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Sottomessa al Piacere-Umiliazione infinita#10
giorgal73
29.09.2025 |
19.028 |
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"Mi posiziono sopra Patrizia, abbassandomi lentamente finché non sento il suo respiro caldo contro le labbra intime..."
**DANIELA**Con studiata lentezza, infilo la mano nell'ampolla, sentendo i biglietti frusciare contro le dita, prolungando la tensione, il mio plug che preme mentre mi muovo, un formicolio caldo che mi bagna tra le grandi labbra allungate dagli anelli. Ne prendo uno, lo sollevo alto, la platea che trattiene il fiato. Lo apro piano, godendo del silenzio pregno di desiderio.
«Numero... 49!» annuncio ad alta voce, sentendo la mia voce riecheggiare sensuale nell'aria densa del club, vibrando contro le pareti nere laccate.
Dopo un attimo di silenzio elettrico, carico come l'istante prima di un temporale estivo, una signora si alza dal divanetto di pelle rossa in terza fila: bassottina ma con una postura impeccabile, sulla cinquantina ben portata, capelli a caschetto neri e lucidi come ossidiana appena tagliata, tratti orientali che le scolpiscono zigomi alti e occhi a mandorla penetranti, vestita con un tailleur grigio perla che nasconde curve sorprendenti, ballerine nere ai piedi piccoli e curati.
Si avvicina con passi misurati, il profumo di gelsomino e ambra che precede il suo arrivo, sussurrandomi all'orecchio una proposta così audace che sento la pelle incresparsi, il suo respiro caldo e mentolato che mi solletica il lobo.
Approvo con un cenno lento, deliberato, il cuore che accelera fino a martellarmi le costole al pensiero della sua idea perversa, e al microfono cromato proclamo: «La punizione sarà inflitta dalla signora Wang!»
La gente applaude curiosa, un mormorio che si propaga come un'onda, facendomi formicolare la pelle sotto il latex nero che scricchiola ad ogni respiro.
Sul pavimento lucido che riflette le luci rosse soffuse, fisso un fallo a ventosa color carne di discrete dimensioni, spesso e venato con dettagli realistici, la punta gonfia e lucida di lubrificante, pronto a penetrare.
**SIGNORA WANG**
Mi avvicino alle due schiave inginocchiate, Michela e Patrizia, bendate con seta nera lucida che contrasta con la pelle arrossata intorno ai loro occhi.
Tremano visibilmente, i muscoli delle cosce che sussultano sotto la pelle madida di sudore.
I loro corpi nudi emanano un calore quasi palpabile nell'aria condizionata del club, le fighe completamente depilate e lisce come marmo bagnato che luccicano di umidità sotto le luci rosse soffuse che danzano sulla loro pelle come lingue di fuoco.
Afferro i guinzagli sentendo il cuoio freddo e ruvido contro i polpastrelli. Tiro all'improvviso con uno scatto secco del polso, il metallo dei moschettoni che tintinna contro i collari borchiati.
Le costringo a gattonare davanti al pubblico con le ginocchia che sbattono dolorosamente sul pavimento lucido, i capezzoli che oscillano come pendoli ipnotici.
Il mio passo è lento e deliberato come quello di un felino che gioca con la preda, sfiorando i divanetti di pelle dove occhi famelici divorano lo spettacolo.
Pensano di essere protette dalla mia discrezione? No. Le consegno agli spettatori come offerte sacrificali, mentre loro, protetti dalla semi-oscurità vellutata e dalle bende impenetrabili, allungano mani anonime che le toccano senza ritegno - dita che affondano nella carne morbida, unghie che lasciano scie rosate.
Il mio corpo freme come corda di chitarra pizzicata, la figa che si bagna sotto i pantaloni formali fino a creare un alone scuro sulla seta della biancheria, immaginando il loro terrore viscerale misto a desiderio inconfessabile.
«Smettetela...» obietta Michela con voce flebile come un sospiro morente, le corde vocali che vibrano d'incertezza.
Ma i capezzoli turgidi come bacche mature e la figa umida che brilla come ambra liquida tradiscono la sua eccitazione profonda, un bagliore riflettente che cattura la luce e rimbalza nei miei occhi, facendomi sorridere freddamente come ghiaccio appena formato.
Una signora muove il plug azzurro nel culetto di Patrizia con movimenti circolari precisi, facendola sobbalzare come una marionetta, strappandole un gemito soffocato che vibra nell'aria densa del club e mi eccita fino al midollo; un'altra con décolleté di vernice nera le preme la punta affilata della scarpa contro le labbra carnose, e lei succhia obbediente come un cucciolo assetato.
Michela subisce trattamenti ancora più crudeli: una donna dai capelli corvini e sorriso tagliente le afferra i capezzoli tra pollice e indice, tirandoli verso il basso con sadica lentezza, «Muggisci, vacca,» sibila con voce roca, e lei mugola come bestiame al macello, il seno cremoso che si tende dolorosamente, venato di blu.
Un uomo in completo grigio le infila l'indice calloso nella figa pulsante, spingendo fino alla nocca con un movimento fluido, «È fradicia come palude tropicale...» commenta alla moglie bionda accanto, «Lo sapevo che era una puttana insaziabile, cara.»
Michela sobbalza come folgorata, stringe i denti perlati fino a far scricchiolare la mandibola, umiliata fino al midollo, ma la figa vellutata si contrae ritmica intorno al dito invasore, bagnata da morire come pioggia monsonica.
Due sculaccioni secchi come colpi di frusta arrivano sul suo culo tondo, lasciando impronte rosse a forma di mano, bruciore acuto che si irradia come fuoco liquido, mani maschili ruvide e femminili morbide che palpano senza ritegno ogni centimetro di pelle esposta, piedi eleganti che giocano col seno pesante, facendolo ballonzolare come gelatina, risatine cristalline e commenti pesanti come piombo che la sovrastano in un coro di degradazione.
Sembra impazzire sotto il peso delle sensazioni, lacrime che scendono invisibili sotto la benda di seta nera, ma la voglia primordiale di godere la consuma dall'interno come fiamma vorace, il corpo che trema sovraccarico di stimoli come un circuito elettrico sul punto di fondersi.
Stanca di lasciarle esposte agli artigli del pubblico famelico, tiro i guinzagli con uno scatto secco del polso, conducendole al centro della sala dove il pavimento nero riflette i loro corpi come uno specchio d'ossidiana.
Dispongo Patrizia supina, la schiena premuta contro il marmo freddo, il viso rivolto verso il soffitto scarlatto, il suo corpo pallido esposto come un'offerta sacrificale, la figa rasata e bagnata che luccica come ambra liquida sotto i faretti.
Michela la faccio accomodare accanto alla testa dell'altra, costringendola con pressione decisa sulla nuca a inginocchiarsi sul fallo color carne fissato al pavimento, la ventosa industriale che lo tiene saldo come una sentinella.
Michela sente il dildo spesso penetrarla centimetro per centimetro, mugolando con voce rotta, il sesso che si allarga intorno alla silicone venato, sensazione amplificata dal plug conico nel culo che stringe le pareti interne come una morsa vellutata, ondate devastanti di piacere che la fanno ansimare con respiri corti e superficiali.
Esegue movimenti sensuali, ancheggiando con ritmo ipnotico, ammirata dal pubblico come una professionista del piacere, il corpo sinuoso che si inarca come un arco teso, gocce di sudore che colano in rivoli lucenti tra i seni pesanti e tremanti.
Con dita agili, mi sfilo i pantaloni di seta che scivolano lungo le cosce come acqua nera, seguiti dagli slip di pizzo bordeaux che lasciano una scia umida sulla pelle d'avorio.
La mia figa rasata e gonfia pulsa come un cuore esposto, perle di umidità che brillano tra le pieghe rosate.
Mi posiziono sopra Patrizia, abbassandomi lentamente finché non sento il suo respiro caldo contro le labbra intime.
Voltata verso Michela, osservo ipnotizzata il modo in cui il suo corpo si contorce sul dildo, i suoi seni che oscillano come pendoli di carne.
Premo il clitoride turgido contro la bocca morbida di Patrizia, sentendo la sua lingua timida e inesperta cercare di compiacermi, un calore umido che si irradia in onde concentriche fino alla base della spina dorsale, strappandomi un gemito gutturale che risuona nella sala come una nota di violoncello.
**PATRIZIA**
La signora Wang mi sbatte schiena a terra con violenza calcolata, il marmo nero del pavimento gelido come ghiaccio contro ogni centimetro della mia pelle nuda e vulnerabile.
Il plug azzurro cobalto preme nel buchetto stretto come un intruso insistente, dilatandomi con una pressione costante e inesorabile che mi fa formicolare la figa completamente depilata, già bagnata fino a creare una piccola pozza per l'umiliazione bruciante che mi consuma dall'interno.
Bendata con seta nera impenetrabile, il mondo è oscurità totale, ma i miei sensi amplificati captano il suo peso felino avvicinarsi con passi misurati, il profumo selvaggio della sua figa nuda che mi invade le narici come un'onda travolgente mentre si siede sulla mia faccia con deliberata lentezza, il clitoride turgido e pulsante premuto contro le mie labbra tremanti.
«Leccami,» implica il suo silenzio autoritario, e io, sconvolta fino al midollo da questa novità scioccante – oggi è la seconda volta che lecco una figa e ho scoperto che mi fa impazzire – tiro fuori la lingua esitante. La punta tremante trova prima i peli radi e curati, poi le pieghe esterne come petali carnosi di un'orchidea proibita. Avanzo in cerchi sempre più stretti verso il centro pulsante, il sapore salato e umido come mare tropicale al tramonto mi riempie la bocca fino alla gola. La sua carne calda e vellutata, di un rosa intenso che immagino simile a corallo bagnato, pulsa ritmicamente sotto i miei colpi sempre più precisi, mentre il suo profumo intenso mi stordisce come un vino corposo.
Il mio corpo freme incontrollato, eccitata fino allo spasimo nonostante il terrore che mi attanaglia le viscere, la figa che gocciola copiosa sul pavimento lucido, il plug che amplifica ogni minimo movimento come un diapason carnale.
La signora ansima con respiri sempre più corti e ravvicinati, gratificata dalla mia sottomissione totale, e allunga i piedini affusolati verso Michela inginocchiata accanto, affondandoli nelle sue tette grosse e morbide come cuscini di carne o infilandoli con prepotenza nella sua bocca arrendevole.
Io lecco con ferocia crescente, la lingua che circonda il clitoride gonfio e pulsante come un serpente attorno alla preda, avvertendo ogni minuscola ruga e piega della sua carne rovente.
Spingo dentro le pieghe rosate e scivolose, assaporando il sapore metallico e salato che mi inonda il palato e scivola in gola.
Il suo mugolio gutturale vibra nell'aria densa e satura di feromoni, facendomi bagnare ancora di più fino a sentire rivoli caldi colarmi lungo l'interno coscia.
Pensieri frammentati esplodono nella mia mente come vetri infranti: «Sono una schiava usata come un giocattolo senz'anima, esposta agli sguardi voraci di decine di sconosciuti, umiliata pubblicamente da una donna spietata che nemmeno conosco, ma cazzo se mi eccita fino a farmi impazzire, fino a farmi dimenticare chi ero prima di entrare in questo club.»
EPILOGO
Decima parte della punizione, un viaggio attraverso l'ombra e la luce del desiderio proibito. La storia si snoda come un fiume sotterraneo, intenso e tumultuoso, che scorre per ben 18 capitoli di passione non filtrata. Ebbene si ho aggiunto 4 parti a quelle che vi avevo promesso nei capitoli precedenti, spero gradiate l’omaggio.
Queste pagine non nascono dalla nebbia della mia immaginazione, ma emergono dalle confessioni sussurrate della mia amica Damabiancaesib, le cui esperienze reali si manifestano qui come gocce di sudore su pelle nuda.
La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib. Quella biografia, scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie. Altri scrittori su A69 hanno narrato le sue storie, ma la mia Dama è sempre pronta a sperimentare e a trovare nuovi stimoli e pertanto ha deciso di darmi questa opportunità, non me ne vogliano male gli altri!
Tra le righe, però, scorgerete anche frammenti della mia anima, specialmente nei pensieri più intimi delle protagoniste, quei sussurri mentali che Daniela, pur nella sua supremazia, non potrà mai ascoltare dalle labbra tremanti delle sue schiave devote.
Ogni capitolo di questa saga intima tra Michela e Daniela porta il marchio "Sottomessa al piacere". Potrebbe sembrare ugua
Per chi si avventura qui per la prima volta, consiglio di tornare all'inizio del viaggio. Questi racconti si intrecciano come fili di seta in un arazzo erotico, tessendo una trama continua di dominazione e devozione.
La vostra lettura completa e i vostri commenti nutriranno non solo il mio ego di narratrice, ma anche il coraggio della mia amica di condividere i suoi segreti più ardenti.
Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.
Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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