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orge

Una storia napoletana-Gli amici degli zii #3


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
17.11.2025    |    2.957    |    1 9.0
"Teresa, sadica fino al midollo, mi tira i capelli con forza fino a farmi lacrimare..."
*** LUCA ***

Lo sguardo di zio Armando mi perfora come un pugnale mentre sibila. "A terra, guagliò. Ricominciamo da dove abbiamo finito." Cado sulle ginocchia. Il calore delle piastrelle davanti al camino penetra attraverso la pelle. Il cuore martella come se volesse scapparmi dal petto. Un brivido mi attraversa la spina dorsale. Vergogna e desiderio si intrecciano nelle mie vene. La mia mente vacilla tra l'umiliazione e una fame oscura che cresce. Immaginando il sapore salato sulla lingua. La sensazione di soffocamento piacevole. L'abbandono totale che solo la sottomissione può regalare.

Con le labbra tremanti, accolgo l'erezione di zio Armando. La mia tecnica ancora incerta mentre lui affonda senza gentilezza. "Ti credevi furbo, eh? Pensavi di prenderti solo mia moglie?" sibila tra i denti. Dalla poltrona accanto al camino, zia Mariella emette una risata bassa e vellutata che riempie l'aria calda della stanza.

Zia Mariella si lascia sfuggire un gemito di approvazione. "Madonna, che talento naturale," mormora con voce roca. Rosa, gli occhi scuri lucidi di interesse, si sporge dal divano fino a che i suoi seni premono contro le ginocchia. "Non fermarti, Armando," sussurra, leccandosi le labbra. "Fallo godere."

Mi sposto verso Gino. Che mi afferra i capelli con decisione. La sua erezione, curvata come un arco teso, scivola oltre le mie labbra fino a toccare il fondo della gola. Gli occhi mi si riempiono d'acqua mentre lui emette un suono gutturale. "Cristo, Luca, che paradiso," mormora con voce rotta. Il sapore salato e l'odore intenso mi travolgono. Risvegliando una fame che non sapevo di avere. Vorrei sentirlo ancora più profondamente. Vorrei che mi usasse completamente. Fino a mescolare tutti i suoi umori in me.

Paolo è l'ultimo. Il suo cazzo spesso mi allarga le labbra fino a farle bruciare. La corona violacea preme contro il palato mentre la barba ispida mi graffia il mento. I suoi peli pubici, neri e crespi come fil di ferro, mi solleticano le narici ad ogni affondo. Portando con sé l'odore intenso di sudore e muschio. Sento il sapore salato della sua pelle mescolarsi all'amarezza del liquido che già trasuda dalla punta mentre lo ingoio fino alla gola.

Paolo stringe i pugni nei miei capelli. Tirando con forza mentre sibila tra i denti. "Succhia forte, pezz'e mmerda."

Ma non basta, non per loro. Mi mettono sul divano di pelle consumata. Il cuoio freddo contro le mie ginocchia tremanti. Sono a quattro zampe come un animale offerto in sacrificio. Il culo esposto e vulnerabile nella luce ambrata del camino che ne disegna ogni curva. Zia Mariella e le donne formano un semicerchio attorno a me. Le loro dita vagano lente sotto vestiti semiaperti. Accarezzando capezzoli turgidi e pieghe umide. I loro occhi, accesi da un desiderio febbrile, brillano come quelli dei gatti nella penombra. Teresa, con il rossetto sbavato all'angolo della bocca e il sorriso sadico che le increspa le labbra carnose, fa scorrere la lingua sulla fila perfetta dei denti superiori prima di ordinare con voce roca. "Mo' inculatelo, fate vedere."

Zio Armando è il primo. Mi spalanca il culo con le mani callose. Le dita nodose affondano nella carne tenera delle mie natiche. Zia Mariella si inginocchia accanto. La sua lingua umida e vellutata serpeggia tra le mie pieghe. Lasciando una scia lucida di saliva calda che cola lungo il perineo.

Lo Zio urla con voce rauca. "Prendilo tutto, fino alle palle!" Poi spinge il suo cazzo violaceo dentro di me. Un'invasione brutale che mi dilata e mi riempie. Strappandomi un urlo gutturale di dolore misto a un piacere osceno che mi fa contrarre i muscoli.

"Zio, piano, mi spacchi!" Ma lui non ascolta. La sua risata crudele risuona nella stanza mentre il suo respiro pesante si mescola all'odore di sudore e sesso. "Piano un cazzo, questa è una punizione, puttanella!" Pompa selvaggiamente. I suoi colpi profondi fanno sbattere le sue palle contro di me ad ogni spinta. Mentre il camino crepita e sfrigola. Le fiamme danzano come lingue di fuoco che sembrano applaudire allo spettacolo perverso.

Gino viene dopo. Il suo cazzo curvo entra angolato. La punta violacea preme contro quel punto nascosto dentro di me che mi fa vedere le stelle. Ogni spinta precisa mi strappa un gemito più profondo del precedente. Facendomi tremare le cosce sudate.

"Cazzo è veramente stretto!" sibila tra i denti. Il suo respiro caldo contro la mia nuca mentre mi afferra i fianchi con dita che lasciano impronte rosse sulla pelle. Mi scopa con un ritmo metodico, quasi scientifico. Ogni colpo calibrato per colpire esattamente lo stesso punto. Come se volesse mappare ogni millimetro delle mie viscere con la sua carne pulsante.

Paolo chiude la fila. Il suo cazzo spesso e marmoreo mi dilata al massimo. La corona violacea forza il passaggio come un ariete medievale. Il suo corpo massiccio e peloso si schiaccia contro la mia schiena sudata. I peli ispidi graffiano la mia pelle liscia come carta vetrata. "Ti rompo, guagliò," ringhia nel mio orecchio. L'alito caldo sa di vino e sigarette. I suoi colpi sono potenti, brutali, ritmici come un martello pneumatico che scava nelle mie viscere. Ogni spinta mi spinge in avanti e mi lascia senza fiato. Le ginocchia strisciano sul divano di pelle consumata.

Mentre mi inculano uno dopo l'altro, le donne intervengono come dee affamate. Rendendo tutto ancora più caotico e intenso. Zia Mariella si mette davanti a me. Spalancando le gambe piene e ambrate. "Lèccami, Luca." La sua figa è dolce come miele, umida e calda come il mare d'agosto. E io affondo la lingua dentro le sue pieghe rosate che sanno di muschio e sale. Rosa si unisce con movimenti felini. Posizionandosi accanto con il suo corpo minuto ma potente. "Anche a me." Il suo culo sodo e rotondo come una pesca matura mi soffoca deliziosamente. Premendo contro il mio viso arrossato e sudato. Teresa, sadica fino al midollo, mi tira i capelli con forza fino a farmi lacrimare. "Lecca forte, o ti frusto con la cintura di cuoio che ho comprato apposta per te."

Penso, mentre il piacere mi annega. "Sono circondato, fighe vellutate ovunque. Cazzi pulsanti che mi riempiono fino all'inverosimile. Ho voglia di venire così, perso nei loro desideri voraci come un naufrago in un mare di lussuria. E vorrei provare a leccarle tutte mentre pisciano. Un diluvio dorato, caldo e profumato che mi inonda la faccia arrossata dal piacere."

Gli uomini raggiungono l'orgasmo uno dopo l'altro. Esplodendo in me e su di me come vulcani in eruzione. Zio Armando sborra in faccia. Una fontana bianca e calda che mi inonda gli zigomi e cola sul mento gocciolando sulle labbra tremanti. "Prendi tutto, fino all'ultima goccia!" urla con voce roca. Gino viene dentro. Il suo seme caldo e abbondante mi riempie le viscere pulsanti. "Sì, riempiti come una puttana!" ansima mentre trema contro di me. Paolo scarica sul mio petto arrossato. Il suo liquido denso e appiccicoso disegna arabeschi perlacei sulla mia pelle sudata. "Na' doccia di latte per te, guagliò!" esclama con un ghigno soddisfatto.

Sono distrutto. Il mio corpo ridotto a un campo di battaglia dopo l'assalto. Non sento più il culo, bruciante e pulsante come una ferita aperta. E la mandibola è un relitto dolorante che scricchiola ad ogni movimento. Ho la pelle completamente bagnata di sperma. Una vernice calda e appiccicosa che si raffredda lentamente sulla mia epidermide arrossata. Il fiato mi esce in rantoli spezzati. I polmoni bruciano come se avessi corso una maratona. Tuttavia, ora è il turno delle donne dai corpi maturi e affamati. Anche loro vogliono godere. E vogliono approfittare del mio cazzo che fino a questo momento è stato in disparte. Ancora miracolosamente duro e pulsante nonostante tutto.

Zia Mariella si avvicina con movimenti felini. Gli occhi scuri brillanti di lussuria sotto le palpebre pesanti. "Mo' tocca a noi, gioia," sussurra con voce roca mentre si abbassa su di me. I suoi tettoni pesanti oscillano ipnoticamente. Le areole scure e larghe come monete antiche. La sua figa umida e bollente mi avvolge come un guanto di velluto bagnato. Strappandomi un gemito dalle labbra gonfie. Rosa, con il suo corpo minuto ma sorprendentemente forte, si posiziona sopra il mio viso con grazia predatoria. "Mangiami," ordina mentre il suo culo sodo e compatto come una pesca acerba mi preme contro la faccia. Il suo profumo intenso e selvaggio mi inonda le narici. Teresa, con il suo sorriso sadico che le increspa le labbra carnose, attende il suo turno con impazienza mal celata. Le unghie laccate di rosso tamburellano sulla coscia ambrata.

Penetro mia zia con un colpo deciso. Affondando nel suo calore vellutato che mi avvolge come un guanto bagnato. La sua figa matura, esperta e affamata, pulsa e si contrae attorno alla mia cappella gonfia. Massaggiandola con spasmi ritmici che mi strappano gemiti incontrollati. Grazie al cielo, lei raggiunge velocemente l'orgasmo. Il suo corpo si inarca come un arco teso. La testa gettata all'indietro mentre un grido roco le sfugge dalle labbra carnose. Sussulta violentemente sul mio cazzo pulsante. Le sue pareti interne tremano e si contraggono in ondate successive. Prima di liberarlo con un movimento fluido e quasi felino. Teresa, che ha osservato la scena con occhi lucidi di desiderio, ne approfitta immediatamente. Sostituendosi a lei con l'avidità di una predatrice affamata.

Parte 3 di 4 ... Continua

*** NOTE ***

Ehi, belli e belle, tenetevi forte perché il mio compare napoletano da "Una Storia Napoletana" m'ha scaraventato addosso un'altra chicca succosa, successa giusto 'na manciata di giorni dopo. Roba da farvi girare la testa, eh? Ora, io sto qui a grattarmi la zucca su dove ficcare 'sto racconto: la categoria Bisex ci sta tutta, visto che domina la scena come un boss del camorra, ma alla fine ha vinto Orgia, perché quando si parla di ammucchiate perverse, chi sono io per dire no? Meno chiacchiere in dialetto stavolta – la mia amica m'ha dato 'na mano risicata, e io, da vero gentiluomo alla Totò (quello che diceva "Signori si nasce, e io lo nacqui!"), non ho approfittato delle sue curve da urlo come l'ultima volta. Eh, sarà per mancanza di tempo... o forse per non finire in galera per eccesso di galanteria!

Comunque, sono sempre pronto a giocare con voi, a trasformare i vostri desideri in realtà e le vostre perversioni in feste private. Dal caffè innocente a un incontro lampo in una spa vaporosa, o magari in un club privé bolognese di quelli che conosco fin troppo bene – sapete quali, no? Organizziamoci, o buttiamoci nell'avventura alla cieca, che tanto l'adrenalina è il mio afrodisiaco preferito. Non siate timidi se mi beccate in giro: salutatemi, offritemi un drink, e chissà, potrebbe nascere un'amicizia... o qualcosa di più piccante. Ah, e per la cronaca, le mie preferenze? Etero puro, roba normale, anche se scrivo di sottomissioni e porcate varie. Ma una bella dama perversa come il demonio, o una coppia avventurosa... beh, lascio fare al destino, che è l'unico che non mi deve soldi! Scrivetemi qui su A69 o ovunque desideriate utilizzando lo stesso nick che uso qui!
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