bdsm
Sottomessa al Piacere-Lo Shopping Perverso#6
giorgal73
27.10.2025 |
13.735 |
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"- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove..."
*** MICHELA ***L'amica di Daniela si alza dal divano bordeaux con movimenti calcolati di un predatore ancestrale. La seta del suo abito nero fruscia come un sussurro di promesse oscure mentre si inginocchia accanto a me sul marmo freddo.
Le sue unghie laccate di rosso sangue affondano nei miei capezzoli turgidi come piccoli rubini, strappandomi un gemito di dolore misto a piacere proibito.
«Sono duri come pietre preziose, vediamo se Dolly li preferisce alla figa grondante, che ne pensi Daniela?» chiede con voce vellutata come caramello fuso, gli occhi felini fissi su quelli di Daniela come in una comunicazione silenziosa tra predatrici.
Daniela annuisce lentamente, un sorriso crudele che le increspa le labbra. «Sì, voglio proprio vedere se la nostra cagnolina preferisce la lingua ruvida sui capezzoli o sulla sua figa.»
Con un gesto della mano dalle unghie affilate, l'amica di Daniela guida Dolly verso il mio petto esposto. Il barboncino, con la curiosità tipica della sua razza, annusa prima i miei capezzoli turgidi, il suo tartufo umido e freddo mi fa sussultare involontariamente. Poi, senza preavviso, la sua lingua ruvida si abbatte sul mio capezzolo destro, creando una frizione così intensa da farmi inarcare la schiena come un ponte sospeso sul vuoto.
«Guarda come si contorce!» esclama l'amica di Daniela, gli occhi lucidi di eccitazione. «È come se non avesse mai provato una sensazione del genere.»
Luciana e Patrizia, senza bisogno di ulteriori ordini, intensificano i loro attacchi. Luciana si unisce a Patrizia e insieme leccano e bevono i miei umori mentre mi leccano il clitoride pulsante e gonfio, alternando morsi delicati a succhi voraci che mi strappano gemiti sempre più acuti.
«Ti prego... non posso... non posso più...» singhiozzo, la voce ridotta a un rantolo roco, le lacrime che continuano a scorrere incontrollate sulle guance in fiamme.
«Oh, invece puoi eccome,» sibila Daniela, afferrandomi il mento con forza, costringendomi a guardarla negli occhi di ghiaccio. «E lo farai. Perché sei la mia schiava, la mia proprietà, e il tuo corpo mi appartiene. Ogni orgasmo è mio, ogni gemito è mio, ogni goccia del tuo piacere è mia.»
Il terzo orgasmo mi travolge come una tempesta di sabbia nel deserto, violento e implacabile, soffocandomi con ondate di piacere così intense da farmi perdere momentaneamente la vista. Il mio corpo si contrae in spasmi incontrollabili, ogni muscolo teso come corde di violino sul punto di spezzarsi, mentre urlo con voce strozzata, incapace di articolare parole coerenti.
«Brava cagnolina,» mormora Daniela, accarezzandomi i capelli sudati con un gesto quasi materno che contrasta crudelmente con la brutalità delle sue azioni. «Hai imparato la lezione di oggi?»
Annuisco debolmente, incapace di parlare, la gola in fiamme per gli urli, il corpo ridotto a un guscio tremante di nervi ipersensibili.
«Allora ripetila ad alta voce,» ordina, tirando nuovamente i miei capelli con forza sufficiente da strapparmi un gemito di dolore.
«Io... io sono tua,» balbetto con voce spezzata, «il mio corpo è tuo, il mio piacere è tuo, ogni parte di me ti appartiene.»
«E non dimenticarlo mai,» conclude Daniela, rilasciando finalmente la presa sui miei capelli.
Mi alzo barcollando, le gambe tremanti come foglie al vento, incapace di reggermi sui tacchi a spillo senza appoggiarmi al tavolino di cristallo fumé. Il plug anale continua a pulsare debolmente dentro di me, un promemoria costante della mia condizione di schiavitù volontaria.
*** PATRIZIA ***
Ho portato pacchi tutto il giorno: carta marrone, manici di corda, tacchi che mi hanno scavato le spalle. Eppure, quando Daniela ha ordinato «spogliatevi», ho sentito il peso scivolare via come seta bagnata.
Michela era già a terra, spalancata, il plug che le tremava dentro come un cuore metallico. Dolly si è avvicinata, curiosa, e la sua lingua… Dio. Ruvida, insistente, animale. Ho visto il suo clitoride gonfiarsi sotto quella carta vetrata calda, ho visto le sue cosce aprirsi di più, come se volesse ingoiare il cane.
Poi Daniela ha guardato noi. «Aiutate Dolly.»
Ho obbedito. Le ginocchia sul marmo freddo. Ho preso il suo capezzolo sinistro tra i denti, l’ho morso piano, poi più forte. Luciana ha fatto lo stesso a destra. Abbiamo leccato, succhiato, bevuto i suoi gemiti.
Ma non era abbastanza. Quando Dolly è salita sul suo petto, quando quella lingua ruvida ha iniziato a raschiarle i capezzoli, ho sentito il mio clitoride pulsare così forte che ho dovuto stringere le cosce. Volevo essere lei. Volevo quella lingua su di me. Volevo che Daniela mi ordinasse di mettermi a quattro zampe e di implorare.
Luciana dietro di me, le dita sul plug, lo spingeva dentro e fuori con un ritmo che mi faceva tremare le ginocchia. Ogni plop umido era un colpo al mio autocontrollo. Ogni gemito di Michela era un mio gemito trattenuto.
E quando Daniela ha contato… tre… due… uno… Michela è esplosa. Il suo corpo si è inarcato, le cosce si sono aperte fino a strapparsi, la figa ha schizzato. Un rivolo caldo, trasparente, che è finito sul mio mento.
Io l’ho leccato. Senza pensarci.
Ora, mentre mi rivesto in silenzio, sento ancora il sapore di lei sulla lingua. Sento il peso delle borse, ma anche il peso del mio desiderio.
*** LUCIANA ***
Ho passato la giornata a seguire Daniela come un’ombra, le braccia cariche di seta e umiliazione. Ogni passo di Michela era un tic-tac di tacchi sul marmo, ogni suo tremito un promemoria: tu sei qui per servire.
Poi, la stanza. Il divano bordeaux. Dolly.
Quando Daniela ha detto «spogliatevi», ho sentito il mio corpo obbedire prima ancora della mente. Il vestito è scivolato via come acqua. Il reggiseno. Le mutandine già bagnate.
Michela era già a terra, aperta, pronta. Ho visto Dolly leccarla e ho sentito un vuoto tra le cosce. Un vuoto che bramava.
Poi l’ordine: «aiutate Dolly».
Mi sono messa dietro di lei. Le dita sul plug. L’ho spinto dentro. Fuori. Dentro. Ogni movimento era un colpo al mio autocontrollo. Ogni schlick umido era un mio gemito soffocato.
Patrizia le leccava i capezzoli. Io le scopavo il culo con il plug. Dolly le divorava la figa.
E Daniela… Daniela guardava.
Quando Michela è venuta la prima volta, ho sentito il suo ano stringersi attorno al plug come una mano. Quando è venuta la seconda volta, ho sentito il mio clitoride pulsare così forte che ho dovuto mordermi il labbro fino a sanguinare.
Alla terza… Alla terza, ho chiuso gli occhi. Ho immaginato di essere io. Di avere Dolly sulla figa. Patrizia sui capezzoli. Daniela che mi teneva i capelli e mi ordinava di implorare.
Ora, mentre mi rivesto, le cosce ancora umide, le borse che mi tagliano le spalle, penso una cosa sola:
Domani. Domani di nuovo giocherò con la figa di Michela, la depilerò e chissà cosa Daniela mi ordinerà di fare.
*** MICHELA ***
Patrizia e Luciana si rivestono in silenzio, i loro corpi ancora lucidi di sudore sotto la luce ambrata della stanza. L'amica di Daniela accarezza Dolly con un sorriso soddisfatto, sussurrandole parole di lode all'orecchio candido e peloso.
«Ti aspetto venerdì alla villa sul lago,» dice all'amica, alzandosi con eleganza dal divano bordeaux. «Porta tutte e tre le tue schiave. Ho alcune amiche che sarebbero molto interessate a... conoscerle meglio.»
Un brivido mi percorre la spina dorsale al pensiero di nuove umiliazioni pubbliche, ma il mio corpo traditore reagisce con un'ondata di calore che si irradia dal basso ventre, facendomi arrossire violentemente.
Daniela annuisce, un sorriso enigmatico che le increspa le labbra perfette. «Ci saremo. E Michela sarà la stella della serata, vero schiava?»
Non rispondo, ma il mio corpo parla per me, tremando visibilmente di anticipazione e terrore mescolati in un cocktail tossico e irresistibile.
Usciamo dal locale nell'aria fresca della sera milanese, il cielo ormai tinto di un blu profondo punteggiato di stelle pallide. I passanti ci guardano con curiosità, attratti dal nostro strano corteo: Daniela in testa, io che la seguo con passi incerti, e Patrizia e Luciana che chiudono la fila, cariche di pacchetti eleganti.
L'umiliazione brucia ancora sulla mia pelle come un marchio invisibile, ma c'è qualcos'altro ora, qualcosa di più profondo e disturbante: la consapevolezza che non posso più fare a meno di questa vita da schiava di lusso, di questa vergogna esposta che mi nutre come un veleno dolcissimo. Sono caduta in un abisso di piacere proibito da cui non voglio più risalire.
E mentre cammino dietro Daniela, sentendo il plug anale che pulsa dentro di me ad ogni passo, realizzo con chiarezza cristallina che non sono più io a controllare il mio corpo, ma è il mio corpo a controllare me. E questa resa totale, questa abdicazione completa della mia volontà, mi riempie di un'estasi perversa che non avevo mai provato prima.
---FINE---
*** NOTE ***
Una giornata intensa, piena di Eros e Pathos. Questa parte del racconto è diventato un film perverso guidato dalla mia immaginazione. La storia che mi ha raccontato Daniela è il percorso di una metamorfosi che ha stimolato la depravazione della mia anima. Anche questa volta potrete leggere i pensieri estemporanei dei protagonisti e magari immaginarvi al loro posto. Il racconto di questa giornata è diviso in 6 capitoli, così che possiate riprendere fiato e metabolizzare gli eventi.
La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!
Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!
Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.
Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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