bdsm
Sottomessa al Piacere-Marchiata nell'anima#2
giorgal73
10.11.2025 |
15.314 |
3
"È una reinterpretazione di una storia già esistente, resa più intensa dal mio stile, con l'auspicio di aver acceso in voi emozioni travolgenti e nuove ispirazioni erotiche..."
*** GIORGIO ***Cazzo, la fisso incredulo: Michela è un fottuto capolavoro ambulante, un'opera d'arte vivente da scopare e distruggere: nuda come una dea del porno, la pelle d'avorio che brilla di sudore sotto le luci fluorescenti, i capezzoli rosa scuro eretti come piccole gemme dure, con quel plug mostruoso da 8 cm che le dilata il culo come un invito aperto e bagnato, un buco slabbrato color carne viva che implora di essere invaso e riempito fino all'orlo.
Daniela la comanda come una dea sadica e irresistibile, le labbra scarlatte piegate in un ghigno crudele, e io sento il mio cazzo indurirsi all'istante solo a guardarla tremare, pulsando nei jeans stretti come un martello rovente pronto a colpire, la stoffa che si tende fino quasi a strapparsi.
Il sangue mi ribolle nelle vene tatuate, un misto di lussuria animale e invidia perversa che mi fa prudere le dita – vorrei possederla io, marchiarla con i miei inchiostri e i miei colpi, imprimere il mio nome sulla sua pelle di porcellana, ma dividerò il bottino con Marco, quel pivello eccitato che già sbava con gli occhi azzurri fissi sulle sue tette pesanti che oscillano ad ogni respiro affannoso.
Oggi la faremo urlare in stereo, divideremo ogni gemito strozzato e ogni contrazione spasmodica; le sue grida acute saranno musica celestiale per le mie orecchie tatuate, una sinfonia di dolore e estasi che mi farà venire duro come mai, schizzando come un vulcano in eruzione.
Mi spoglio con lentezza deliberata, ogni bottone della camicia che si apre rivelando un altro centimetro di pelle, godendomi lo spettacolo dei suoi occhi ipnotizzati che mi seguono come quelli di un coniglio davanti a un serpente affamato. La camicia cade piano sul pavimento sporco dello studio, rivelando il mio torso tatuato e tondo, un mosaico epico di inchiostro e carne sudata – draghi cinesi scarlatti che ruggiscono tra nuvole tempestose, teschi messicani che ghignano con denti d'avorio e rose nere tra le orbite vuote, antichi simboli tribali di potere che si intrecciano come vene pulsanti, coprendo ogni centimetro della mia pelle olivastra e pelosa.
I jeans sdruciti scendono con un fruscio ruvido come carta vetrata, lasciando libero il mio cazzo: un mostro doppio e brutale, spesso come il polso delicato di una ballerina, circa 16 cm di diametro, venoso e pulsante, con vene bluastre che si intrecciano come fiumi gonfi sulla superficie tesa, già duro come marmo di Carrara appena scolpito, la cappella gonfia e violacea come una prugna matura che brilla di pre-eccitazione viscida e trasparente, pronta a sfondare qualsiasi resistenza. Sento un'onda di orgoglio sadico che mi attraversa come una scarica elettrica. I suoi occhi lo fissano, la bocca secca come sabbia del deserto per la paura e la lussuria, questo bastardo la terrorizza e la eccita come un incubo erotico, la farà implorare come una bambina smarrita.
Marco segue a ruota, il pivello magro e scolpito come un dio greco decadente si toglie la maglietta nera attillata rivelando tatuaggi freschi e brillanti come ferite aperte grondanti inchiostro nero, i pantaloni cargo militari giù in un lampo con un fruscio metallico di cerniera, e il suo cazzo si svela come una lancia affilata e letale: lungo e sottile come uno stiletto rinascimentale, circa 18 cm di carne eretta e venosa, con una curva leggera verso l'alto, la punta umida e rosea come un bocciolo di rosa che punta al cielo come una freccia avvelenata pronta a scoccare.
Rido dentro di me, i denti premono contro il labbro inferiore: «Il mio è il martello pesante di un fabbro, il suo la spada elegante di un duellante – insieme la spaccheremo come cristallo fragile, la faremo tremare di terrore e desiderio animalesco fino a farle cedere le gambe come fuscelli al vento.»
La mia voce riempie la stanza come un liquido denso e scuro, riverberandosi contro le pareti scrostate. Mi diverto a scorgere le espressioni della preda, il modo in cui il suo labbro inferiore trema impercettibilmente, come le sue pupille si dilatano fino a divorare l'iride, quel rossore che le sale dal collo fino alle guance in chiazze irregolari, simili a macchie di vino su seta bianca.
Daniela, con un sorriso crudele che le increspa le labbra scarlatte, punta un dito smaltato verso il pavimento sporco. «In ginocchio, Michela,» ordina con voce bassa e tagliente come vetro rotto.
«Voglio vederti strisciare come una serva medievale. Esaudirai ogni loro fantasia più depravata, ogni capriccio perverso, senza un lamento, senza un'esitazione. Ti concedo a loro come un regalo temporaneo - la tua anima, la tua dignità, e soprattutto,» aggiunge, avvicinandosi per passarle un dito lungo la spina dorsale tremante, «questo magnifico corpo che mi appartiene.»
Michela si inginocchia sul pavimento di cemento grezzo, il volto arrossato di umiliazione come una schiava romana appena acquistata al mercato, ma con la fica che gocciola incontrollabilmente come una fontana di marmo incrinata in una piazza abbandonata, umori densi e viscosi che colano in rivoli trasparenti lungo le cosce tremanti, formando piccole pozze lucenti tra le piastrelle scheggiate – un segno inequivocabile che è già completamente nostra, bagnata fino al midollo e affamata come una belva in calore.
Inizia dai miei piedi callosi, leccandoli con devozione perversa e metodica, la lingua rosa e carnosa assaggia ogni millimetro del sudore salato e acre accumulato durante la giornata e il cuoio vecchio e screpolato delle scarpe nere da motociclista, un sapore pungente e metallico che la fa rabbrividire visibilmente di disgusto profondo misto a un'eccitazione febbrile che le fa dilatare le pupille. Risale con lentezza torturante, la lingua che scivola sulle mie gambe pelose e muscolose come una carezza bagnata di saliva tiepida, sul torace ampio e tatuato dove ogni leccata umida traccia meticolosamente i contorni vibranti dei miei inchiostri colorati, fino a prendere il mio cazzo pulsante in bocca con un gemito gutturale di fame primordiale.
Le sue labbra rosse si allargano a fatica attorno alla mia larghezza mostruosa, la gola che si tende come una corda di violino veneziano pronta a spezzarsi sotto l'archetto troppo aggressivo di un musicista ubriaco, il sapore salato e acidulo delle goccioline di pre-sperma che le riempie i sensi come un veleno dolce distillato nelle catacombe di Napoli.
Succhia con la passione febbrile di un'esperta cortigiana rinascimentale, la lingua color corallo che danza sull'asta venosa con giri vorticosi come una ballerina della Scala impazzita, girando intorno alla cappella gonfia e purpurea come se fosse un altare barocco da adorare in una cattedrale proibita, poi scende alle mie palle pesanti e calde come sassi di fiume a mezzogiorno, leccandole avidamente come frutti proibiti rubati dal giardino dell'Eden, affondando il viso nel mio inguine peloso e selvaggio come una foresta amazzonica in miniatura, l'odore maschile che la soffoca e la inebria come un incenso pagano fino a farla gemere contro la mia carne pulsante.
Sento un'onda di piacere elettrico salire dalla spina dorsale come una scarica da 220 volt, il mio cazzo pulsa nella sua bocca calda e umida come una grotta vulcanica, e gemo profondo, soddisfatto come un re sumero sul trono d'avorio: «Brava, troia del cazzo dalle labbra di ciliegia, lecca come se fosse l'ultimo bastardo pulsante della tua vita miserabile e vuota! Senti come pulsa per te come il cuore di un maratoneta, come si gonfia nella tua gola da puttana affamata come un cobra reale – succhialo più forte, fammi esplodere come il Vesuvio nel 79 d.C.!»
Penso che questa bocca e questa lingua possano esplorare anche il mio buco di culo e donarmi emozioni più intense. Mi giro con un ghigno sadico, offrendole il mio culo sudato e peloso come un trofeo umiliante. Le mie natiche massicce si aprono come una voragine carnosa, rivelando il cerchio rugoso e brunastro del mio ano, circondato da una foresta di peli scuri e umidi di sudore acre che emana un odore pungente di maschio dominante.
Con un gemito di vergogna bruciante che mi eccita da morire, lo lecca lì, la lingua rosea e tremante scivola sul mio buco stretto e proibito, lasciando una scia lucida di saliva che brilla sotto la luce fioca. Sento ogni millimetro della sua lingua calda e umida esplorare le pieghe corrugate della mia apertura, un'umiliazione profonda che la fa sentire una cagna da marciapiede sporca, ma il desiderio di compiacere Daniela la spinge oltre, facendole spingere la punta della lingua dentro con fame perversa e disperata, penetrando l'anello muscolare che si contrae e si rilassa ritmicamente, rimming me con colpi profondi e circolari che mi fanno contrarre i muscoli delle cosce e dell'addome in spasmi di piacere proibito. Essere sodomizzato dalla sua lingua dura è un dono divino che mi fa tremare le ginocchia come foglie al vento d'autunno, un piacere proibito che mi attraversa la spina dorsale come una scarica elettrica, facendomi contrarre i muscoli e stringere i pugni fino a far sbiancare le nocche mentre gocce di sudore perlano la mia fronte come rugiada mattutina.
Marco si avvicina con passi felini, il suo cazzo lungo e sottile che le sfiora le labbra rosse e gonfie come una tentazione letale, la punta umida che lascia una scia lucente sulla sua pelle vellutata. Lo prende in bocca con un sospiro roco che vibra dalle profondità del suo petto, la lunghezza che le riempie la gola fino in fondo, facendole lacrimare gli occhi bordati di mascara colato. Si alterna tra noi due come una professionista del porno consumata: la bocca che si spalanca oscenamente per accogliere la mia larghezza brutale, le guance che si incavano per succhiare con fame disperata, poi si allunga avidamente per la profondità affilata di Marco, la lingua che danza e si contorce come un serpente attorno alla sua asta venosa. I nostri insulti crudi e volgari la colpiscono come frustate sonore, eccitandola come potenti afrodisiaci proibiti, facendola bagnare ancora di più fino a creare una pozza lucente sul pavimento grezzo sotto le sue ginocchia arrossate.
«Troia schifosa e insaziabile, succhia meglio o ti schiaffeggio quel muso da puttana bagnata fino a farti piangere lacrime di lussuria!» ringhio io attraverso denti serrati, una vena pulsante sulla mia tempia destra, spingendo i fianchi avanti con violenza animale, la pelle sudata che schiocca contro il suo viso arrossato, sentendo la sua gola contrarsi in spasmi umidi attorno alla mia carne pulsante, i suoi occhi arrossati che mi guardano con un misto di paura e desiderio febbrile.
«Sei una Cagna in calore, prendilo tutto in gola fino a soffocare e implorare aria, fammi sentire quanto sei affamata e disperata per ogni centimetro di questo cazzo che ti sfonda la faccia!» aggiunge Marco con un ghigno esaltato, una vena pulsante che gli attraversa la fronte imperlata di sudore salato. I suoi fianchi magri, ma muscolosi pompano con forza brutale, le ossa iliache che sbattono contro le sue guance arrossate come martelli su carne viva.
Non resisto più, decido che il mio culo è ormai soddisfatto come un sultano dopo un banchetto, ma il mio cazzo pulsante rimane affamato come un lupo nella steppa siberiana, quindi mi alzo con un movimento fluido e predatorio e mi posiziono accanto a Marco, i nostri corpi lucidi di sudore sotto la luce giallastra. I nostri cazzi - il mio tozzo e venoso come un tronco di quercia nodosa, il suo lungo e curvo come una scimitarra damascata - si alternano in un ritmo infernale e sincronizzato nella sua bocca spalancata al limite anatomico, le labbra tese e lucide di un rosso carminio che si allungano fino a creare piccole crepe sanguinanti agli angoli, come un frutto troppo maturo che si spacca sotto il sole cocente. La vedo gemere e tremare di estasi umiliata, i capelli castani incollati sulla fronte madida, gli occhi pesantemente truccati rovesciati all'indietro mostrando solo il bianco venato di rosso come quelli di una bambola rotta.
Cazzo, questo è paradiso terrestre in forma carnale - le sue lacrime trasparenti miste a saliva densa e filamentosa colano in rivoli argentati lungo il mento tremante come cera fusa da una candela votiva, i suoi mugolii gutturali soffocati che vibrano attorno alla mia carne pulsante come le corde di un violoncello torturato, tutto mi fa pulsare di un piacere esaltante che mi risale dalla base della spina dorsale come lava incandescente del Vesuvio, pronto a spingermi oltre il limite dell'umano verso un nirvana carnale e proibito.
--- 2 di 6 --- Continua
*** NOTE ***
Un nuovo capitolo (diviso in 6 parti) nell'odissea perversa della nostra eroina. Vi ricordo che questa storia non è mera invenzione della mia mente: si ispira a esperienze reali, non mie, ma vissute da DamaBianca. La mia fantasia ha solo arricchito il racconto con i pensieri e i punti di vista di quei personaggi secondari che, nelle narrazioni convenzionali, passano spesso inosservati – eppure, a mio avviso, sono proprio loro a custodire l'essenza più profonda. Non mi limito a descrivere l'atto sessuale in sé, per quello esistono i video pornografici, che lo fanno con maggiore efficacia; il mio è un viaggio interiore nella perversione, un'esplorazione psicologica che mi impone di immedesimarmi in ogni singolo personaggio. Ed è qui che le mie infinite personalità emergono al meglio, intrecciandosi in un mosaico di ombre e desideri.
La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.
Queste pagine sono nate da eventi vissuti, solo lievemente impreziositi dalla mia penna. È una reinterpretazione di una storia già esistente, resa più intensa dal mio stile, con l'auspicio di aver acceso in voi emozioni travolgenti e nuove ispirazioni erotiche.
Ora tocca a voi: elevatemi a maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso, o relegatemi tra i sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente – o sussurratemi in privato proposte audaci, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in un Club Privè di Bologna o ovunque il desiderio ci conduca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Sottomessa al Piacere-Marchiata nell'anima#2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
