bdsm
Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap2#1
giorgal73
23.03.2026 |
16.898 |
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"La sua voce, bassa e roca, risuona nella stanza silenziosa mentre la freccia cremisi punta impietosamente verso il mio orifizio pulsante..."
*** DANIELA ***Il sole invade la stanza come un predatore assetato, riversando la sua luce accecante sulla neve immacolata fuori, trasformando Cortina in un'arena di cristallo tagliente. Tatiana spalanca le tende con un gesto brutale, il tessuto che fruscia come una frusta, e i suoi occhi si posano su di noi con fame vorace. Indossa quel microabito da cameriera che è poco più di un velo osceno, lasciando intravedere i suoi capezzoli eretti e il plug giallo large che le dilata il culo come un trofeo sadico. Mi stiracchio sul letto, la seta delle lenzuola che accarezza la mia pelle nuda, mentre il mio plug rosso vibra piano dentro di me, un costante promemoria del mio dominio assoluto.
«Buongiorno, signore,» ronfa Tatiana con quell'accento russo che suona come un invito a spezzarla.
«È una giornata perfetta per... giocare.»
I suoi occhi saettano su Michela, ancora addormentata, il corpo esposto con i tatuaggi che urlano la sua sottomissione: il mio viso inciso sul seno destro come un marchio di possesso eterno, "SLAVE" sul basso ventre che grida la sua natura di puttana, e sulla schiena "PROPRIETÀ DI DANIELA" con la freccia nera che punta dritta al suo buco dilatato, pronto per essere violato.
«Prepara la doccia, Tatiana,» ordino, la voce tagliente come un coltello.
«E dopo, aiuterai a preparare la mia schiava. Deve essere dilatata e umiliata fin dal mattino.»
*** MICHELA ***
Mi sveglio di colpo al suono delle tende che si aprono violentemente, la luce solare che mi trafigge gli occhi come aghi roventi, facendomi gemere di disagio. Il mio corpo è un tempio profanato: i capezzoli dilatati a 4 mm con anelli da 4 cm che tirano la carne come catene crudeli, la barretta sul clitoride con sfere da 6 mm che mi tiene in eterna eccitazione, facendomi pulsare come una cagna in calore perpetuo, e i dilatatori da 26 mm sulle grandi labbra che le allungano oscenamente, pendenti e pesanti, tintinnanti a ogni movimento come campanelli da schiava, lasciando intravedere la carne rosa e bagnata all'interno.
Daniela è già in piedi, nuda come una dea crudele, i capelli che le incorniciano il viso perfetto, i capezzoli eretti come punte di lancia. La sua presenza dominante mi fa bagnare all'istante, un rivolo caldo che scende lungo l'interno coscia. Tatiana, con quel suo microabito nero che le scopre metà natiche, mi fissa con uno sguardo felino, predatorio, che mi fa sentire come un coniglio tremante.
Facciamo la doccia insieme nell'enorme box in marmo nero, l'acqua bollente a 45 gradi che investe i miei piercing d'acciaio, strappandomi gemiti gutturali di dolore misto a piacere mentre Daniela mi insapona con mani possessive, le unghie laccate di rosso sangue che lasciano scie scarlatte sulla pelle marchiata, ricordandomi che ogni centimetro del mio corpo è sua proprietà esclusiva. Torniamo in camera, stillanti e tremanti, gocce d'acqua che scivolano tra i nostri seni, e Tatiana è lì, ipnotizzata dal mio mostruoso plug blu cobalto da 8,5 cm sul comodino di cristallo, le tre sfere progressive – da 4, 6 e 8,5 centimetri – che brillano sotto la luce mattutina come un'arma di tortura medievale, pronte a sfondarmi fino all'anima.
*** DANIELA ***
Tatiana fissa il plug cobalto con occhi dilatati, stupiti ed eccitati, le pupille nere che divorano l’iride come pozzi d’ossidiana liquida. Le sue labbra carnose, umide di saliva e lucide come ciliegie mature, si schiudono lentamente in un sussurro rauco che graffia l’aria: «Lo usa la tua schiava, vero? Quel mostro di acciaio... deve farla urlare fino a lacerarsi la gola.» Io sorrido sadicamente, le mie dita affusolate accarezzano il telecomando nero prima di premere il pulsante centrale con un’unghia. Il dispositivo emette un click secco seguito da un ronzio basso che fa vibrare l’aria tra noi come un’invisibile corda di violoncello tesa all’estremo.
«Certamente.»
Un sorriso crudele mi increspa le labbra mentre accarezzo la guancia di Tatiana.
«Vuoi aiutarla a infilarlo? Non essere tenera - voglio vedere quelle sfere sparire una dopo l’altra nel suo buco senza fondo. Sii brutale, spingi con tutta la forza delle tue braccia fino a farla urlare. È quello che merita una troia come lei.»
Lei annuisce, le guance arrossate come petali di rosa bagnati di rugiada, gli occhi lucidi di eccitazione animale. Ordino a Michela di piegarsi in avanti, le natiche perfettamente rotonde che si separano come un frutto maturo, esponendo il tatuaggio sulla schiena color avorio – “PROPRIETÀ DI DANIELA” scritto in caratteri gotici nero corvino, con una freccia cremisi che punta verso il suo orifizio rosa e pulsante, già dilatato dalle precedenti torture.
Tatiana lo legge ad alta voce, ogni sillaba che gocciola dalla sua lingua come veleno dolce, ridendo con una crudeltà che fa vibrare l’aria tra noi. Le sue dita affusolate afferrano il plug blu cobalto, accarezzandone la superficie liscia e fredda con una dolcezza quasi materna. La fermo con un ringhio che sale dalle profondità del mio petto: «Non con dolcezza, puttana. Brutalmente! Spingilo dentro come se volessi squarciarla in due, fino all’anima. Michela lo brama così – dolore lancinante che si trasforma in estasi liquida.»
Tatiana esita un istante, stupita dalla mia ferocia. Ma obbedisce: afferra il plug con dita tremanti e lo spinge con violenza selvaggia. Le tre sfere – 4, 6, 8,5 centimetri – scompaiono una dopo l’altra in un affondo brutale, l’acciaio lucido che sparisce tra i glutei sodi di Michela, dilatando il suo orifizio rosato fino a renderlo una voragine pulsante. Michela urla come un animale ferito, la schiena inarcata, i capelli castani incollati al collo madido di sudore.
Premo il pulsante centrale del telecomando nero: vibrazioni intense a sette livelli e lampeggi blu elettrico illuminano la sua carne dall’interno, facendola contorcere come una serpe trafitto. Porgo il telecomando a Tatiana: «Gioca con lei. Scopri ogni funzione – la rotazione, la pulsazione progressiva, il ritmo sincopato – falla implorare fino a che la sua voce non si spezza.»
*** MICHELA ***
Mi piego obbediente in avanti, schiena inarcata e glutei tesi, esponendo il tatuaggio che attraversa la mia pelle pallida come un marchio di infamia permanente. Tatiana si avvicina, il suo respiro caldo mi solletica la nuca mentre le sue labbra carnose scandiscono ogni sillaba di “PROPRIETÀ DI DANIELA” con un ghigno che mi umilia fino al midollo. La sua voce, bassa e roca, risuona nella stanza silenziosa mentre la freccia cremisi punta impietosamente verso il mio orifizio pulsante. Sento un rivolo di umori caldi colarmi lungo l’interno coscia, tracciando un sentiero lucido sulla pelle tremante.
Poi, su ordine di Daniela, spinge il plug con brutalità animale: le tre sfere entrano di schianto una dopo l’altra, ogni centimetro che dilata i tessuti oltre il limite naturale, un dolore lancinante che mi fa urlare con voce rotta come se mi stessero strappando l’anima dal corpo attraverso la carne lacerata, ma che si fonde istantaneamente in un piacere perverso che mi fa bagnare copiosamente fino a sentire rivoli caldi scivolare lungo l’interno coscia.
Il plug vibra e lampeggia con luce blu elettrica che filtra attraverso la mia pelle, e Tatiana armeggia con il telecomando nero lucido, le sue unghie premono pulsanti con sadica curiosità fino a trovare la velocità massima: vibrazioni violente mi scuotono le viscere come scosse elettriche, il buco che pulsa come impazzito attorno al metallo freddo, la figa gonfia e arrossata che squirta in fiotti caldi e densi, formando un laghetto osceno ai miei piedi che si allarga sul marmo nero. La guardo, ansimando e tremando: «Sei pazza, cazzo... ma non fermarti, continua a torturarmi!»
Tatiana, con un sorriso diabolico, afferra i miei anelli ai capezzoli e li tira con forza brutale, strappandomi la carne dilatata: urlo di agonia estatica, «Sei una stronza sadica, ma non fermarti, tira più forte, spaccameli, fammi sanguinare!» Il dolore esplode in orgasmo, il corpo che convulsa in una porcaggine assoluta.
Tatiana non si limita a strappare: torce gli anelli verso l’alto e li fa girare sulle punte delle dita come medaglie d’infamia, storcendo il capezzolo fino a portare le lacrime agli occhi, poi lo rilascia appena, lasciando che il sangue inondi la carne prima di ripetere il gesto sull’altro capezzolo, trovando con perversione millimetrica il punto dove dolore e piacere diventano un unico lampo bianco. Sotto, le sue dita mi scivolano tra le cosce bagnate, trova il clitoride incastonando subito la barretta sotto il cappuccio, la tira come se volesse strapparlo via, e lì il dolore diventa così acuto che la testa mi si azzera e la voce mi esplode in un urlo più bestiale che umano, un suono che si infrange e rimbalza tra le mura della camera da letto. I lampi blu del plug mi entrano in gola come flash di violenza visiva, mi sembra quasi di vedere la mia stessa umiliazione riflessa sulle pareti di marmo nero, e sento che sto per perdere conoscenza dal troppo orgasmo, ma Tatiana non si placa: mi infila la lingua nell’orecchio sussurrando, «Sei proprio una Troia! Vedo come godi e come aneli sempre di più l’orgasmo.»
Parte 1 di 6 - Continua
*** NOTE ***
QUESTO è IL SECONDO CAPITOLO, se non hai letto il primo, ti consiglio di farlo. Cronologicamente, si inserisce alla perfezione dopo le avventure già descritte. Mi immergo nel 1999, un'epoca con un contesto sociale ben diverso dall'oggi, forse più audace e decadente. Considera che, più di un semplice racconto, questa avventura si trasforma in un vero e proprio romanzo completo: non aspettarti una narrazione breve, tutt'altro...
Questi racconti nascono dalle confessioni settimanali di una cara amica; non sono solo carne e dolore, ma amore che si fa supplizio. Non sono io la Padrona né la schiava: scrivo solo per accendere le vostre fantasie, la mia vita è lontana da queste catene. Ringrazio i messaggi, resto fedele ai miei desideri diversi, ma chi sa davvero stupirmi troverà sempre una porta socchiusa: continuate a scrivermi proposte indecenti, purché affini al mio profilo.
La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.
Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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