Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Sottomessa al piacere - Supplizio d'Amore #5
bdsm

Sottomessa al piacere - Supplizio d'Amore #5


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
15.12.2025    |    14.858    |    3 7.0
"Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, ..."
*** DANIELA ***

Osservo il volto di Michela, le sue pupille dilatate, il sudore che le imperla la fronte, il modo in cui il suo respiro si spezza ogni volta che la lingua tocca il viso di Luciana. Vedo nei suoi occhi che ha compreso perfettamente il mio regalo avvolto nell'apparenza di una punizione. La sua mente acuta ha colto l'essenza del mio disegno: vedere Luciana umiliata, quella stessa Luciana che si è permessa di godere sadicamente quando le ha inserito il plug. Un brivido gelido mi percorre la schiena al ricordo di come sorrideva mentre Michela urlava. Inaccettabile. Solo io posso trarre piacere dal dolore di Michela, solo io posso decidere quando e come farla soffrire. Sono io la sua padrona. Io sola.

Vedere Michela passeggiare davanti ai suoi dipendenti, con il corpo che ondeggia come un pendolo ipnotico mentre il plug le distende le carni interne a ogni passo, mi fa bagnare in modo irrefrenabile. Resto nascosta dietro la vetrata del mio ufficio, le unghie che tamburellano sul vetro appannato dal mio respiro accelerato. La luce blu del vibratore trapela attraverso il pizzo nero della sua gonna, pulsando come un faro osceno tra le sue cosce sudate e tremanti. L'ho vista mordere il labbro inferiore, ho intravisto per un breve istante il piercing uscire dalla sua bocca, quando ha incrociato lo sguardo bramoso di Marco dall'ufficio contabilità, e in quel momento la mia figa si è contratta con violenza, gocce dense e calde che colano lungo le mie gambe snelle, impregnando le calze di seta che aderiscono alla mia pelle olivastra. La troia lo ha fatto apposta, ha voluto sconvolgere Marco e ci è riuscita.

Osservarla camminare con crescente sicurezza, come se quel mostro non le stesse spaccando l'ano in un misto di dolore e piacere proibito, mi ha fatto pulsare il clitoride con un'intensità che mi ha lasciato senza fiato, il mio corpo snello che si inarca leggermente contro la scrivania. È la mia scultura vivente, marchiata e dilatata secondo i miei desideri più oscuri, un'opera d'arte che ho modellato con sadica precisione. Tra qualche giorno la farò tatuare: una catena d'inchiostro permanente che legherà la sua carne alla mia volontà per sempre, un simbolo indelebile del mio dominio assoluto su di lei.

Quando lei gode, godo anche io. Un fremito mi percorre la spina dorsale, sentendo i suoi gemiti riecheggiare nell'ufficio. Il potere mi inebria come vino pregiato, facendomi pulsare tra le gambe. E adesso ho voglia di Godere fino in fondo, di sentire la sua lingua calda esplorare ogni centimetro della mia figa pulsante. Però deve anche lavorare - ci sono delle mail urgenti che attendono risposta, contratti che languono nella sua casella di posta.

«Michela,» sussurro con voce roca, le labbra scarlatte che si muovono appena, «hai due ore per rispondere alle mail. Quando hai finito, vieni in ufficio da me. Non un minuto di ritardo.»

Il tempo passa e la mia Michela ancora non arriva. Ho dovuto chiamare Patrizia per spegnere il mio fuoco. In questo momento lei è sotto la scrivania, inginocchiata sul marmo freddo, i capelli castani stretti nel mio pugno mentre la sua lingua calda e umida si muove con precisione metodica tra le mie pieghe gonfie. Ogni leccata lenta dalla base al clitoride è come un'onda che spegne gradualmente l'incendio che mi divora le viscere, lasciando una scia di brividi sulla mia pelle. Ogni tanto la sento mordere prima uno e poi l'altro labbro con precisione chirurgica, i suoi denti afferrano la carne sensibile, tirando le mie grandi labbra come elastici tesi fino al limite del dolore. Sento la pelle tendersi, assottigliarsi sotto la pressione dei suoi incisivi affilati, mentre la sua lingua calda danza sul bordo della carne catturata, creando un contrasto di sensazioni che mi fa inarcare la schiena contro la sedia di pelle.

Finalmente, dietro la porta a vetri smerigliati, intravedo la siluette inconfondibile di Michela, i suoi capelli castani che incorniciano quel viso che conosco a memoria. Non le do il tempo di bussare; con un gesto secco della mano destra, le faccio cenno di entrare. I suoi occhi si dilatano quando nota le ginocchia di Patrizia che sporgono da sotto la scrivania. Una scintilla di gelosia pura, rovente come lava, attraversa il suo sguardo e questo mi fa letteralmente esplodere. Non resisto più e un orgasmo impetuoso mi squarcia come un fulmine, contraendo ogni muscolo del mio ventre. Con le dita affondo nei capelli di Patrizia, stringendoli fino a farle male, schiacciandole il viso contro la mia figa pulsante, obbligandola a raccogliere con la lingua ogni goccia del mio piacere viscoso. Michela resta immobile sulla soglia, il labbro inferiore che trema impercettibilmente ad ogni mio gemito gutturale, e io godo ancora di più, sentendo il suo dolore nutrirmi come un vino pregiato.

Il mio corpo sussulta una, due, infinite volte, ogni contrazione più violenta della precedente, come onde di un mare in tempesta. Le mie cosce muscolose stringono la testa di Patrizia in una morsa implacabile, schiacciandole le guance contro i miei umori viscosi. La sento annaspare, il suo respiro caldo e irregolare che si infrange contro la mia carne pulsante. Con le mani lei spinge contro l'interno delle mie cosce, le dita affondano nella pelle, lasciando mezzelune bianche che diventeranno lividi. Ma io cedo solo all'ultimo spasmo, quando l'orgasmo finale mi attraversa come una scossa elettrica dalla spina dorsale fino alla punta dei capelli. A quel punto l’allontano malamente e lei cade all’indietro, uscendo completamente da sotto il tavolo.

Come se non fosse accaduto nulla mi rivolgo a Michela, le mie labbra ancora umide e gonfie dall'orgasmo: «Finalmente sei arrivata. Hai risposto a tutti i clienti?»

Lei annuisce, singhiozzando, gli occhi lucidi di devozione malata, le pupille dilatate come pozzi neri in cui mi perdo. Una lacrima le scivola lungo la guancia arrossata, fermandosi all'angolo della bocca tremante. La sua felicità perversa è palpabile, vibra nell'aria come elettricità statica.
Ma non è finita. Non è mai finita con me.
Mi alzo con movimenti felini, il tessuto della micro-gonna scivola sulla pelle nuda. Prendo il cappotto di cachemire nero dall'appendiabiti, lo infilo lenta, assaporando il fruscio della seta della fodera contro i polsi.

«Andiamo a prenderci un caffè al bar all'angolo» annuncio, la voce bassa e roca come dopo un orgasmo violento.

«Padrona, posso indossare anche io il cappotto?» mormora, le labbra che tremano come foglie al vento. Le concedo di indossare la giacca, quella corta di pelle che le arriva appena sotto il seno, che non nasconde nulla e deve rimanere aperta, i bottoni d'argento che pendono inutili ai lati. Voglio che tutti ammirino la mia opera d'arte, ogni centimetro della sua carne marchiata e posseduta.

Arriviamo al bar all’angolo, un posto affollato di mattina, pieno di impiegati in pausa caffè.

Parte 5 di 6

*** NOTE ***

Nuovo capitolo ispirato a Michela: la schiava perfetta, viene dilatata, marchiata, umiliata e riempita fino al delirio da Daniela, dea crudele e adorata. Dal plug mostruoso all’orgasmo pubblico nel bar, ogni supplizio è atto d’amore assoluto.

Questi racconti nascono dalle confessioni settimanali di una cara amica: non sono solo carne e supplizio, ma un amore così totale da farsi dolore. Non cercate in me il Padrone o lo schiavo; io scrivo per accendere la vostra fantasia, non per viverla con voi. La mia vita e le mie pulsioni sono, lontane da queste catene. Ringrazio per i messaggi, ma resto fedele ai miei desideri diversi. Eppure… chi sa davvero stupirmi troverà sempre una porta socchiusa. Quindi continuate a scrivermi e a fare proposte indecenti, sempre affini al mio profilo.

La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.

Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sottomessa al piacere - Supplizio d'Amore #5:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni