Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Sottomessa al Piacere - Supplizio d'Amore #1
bdsm

Sottomessa al Piacere - Supplizio d'Amore #1


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.12.2025    |    13.998    |    3 9.5
"Le calze scivolano sulla pelle liscia - prima la sinistra, poi la destra - le aggancio allo stringi-vita con movimenti meccanici..."
*** MICHELA ***

Due giorni fa ero già un relitto ambulante, un corpo che non apparteneva più a me stessa ma solo a Daniela, marchiato, dilatato, umiliato fino al midollo. Le grandi labbra avevano due cerchi d’acciaio da 26 mm che tiravano la carne come due tende oscene, tenendola perennemente semi-aperta, una figa che non poteva più chiudersi neanche volendo. La barretta verticale sul clitoride, con le palline che premevano sul nervo, mi faceva pulsare a ogni passo, a ogni respiro, a ogni pensiero sporco. I capezzoli, dilatati a 4 mm dopo l’ultima sessione brutale da Giorgio, erano due punti di fuoco costante, pronti per gli anelli definitivi. La lingua inciampava sulla gemma blu sopra e sulla sfera metallica sotto, trasformando ogni parola in un balbettio da troia ubriaca. La catenella d’argento all’ombelico tintinnava a ogni movimento, un campanello da schiava che mi ricordava che ero proprietà.

L’ultima seduta da Cinzia è stata un’agonia lenta, calcolata, quasi rituale. Cinzia, rasata a zero, tuta di pelle aperta sul cavallo, occhi da predatrice, mi ha fatta sdraiare sul lettino ginecologico con le gambe spalancate negli staffoni. Il laser era già acceso, la pistola nera lucida come un’arma.

«Ultima seduta, troia» aveva detto con quel sorriso lento che mi faceva colare la figa. «Dopo oggi sarai liscia come porcellana. Niente più peli a nascondere i tuoi buchi dilatati. Daniela vuole vederti tutta, sempre.»

Aveva iniziato dal pube. Trenta minuti di colpi roventi proprio sopra i cerchi da 26 mm. Ogni sparo era un pizzicore che si accumulava fino a diventare fuoco liquido, un bruciore che saliva dalle radici dei peli fino alla pelle, fino al clitoride, fino al cervello. Piangevo, singhiozzavo, la figa schizzava sul lettino nonostante il dolore. Cinzia passava la pistola lenta, precisa, sfiorando i dilatatori, sfiorando la barretta, sfiorando i nervi più sensibili. «Senti come brucia, puttana?» aveva sussurrato Daniela dalla poltroncina, sorseggiando prosecco. «Ogni pelo che muore è un pezzo di te che diventa mio per sempre.»

Poi le cosce interne, quaranta minuti di calore persistente che mi facevano tremare le gambe spalancate. Il laser scivolava lungo la pelle, lasciando strisce rosse, odore di carne bruciata e ozono. Le ascelle, venti minuti di stilettate rapide e intense, il sudore che colava lungo i fianchi, il corpo che si contraeva in spasmi involontari.

Quando Cinzia aveva spento la macchina, Daniela si era alzata, mi aveva preso per i capelli e mi aveva fatto inginocchiare sul pavimento freddo.

«Brava cagna» aveva ringhiato, la voce bassa e vellutata. «Ora sei pronta per il prossimo regalo.»

Aveva preso il plug, lo aveva estratto con uno schiocco umido e osceno. La sborra era colata fuori in un rivolo denso, bianco-giallastro, colando sulle cosce. L’aveva guardata, aveva sorriso.

«Domani» aveva detto, leccandosi le labbra, «ti metterò dentro qualcosa che ti farà rimpiangere i cazzi di Giorgio e Marco messi insieme. Un plug che ti farà camminare con le gambe spalancate per sempre. E lo terrai tutto il giorno. Anche quando andrai da Giorgio per gli anelli definitivi.»

Alle sette in punto la sveglia squarcia il silenzio come una lama nel buio. Il cuore mi salta in gola prima ancora di aprire gli occhi. So già cosa viene prima di ogni altra cosa. So già che il mio corpo non è più mio da mesi, che ogni centimetro di pelle, ogni buco, ogni respiro appartiene a Daniela, solo a lei, per sempre.

Mi alzo lentamente dal letto. Le lenzuola di seta nera scivolano via dal corpo sudato, lasciando un odore di lavanda misto al mio, al profumo acre della figa che cola da ore, al sentore metallico dei piercing che si sono scaldati durante la notte. Il clitoride è già gonfio contro la barretta verticale, le palline premono sul nervo come se qualcuno me lo stesse tormentando nel sonno.

Tolgo il lenzuolo del tutto. Mi metto a quattro zampe sul letto, le ginocchia larghe, il culo in alto come ogni mattina da mesi. Afferro il plug che tengo sempre sul comodino, quello che ha vissuto dentro di me per intere settimane, che ha trattenuto litri di sborra di Giorgio e Marco, che mi ha fatto camminare come una papera incinta. È ancora unto della notte, luccica di lubrificante e dei miei stessi umori. Spalmo vaselina fredda sulle dita, poi sulla base larga. Il buco si apre docile, abituato, quasi affamato. Spingo piano. Il metallo freddo entra lento, brucia per un secondo, poi si incastra con quel suono umido e osceno che conosco a memoria. Un gemito rauco mi sfugge dalla gola, la lingua sbatte contro la gemma blu. La base si posiziona tra le chiappe, la gemma brilla come un occhio osceno tra le mie natiche. Solo allora mi alzo davvero, in piedi, barcollando leggermente.

Il telefono vibra sul comodino come se sapesse, come se Daniela fosse già dentro la mia testa. Il messaggio è lì, illuminato:

«Buongiorno, schiava. Oggi pizzo nero trasparente totale, stringivita nero che ti schiaccia la vita fino a farti mancare il fiato, stivali rossi a mezza coscia tacco 12. In ufficio troverai il regalo che aspetti da due giorni. Ricordati che i tuoi orgasmi sono i miei, e solo con il mio permesso puoi averli. Se scopro che ti sei toccata, anche solo sfiorata, ti faccio pisciare in bocca a Patrizia per una settimana intera, tutti i giorni, davanti a tutti i colleghi. E tu berrai tutto, sorridendo, ringraziando, con la lingua fuori.»

Leggo il messaggio tre volte. Il clitoride pulsa così forte contro la barretta che devo stringere le cosce fino a farmi male. Un rivolo caldo, trasparente, cola lungo la coscia interna, lascia una scia lucida sulla pelle liscia da laser. Sono già fradicia prima ancora di vestirmi, prima ancora di uscire di casa.

Vado in bagno, le gambe molli. Accendo la luce e mi guardo allo specchio, nuda, per un minuto intero. Il corpo è irriconoscibile. La pelle è liscia come porcellana dopo le sedute da Cinzia, non un pelo, neanche uno, dal collo in giù. Il monte di Venere è gonfio, lucido, pronto per il tatuaggio che Daniela ha già scelto. I capezzoli sono due boccioli violacei, dilatati, pronti per gli anelli definitivi che penderanno come trofei. La catenella d’argento scende dall’ombelico fino a sfiorare la barretta, ogni movimento la fa tintinnare come un campanello da cagna. La lingua, quando apro la bocca, mostra la gemma blu sopra e la sfera metallica sotto, luccicano come gioielli da bordello.

Indosso lo stringi-vita nero. Tiro i lacci con le dita tremanti, un incrocio dopo l'altro, finché il tessuto non mi comprime le costole e la carne si solleva sopra e sotto come pasta lievitata. Ho il fiato corto e faccio piccoli respiri, la vista si appanna per un istante quando l'ultimo occhiello si chiude. Le calze scivolano sulla pelle liscia - prima la sinistra, poi la destra - le aggancio allo stringi-vita con movimenti meccanici. Aggiusto la riga dietro con maniacale precisione, una linea nera perfettamente verticale che punta come una freccia al plug che mi riempie. Infine, il vestito. La stoffa di pizzo nero scivola sul corpo come acqua fredda, si aggrappa a ogni curva, rivela più di quanto nasconda.

Esco di casa. Milano dorme ancora, il vento mi accarezza la figa spalancata sotto il pizzo, mi gela e mi brucia allo stesso tempo. Ogni passo è una tortura calcolata. Il plug oscilla dentro di me, preme contro le pareti, mi ricorda che sono piena, che sono sigillata. La barretta sfrega il clitoride a ogni movimento, è come se qualcuno mi stesse masturbando senza sosta. Sono già al limite, devo mordermi il labbro fino a sentire il sapore del sangue per non venire lì sul marciapiede.

Finalmente l'abitacolo della mia macchina diventa il mio protettore. Il sedile in pelle fredda mi accoglie con un sibilo umido quando mi siedo, facendo pressione sul plug che si spinge più a fondo. Chiudo la portiera e per un istante sono sola, nascosta dagli occhi del mondo dietro i vetri oscurati. Respiro l'odore familiare di plastica riscaldata e profumo al gelsomino, mentre regolo lo specchietto per non dover guardare il mio viso arrossato. Questa bolla di sicurezza durerà solo fino all'ufficio. Poi dovrò scendere, abbandonarla, ed espormi di nuovo.

Arrivo in ufficio con le cosce che tremano come gelatina, bagnata fino alle ginocchia, il respiro corto, il cuore che mi spacca il petto.

Il ticchettio dei tacchi rossi risuona sul marmo dell’atrio come un annuncio di guerra, come un conto alla rovescia. Daniela è già lì, nel suo ufficio con la vetrata sull’openspace, seduta composta sul suo trono di pelle nera, gambe accavallate, un caffè fumante in mano. I suoi occhi neri mi inchiodano appena entro, mi attraversano la carne, mi leggono dentro. Non dice una parola. Solo un cenno del mento, lento, imperioso.

«Inchino.»

Mi piego subito, sollevando il vestito fino alla vita con dita tremanti, esponendo la carne nuda alla luce fluorescente dell'ufficio. La gemma blu incastonata nel plug scintilla come una stella oscena sotto i neon, mandando riflessi cobalto sul marmo lucido. Percepisco ogni singolo sguardo che mi trafigge la pelle - alcuni pesanti come piombo, altri leggeri come piume. Un bisbiglio serpeggia nella sala, qualcuno lascia sfuggire una risata soffocata che riecheggia nell'aria condizionata, mentre altri trattengono il respiro con le labbra socchiuse. Rimango immobile per sessanta secondi esatti, contati nel battito impazzito del mio cuore, le cosce divaricate fino al dolore, i cerchi da 26 millimetri che pendono tra le mie gambe come gioielli barbarici, la barretta verticale che cattura la luce su ogni goccia dei miei umori, la figa che lascia una piccola pozza traslucida sul pavimento di marmo italiano.

Parte 1 di 6

***NOTE***

Nuovo capitolo ispirato a Michela: la schiava perfetta, viene dilatata, marchiata, umiliata e riempita fino al delirio da Daniela, dea crudele e adorata. Dal plug mostruoso all’orgasmo pubblico nel bar, ogni supplizio è atto d’amore assoluto.

Questi racconti nascono dalle confessioni settimanali di una cara amica: non sono solo carne e supplizio, ma un amore così totale da farsi dolore. Non cercate in me il Padrone o lo schiavo; io scrivo per accendere la vostra fantasia, non per viverla con voi. La mia vita e le mie pulsioni sono, lontane da queste catene. Ringrazio per i messaggi, ma resto fedele ai miei desideri diversi. Eppure… chi sa davvero stupirmi troverà sempre una porta socchiusa. Quindi continuate a scrivermi e a fare proposte indecenti, sempre affini al mio profilo.

La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.

Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sottomessa al Piacere - Supplizio d'Amore #1:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni