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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#4


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
15.09.2025    |    19.271    |    2 7.1
"Sussurro, il mio alito caldo contro il suo orecchio: «Qualcuna potrebbe approfittare del tuo punto debole..."
**DANIELA**

Estraggo dall'ampolla il primo bigliettino, il mio cuore batte forte per l'eccitazione che permea l'aria. Il pubblico freme, impaziente, i loro occhi famelici puntati sulle mie schiave, Michela e Patrizia, già provate dalle punizioni precedenti.
I loro corpi sudati, marchiati da orgasmi multipli, brillano sotto le luci, fighe e culi dilatati dai plug che ho inserito con cura sadica. I miei magnifici plug di acciaio chirurgico, unici nel loro genere, perché me li faccio fare apposta per le mie schiave. Anatomicamente speciali che accarezzano ogni nervo dell’ano. Impreziositi da una gemma che indica la misura: Blu per Michela che è già abbastanza dilatata, Verde per Patrizia e Rosso per me, il più grande e stimolante.
Sorrido, sapendo che sto orchestrando un spettacolo di perversione pura, dove il dolore si fonde con il piacere in un turbine di umiliazione sensuale.

«Numero 34!» esclamo al microfono, la voce carica di malizia. Un silenzio carico di attesa cala, poi una donna si fa avanti: bassa, una nana sui trent'anni, tratti somatici inconfondibili, capelli neri in codette sbarazzine.
Vestita di pelle nera aderente, lucida come olio su un corpo tonico, niente sotto – i capezzoli eretti come chiodi forano il bustino, la figa gonfia, solco visibile, grandi labbra spalancate dalla tensione erotica, bagnata di pregustazione. I suoi stivali neri con tacchi alti la fanno ancheggiare, culetto stretto che ondeggia provocante.

«Ecco qui la nostra fortunata vincitrice!» annuncio, sentendomi a mio agio nel ruolo di Padrona assoluta. Lei saluta la folla con gesti ampi, e io mi avvicino, sussurrando:

«Quale delle due vorresti? E cosa vorresti farle?» La curiosità mi divora, il mio sesso pulsa.

«Oh tutte e due! Voglio fotterle entrambe» risponde sorridendo dal basso.

Al microfono, annuncio: «La nostra piccola amica punirà entrambe le schiave!» Il pubblico freme, mentre le mie schiave, accasciate e bendate, ignorano il loro destino perverso.


**MICHELA**

Sento la nana avvicinarsi, il suo odore di pelle e eccitazione mi invade. Mi afferra per i capelli con forza brutale, strappandomi un urlo stridulo: «Ahia! I capelli!»
Mi tiro dietro come una cagna, gattonando a quattro zampe, il plug nel culo mi fa pulsare la figa ristretta, umida di vergogna e desiderio. Mi obbliga a stendermi con la schiena a terra, gambe spalancate, esposta al pubblico: la mia figa aperta, bagnata, visibile a tutti. Le sue manine verificano il plug, lo muovono avanti e indietro con foga sadica, togliendolo e rimettendolo, ogni spinta mi fa sobbalzare, gemere, avvicinandomi all'orgasmo.
Sudo, esausta ma eccitata, il buchetto apertissimo, pronto a ingoiare di più. Il pubblico osserva i miei spasmi, il mio corpo sussulta in preda a un piacere perverso.

**PATRIZIA**

Vengo afferrata per i capelli, urlo protestando mentre mi trascina. Il suo tocco è rude, mi fa sentire una bestia in calore.
Mi sdraia accanto a Michela, gambe aperte, figa esposta. Le manine giocano col mio plug, spingendolo con violenza crescente, facendomi gemere forte, il ano dilatato, bagnato di sudore e lubrificante.
Sento Michela ansimare, il pubblico che ci divora con gli occhi, e la nana eccitata, la sua fighetta che gocciola.

**DANIELA**

Osservo ipnotizzata la nana che si gasa nel dominio, la sua fighetta bagnatissima. Non resiste al seno grosso di Michela, le dita minuscole lo palpano, strizzano i capezzoli gonfi.
Michela balbetta: «...ahhh...piano...m-mi fanno maleee...» Ma la nana tira con cattiveria, un misto di dolore e piacere che fa impazzire la mia schiava.
Seduta a cavalcioni, la domina: «Sei proprio troia. E ora, sei la mia troia...»
Le sputa in faccia con disprezzo. Michela subisce, sperando in più torture, eccitata dalla perversione.

**MICHELA**

Le sue ditine con anelli bombati entrano nella mia figa senza rispetto, contemporaneamente a Patrizia. Dito per dito, penetrano come nel burro fradicio.

«Ohhh! Che male! Hai degli anelli...» strillo, ma lei spinge il pugno fino al polso, facendomi sobbalzare.

«Oddio, fa male...piccola stronzetta...» mormoro, ma sono clamorosamente eccitata, il corpo tradisce, la mia figa gocciola con succhi che colano lungo le mie gambe. Lei pompa su e giù, fino a metà avambraccio, doppio stantuffo senza pietà.

Urlo: «Fai maleeeee... Non fermartiiii!!!»

Il pubblico sente, io mi sento una troia spalancata, dominata da questa nana perversa.

**PATRIZIA**

La manina entra anche in me, ogni anello metallico graffia le pareti interne come piccoli artigli.

«Piccola bastarda sadica!» urlo con voce rotta, ma non posso resistere mentre sento la mia carne cedere, centimetro dopo doloroso centimetro. Il bruciore si trasforma in un calore liquido che si irradia dal mio centro.
Cosce spalancate fino al limite, muscoli tremanti, accolgono quelle braccine minuscole ma implacabili fino in fondo, dove nessuno è mai arrivato. Lei fotte con movimenti rapidi e precisi, il suo respiro corto ma resistente, il suo sorriso crudele fisso sul mio viso contorto.

«Oddio... sto per godere... mi stai spaccandooooo!!!» grido, mentre l'orgasmo esplode come un'onda di fuoco. I miei umori schizzano oscenamente sul pavimento lucido, formando pozze traslucide.
Il mio corpo si inarca come un arco teso al limite, urlando senza ritegno, la voce che si spezza in singhiozzi di piacere violento.

**DANIELA**

Prima Michela, poi Patrizia godono urlando, i corpi scossi da spasmi violenti, squirtando liquidi trasparenti che schizzano a ventaglio sul pavimento lucido. I loro volti contorti in smorfie di piacere estremo, occhi rovesciati all'indietro, bocche spalancate in grida animalesche.
Applaudo la nana, che solleva le manine fradice, dita grondanti di umori femminili che colano fino ai polsi:

«E uno! Guardate come gocciolano queste troie! Come fontane rotte!»

Mi avvicino a Michela, carezzandola con le unghie che lasciano scie rosse sulla pelle arrossata: «Te li hanno slabbrati questi buchi, eh?» Sfioro il seno pesante, la figa gonfia e pulsante, il plug di acciaio sporge osceno, facendola sobbalzare come toccata da corrente elettrica.

«Oh no, Padrona... sono distrutta...» supplica con voce rotta, ma i capezzoli turgidi, duri come sassolini, tradiscono la sua eccitazione crescente.

«Sei troppo troia,» rido, mostrando denti perfetti. La nana riprende, infila la manina tozza in Michela con un movimento fluido e crudele: «Nooooo! Bastaaaa!!» Urla lei, schiena inarcata, vene del collo in evidenza, ma la nana, con sorriso sadico: «Vuoi ancora godere, lo sento dalle tue pareti che stringono!»

Afferro Patrizia per i capelli sudati, tirandoli fino a farle lacrimare gli occhi: «Pensi di scampartela?»

«Nooooooo!» Urla, tremando visibilmente. La nana la penetra con dita tozze ma agili, fino alle nocche: «Oddio... no... fermatiiii...» geme, mentre un rivolo di saliva le cola dal labbro inferiore morso fino a sanguinare.

**MICHELA**

I lamenti si sovrappongono come onde di un mare tempestoso, il pubblico ride con un'eccitazione palpabile che riempie la sala. La nana pompa senza pietà, il braccio che scompare fino al polso nella mia carne pulsante, ogni movimento che manda scintille elettriche lungo la mia spina dorsale.
I miei gemiti si trasformano in urla rauche: «Ohhh...non fermarti, lurida bastarda nana!»

Le mie dita tremanti, cercano a tentoni i capezzoli già gonfi e violacei, pizzicandoli con frenesia disperata fino a farli diventare duri come noccioli di ciliegia. Il mio corpo si contorce come un serpente sul pavimento lucido e freddo contro la mia schiena arrossata, i muscoli dell'addome e delle cosce tesi fino allo spasmo, formando corde visibili sotto la pelle.

Gocce di sudore perlano ogni centimetro della mia epidermide, scintillando come diamanti liquidi sotto le luci al neon della sala, creando rivoli che scivolano negli incavi tra i seni e nelle pieghe dell'inguine.

Sento Patrizia gridare accanto a me: «Non fermarti, spaccamiiiiii!», la voce rotta che vibra nell'aria satura di odori acri.
Anche lei ha la figa dilatata, aperta come un pozzo senza fondo, le labbra gonfie e arrossate che pulsano visibilmente. Il rumore umido e sordo - ciaf, ciaf, lento ma inesorabile - si sincronizza perfettamente con la manina che penetra anche me, le nocche che scompaiono e riappaiono ritmicamente. Ogni volta che la nana spinge, Patrizia sussulta, la schiena che si inarca, le cosce che tremano incontrollabilmente, e posso quasi sentire i suoi muscoli interni contrarsi e rilassarsi, bagnando l'universo nascosto della sua carne con umori densi che colano lungo le natiche e formano una piccola pozza lucida sul pavimento.

**DANIELA**

Sollevo la mano con unghie laccate di rosso sangue e annuncio una pausa: «Diamo respiro alle schiave! Facciamole riprendere qualche minuto. Abbiamo preparato un rinfresco, ma tranquilli, loro staranno con noi, naturali come animali da compagnia.»

Applaudo, il suono secco delle mie mani rimbalza sulle pareti rivestite di velluto rosso come schiaffi fantasma. Guardo Michela, la pelle madida di sudore che luccica sotto le luci soffuse, e mi accorgo che i suoi capezzoli sono ancora turgidi, due piccole gemme scure che puntano verso l'alto come accusando. La cagna è eccitata, lo percepisco, semplicemente vedendo il suo corpo in estasi. Anche quelli di Patrizia sembrano degli appendi abiti, eretti e provocanti, quindi cosa meglio di un paio di mollette d'acciaio, fredde e impietose, per essere appese e fargli sentire del sano dolore?

Con le dita applico le mollette metalliche ai capezzoli già gonfi e violacei di entrambe, la pressione che strappa loro un sibilo tra i denti.
Vi aggancio sottili catenelle d'argento che scintillano come fili di mercurio liquido sotto le luci, il metallo che tintinna ad ogni loro respiro affannoso. Le impugno come guinzagli, sentendo il peso tiepido del metallo contro il palmo. Le tiro leggermente e le troie ansimano, si mordono le labbra carnose in modo sensuale e senza pudore, un rivolo di saliva che sfugge dall'angolo della bocca di Michela.

Allora tiro più forte, con uno strattone deciso, e loro capiscono immediatamente, che la Padrona apprezza i loro gemiti gutturali che riempiono la stanza come una sinfonia perversa.
Michela si contorce, il sudore le imperla la fronte: «Ahiiii, mi fa maleeeee....»

Mi chino, i miei capelli sfiorano il suo viso arrossato. Sussurro, il mio alito caldo contro il suo orecchio: «Qualcuna potrebbe approfittare del tuo punto debole... Tutti hanno notato come sussulti quando ti toccano qui.»

Lei trema visibilmente, un fremito che parte dal centro del petto e si propaga fino alle estremità, i muscoli addominali tesi come corde di violino sotto la pelle lucida di sudore, le pupille così dilatate che l'iride è solo un sottile anello ambrato attorno a pozzi neri di eccitazione febbrile.

«Non farmi picchiare... ti prego...» Supplica con voce rotta da singhiozzi trattenuti, labbra gonfie, arrossate e umide di saliva che luccica sotto le luci soffuse.

«Ti scoperanno parecchio, ma tranquilla nessuno ti picchierà!» rido con malizia crudele, mostrando i denti perfettamente allineati e bianchi come avorio, mentre tiro con studiata lentezza la sottile catenella d'argento, osservando con piacere sadico il suo corpo arcuarsi involontariamente come un arco teso al limite.



**EPILOGO**

Quarta parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 14 capitoli di passione non filtrata.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.

Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere".
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.

La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.

Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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