi che odorano di pelle nuova e l’inconfondibile sentore di legna e resina, lo spazio diventa il tempio del nostro rito privato. Faccio avanzare Michela davanti a me, la costringo a stare ferma a un palmo dalla vampa del fuoco. Il calore le arrossa le cosce, il plug blu sembra liquefarsi nell’incandescenza e la scritta “PROPRIETÀ DI DANIELA” si inumidisce di sudore. La lascio lì, esposta alla prospettiva di tutti, poi le giro attorno con lentezza predatoria.
Anastasia si presenta subito con il vassoio, mani tremanti: calici colmi, e un piatto che sembra solo un pretesto per avvicinarsi ancora al regno del peccato. «Vuole altro ghiaccio, signora?» domanda, la voce appena percettibile.
«No, ma voglio che resti in piedi. Ben visibile,» le ordino. Spalanco le palpebre e la guardo stringere appena le gambe: il plug giallo le pulsa tra le natiche e le mani danzano inutili ai bordi dell’abito sintetico. La posizione la imbarazza senza pietà. Claudia si gode lo spettacolo, ne sono certa.
Mi avvicino lentamente a Michela, la mia schiava perfetta, con il passo autoritario e dominante che fa tintinnare i suoi piercing a ogni mio movimento. La prendo per il colletto del suo vestito minuscolo e trasparente, stringendolo con forza tra le dita, e la piego brutalmente in avanti fino a incastrarle il viso a soli dieci centimetri dalla bocca del camino acceso. Il calore delle fiamme le lambisce la pelle tatuata, dilatandole i pori, facendole sudare immediatamente la fronte che si appoggia contro la pietra calda.
Sento il suo respiro accelerato, vedo il suo corpo tremare - vulnerabile e invincibile allo stesso tempo, marchiata come mia proprietà eterna. Il tatuaggio “PROPRIETÀ DI DANIELA” sulla sua schiena è perfettamente visibile, con la freccia nera che punta dritta al suo buco dilatato dal plug blu mostruoso da 8,5 cm, che lampeggia e vibra forte tra le natiche tonde e sode. Passo dietro di lei, faccio scivolare la lingua calda e umida sul suo collo sudato, percorrendolo con due dita che stringono piano la gola fino a sentire il suo respiro mozzarsi in un gemito strozzato. La sua fronte bagnata scivola contro la parete di pietra rovente, lasciando una traccia lucida di sudore.
Voglio che capisca, qui davanti a tutti, che il suo ruolo ora è solo quello di essere umiliata, esposta, rianimata in pubblico come la troia tatuata e decorata con innumerevoli piercing che è diventata. I suoi capezzoli color fragola con gli anelli enormi da 4 cm pendono pesanti, tintinnando, mentre la figa gonfia con i dilatatori da 26 mm sulle grandi labbra e gli anelli da 4 cm che pendono oscenamente gocciola umori caldi sul pavimento. Il piercing alla barretta sul clitoride da 6 mm la tiene in eterno calore, e la catenella all’ombelico con la gemma rossa accarezza le sue labbra dilatate a ogni tremito.
Mi giro verso Claudia, la guardo dritta negli occhi con il mio sorriso sadico e autoritario, e le chiedo con voce bassa e imperiosa: «Ti eccita ciò che sto facendo alla mia schiava, Claudia? Vedere come la piego e la umilio davanti a tutti, esponendo ogni suo piercing utile alla sottomissione?» Claudia sorride, ma io continuo senza aspettare risposta: «Il tuo culo e quello di Vanessa saranno miei stasera, in ricordo dei vecchi tempi. Ti ricordi quando eri la mia schiava personale, vero? Quando ti sfondavo senza pietà ogni notte?» Claudia sorride con uno sguardo complice, come risposta, ricordando quei tempi passati in cui era mia, completamente sottomessa. Poi, rivolgendosi direttamente a Michela con tono crudele, dice: «Spogliati, troia. Fai una sfilata per noi. Vogliamo vedere il tuo corpo nudo e ammirare tutte le tue marcature oscene.»
*** MICHELA ***
Obbedisco immediatamente alla Padrona e a Claudia, la schiava perfetta che sono diventata. Il vestito nero trasparente scivola sul tappeto con un fruscio leggero, lasciandomi completamente nuda davanti a tutti - Pierre, Luigino, Vanessa, Claudia e la Padrona Daniela. Il calore del camino mi brucia la pelle, facendo luccicare i tatuaggi: il viso della Padrona inciso sul mio seno destro come un marchio di possesso eterno. Inizio a passeggiare avanti e indietro sul tappeto, ancheggiando in modo sempre più osceno ed esagerato, spingendo il culo tatuato all’indietro a ogni passo per mostrare il plug blu da 8,5 cm che lampeggia e vibra forte, dilatandomi senza pietà. La catenella all’ombelico lunga 10 cm con la gemma rossa accarezza la mia figa gocciolante a ogni movimento, sfiorando la barretta sul clitoride che mi fa pulsare di piacere umiliante.
Sembro una cortigiana in un harem, esposta e disponibile, tutti mi ammirano con occhi famelici - Pierre e Luigino ipnotizzati dal mio plug che vibra, Vanessa che si morde le labbra, Claudia che commenta ad alta voce quanto sia una puttana marchiata. Voglio che mi tocchino, che tirino i miei anelli, che mi umilino pubblicamente, ma la Padrona e Claudia mi guardano con dominio assoluto. Mi fermo, apro le gambe al massimo, piego le ginocchia e spingo il culo verso di loro, facendo lampeggiare il plug blu più forte, lasciando che vedano ogni dettaglio della mia voragine dilatata e dei piercing che mi rendono utile solo per la sottomissione.
*** DANIELA ***
Guardo Michela sfilare nuda come la troia che è, il suo corpo un’opera d’arte di perversione - tatuaggi che urlano la mia proprietà, piercing che servono solo a tirare, dilatare e umiliare. Claudia dice con voce autoritaria: «Ora basta, siediti tra le mie cosce. Leccami la figa e il culo con quella lingua che sai usare sapientemente.» Claudia si spoglia lentamente davanti a tutti, sotto l’abito è completamente nuda, si sfila il plug large a forma di cuoricino bianco con un suono viscido e osceno, esponendo il suo buco dilatato e la figa già lucida. Si siede sulla poltrona con le gambe spalancate, appoggiandole sui braccioli in una posa oscena e invitante, la figa depilata e il culo aperti per la mia schiava.
Michela si inginocchia obbediente, gattonando con il culo in mostra verso di lei, il plug blu che lampeggia e vibra forte tra le natiche tatuate, i suoi buchi già dilatati e gocciolanti al pensiero di ciò che l’aspetta. Si avvicina, il viso tra le cosce di Claudia, e inizia a leccare - prima lentamente, con la lingua piatta che accarezza le grandi labbra, poi sempre più avidamente, spingendo la gemma blu del piercing al centro della lingua sempre più profondamente nella figa calda e bagnata di Claudia.
La lecca con maestria, succhiando il clitoride, infilando la lingua nel buco del culo, facendola gemere forte mentre i suoi umori colano sul viso di Michela. Io mi godo lo spettacolo esibizionista, ordinando a Michela di alzare di più il culo mentre lecca, così che Pierre e Luigino possano ammirare il plug blu che vibra ora a velocità massima.
Tatiana e Anastasia, con i loro corpi prima coperti da un inutile vestitino e ora nudi e lucidi di sudore, si posizionano come guardiane ai lati di Claudia. I loro seni, adorni di piercing scintillanti, pendono pesanti a pochi centimetri dal viso di lei. Claudia, con un sorriso malefico , allunga entrambe le mani contemporaneamente e afferra i loro capezzoli turgidi tra pollice e indice, stringendoli con forza calcolata fino a farli arrossare e indurire ancora di più sotto la sua presa implacabile.
Io fisso la scena, il calice abbandonato tra le dita, e sento il tempo ribaltarsi.
La camera si riempie dello sfrigolio del camino e dei gemiti scivolosi di Tatiana e Anastasia che ansimano sotto la stretta di Claudia. Michelina - così, nella mia mente, la chiamo nella versione più umiliante possibile - lavora a bocca piena tra le gambe di Claudia, la faccia già una maschera di succhi umani, mentre la gemma del suo plug blu pulsa insieme alla lingua ed elettrizza l’aria come una dinamo. Non c’è bisogno che io apra bocca: l’odore del sesso si propaga come zolfo in primavera; si avvertono le scosse anche a distanza, il modo in cui ogni respiro è una richiesta d’aiuto o una preghiera di non fermarsi mai più.
Claudia stritola i capezzoli delle cameriere, li ruota come manopole di una vecchia radio per sintonizzare la latenza del loro dolore e piacere. Tatiana geme, la voce acuta che smuove il cane steso tra il tappeto e il fuoco; Rocky scatta in piedi, mi lecca una coscia nuda lasciando un bacio gelido che mi fa sobbalzare per l’improvviso cambio di temperatura.
Dalla bocca di Michela colano bave e residui di orgasmo: la sua lingua guizza fuori e si avventura ancora più in fondo, spinta dal ritmo che io regolo da lontano col telecomando del suo plug. Faccio scattare la vibrazione sul livello massimo: lei ha un sussulto, quasi urla nella figa di Claudia, e la camera si popola di applausi silenziosi. Pierre e Luigino ammutoliscono, e li vedo manipolare entrambi, senza decenza, i loro cazzi ormai rigonfi e in guerra con i pantaloni.
Non mi sfugge il dettaglio: Luigino, seduto scomposto, si tocca sopra la stoffa e il cazzo traccia una linea netta, tesa verso la schiena di Michela. Pierre - che un’ora fa sosteneva scherzosamente la sublime inutilità del sesso femminile - ora suda e si morde le nocche mentre osserva la scena. Si passano uno sguardo complice, né troppo gay, né affatto etero. È la fame di essere travolti, di cambiare faccia e nome ogni volta che una donna lo ordina.
Alzo la voce, scandendo le parole come schiaffi nel silenzio: “Avvicinatevi.” Pierre molla la presa sul bicchiere, si slaccia il primo bottone della camicia, e gli occhi gli lampeggiano di aspettativa. Si inginocchia dietro Michela, che ancora lavora con la bocca tra le cosce di Claudia, e le infila senza esitazione due dita tra le natiche, tastando il plug blu.
Parte 3 di 9
*** NOTE ***
---CAPITOLO 3: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi due!)---
Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!
---La Musa e lo Scrittore---
Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.
---A Voi la Mossa---
Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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