bdsm
Sottomessa al Piacere-L'estetista perversa #4
giorgal73
01.12.2025 |
12.452 |
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"Un ultimo sussurro intimo: avete immerso lo sguardo in un racconto di sottomissione, ma io sono l'opposto, un amante della condivisione sensuale, della tenerezza che accarezza l'anima e..."
*** CINZIA ***Cazzo, dopo aver distrutto il culo dilatato e bagnato di Michela fino a farla urlare per un orgasmo devastante, inizio la depilazione laser con un ghigno sadico. La pistola ronza come un'ape vendicativa e sadica, pronta a bruciare ogni follicolo pilifero sulla sua pelle d'avorio marchiata. È una seduta che durerà circa 90 minuti di tormento metodico e continuo, coprendo tutte e tre le zone in un rituale che la farà contorcere sul lettino di cuoio nero come una cagna in calore, con i suoi fori dilatati che pulsano visibili sotto la luce tremolante delle candele.
Inizio con il pube, la zona più intima e sensibile, per circa 30 minuti di colpi roventi sul monte di Venere gonfio e intorno ai dilatatori sui labbri. Ogni sparo provoca un fastidio intenso e rovente che scalda la pelle liscia come un marchio invisibile, un calore che si accumula in un bruciore persistente e in un pizzicore acuto, simile a una scossa prolungata ed elettrica. Questo le fa contrarre i muscoli interni in spasmi involontari e bagnati, specialmente sulle parti sensibili vicino ai fori con i dilatatori che tirano la carne tenera. Ogni tocco del laser è un'esplosione di disagio misto a desiderio represso, che la fa rabbrividire e ansimare. Le fisso il volto e mi accorgo che sta provando anche piacere, e io penso: «Cazzo, questa troia sta pulsando come una fontana, bagnandosi sotto il laser».
Daniela, seduta accanto con gli occhi che scintillano di sadismo, commenta con voce tagliente e insultante: «Senti come brucia, puttana? Ogni colpo ti sta ripulendo per me, eliminando quei peli schifosi che nascondono i tuoi buchi dilatati. Contrai quella fica bagnata, fammi vedere quanto ti eccita essere marchiata e liscia come una bambola da bordello».
Poi passo alle gambe, il processo più lieve ma esteso e tedioso, un calore caldo e persistente come un abbraccio rude per altri 40 minuti. Ogni colpo provoca un pizzicore sopportabile ma cumulativo che le fa chiudere gli occhi a intervalli irregolari. Il laser scorre dal ginocchio alla coscia interna in linee precise e brucianti, un promemoria costante della sua vulnerabilità esposta mentre le gambe tremano spalancate sul lettino. Il sudore cola in rivoli appiccicosi lungo la pelle liscia, mescolandosi all'odore della sua eccitazione che si diffonde nell'aria, facendola arrossire di umiliazione.
Daniela interviene di nuovo, con la voce bassa e velenosa: «Stringi i denti, cagna. Quel pizzicore è niente rispetto a come ti dilaterò dopo, con le tue gambe lisce pronte per essere spalancate e usate. Senti come il calore ti fa pulsare la fica come una puttana affamata?».
Infine, sotto le ascelle, la sensazione si intensifica per gli ultimi 20 minuti in un tormento acuto e localizzato: ogni sparo è un pizzicore bruciante come una stilettata rapida e rovente, che la fa trattenere il respiro con un sibilo soffocato e chiudere gli occhi stretti come se volesse scappare dal dolore. Il sudore le cola lungo la schiena come lacrime calde e appiccicose, il corpo che trema di sottomissione mentre il laser brucia le radici ispide una per una in un ronzio incessante. È un accumulo di fastidio che la fa contrarre tutta, con la fica che gocciola viscido sul cuoio del lettino.
La seduta termina, e rimetto il plug nel suo culo con un gesto deciso e rude, il peso metallico che la dilata di nuovo con un suono umido e osceno, sigillando il suo buco come un tappo su un vaso di depravazione, facendola gemere mentre il ronzio riprende. Mi rivolgo a Daniela con un sorriso complice e malizioso: «Ci vediamo la settimana prossima per la prossima sessione». Guardo Michela, esausta e bagnata sul lettino, i capelli incollati alla fronte dal sudore, le pupille dilatate come quelle di un animale in trappola, la pelle arrossata che pulsa sotto la luce fredda della lampada: «Brava, il tuo buco è accogliente come una caverna umida e calda. Ti farò uno sconto la prossima volta, troietta, se continui a essere così docile mentre ti brucio ogni singolo pelo dal corpo».
*** DANIELA ***
Adesso il pube di questa troia è pronto per essere tatuato, liscio e immacolato come una tela vergine che aspetta il mio marchio indelebile. Giorgio sarà felice da morire, quel bastardo tatuato con le mani callose, pronto a incidere una bella scritta: “SLAVE”, in lettere nere e spesse che domineranno quel monte di Venere gonfio e bagnato, un marchio osceno che urlerà al mondo quanto è mia, una schiava devota con la fica marchiata per sempre. I dilatatori sui labbri tireranno mentre l'ago punge, la barretta sul clito con le palline vibrerà a ogni spasmo, un tormento perverso che la farà bagnare come una fontana umiliata.
Cinzia avverte con quel suo sorriso malizioso e complice: «Dopo che il trattamento di depilazione sarà completato, non prima, per evitare che l’inchiostro si sciolga», dice, i suoi occhi scintillano mentre immagina la carne fresca di Michela sotto l'ago. E io annuisco sadica, pensando a come quel tatuaggio la romperà di più, un promemoria costante della sua sottomissione ogni volta che si guarda allo specchio, nuda e marchiata per me.
La guardo con occhi possessivi e famelici, bevendomi la sua umiliazione come un vino proibito, il suo corpo tremante sul lettino che mi fa pulsare la fica: «Ti troveremo un plug più grosso, visto che ora il tuo culo può ospitare qualcosa di più grande», dico con voce bassa e velenosa, un comando che le trafigge l'anima. Immagino quel mostro metallico da 10 cm che le dilaterà il culo slabbrato fino a farla urlare di dolore misto a estasi, sigillando dentro di lei ogni cosa che deciderò di farci entrare, a partire dalla sborra di Giorgio e Marco. E lei, umiliata fino al midollo con le guance arrossate e le lacrime che colano, ha gli occhi lucidi di una felicità perversa e malata, il cuore che le batte forte per me come un tamburo di devozione, pronta a tuffarsi nel mio abisso oscuro e senza fondo che adora con ogni fibra del suo essere spezzato, bagnata al pensiero di essere dilatata, usata e posseduta da me per sempre.
*** SABRINA ***
È passata una settimana dalla prima seduta di Michela da Cinzia, e guardarla trasformata in questo mosaico di sensazioni contrastanti mi fa ribollire il sangue di un sadismo che non sapevo di avere. Mia sorella, quella che da piccola era la perfetta principessina con i voti alti e il sorriso innocente, ora è un campo di battaglia tra dolore lancinante, desiderio famelico e sottomissione assoluta, un relitto che mi eccita da morire umiliarla ogni giorno, facendola piegare al mio volere come una bambola rotta.
Penso: «Cazzo, Michela, eri sempre la preferita di mamma, ma ora sei una troia dilatata e bagnata, e io godo a romperti di più, a vederti strisciare per Daniela mentre ti piscio in bocca come una fogna umana».
Ma non è solo Daniela a umiliarla: io, sua sorella Sabrina, complice devota della sua Padrona, ho preso l’abitudine di portarla in giro tra le scrivanie dei dipendenti, piegandola a 90 gradi per «spiegare le cose chiaramente». Il vestito si alza scoprendo il suo culo dilatato e il plug che scintilla sotto le luci come un invito osceno a scoparla. I loro sguardi lascivi, i sussurri e gli insulti sottovoce la trafiggono come frecce, ma Daniela gode nel vederla così esposta e umiliata, la sua cagna da esibire in pubblico. E io, con il cuore che martella di eccitazione, accetto ogni opportunità per umiliarla, pensando: «Guarda come si piega, la mia sorellina. Un tempo mi invidiava i ragazzi, ora è una troia e io godo a vederla strisciare, bagnata per questa vergogna che la consuma, un'orgoglio perverso per averla ridotta a questo».
Ogni settimana, torna da Cinzia per la depilazione laser e da Giorgio per sedute estenuanti di sesso estremo e di nuovi dilatatori per le grandi labbra. E io immagino le scene con invidia perversa. Il suo corpo è un campo di tensione, un intreccio di tormento bruciante e desiderio famelico che la lega sempre più a Daniela.
In ufficio, Daniela la domina con una crudeltà che mi fa vibrare di gioia sadica. Non si accontenta di possederla in privato: la espone, la offre come un trofeo. Ha coinvolto me, sua sorella Sabrina, che spesso la chiamo e la faccio andare in bagno per infilare la sua testa nel wc e pisciarle in bocca con un getto caldo e amaro che la soffoca. Daniela, sempre presente, osserva con un sorriso sadico, il suo piacere nel vederla umiliata che le fa tremare la fica. E io, con il cuore che martella di eccitazione perversa, accetto ogni opportunità per umiliarla, pisciandole in bocca mentre le dico: «Bevi tutto, sorellina. Eri sempre la preferita, ora sei un cesso vivente, bagnata per ogni goccia che ti do». E Michela ingoia con gli occhi lucidi, il desiderio di compiacerci che la brucia dentro come fuoco.
»» Parte 4 di 6 - Continua ««
*** NOTE ***
Un nuovo capitolo (diviso in 6 parti) nell'odissea perversa della nostra eroina. Vi ricordo che questa storia non è mera invenzione della mia mente: si ispira a esperienze reali, non mie, ma vissute da DamaBianca. La mia fantasia ha solo arricchito il racconto con i pensieri e i punti di vista di quei personaggi secondari che, nelle narrazioni convenzionali, passano spesso inosservati – eppure, a mio avviso, sono proprio loro a custodire l'essenza più profonda. Non mi limito a descrivere l'atto sessuale in sé, per quello esistono i video pornografici, che lo fanno con maggiore efficacia; il mio è un viaggio interiore nella perversione, un'esplorazione psicologica che mi impone di immedesimarmi in ogni singolo personaggio. Ed è qui che le mie infinite personalità emergono al meglio, intrecciandosi in un mosaico di ombre e desideri.
La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.
Queste pagine sono nate da eventi vissuti, solo lievemente impreziositi dalla mia penna. È una reinterpretazione di una storia già esistente, resa più intensa dal mio stile, con l'auspicio di aver acceso in voi emozioni travolgenti e nuove ispirazioni erotiche.
Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile. Un ultimo sussurro intimo: avete immerso lo sguardo in un racconto di sottomissione, ma io sono l'opposto, un amante della condivisione sensuale, della tenerezza che accarezza l'anima e dell'appagamento reciproco, in qualcosa di normale e autentico... anche se mi incanta la donna forte, quella che sa condurre il gioco con maestria avvolgente e seducente.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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