Lui & Lei
Cambridge #9 - Gita al Kioto Garden
giorgal73
15.09.2025 |
10.633 |
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"Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità..."
Un’altra settimana passò tra lezioni di inglese e serate divertenti e soprattutto tanto sesso. Stefania, ormai mi aveva adottato come suo schiavetto, ogni volta che aveva un certo prurito mi chiamava e mi usava come sua valvola di sfogo. Elena amava tantissimo condividere il suo corpo con me e Stefania, mentre Vanessa era quella più tranquilla e preferiva avere incontri più classici, insomma era la meno perversa, ma la più romantica. I weekend eravamo completamente liberi, non c’erano le lezioni e potevamo andare alle gite organizzate dal college. Una di queste gite fu al Kioto Garden.Il sole brillava alto nel cielo, e l'aria era fresca e profumata di fiori in piena fioritura.
Arrivati al giardino, il gruppo si disperse, alcuni a esplorare i sentieri di ciottoli, altri a scattare foto dei meravigliosi paesaggi. Io e Vanessa, tuttavia, trovammo una scusa per allontanarci dal gruppo.
"Andiamo a perlustrare il giardino, ci vediamo dopo!" salutammo così il gruppo e velocemente ci allontanammo. Camminammo lungo un sentiero, circondati da alberi di ciliegio e laghetti riflettenti, Io provai una certa eccitazione. Vanessa, con indosso un leggero vestito estivo, sembrava catturare ogni raggio di sole, emanando un’aura di freschezza.
"È tutto così bello qui," disse lei, mentre si fermava a osservare un gruppo di carpe koi che nuotavano nel laghetto. Subito mi avvicinai e quando i nostri sguardi si incrociarono, un'intensa connessione si creò tra di noi.
"Sì, è incredibile" risposi con il cuoricino accelerato. Senza pensarci troppo, le presi la mano, portandola verso un angolo più isolato del giardino.
Vanessa mi seguì senza esitazione, un sorriso malizioso sulle labbra. Ci addentrammo nel folto degli alberi, lontano da occhi indiscreti. Il profumo dei fiori era inebriante e il cinguettio degli uccelli creava una melodia romantica.
Quando fummo certi di essere completamente soli, mi fermai e mi girai verso di lei. I suoi occhi scintillavano di desiderio e le sue guance erano arrossate per l'eccitazione. La attirai a me, avvolgendola tra le mie braccia. I nostri corpi si fondevano perfettamente, come se fossero stati creati l'uno per l'altro.
"Ho aspettato questo momento per tutto il giorno," sussurrai al suo orecchio, facendola rabbrividire.
"Anch'io," rispose lei in un soffio, prima di premere le sue labbra sulle mie in un bacio appassionato.
Ci perdemmo in quel bacio, dimenticandoci del mondo esterno. Le mie mani vagarono lungo la sua schiena, accarezzando la pelle morbida attraverso il tessuto sottile del vestito. Vanessa infilò le dita tra i miei capelli, attirandomi ancora più vicino.
Il tempo sembrava essersi fermato in quel angolo nascosto del giardino.
Eravamo solo noi due, avvolti dalla natura rigogliosa e dal nostro amore crescente. Quel momento di intimità rubata rese la gita al Kioto Garden ancora più speciale e indimenticabile.
Le nostre lingue si sfiorarono delicatamente. Il calore e l’accoglienza della labbra di Vanessa erano irresistibili. Il suo sapore dolce mi inebriava i sensi, facendomi perdere ogni inibizione.
Le mie mani si fecero più audaci, accarezzando le sue curve sensuali attraverso la stoffa leggera dell'abito estivo.
Vanessa sospirò di piacere contro la mia bocca, il suo corpo che si inarcava verso il mio tocco. La volevo con una intensità che non avevo mai provato prima. In quel momento, nulla esisteva tranne noi due e la passione che divampava tra di noi.
Senza interrompere il bacio, la sollevai tra le braccia e la portai verso un'area ancora più appartata, dove l'erba alta ci avrebbe nascosti da sguardi indiscreti. La distesi delicatamente sul prato, ammirando la sua bellezza mozzafiato. I capelli scuri erano sparsi come una corona intorno al suo viso arrossato, gli occhi scintillanti di desiderio.
Mi stesi al suo fianco, le mani che esploravano ogni centimetro del suo corpo perfetto. Vanessa si aggrappò a me, i nostri corpi che si muovevano all'unisono in una danza sensuale. Tra baci infuocati e carezze ardite.
Vanessa gemette quando le mie dita sfiorarono i suoi capezzoli turgidi attraverso la stoffa sottile del vestito. Con un movimento fluido, abbassai le spalline dell'abito, liberando i seni perfetti dalla costrizione. Mi chinai per prenderne uno in bocca, la lingua che giocava con il capezzolo eretto mentre la mano accarezzava l'altro.
"Oh sì..." sospirò Vanessa, inarcandosi contro di me. Le sue mani si aggrapparono ai miei capelli, tenendomi vicino.
Continuai a succhiare e leccare, assaporando la morbidezza della sua pelle. Vanessa si contorceva dal piacere sotto di me, i suoi gemiti di estasi mi eccitavano sempre di più.
Feci scivolare una mano lungo il suo corpo, sotto l'orlo del vestito, accarezzando la pelle liscia delle cosce. Risalii lentamente, le dita che si facevano strada tra le sue gambe fino a sfiorare il tessuto bagnato delle mutandine.
Vanessa trasalì e spalancò le gambe, invitandomi a toccarla più intimamente. Spostai il tessuto sottile di lato, le dita che trovavano il suo centro bollente. Era così bagnata, così pronta per me.
Sfiorai il clitoride gonfio, facendola sussultare e gemere più forte.
"Ti prego..." implorò, spingendo i fianchi contro la mia mano.
Con un sorriso malizioso, intensificai le carezze. Le mie dita entravano dentro di lei senza tanti complimenti. Percepivo delle contrazioni ogni volta che affondavo dentro di lei. Sensazioni meravigliose sui miei polpastrelli bagnati aumentarono la mia lussuria. Ogni tanto mi guardavo intorno, con la paura di essere visti, dopotutto stavamo in un giardino pubblico. Mi inebriava baciare Vanessa, le sue labbra calde succhiavano le mie.
Mentre le mie dita scivolavano dentro e fuori, il suo corpo tremava incontrollabilmente sotto i miei tocchi esperti. I gemiti di Vanessa si fecero sempre più forti e frequenti. La sua schiena si inarcò e le unghie affondarono nella mia nuca, graffiando la pelle.
"Non fermarti... Sì, proprio lì!" gridò, ormai senza ritegno, dimenticandosi dove ci trovassimo.
Accelerai il ritmo, spingendo più a fondo, il palmo premuto contro il suo clitoride. Intrecciò le gambe attorno al mio polso come per trattenermi il più possibile dentro di lei.
All'improvviso il suo corpo fu scosso da brividi di piacere e gettò la testa all'indietro, travolta dall'orgasmo. Le pareti vellutate si contrassero attorno alle mie dita, inondandole con il suo nettare dolce.
Continuai a pomparla dolcemente, prolungando il suo godimento, finché non ricadde sfinita tra le mie braccia, il respiro affannato.
Ritrasse delicatamente la mia mano e la portò alle labbra, succhiando i miei polpastrelli uno a uno, assaporando i propri umori. I suoi occhi scintillavano di malizia e desiderio.
Ripresi a scrutare l’orizzonte, fortunatamente nessuno si era accordo di noi.
Mentre riprendevo fiato, Vanessa iniziò a slacciarmi i pantaloni con mani tremanti. Li abbassò insieme ai boxer, liberando la mia erezione pulsante. La prese tra le mani, accarezzandola lentamente su e giù.
"Ora tocca a me farti godere", sussurrò con voce roca di desiderio.
Si inginocchiò tra le mie gambe e fece scorrere la lingua calda lungo tutta la lunghezza, poi mi prese in bocca. Mugolai di piacere mentre mi succhiava avidamente, le guance incavate.
Affondai le dita nei suoi capelli scompigliati, spingendomi più a fondo in quella cavità bollente e accogliente. Vanessa aumentò il ritmo, pompando la base con una mano. Ad un certo punto inizio a darmi dei piccoli morsi lungo l’asta fino ad arrivare ai miei testicoli. La mano li avvolse e li tenne in tiro mentre la punta della lingua creava sentieri eccentrici facendomi rabbrividire dal piacere.
Le sue labbra tornarono a chiudersi attorno alla mia erezione pulsante, succhiando con foga crescente. La sua lingua turbinava instancabile, stuzzicando i punti più sensibili. Sentivo l'eccitazione montare sempre di più, il mio corpo teso come una corda di violino.
"Vanessa... sto per venire...", ansimai tra i gemiti, la voce rotta dal piacere.
Lei non accennò a fermarsi, anzi raddoppiò gli sforzi, decisa a portarmi all'apice. Bastarono pochi istanti e un'ondata di piacere travolgente mi investì. Urlai il suo nome mentre raggiungevo l'orgasmo, riversandomi copiosamente nella sua bocca. Vanessa inghiottì fino all'ultima goccia, poi si rialzò lentamente, leccandosi le labbra con aria soddisfatta.
Mi abbandonai sull’erba, le gambe molli e il respiro affannato. Lei si strinse a me, la testa appoggiata al mio petto. Rimanemmo così per un tempo indefinito, beandoci del calore l'uno dell'altra.
Alla fine Vanessa si staccò delicatamente.
"Sarà meglio tornare prima che qualcuno si accorga della nostra assenza", mormorò con un sorriso complice. Annuii, ancora stordito. Tornammo lungo il sentiero principale. Ad un certo punto ci imbattemmo in una cascata delicata: l'acqua scorreva su rocce lisce, creando melodie naturali che cullavano i nostri sensi, rubai un veloce bacio a Vanessa. Oltre la cascata, un ponte in legno si ergeva come un sentiero verso un altro mondo, offrendoci una vista panoramica che ci riempì il cuore di meraviglia e questa volta fu Vanessa a baciarmi.
Gli alberi di ciliegio, come un simbolo di bellezza effimera, ci accompagnarono per tutta la passeggiata, insieme alle lanterne di pietra, testimoni silenziose di secoli di storia.
Ci tenemmo per mano mentre camminavamo, le dita intrecciate, i cuori ancora palpitanti per la passione condivisa. Il giardino sembrava avvolgerci in un abbraccio benevolente, quasi a voler proteggere il nostro segreto.
"È stato meraviglioso," sussurrò Vanessa, stringendosi a me.
"Non avrei mai immaginato di poter provare qualcosa di così intenso."
Sorrisi, accarezzandole dolcemente il viso. "Nemmeno io. Lo sai che sto iniziando a provare qualcosa di serio per te?"
Con gli occhi profondi e un po’ lucidi vanessa rimasse a bocca aperta.” E cosa mi dici di Stefania ed Elena, fino a ieri hai continuato a scopartele, anche per loro provi qualcosa di serio?”
La sua domanda mi colpì come uno schiaffo. Rimasi in silenzio per un momento, cercando le parole giuste.
"Vanessa, non so cosa risponderti. Forse hai ragione, forse è colpa di questo meraviglioso giardino che mi ha fatto confondere l’eccitazione con l’amore. Per me questa vacanza è veramente unica e particolare.
Posso dirti che Stefania è stata la mia prima donna.
E’ più grande di noi e sinceramente la sua perdizione mi ha colpito come anche quella di Elena.
Il sesso con loro è stato spettacolare e ogni volta imparo nuove cose.
Però in te trovo anche dolcezza e intensità, oltre che una forte attrazione fisica. Amo tantissimo tenerti la mano e ogni secondo ho il desiderio di toccarti e di assaporarti."
La mia confessione la destabilizzò per alcuni secondi poi fissandomi mi disse: " Giorgio, grazie per le belle parole. Sei carino e mi piaci anche, però, credo che sia solo un’infatuazione la tua. Siamo entrambi giovani, lontani da casa e con gli ormoni a mille. A me piace divertirmi e far godere il mio corpo in ogni possibile modo, non cerco l’amore e credo che anche tu non lo desideri più di tanto. Continuiamo a divertirci, a fare sesso con chi vogliamo e condividiamo tutto quello che ci viene offerto."
Le parole di Vanessa mi lasciarono perplesso e un po' deluso. Avevo sperato in una risposta diversa, ma dovevo ammettere che c'era del vero in ciò che diceva. Eravamo giovani, pieni di energie e desiderosi di esplorare tutte le possibilità che la vita ci offriva. Forse l'amore vero non era ancora nei nostri pensieri.
"Hai ragione Vanessa," risposi dopo un momento di riflessione. "Siamo qui per goderci questa vacanza unica e speciale. Continuiamo a divertirci senza pensieri, a lasciarci trasportare dal piacere e dalle emozioni del momento."
Lei mi sorrise, un sorriso malizioso e pieno di promesse. "Esattamente Giorgio. E ora che ne dici di tornare dagli altri e vedere cosa combinano? "
Non me lo feci ripetere due volte. La presi per mano e insieme ci incamminammo verso il punto di ritrovo all’ entrata del Kioto Garden. Mentre ci avvicinavamo agli altri, notai che l'atmosfera era cambiata. C'era una nuova eccitazione nell'aria, un'energia elettrica che sembrava crepitare tra i presenti. Vanessa mi strinse la mano più forte, percependo anche lei la tensione crescente.
"Ehi ragazzi, dove eravate finiti voi due?" ci accolse Antonio con un sorriso malizioso. "Stavamo giusto discutendo dei piani per stasera. Abbiamo sentito di una festa esclusiva e particolare in una villa privata qui vicino. Sembra che sarà una serata molto... interessante."
Il modo in cui disse l'ultima parola mi fece rabbrividire. Guardai Vanessa e vidi il luccichio nei suoi occhi. Sapevo che anche lei era tentata dall'idea di una notte di trasgressione e piacere senza limiti.
"Sembra fantastico!" esclamò lei entusiasta. "Non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserva questa festa. Sarà sicuramente un'esperienza indimenticabile."
Tutti annuirono in accordo, i volti accesi da un mix di curiosità e desiderio. Io stesso mi sentivo pervaso da un senso di aspettativa, consapevole che quella sera avrebbe potuto portare a situazioni imprevedibili e audaci.
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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!
Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo
Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!
Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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